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TEATRO QUIRINO (ROMA): tutta da vedere la sua programmazione 2025-2026

Maggio 5, 2025

Testi riscritture e adattamenti di grandi autori stranieri ed italiani, contemporanei e classici (quali William Shakespeare, William Arthur Rose, Luigi Pirandello, Richard Levinson e Wiliiam Link, Carlo Goldoni, Roman Gary, Eduardo Scarpetta, Italo Svevo, Laura Morante, Giovanni Grasso, Tom Topor, Gianni Clementi, Eduardo De Filippo, Niccolò Machiavelli, Emerico Valentinetti) costituiscono il Cartellone della programmazione 2025-2026 del Teatro Quirino di Roma.

Testi messi in scena da grandi registi (quali Davide Sacco, Guglielmo Ferro, Giampaolo Romania, Daniele Salvo, Marcello Cotugno, Giancarlo Marinelli, Silvio Orlando, Leo Muscato, Paolo Valerio, Fabio Marra, Piero Maccarinelli, Valerio Santoro, Fabrizio Coniglio, Roberto Valerio, Pieluigi Iorio, Guglielmo Ferro, Gabriele Russo, Tullio Solenghi) e grandi interpreti.

Una bella – ricca e divertente – programmazione quella 2025-2026 del Teatro Quirino: tutta da seguire, per provare emozioni, per ridere, e anche per riflettere!

Il tutto, sempre – in ottima compagnia: e in un contesto gradevole che emana storia, arte, creatività e impegno.

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MOBY DICK AL TEATRO QUIRINO (Roma, 1-13 aprile 2025)

marzo 26, 2025

Moby Dick è la storia di un’ossessione: il Pequod è il vascello stregato che porta la ciurma verso la perdizione, e Moby Dick non è una balena, ma una maledizione che diventa sfida tra uomini. Ossessionato dalla vendetta, Achab è uomo che disconosce Dio, l’uomo dell’oltre e della violazione. Invece Starbuck – il suo alter ego – è la voce della prudenza, della coscienza, testimone di una visione teocentrica che si scaglia contro la blasfemia dell’odio di Achab verso la balena bianca.

In questo Moby Dick – diretto da Guglielmo Ferro, che vede in Moni Ovadia lo straordinario protagonista – la narrazione teatrale inizia sul Pequod, dove si consumerà la tragedia di tutti i personaggi – Queequeg, Pip, Ismaele, Lana caprina, Tashtego, Flask, Daggoo, Stubb, Fedallah – in un susseguirsi frenetico di tempeste, battute di caccia, avvistamenti, bonacce, canti, riti pagani e preghiere.

Il capitano Achab – precisa il regista – nella ricerca maniacale di Moby Dick è guidato dalla follia. Ma “nel conflitto umano contro Starbuck conosce l’orrore: la parte recondita della sua stessa coscienza. La malattia di Achab è Moby Dick, ma Starbuck ne è la manifestazione clinica. Moby Dick gli fa male con la sua ‘assenza’ lì dove Starbuck lo fa con la sua ‘presenza’. Un conflitto posto sullo stesso piano, uno specchio dove galleggia il peccato originale…una balena bianca in un abisso nero. E poi lo specchio si crepa. Non c’è redenzione sul Pequod, solo una fitta nebbia”.

L’inferiorità mentale della donna Un evergreen del pensiero reazionario tra musica e parole al Teatro Quirino (Roma, 4-9 marzo 2025)

marzo 2, 2025

Lo spettacolo nasce da una domanda: l ’idea che le donne siano state considerate, per secoli, fisiologicamente deficienti può suggerirci qualcosa?  E mette in scena testi che in pochi conoscono  e –  loro malgrado – esilaranti scritti  del secolo scorso.

Veronica Pivetti, moderna quindi  più autori.

Come stanno le cose riguardo ai sessi? Un vecchio proverbio ci suggerisce: capelli lunghi, cervello corto”.  Esordisce così Paul Julius Moebius – assistente nella sezione di neurologia di Lipsia – nel piccolo e reazionario compendio “L’inferiorità mentale della donna” scritto nel 1900.    Donne dotate di crani piccoli, peso del cervello insufficiente… secondo Moebius le signore sono provviste di una totale mancanza di giudizi propri. “Per giunta dopo poche gravidanze decadono e, come si dice molto volgarmente, rimbambiscono”.   Non solo. Le donne che pretendono di pensare sono moleste e “la riflessione non fa che renderle peggiori”.

A queste dichiarazioni fa eco il medico, antropologo, giurista e criminologo italiano Cesare Lombroso: come sostenuto da più proverbi le donne mentono e spesso uccidono. Si pensi ad Agrippina, o a Leonarda Cianciulli, la saponificatrice di Correggio. Fortunatamente, i cervelli delle donne sane pesano più di quelli delle donne criminali.

“Le donne hanno un solo nemico” rilancia Moebius “il tempo, a cui, però, dopo qualche anno di matrimonio soccombono, sia diventando sciocche, sia disseccandosi sotto forma di vecchie zitelle stravaganti”.

Del resto, laddove si riscontra del talento, la psiche femminile manifesta un evidente ermafroditismo psichico.

Sylvain Maréchal scrittore, avvocato e sedicente rivoluzionario, con il suo “Progetto di legge per vietare alle donne di leggere” sostiene che “imparare a leggere è per le donne qualcosa di superfluo e nocivo al loro naturale ammaestramento”, d’altro canto “la ragione vuole che le donne contino le uova nel cortile e non le stelle nel firmamento”.

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