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L’ispettore generale di Gogol al teatro Quirino di Roma (31 ottobre – 5 novembre 2023)

ottobre 28, 2023

Con regia di Leo Muscato, Rocco Papaleo è il protagonista di “L’ispettore generale”: uno dei più grandi capolavori della drammaturgia russa, una commedia satirica estremamente divertente (che si prende gioco delle piccolezze morali di chi detiene un potere e si ritiene intoccabile) espressione del tentativo di Gogoldidenunciare – attraverso riso e comicità – la burocrazia corrotta della Russia zarista.  

Siamo nel 1836, Regno dello zar Nicola I che istituisce una sorta di inquisizione che persegue e ostacola tutti i liberi pensatori (fra cui Dostoevskij, Puškin e Gogol stesso). Rapidamente, questo sistema scatena un processo di burocratizzazione che aumenta il livello di corruzione fra i funzionari statali.

 Nella commedia di Gogol, quell’élite di Pietroburgo diventa un manipolo di traffichini che si sentono intoccabili.  Su tutti, spicca il Podestà che gestisce la “cosa pubblica” come fosse il proprio feudo e arrotonda con leggerezza lo stipendio stataleche a suo dire “è una miseria”. Ma la corruzione serpeggia in ogni settore della macchina amministrativa.

La trama, di per sé, è molto esile.

Si basa su un equivoco banale: un frivolo viaggiatore di passaggio viene scambiato per un alto funzionario dello Stato spedito dallo zar ad indagare sulla condotta dei funzionari cittadini. Per il malinteso, i “notabili” temono di venire smascherati e di finire ai lavori forzati. E’ necessario trovare il modo di corromperlo… Ma se non fosse così facile?

Per aggirare la censura, Gogol ambienta la sua storia in una piccola cittadina sperduta, senza nome.

“Questo nuovo allestimento – sottolinea il regista Leo Muscato – prende spunto proprio da questo isolamento, da questo essere in un altrove, lontano dai confini dell’impero, e forse da tutto il resto del mondo. Con lo scenografo Andrea Belli, si è immaginato un luogo straniante, metafisico: un piccolo villaggio, freddo, innevato, glaciale, con case cristallizzate dal ghiaccio e una parete girevole per evocare spazi diversi.   È un mondo in cui vige la povertà, l’ignoranza e l’apoteosi del provincialismo. Tutti sognano la Capitale, immaginano che lì si possa vivere solo una vita felice e piena di lussi. Ma questa prospettiva è solo una chimera di chi ha un’esperienza di vita molto limitata e vive con molta ingenuità. La comicità nasce dal fatto che i personaggi vivono la truffa, l’arbitrio, la violenza e la sopraffazione come loro sacrosanti diritti. E all’improvviso subiscono una scossa talmente tanto forte che comincia a instillare dentro di loro il dubbio di non avere più alcuna certezza”.

Nello spettacolo – sottolinea ancora il regista – “il testo è presentato in una versione ridotta a un solo tempo. Sul linguaggio abbiamo operato con estrema prudenza, asciugandolo da un eccesso di riferimenti storicizzanti che oggi renderebbero appesantita la sua fruizione. Molti personaggi di contorno sono stato tagliati; quelli rimasti conferiscono alla vicenda una dimensione ancora più corale, arrivando a incarnare delle maschere continuamente in bilico fra il serio e il faceto, fra la tragica situazione in cui credono di essere e la comica situazione in cui realmente si trovano. E noi un pò li compatiamo e un pò ridiamo di loro, perché, come scriveva Rabelais,“meglio è di risa che di pianto scrivere, che rider soprattutto è cosa umana”.

L’ironia sottesa in tutto il testo è contrappuntata dalle musiche originali di Andrea Chenna, che evocano un tempo che non c’è più.   Questi i Personaggi e attori, in scena al Quirino:

PODESTÀ Rocco Papaleo, CHLESTAKOV Daniele Marmi, OSIP Giulio Baraldi, MOGLIE Marta Dalla Via, FIGLIA Letizia Bravi, GIUDICE Marco Gobetti, SOVRINTENDENTE OPERE PIE Gennaro Di Biase, DOBČINSKIJ Michele Schiano di Cola, BOBČINSKIJ Michele Cipriani, DIRETTORE SCOLASTICO Marco Vergani, SOVRINTENDENTE OPERE PIE Gennaro Di Biase, UFFICIALE POSTALE Marco Brinzi, DOTTORESSA, VEDOVA, CAMERIERA Elena AimoneATTENDENTE, MERCANTESalvatore Cutrì

MUSICHE originale Andrea Chenna, SCENE Andrea Belli, COSTUMI Margherita Baldoni,LUCI Alessandro Verazzi, COREOGRAFIA Nicole Kehrberger

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