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Cinema noir al Palazzo Esposizioni di Roma (20 gennaio-26 maggio 2026)

gennaio 16, 2026

Nel programma del 2026 di “A Qualcuno Piace Classico” spicca il ruolo speciale assegnato al noir, a partire dai titoli di apertura e chiusura: Femmina folle di John Stahl, primo film del genere a essere girato in Technicolor, e Strade violente di Mann, uno degli autori che più ha lavorato a una ridefinizione moderna del noir.

E se “noir” è un termine che viene dalla Francia, non poteva mancare un omaggio al cinema d’oltralpe con uno Chabrol degli anni ‘80, Volto segreto, piccola rarità riproposta in pellicola 35mm.

Per alcune atmosfere e per il senso profondo di fatalismo, anche un film come Fuggiasco di Carol Reed può rientrare agevolmente nel noir, malgrado in questo caso declinato attraverso il tema politico della questione nordirlandese, e lo stesso potrebbe darsi con La caccia, gioiello di Arthur Penn in cui ritroviamo un uomo braccato in un contesto sociale incandescente.  La politica lambisce anche il mondo totalitario immaginato ne La fuga di Logan e naturalmente Acque del Sud di Hawks, girato durante la Seconda Guerra Mondiale, sebbene qui a rubare la scena sia la coppia Bogart e Bacall: insieme per la prima volta sullo schermo, saranno destinati nella vita a uno dei matrimoni più solidi e ammirati della storia di Hollywood.

Come ogni anno una serata sarà dedicata al cinema muto accompagnato dal vivo con L’angelo del focolare di Dreyer.  Restando nel frastagliato arcipelago del Surrealismo, sarà Man Ray al centro del programma consueto sul cinema delle avanguardie:

“Primitive” di Cyril de Commarque al Palazzo Esposizioni (Roma,18 dicembre 2024 -19 gennaio 2025)

dicembre 16, 2024

Inaugurata il 17 dicembre (dopo le mostre ora in corso a Palazzo Esposizioni “L’ultimo meraviglioso minuto. Pietro Ruffo” ed “Elogio della diversità. Viaggio negli ecosistemi italiani” e Francesco Clemenre Anima nomade) la mostra “Primitive” di Cyril de Commarque, nella Sala Fontana  e a ingresso gratuito, promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall’Azienda Speciale Palaexpo, prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo. PRIMITIVE offre importanti spunti di riflessione sulla natura nella sua complessità, esponendo sette sculture in legno e l’installazione sonora dell’artista francese Cyril de Commarque.

Come è percepita – dall’uomo – la natura nell’era dell’Antropocene, cioè, dell’epoca definita dall’impatto massiccio delle attività umane sul nostro Pianeta?  Per la mostra  – interpretazione poetica di immagini satellitari delle zone di distruzione delle foreste primitive –  gli ecosistemi primitivi costituiscono il nostro ultimo legame intatto con l’originario. Cyril de Commarque esplora il primitivo come un ritorno all’essenziale, all’infanzia della vita, agli ecosistemi.  Queste foreste rappresentano simbolicamente l’ultima immagine di una possibile coesistenza. Ma  la foresta primitiva si scontra paradossalmente con i comportamenti primitivi di un capitalismo esasperato

Per realizzare le sue sculture, Cyril de Commarque si affida inizialmente alla precisione di un robot industriale, Kuka, che scolpisce circa il 60% di ogni pezzo, prima di completare meticolosamente il lavoro a mano.  Questa giustapposizione tra tecnologia avanzata e artigianato incarna il periodo di transizione complesso che stiamo vivendo, segnato dall’emergere dell’intelligenza artificiale e della robotica.

Primitive si ispira ai lavori di Philippe Descola (Parigi, 1949), uno degli antropologi più influenti a livello internazionale.