Posts Tagged ‘teatro quirino’

Sogno di una notte di mezza estate al Quirino (Roma, 11-16 novembre 2025)

novembre 8, 2025

https://www.facebook.com/share/p/17XMxcwXHZ/

In scena – con Martino Duane e altri 12 attori, al teatro Quirino – uno dei capolavori di William Shakespeare: Sogno di una notte di mezza estate (in un adattamento di Daniele Salvo, Melania Giglio e Marieletta Bidea) : splendida riflessione sull’amore che racconta (tra altro) delle imminenti nozze tra Teseo, duca d’Atene, e Ippolita, regina delle Amazzoni, da lui sconfitta e suo bottino di guerra. Ad Atene, la Natura sembra impazzita, le stagioni sono sconvolte, i campi aridi sono diventati terribili distese di niente. Si sente un grande freddo nell’anima.  E tuttavia proprio nel bel mezzo di questo gelo si deve celebrare questo matrimonio.

L’atmosfera – sottolinea il regista Daniele Salvo – è carica di tensione. Il matrimonio tra Teseo e Ippolita è un’occasione felice, oppure il frutto di un sopruso, di una sconfitta violenta?  Atene è un regno illuminato o è un luogo di bieco potere? E’ davvero possibile scegliere chi amare in un luogo così opprimente? Per scoprirlo non resta che addormentarsi e sognare. Sogn”are se stessi in un altro luogo. Un luogo pieno di magia e di incanto. Un luogo di poesia. Un bosco in cui poter finalmente trovare la propria intima natura. Dove imparare a conoscere le proprie passioni e le proprie inclinazioni.  Sogno di una notte di mezza estate è un vero e proprio teorema sull’amore ma anche sul nonsense della vita degli uomini che si rincorrono e che si affannano per amarsi, che si innamorano e si desiderano senza spiegazioni, che si incontrano per una serie di casualità di cui non sono padroni. Un gioco, a volte divertente a volte crudele, di specchi e di scatole cinesi che rivelano quanto la vita degli uomini sia soggetta a mutamenti inspiegabili e come il meccanismo del “teatro nel teatro” riveli la verità più profonda della vita. Gli uomini si affannano in un folle girotondo e nel frattempo le fate si burlano di loro per soddisfare i propri capricci: il dissidio tra Oberon e Titania, infatti, sconvolge la natura e le stagioni mentre un magico fiore rompe le dinamiche degli innamorati che si scambiano ruoli e amanti.  E il ruolo del teatro? Come Bottom e i suoi compagni, il teatro trasfigura ed esplicita, talvolta goffamente, talvolta poeticamente, quello che sono i segreti del cuore e dei sentimenti umani”.

CRISI DI NERVI di Cechov al Teatro Quirino (Roma, 29 aprile – 11 maggio 2025)

aprile 25, 2025

Il grande regista tedesco Peter Stein, mettendo in scena CRISI DI NERVI di Anton Cechov, torna ad uno dei suoi autori di riferimento.  

“Dopo l’insuccesso delle sue prime due opere – precisa il regista – il giovane Cechov giurò di non scrivere mai più per il teatro drammatico e decise di dedicarsi esclusivamente ai vaudeville. Questa circostanza ci ha regalato una serie di atti unici, pieni di sarcasmo, di comicità paradossale, di stravagante assurdità e di folle crudeltà, e che a loro volta sono diventati il terreno fertile per l’esperienza e la preparazione delle grandi opere della maturità dell’autore”. Nei tre atti unici in scena al Teatro Quirino di Roma – L’orso, I danni del tabacco, e Domanda di matrimonio (tra il 1884 e il 1891) che lo stesso Cechov non ancora trentenne definiva “scherzi scenici – quali interpreti si alternano Maddalena Crippa, Alessandro Averone, Gianluigi Fogacci, Fernando Maraghini, Alessandro Sampaoli, Emilia Scatigno e Carlo Ballamio.

L’allestimento contiene tutti gli elementi che caratterizzano le opere di Peter Stein, a cura dei suoi collaboratori più fidati ovvero Ferdinand Woegerbauer per le scene e Anna Maria Heinreich per i costumi, oltre le luci di Andrea Violato.

IL MEDICO DEI MAIALI al Teatro Quirino (Roma, 23-27 aprile 2025)

aprile 17, 2025

Il medico dei maiali  – testo e regia di Davide Sacco – sarà in scena al Teatro Quirino con gli straordinari Luca Bizzarri, Francesco Montanari, David Sebasti e Mauro Marino.

Questa la sua trama.

