Posts Tagged ‘Pirandello’

Pensaci Agostino al teatro Quirino (Roma,12-24 marzo 2024)

marzo 10, 2024

Pensaci Agostino è una commedia scritta dal grande Pirandello nel 1916.

Questa la sua trama. Un anziano insegnante, Toti – profondamente amareggiato nei confronti della società e dello Stato –  decide di prendere per moglie la giovanissima Lillina: potrà così mantenerla e assicurarle, anche dopo la sua morte, la propria pensione. Benchè Lillina sia incinta del giovane Giacomino, Toti la sposa, mantenendo lei e il nascituro e permettendo a Giacomino di venirli a trovare.. La gente del paese è scandalizzata da questa incresciosa situazione. Il preside invita, quindi, Toti ad andare in pensione. Toti rifiuta con sdegno, poiché è deciso a ribellarsi alle convenzioni. Per mettere a tacere una volta per tutte le dicerie, Don Landolina – per conto della sorella di Giacomino – gli chiede di firmare un documento in cui si dichiara che Ninì è figlio di Toti e che nessuno dei due coniugi è venuto meno agli obblighi nuziali. Toti si reca da Rosalia con il bambino e chiede di parlare con Giacomino. Giacomino arriva sconvolto e rattristato: le dicerie e le malignità della gente lo hanno distrutto, pertanto rivela a Toti di essersi risoluto a sposare un’altra donna.  Toti lo mette di fronte alle sue responsabilità.

Come ben sottolinea il regista Guglielmo Ferro: “Toti non appare come un vinto, né una figura triste o malinconica, di vecchio ingrigito dai propri pensieri. È anzi l’unico che esce vincitore in una guerra dalla quale tutti escono sconfitti; il più intelligente, in fondo, quello che sente di poter scegliere, di essere padrone della propria vita, delle proprie certezze, dei propri errori, pronto a pagare, a sentire tutto sulla pelle con coraggio. Non è il candore senile a impegnare il personaggio, ma l’acutezza mentale, il profondo rigore etico, la coerenza tagliente, quello che infastidisce; perché fa pensare, perché mette di fronte ognuno di noi alla nostra ridicola apparenza di fantocci impegnati in rituali spogli di ogni significato, decisi da qualcun’altro e accettati per comodità”.

Così è (se vi pare) al Teatro Quirino (Roma, 11-23 aprile 2023)

aprile 4, 2023

Così è (se vi pare) è un’opera teatrale di Pirandello, tratta dalla novella La signora Frola e Il signor Ponza, suo genero. 

Protagonista assoluto della scena è il fatto che la verità assoluta non esiste, e che la verità è per ciascuno “come pare”.Come conclude la signora Ponza “…io sono colei che mi si crede”.  “Ed ecco, o signori – conclude Laudisi – come parla la verità…Siete contenti?” (Scoppierà a ridere…)

In sintesi, questa la trama. La vita di una tranquilla cittadina di provincia viene scossa dall’arrivo di un nuovo impiegato, il Signor Ponza, e della suocera, la Signora Frola, scampati ad un terribile terremoto nella Marsica.  Si mormora, che assieme ai due sia giunta in città anche la moglie del Signor Ponza, anche se nessuno l’ha mai vista. Da qui l’affannosa ricerca della verità sulla signora Ponza: e viva? E morta? Quali sono i suoi legami con Ponza e la signora Frola?

Passando alla sua messa in scena al Quirino di Roma… “Ho chiesto  – sottolinea il regista Geppy Gleijeses  a un grande videoartist, Michelangelo Bastiani, di creare degli ologrammi assolutamente tridimensionali, donnine e omini alti 60 centimetri.  All’ingresso della Frola, quegli esserini li rivediamo in dimensioni normali. Piccoli uomini e donne che riprendono le loro reali fattezze di fronte alla grandezza e all’amore di una madre.  La scena (di Roberto Crea) è un buco nero, come lo aveva visto nel suo incubo Pirandello, disseminato di specchi, un labirinto di specchi, come in un terribile parco di divertimenti. O forse come ne “La signora di Shangai” di Orson Welles.  Da quegli specchi (specchi piuma, che se illuminati anteriormente sono specchianti, ma se retroilluminati perdono la caratteristica dello specchio per diventare vetro trasparente) scompaiono e a volte compaiono la signora Frola, il signor Ponza e la signora Ponza.  E Laudisi con quegli specchi gioca e spaventa il cameriere, perché lui sa che la verità assoluta non esiste, che ognuno ne ha una propria, che è vero solo quello che crediamo sia vero. Il resto è sogno, incubo, illusione.  Specchi e fantasmi, quelli che popolano da sempre e per sempre la mente di Luigi Pirandello. I filtri, tutti i filtri, attenuano la fisicità dei protagonisti, ma non la sofferenza. Il dolore è dolore vero. E senza remissione.  Le musiche di Teho Teardo sono astratte e dissonanti, e diversamente non poteva essere. I dodici attori, a cominciare da Milena Vukotic, Pino Micol e Gianluca Ferrato sono impagabili. La sofferenza è anche loro? La loro MASCHERA, come voleva Jung, dietro “l’inconscio collettivo”, il dolore, o piccole scorie di esso, ti restano appiccicate addosso, anche al calar della tela”.