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“DIETRO LA MASCHERA DI LUCREZIA BORGIA”  ALL’ OPERA DI ROMA (16-23 febbraio 2025)

febbraio 15, 2025

Il “capolavoro noir” di Donizetti, Lucrezia Borgia  – tratto dall’omonima tragedia di Victor Hugo – è in scena al teatro dell’Opera di Roma.

L’opera di Donizetti – per la prima volta rappresentata a Milano nel 1833 – è incentrata sullo storico personaggio di Lucrezia Borgia, duchessa di Ferrara e figlia illegittima del cardinale Borgia, dalla tradizione tramandata come una femme fatale.   Il compositore, insieme al librettista Felice Romani, trasse dalla tragedia di Hugo un melodramma a tinte forti, in cui la protagonista trova riscatto nell’amore materno per il figlio Gennaro.

“Per noi – precisa Carrasco –  Lucrezia Borgia non è una donna vittima, ma una donna pericolosa, spietata, orrenda e inarrestabile, come quella scelta da Donizetti e Hugo, e non quella reale, saggia e misurata. E abbiamo fatto della maschera la corazza di cui fa uso l’eroina per nascondere la sua mostruosità ma anche la sua debolezza».

Nello spettacolo, dramma e commedia vi si incontrano – e vi si alternano – in maniera armonica.

“E’ con entusiasmo – precisa Roberto Abbado – che mi accingo a dirigere questo bellissimo Notturno brillante donizettiano il quale, accanto ai quattro ruoli protagonistici, grazie ad una drammaturgia tesa ed avvincente, presenta sette altri importanti ruoli, una vera e propria corrente che attraversa trasversalmente tutta l’opera».

 Nel ruolo di Lucrezia Borgia si alternano Lidia Fridman e Angela Meade. Alfonso d’Este è interpretato da Alex Esposito, Gennaro da Enea Scala e Maffio Orsini da Daniela Mack. Le scene sono di Carles Berga, i costumi di Silvia Aymonino e le luci di Marco Filibeck. Orchestra e Coro, diretto da Ciro Visco, sono del Teatro dell’Opera di Roma.

 Nelle repliche del 19, 21 e 23 febbraio, Lucrezia Borgia è interpretata dal soprano americano Angela Meade; Alfonso I d’Este daCarlo Lepore; Gennaro da Michele Angelini; Maffio Orsini da Teresa Iervolino.

LO SCHIACCIANOCI DI ČAJKOVSKIJ E E IL PIPISTRELLO DI STRAUSS FIGLIO: ALL’OPERA DI ROMA PER LE FESTE DI NATALE E CAPODANNO  (15 dicembre 2024 – 5 gennaio 2025)

dicembre 9, 2024

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Al teatro Costanzi – Opera di Roma – la magia delle feste di Natale e Capodanno incontra quella del teatro con due balletti :

  • Dal 15 al 24 dicembre 2024:  Lo schiaccianoci di Čajkovskij nella versione di Paul Chalmer: dal  15 al 24 dicembre2024  Gli elementi oscuri e psicologici della trama originale lasciano il posto a una favola che racconta di come, allo scoccare della mezzanotte di un magico Natale, i sogni e i desideri della giovane Clara inizino a realizzarsi.
  • Dal 31 dicembre al 5 gennaio 2025:  grazie alla ripresa di Luigi Bonino Il pipistrello  il balletto umoristico-  creato nel 1979 da Roland Petit e tratto dall’operetta di Johann Strauss figlio – ambientato nella frizzante atmosfera della Belle Époque.,

Nelle due produzioni sono impegnati étoiles, primi ballerini, solisti e Corpo di Ballo dell’Opera di Roma. Partecipano anche gli Allievi della Scuola di Danza diretta, come il Corpo di Ballo, da Eleonora Abbagnato. 