Il re d’Inghilterra muore all’improvviso Per constatarne il decesso, non c’è che un veterinario che – pur consapevole che il re non è morto d’infarto – regge il gioco dei consiglieri che lo sostengono. Nel frattempo, arriva in albergo il principe ereditario, un giovane scialbo e stupido. Il veterinario, attraverso una raffinata strategia, lo convince che l’unico modo per passare alla storia è incolparsi pubblicamente dell’assassinio del re e sciogliere la monarchia. E convince anche un consigliere che va ucciso il concetto stesso di monarchia.

Sembra che tutto proceda secondo i piani del veterinario.

Ma quando il principe ereditario rientra – avido di potere – non è più lo stesso. Ribadisce la differenza tra chi regna e chi serve. E, in questo gioco al massacro, il povero veterinario viene ucciso.

Sior Todero Brontolòn al teatro Quirino di Roma (18-23 marzo 2025)

marzo 13, 2025

 “Sior Todero Brontolòn” – scritta nel 1761 e presentata al Teatro San Luca di Venezia l’anno successivo – è una commedia di Carlo Goldoni accolta sempre con molto calore.  Al teatro Quirino di Roma, di questo classico del teatro italiano  – sempre attuale –  Paolo Valerio  e Franco Branciaroli  offrono una nuova e inaspettata interpretazione.  

Sior Todero – come carattere – rientra nel modello dei rusteghi, ma dei quattro burberi veneziani perde qualsiasi accento bonario.

La trama lo vuole avaro, imperioso, irritante con la servitù, opprimente con il figlio e la nipote, diffidente e permaloso verso il mondo.

Ma – a fronte di una figura di protagonista tanto imponente e attrattiva – si ritrova il ruolo sottile e risolutivo che Goldoni, nella commedia, affida al mondo femminile: l’unico pienamente positivo. Sarà l’alleanza fra la coraggiosa nuora del vecchio avaro e l’intelligente vedova Fortunata a salvare la giovane Zanetta da un matrimonio impostole per mero interesse e foriero di infelicità.

Zanetta “sarà riconsegnata all’amore generoso e vero in un finale che – in tempi in cui il concetto di “patriarcato” domina le nostre cronache nelle sue accezioni più distorte e plumbee – intreccia in prospettiva, alla gioiosità della risoluzione, una venatura di turbamento”.

https://www.facebook.com/share/p/164QngGyS4/

https://www.facebook.com/share/r/1QZCvmTUG1

IL CASO JEKYLL AL TEATRO QUIRINO (Roma, 21 gennaio-2 febbraio 2025)

gennaio 17, 2025

Partendo dalla considerazione che il celebre romanzo di Stevenson “Lo strano caso del Dr. Jekyll e di Mr. Hyde” sia un’apologia sulla condizione umana avendo come tema centrale il doppio – sottolinea il regista Sergio Rubini – “abbiamo sviluppato una drammaturgia in chiave chiaramente più psicanalitica”.   Una volta eliminata la metamorfosi di Jekyll in Hyde attraverso un esperimento chimico – nello spettacolo in scena al Quirino – la cosiddetta “pozione” è piuttosto un viaggio nell’inconscio di un famoso luminare della medicina, Henry Jekyll, che “ambendo all’individuazione di quelle che sono le cause della malattia mentale, si fa cavia e diventa poi vittima delle sue stesse teorie, tirando fuori dalla caverna del conscio ciò che è a lui stesso nascosto, la sua ombra, il suo Hyde”.

Il testo da cui si parte è quindi è più vicino ai nostri tempi. E “per evitare che la nostra ombra scavi in solitudine” – per il regista – lo spettacolo agli spettatori vuole offrire, sia la possibilità di rispecchiarsi nei pericoli e piaceri che scaturiscono dalla propria ombra, sia uno spunto per riflettere sulla necessità di dialogare col proprio inconscio e condividerlo con la collettività “nonostante la tendenza della società di reprimere tutto ciò che esca dal canone e che spesso coincide invece con l’autentico”

I parenti terribili al Teatro Quirino (Roma,  14 -19 gennaio 2025)

gennaio 9, 2025

Considerata la più perfetta opera teatrale di Jean Cocteau, I parenti terribili rappresenta uno spaccato crudele della società.  La vicenda è nota.  Yvonne è una donna non più giovane che ha negato l’amore al marito e l’ha concentrato sul suo unico figlio Michel, al quale è morbosamente attaccata.

