Con un dialogo fra la musica strumentale barocca dei suoi più celebri autori (Johann Sebastian Bach e Antonio Vivaldi) e quella del compositore estone Arvo Pärt, giovedi 30 gennaio, riprende la musica da camera dell’Accademia Filarmonica Romana al Teatro Argentina con il concerto L’estro intelligente dell’ensemble Concerto de’ Cavalieri, diretto da Marcello Di Lisa:
“L’intenzione è stata quella di riunire nello spazio di un’unica serata due delle più celebri ed entusiasmanti raccolte concertistiche del Barocco: ‘L’estro armonico’ di Vivaldi, che è tra i frutti più succulenti del Settecento musicale italiano, e i ‘Concerti brandeburghesi’, autentico caleidoscopio del gusto barocco europeo che esemplifica in modo splendido il talento compositivo di Bach” – sottolinea Marcello Di Lisa – “La presenza di Pärt genera allo stesso tempo un senso di naturale straniamento estetico, ma anche sottili e inaspettate corrispondenze, e dialoga con l’universo barocco per opposizione. Se è vero che Bach e Pärt sono del tutto antitetici per epoca, forma e densità, entrambi sono accomunati da una spiritualità potente e affermativa, che emerge con chiarezza e si manifesta nel tessuto stesso delle loro composizioni”.
Il programma alterna dunque due Concerti dalla nota e fortunata raccolta L’estro armonico op. 3 di Vivaldi pubblicata nel 1711 ad Amsterdam – il n. 5 per due violini in la maggiore e il n. 9 per violino e archi in re maggiore – e due degli altrettanti noti Concerti brandeburghesi scritti da Bach circa un decennio dopo – il n. 5 in re maggiore BWV 1050 e il n. 4 in sol maggiore BWV 1049 – con due pagine di Arvo Pärt, Summa e Da pacem Domine.
Il concerto si inserisce nella rassegna “La musica da camera dal barocco al contemporaneo” sostenuta dalla Regione Lazio con il Fondo Unico 2025 sullo Spettacolo dal Vivo
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