Per Lo schiaccianoci sono attesi due ospiti internazionali, Maia Makhateli, principal del Dutch National Ballet, e Julian MacKay, principal del Bayerische Staatsballett, I ruoli della Fata Confetto e del suo Cavaliere sono affidati a Maia Makhateli, principal del Dutch National Ballet, e Julian MacKay, principal del Bayerische Staatsballett al suo debutto al Costanzi (15, 22, 24 dicembre). Con loro si alternano le stelle dell’Opera di Roma, le étoiles Alessandra Amato (18 ore 11) e Rebecca Bianchi (18 ore 20, 20, 21 ore 20), i primi ballerini Federica Maine (21 ore 15), Marianna Suriano (17, 19) e Michele Satriano (18 ore 20, 20, 21 ore 20) e i solisti Mattia Tortora (17, 19, 21 ore 15) e Giacomo Castellana (18 ore 11); questi ultimi vestono anche i panni di Drosselmeyer in alternanza con il primo ballerino Claudio Cocino (15, 17, 18 ore 11, 19, 21 ore 15). L’étoile Alessio Rezza è il Principe Schiaccianoci (15, 21 ore15, 22 e 24) con il solista Walter Maimone (17, 18 ore 11, 19) e con Simone Agrò (18 ore 20, 20, 21 ore 20). Completano il cast le soliste interpreti del ruolo di Clara, Flavia Stocchi (15, 21 ore 15, 22, 24), Elena Bidini (17, 18 ore 11, 19) e Marta Marigliani (18 ore 20, 20, 21 ore 20), e il Corpo di Ballo. Sul podio romano sale per la prima volta la direttrice Andrea Quinn. L’allestimento del Teatro dell’Opera di Roma vede le scene di Andrea Miglio, i costumi di Gianluca Falaschi, i video di Igor Renzetti e Lorenzo Bruno e le luci di Valerio Tiberi che hanno fatto sognare già al debutto assoluto dello scorso anno. Con la partecipazione deli Allievi della Scuola di Danza dell’Opera di Roma.

Per Il pipistrello, nel ruolo della seducente Bella, giovane donna della buona società, danzano l’étoile Rebecca Bianchi e la prima ballerina Marianna Suriano; al loro fianco nelle vesti del marito Johann i primi ballerini Claudio Cocino e Michele Satriano (Johann). L’étoile Alessio Rezza è l’amico Ulrich che, sfruttando l’occasione di un ballo mascherato, riesce a tessere le fila di un meraviglioso piano per ristabilire l’ordine nella coppia. In scena anche i Solisti e il Corpo di Ballo. Alessandro Cadario dirige l’Orchestra della Fondazione capitolina e il tenore è Nicola Straniero, talento diplomato alla quarta edizione di Fabbrica, lo Young Artist Program dell’Opera di Roma. L’allestimento del Wiener Staatsballet, con le scene di Jean-Michel Wilmotte, i costumi di Luisa Spinatelli e le luci di Jean-Michel Désiré debutta la vigilia di capodanno, nella speciale serata ‘San Silvestro all’Opera’ (31 dicembre, ore 19.00), e rimane in scena fino al 5 gennaio. Con la partecipazione deli Allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma.

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OPERA DI ROMA: 3 APPUNTAMENTI ASPETTANDO SIMON BOCCANEGRA (16-24 e 27 novembre 2024)

novembre 7, 2024

#Aspettando Simon Boccanegra”:  è una rassegna di tre appuntamenti che – dal 16 al 24 novembre – anticipa la messa in scena del capolavoro verdiano che il 27 novembre inaugura – con la regia di Richard Jones e la direzione di Michele Mariotti – la Stagione 2024/25 dell’Opera di Roma (repliche fino al 5 dicembre).

sabato 16 novembre alle ore 18.00 in Sala Grigia al Teatro Costanzi,  la consueta “Lezione di Opera” a cura di Giovanni Bietti, la prima della Stagione 2024/25 dell’Opera di Roma

venerdì 22 novembre (ore 17.30 in Sala Grigia al Costanzi)  presentazione a ingresso libero del Simon Boccanegra,  e del quinto numero di “Calibano” la rivista di approfondimento culturale del Teatro dell’Opera di Roma realizzata in collaborazione con effequ.  Parteciperanno:  — il direttore musicale Michele Mariotti —  Paolo Cairoli, direttore della rivista — Donata Columbro, insegnante di Data Journalism al Master di giornalismo LUISS e autrice di un saggio sulle discriminazioni e sui pericoli del potere algoritmico —  il musicologoGiuliano Danieli (autore di un contributo per la rivista i sull’evoluzione dei teatri d’opera come spazi di rappresentazione del potere nel corso dei secoli). 