 Quando Michel annuncia ai suoi genitori di amare Madeleine, la disperazione divora la madre, che teme di perdere il figlio, mentre oscuri segreti sulla famiglia vengono a galla.  La zia Leonie è tuttora innamorata di Georges (padre di Michel) benché lo abbia ceduto alla sorella Yvonne. Madeleine è anche la mantenuta di un cinquantenne, che, a insaputa di tutti, è Georges.

Scrivendola, Cocteau ha voluto sfidare quel pubblico di élite per il quale aveva sempre lavorato, e stabilire un contatto con le grandi platee mediante un linguaggio meno esoterico.

Da parte sua – ponendo al centro il lavoro dell’attore – Filippo Dini (direttore e interprete)  prosegue l’indagine nell’inferno familiare.

L’AVARO di Molière al Teatro Quirino (Roma, 17-22 dicembre 2024)

dicembre 12, 2024

In questo spettacolo – con regia di Luigi Saravo (che ambienta lo spettacolo in una dimensione che rimanda al nostro quotidiano contemporaneo, tra altro, con la “pubblicità che è il diavolo che potrebbe indurlo nella tentazione di spendere il suo amato denaro”) – Ugo Dighero interpreta Arpagone, disposto, per la sua avarizia, a sacrificare la felicità dei figli, pur di non dovere fornire loro una dote e anzi acquisire nuove ricchezze attraverso i loro matrimoni.

Nella commedia di Molière si assiste, in effetti,  a uno scontro tra sentimenti e soldi.  “Il conflitto tra Arpagone e il suo entourage – sottolinea il regista – è il conflitto tra due visioni economiche: una consumistica e una conservativa. Nella nostra contemporaneità, in cui vige l’imperativo di far circolare il danaro inseguendo una crescita economica infinita, il gesto immobilista di Arpagone, ossessionato dall’idea di non intaccare il proprio patrimonio, suona quasi sovversivo, in opposizione alla tirannia del consumo».

A fianco di Ugo Dighero, Mariangeles Torres è impegnata in un doppio ruolo. Sarà Freccia (il servitore che sottrae la cassetta di denaro di Arpagone) e Frosinala (domestica / mezzana): ovvero i due personaggi che muovono l’azione, scatenando l’irresistibile gioco degli equivoci, sino al ribaltamento di tutte le carte in tavola.

LA VITTORIA È LA BALIA DEI VINTI al teatro Quirino (Roma, 10-15 dicembre 2024)

dicembre 5, 2024

Scena bianca – e attrice vestita di bianco – formano uno schermo cinematografico gigante e tridimensionale sul quale apparirà la video chiamata della piccola figlia che chiede la storia della buona notte.

La mamma rievoca immagini (quasi sognate e non realistiche) del bombardamento di Firenze del ’43. Quella notte, Nonna Vittoria – che era nascosta nel rifugio improvvisato nelle cantine di Palazzo Pitti (dove risiedeva in quanto moglie del sovraintendente ai beni culturali di Firenze) – ha dovuto affrontare anche la vertigine di tabù sociale, allattare i due gemelli della sua balia che per lo shock aveva perso il latte. 

Quando siamo tutti sotto le bombe, non ci sono più vincitori né vinti.

Sotto le bombe la Signora può servire la serva. Sotto le bombe la Vittoria è la balia dei vinti: questo il messaggio di questo bello spettacolo. 

https://www.facebook.com/share/p/184x61esf7/

Trappola di topi al teatro Quirino (Roma, 19 novembre -1°dicembre 2024)

novembre 11, 2024

“Trappola per topi” è una brillante commedia “gialla” di Agatha Christie, senza tempo e di straordinaria efficacia scenica. Il dramma si svolge nella pensione familiare Monkswell manor: una normale casa della campagna Inglese. Mollie e Giles Ralston ricevono i loro primi cinque ospiti. Ma è in corso una bruttissima bufera di neve. La sera stessa la Radio trasmette la notizia di un omicidio avvenuto a Paddington, la vittima un’anziana donna. Nel frattempo nell’albergo arrivano degli strani clienti. Ognuno sembra avere qualcosa da nascondere. La locanda resta isolata a causa della tormenta e anche il telefono viene isolato, ma prima che ciò avvenga arriva alla pensione il sergente Trotter di Scotland Yarda, per proteggere ospiti e albergatori da un oscuro assassino psicopatico intenzionato a colpire nuovamente. Poco dopo viene ucciso uno degli ospiti, la signora Boyle. Trotter indaga sull’assassinio. Mette Mollie e Giles l’uno contro l’altro. Prova ad uccidere Mollie perché la ritiene tra i colpevoli della morte prematura del fratello.  Ma con l’intervento della signorina Casewell – e del maggiore Metcalf, inviato da Scotland Yard come cliente della pensione per proteggere i Ralston e gli altri ospiti – Trotter sarà disarmato e arrestato.

 “Impregnata di suspense ed ironia – sottolinea il regista Giorgio Gallone – la commedia è abitata da personaggi che non sono mai solo silhouette o stereotipi di genere, ma creature bizzarre ed ambigue (i segreti che ognuno di loro esplicita o nasconde sono quelli dell’uomo contemporaneo, dell’io diviso, della pazzia inconsapevole). il giusto per stimolare e permettere una messa in scena non polverosa o di cliché…un mix di rigore ed eccentricità. D’altronde il dovere di tramandare non deve censurare il piacere di interpretare. E poi c’è la neve, la tormenta, l’incubo dell’isolamento e della bivalenza, il sospetto e la consapevolezza che il confine tra vittima e carnefice può essere superato in qualsiasi momento. Ingredienti succosi ed intriganti che spero intrappoleranno il pubblico”.

https://x.com/ParuoloS/status/1855986321182847109?t=ukfO_Sk98hMs3bONrALRFw&s=19

https://www.facebook.com/share/p/1DXNxikJ5g/

“1984” al Teatro Quirino di Roma (22 ottobre-3 novembre 2024)

ottobre 18, 2024

Un adattamento – di Robert Icke e Ducan Macmillan – di questo celebre romanzo di George Orwell sarà in scena al teatro Quirino di Roma. “1984 – sottolinea il regista Giancarlo Nicoletti – è un romanzo straordinario, e probabilmente il  capolavoro del Novecento più destinato a rinnovare di continuo la sua cifra di attualità nel tempo. ’Il Grande Fratello sei tu, che osservi’ fa dire Orwell dal personaggio di O’Brien all’antieroe protagonista Winston.   In tempi di abbuffata voyeuristico-mediatica derivata dai canali di comunicazione e di auto-rappresentazione del sé sui social, sono parole che non potrebbero risultare più attuali.  Il nostro Grande Fratello e l’Oceania orwelliana in scena, vivranno- non in una dittatura del secolo scorso – ma nelle odierne Silicon Valley, negli Apple Store, a Guantanamo o in Iraq, in una diretta streaming o nel mondo dell’intelligenza artificiale e fonderanno il proprio potere sull’invasione della sfera privata – autorizzata ovviamente dal consenso informato.  Attenzione, però, che non si tratta di un’operazione di mera attualizzazione.   Si può attualizzare un’opera ambientata in un passato definito, ma Orwell, quando scriveva nel 1948, immaginava il futuro!.   Quindi ho immaginato il futuribile.   E al pubblico ogni sera i verrà richiesto di farsi delle domande: “Cos’è il reale? Cos’è la verità e cos’è una bugia? Siamo veramente in grado di distinguerne il confine, e cosa ci aiuta a farlo?”.  Non per una dimostrazione di forza muscolare del regista e dei creativi, ma perché siamo convinti che “1984” e la poetica di Orwell lo richieda.   Da qui il nostro gigantesco sforzo produttivo – e sinergico fra i vari linguaggi teatrali  (parole e corpi, scenografia, videoproiezioni, musiche, costumi, luci) – attraverso una forma di “narrazione onirica” – simile a un sogno o a un incubo – per restituire, sulla scena, quello stesso, sonorissimo schiaffo che Orwell dà al proprio lettore nelle pagine del suo gigantesco romanzo”.

Ma, ciò detto,  di che  tratta questo celebre romanzo di Georg Orwell?

1984 è un anno di un futuro qualsiasi, in cui il mondo è diviso in tre superstati in guerra fra loro: Oceania, Eurasia ed Estasia. L’Oceania è governata dal Grande Fratello, che tutto vede e tutto sa.  Perfino i bambini sono diventati spie e – insieme alle videocamere – controllano tutti.  Niente, apparentemente, è proibito. Tranne pensare, amare e divertirsi.   Insomma: tranne vivere, se non secondo i dettami del Grande Fratello.  Winston Smith – un uomo comune che lavora al Ministero della Verità – è solo un ingranaggio del sistema che tiene un diario clandestino.  

Anche se non c’è “amore tranne quello per il Grande Fratello, e non c’è lealtà se non quella verso il Partito”, Winston si innamora di Julia, benchè potrebbe essere una spia, pronta a consegnarlo alle torture del Grande Fratello.   

Nel tentativo di vivere una vita normale, Winston Smith dovrà scoprire di chi  (e di cosa ) può fidarsi.