— sabato 23 novembre (ore 20.00)e domenica 24 novembre (ore 18.00):  al Teatro Nazionale (Via del Viminale 51) va in scena lo spettacolo teatrale Il sogno di Simon Boccanegra (adattamento del tutto inedito dell’opera lirica di Verdi scritto e diretto da Dario D’Ambrosi, prodotto dal Teatro Patologico in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma e con il supporto dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata e della Fondazione Angelini) – progetto in cui si incontrano il mondo della lirica e dell’arte terapia con protagonisti sul palco gli attori con disabilità della Compagnia stabile del Patologico. 

    Info https://www.operaroma.it/ 

    Salome di Strauss al Teatro dell’Opera di Roma (7-16 marzo 2024)

    febbraio 28, 2024

    Ispirato dalla tragedia di Oscar Wilde – in cui convergono sensualità e ascetismo religioso – Richard Strauss compone questo dramma in un unico atto nel 1905, elaborando lui stesso il libretto sulla base della traduzione tedesca di Hedwig Lachmann.  Il compositore estremizza il conflitto tra Salome e Jochanaan (la principessa chiede la testa del profeta al suo patrigno Erode perché il suo amore è rimasto insoddisfatto) arricchendo il linguaggio con un’intensità inedita.

    Barrie Kosky, uno dei più innovativi registi della scena contemporanea –  in un allestimento già apprezzato a Francoforte nel 2020 – all’Opera di Roma propone il capolavoro di Richard Strauss, Salome tratto da Oscar Wilde, purificandolo dai suoi tratti esotici e biblici. «In questo allestimento tutto l’intreccio viene mostrato dalla prospettiva di Salome, non c’è spazio per un angolo visuale maschile – precisa Kosky – Noi la concepiamo come una donna indipendente. La sua è una figura complessa e non del tutto definita. È una vergine, ma potrebbe avere tanto 15 quanto 50 anni. Per noi è chiaro che si tratta dell’unico personaggio in scena che dice sempre la verità. La sua radicalità e la sua provocazione nascono proprio dal fatto che dice esattamente ciò che vuole, pensa e sente, senza mai mentire. Ai miei occhi non è un personaggio mostruoso, ma affascinante. E questo si rispecchia nella musica, che è musica d’amore, la più bella musica d’amore possibile».

    Sul podio sale uno degli interpreti straussiani più riconosciuti: Marc Albrecht.

    Nel ruolo della protagonista sale per la prima volta sul palco dell’Opera di Roma il soprano americano Lise Lindström . il profeta Jochanaan è  il basso-baritono Nicholas Brownlee, A interpretare Erode è il tenore John Daszak  Il mezzosoprano Katarina Dalayman è invece Erodiade. Narraboth è interpretato da Joel Prieto, mentre i cinque giudei sono Michael J. Scott, Christopher Lemmings, Marcello Nardis, Eduardo Niave– dal progetto “Fabbrica” Young Artist Program dell’Opera di Roma – ed Edwin Kaye. I due nazareni sono Nicola Straniero – anche lui di “Fabbrica” Young Artist Program – e Zachary Altman, che interpreta anche uno dei due soldati insieme a Edwin Kaye. Completano il cast Karina Kherunts (Un paggio di Erodiade), Alessandro Guerzoni e Daniele Massimi che si alternano nel ruolo dell’uomo di Cappadocia e Giuseppe Ruggiero (Uno schiavo).

    Scene e costumi sono a firma di Katrin Lea Tag, mentre le luci sono di Joachim Klein.

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    Lo schiaccianoci al teatro dell’Opera di Roma (22-31 dicembre 2023)

    dicembre 15, 2023

    Il 21 dicembre 2013, il cartellone di balletto della stagione 2023/2024 dell’Opera di Roma sarà aperto dalla magia della celebre composizione di Čajkovskij: Lo Schiaccianoci. La prima sarà preceduta dall’Incontro con la Danza di domenica 17 dicembre (ore 17.00 – ingresso è gratuito) con Rossella Battisti – che analizzerà il lavoro del coreografo canadese Paul Chalmer in un dialogo con il pubblico – e dall’Anteprima Giovani di mercoledì 20 dicembre ore 19.00.  Al Teatro Costanzi, del compositore russo sono in programma anche Il lago dei cigni (19-27 giugno 2024) e La bella addormentata (14-22 settembre 2024).

    Per Lo schiaccianoci, l’orchestra capitolina sarà diretta da Nir Kabaretti.  Molto attesi gli ospiti internazionali Maia Makhateli e Victor Caixeta che interpretano la Fata Confetto e il suo cavaliere: lei georgiana e lui brasiliano. Negli stessi ruoli si alternano con loro le étoiles Rebecca Bianchi e Susanna Salvi con i primi ballerini Claudio Cocino e Michele Satriano e il solista Giacomo Castellana. In scena anche le étoiles Alessandra Amato e Alessio Rezza, che danza il principe Schiaccianoci, i solisti e tutto il Corpo di Ballo.  Partecipano alla produzione anche gli allievi della Scuola di Danza.

    Il coreografo Paul Chalmer, in stretta collaborazione con il team creativo (che vede Andrea Miglio alle scene, Gianluca Falaschi ai costumi e Valerio Tiberi alle luci) ha ripensato il balletto ideato da Marius Petipa e Lev Ivanov nel 1891-92 – ispirato al racconto di E.T.A. Hoffmann (Schiaccianoci e il re dei topi) –  nella versione già edulcorata di Alexandre Dumas (Storia di uno schiaccianoci).   Gli elementi oscuri della trama originale lasciano – quindi – il posto ad una favola che racconta di come, allo scoccare della mezzanotte di un magico Natale, i sogni e i desideri interiori della giovane protagonista, Clara, iniziano a realizzarsi.

    ” La coreografia di questo nuovo Schiaccianoci - sottolinea Paul Chalmer – si ispira alle tradizionali e iconiche produzioni che ho danzato e ammirato ormai da più di cinquant’anni.  Ciò che mi ha sempre colpito delle numerose produzioni de Lo schiaccianoci che ho ballato e visto, a parte la magnifica partitura, sono i mondi visivi unici creati da grandi scenografi come Jurgen Rose, Desmond Heeley, David Walker o Nicholas Georgiadis”.

    L’elisir d’amore al Teatro dell’Opera di Roma (11 gennaio -15 gennaio 2023)

    gennaio 5, 2023

    Al rientro dalle vacanze natalizie, il Teatro dell’Opera di Roma mette in scena L’Elisir d’amore: di Gaetano Donizetti, una bellissima opera lirica piena di melodie, colorature e sfumature – definita “melodramma giocoso” – che fin dal suo apparire ebbe un grande successo. Come ben sottolineato dal direttore, Francesco Lanzillotta, quest’opera “racconta in musica come gli esseri umani non amino mai ciò che hanno, ma amino ciò che a loro manca”.  

    “D’altronde – precisa il regista Ruggero Cappuccio  tutta la storia della lirica può essere ricondotta ad una triade: un lui, una lei ed un impedimento!”.

    Di certo un bello spettacolo, nel secondo Atto ancor più che nel primo, per belli effetti – scenografici e coreografici – che suscitano nello spettatore una sensazione di maggior dinamismo.

    Ma qual è la trama di Elisir d’amore? In estrema sintesi, è quella che qui segue.

    Adina respinge la corte di un povero contadino, Nemorino. E nel corso di un duetto gli spiega che l’amore fedele e costante non fa per lei.

    Così, alla ricerca di un elisir che la faccia innamorare, Nemorino si lascia imbrogliare da un ciarlatano che gli vende una bottiglia di vino, quale elisir.

    Benché fasullo, il filtro magico si rileverà efficace. Ubriacatosi, Nemorino diventa disinvolto quel tanto che basta per mostrarsi indifferente nei confronti di Adina. Abituata a sentirsi desiderata, Adina –  per vendicarsi dell’indifferenza di Nemorino – accetta di sposare il sergente Belcore. Fervono i preparativi per le nozze.

    Per comprare ancora dell’elisir, Nemorino si arruola. Ma, nel frattempo, Giannetta sparge la notizia che Nemorino ha ottenuto una grande eredità da uno zio deceduto da poco.  Infine, il ciarlatano racconta ad Adina di aver venduto a Nemorino l’elisir.  Così lei capisce di essere da lui amata.

    E – cedendo alla sua corte – gli dichiarerà di amarlo.

    In questo allestimento romano, Adina è interpretata dal soprano polacco Aleksandra Kurzak: per la prima volta all’Opera di Roma. Nemorino è invece intrepretato da tenore americano John Osborn: amatissimo dal pubblico italiano e romano. Entrambi sono due autentiche star del belcanto.

    Le scene dell’allestimento sono firmate da Nicola Rubertelli, i costumi da Carlo Poggioli  e le luci da Vinicio Cheli.