Posts Tagged ‘TEATRO VERDI DI SALERNO’

NESSUNO Le avventure di Ulisse al Teatro Verdi di Salerno (4 -6 -7 -8 febbraio 2026)

febbraio 3, 2026

Per questo contributo si ringrazia Elena Paruolo.

Nello spettacolo in scena al Teatro municipale Giuseppe Verdi di Salerno, Stefano Accorsi si immerge in un nuovo e ambizioso progetto: “Nessuno – Le avventure di Ulisse”: non un semplice adattamento teatrale dell’”Odissea” omerica, ma un vero e proprio viaggio nella psiche, nell’animo e nelle avventure di Ulisse, il più umano tra gli eroi della mitologia greca.

 La regia di Daniele Finzi Pasca, la drammaturgia di Emanuele Aldrovandi, le scene di Luigi Ferrigno e i costumi di Giovanna Buzzi puntano su un linguaggio scenico che fonde parola e gesto, evocazione e concretezza.

 “Sono un obbiettore di coscienza – sottolinea il regista – nel mio paese mi capitò di scontare qualche mese di prigione per aver rifiutato di prestare servizio di leva, raccontare dunque le gesta dei guerrieri non mi è solo insolito ma totalmente inusitato, una specie di salto mortale senza rete.  Sono un clown, amo gli eroi semplici, i perdenti, quelli nei quali mi riconosco, i fragili, quelli fatti di materia che si sbriciola”.

E ancora:

“Nella vetrinetta in casa della nonna venivano conservate le tazzine del servizio buono – mai usate – e tazzine spaiate e sbocconcellate a cui nessuno era affezionato, che ho ereditate io insieme a una tazzina preziosa – che si era frantumata alla fine di un pranzo di Natale – conservata in attesa di un miracolo. Quando Stefano e Marco mi hanno parlato di questo spettacolo ho pensato che fosse arrivato il momento di provare ad incollare i frammenti di porcellana buona, quella preziosa e che si vorrebbe invincibile. Poi mi sono domandato se questo Ulisse facesse parte del servizio buono o di quello che nonna usava tutti giorni. Anche oggi mi domando se con questo spettacolo incolleremo pezzi andati in frantumi o affronteremo la semplicità di chi vorresti compagno di ogni discussione, nella pancia della cucina a casa di nonna dove le avventure epiche si trasformavano nella quotidianità di vite ordinarie e le avventure dei semplici diventavano la sottile trama di vite straordinarie”.

Un’idea io me la son fatta. Ma non resta che vedere lo spettacolo, se si vuole dargli una risposta

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Natale in casa Cupiello al Teatro Verdi (Salerno, 23 gennaio 2026)

gennaio 19, 2026

Pe questo contributo si ringrazia Elena Paruolo.

Un classico di Edoardo De sarà in scena al Teatro Verdi di Salerno. Lo spettacolo potrà piacere o meno, come tutte le sue sperimentazioni, ma  sicuramente non lascierà indifferenti.

La scelta di lavorare con un solo attore è nata dalle limitazioni imposte dalla pandemia e si è trasformata in una sfida artistica.  La messinscena rompe gli schemi tradizionali: un solo attore in scena, immerso in un cubo scenografico trasparente, interagisce con contributi video e sonori proiettati dal vivo in tempo reale.

Le immagini, le voci e i rumori evocano i personaggi assenti, trasformando il palco in un paesaggio emotivo e mnemonico. Il cubo diventa simbolo dell’isolamento, della solitudine e della memoria: un contenitore di ricordi che accompagna il protagonista in un viaggio interiore, tra echi familiari e presenze invisibili.

Nabucco: al Teatro Verdi di Salerno (26-28 dicembre 2025)

dicembre 25, 2025

Per questo contributo si ringrazia Elena Paruolo.

Il  23 dicembre, presso il Palazzo di Città a Salerno– alla presenza del Sindaco  Vincenzo Napoli, del Segretario Artistico Antonio Marzullo e con la coordinazione di Peppe Iannicelli -, si è tenuta la conferenza stampa su Nabucco, il capolavoro di Giuseppe Verdi, in cartellone dal 26 al 28 dicembre 2025 al Teatro Verdi di Salerno. In programma anche il Concerto di Natale del Coro Voci Bianche e il doppio Concerto di Gala di Capodanno. 

Si è sottolineato come la stagione operistica del Teatro Giuseppe Verdi sia iniziata con Wagner e si chiuda con uno dei più grandi titoli di Verdi. Marzullo ringrazia tutti coloro che contribuiscono alla crescita di un Teatro che presta molta attenzione ai giovani e si presenta anche come Teatro d’innovazione.

Nabucco è un’opera potente. A Salerno è diretta da Daniel Oren – con la regia di Plamen Kartaloff – e presenta un cast di altissimo livello, l’orchestra filarmonica “Giuseppe Verdi” di Salerno e il Coro del Teatro dell’Opera di Salerno.

Nabucco – terza opera verdiana – fu rappresentata al teatro, alla Scala di Milano, il 9 marzo 1842, e fu subito un grande successo. Verdi dovette apprezzare l’ambientazione biblica del libretto di Solera, e un soggetto incentrato sul dramma di un popolo, gli Ebrei, con cui si identificò il popolo italiano nel momento del suo Risorgimento.   Protagonisti sono gli Assiri oppressori e gli Ebrei ridotti in schiavitù. E’ anche affrontato l’amore della principessa assira Fenena per l’ebreo Ismaele, l’amore paterno di Nabucco per quest’ultima, la gelosia di Abigaille, creduta sorellastra di Fenena, in realtà figlia di schiavi, e anche lei innamorata di Ismaele.

La musica verdiana divenne simbolo del sentimento patriottico del popolo italiano alla ricerca  di una propria identità nazionale. Famoso il “Va’ pensiero sull’ali dorate” del terzo atto, il pianto di un popolo oppresso sulle rive dell’Eufrate. Nella lettura registica di Kartaloff  la scena non riproduce un’epoca storica specifica, costruisce un mondo simbolico in cui conflitti e emozioni diventano universali.

L’opera – suddivisa in 4 parti ognuna con un titolo preciso – è incentrata sulla coralità e su un tema collettivo, quello della liberazione di un popolo oppresso, più che sulle vicende individuali. Il contrasto tra popoli e fedi si manifesta nei cori. Anche quando si assiste – nel terzo atto – all’usurpazione del potere da parte di Abigaille, alla condanna a morte degli Ebrei prigionieri e di Fenena,  in primo piano rimane un popolo che prega, quello degli ebrei.

Nel quarto atto, di fronte alla scena di Fenena condotta a morte, Nabucco – che in precedenza, in un suo delirio di onnipotenza, si era nominato Dio al posto del Dio degli Ebrei – prega il Dio degli Ebrei di salvare Fenena, e libera gli Ebrei. Abigaille si avvelena e chiede perdono dopo la conversione.  

 

NORMA di Bellini al Teatro Verdi di Salerno (25-27 aprile 2025)

aprile 23, 2025

Come ben sottolineato nel corso della conferenza stampa del 23 aprile presso il suo  il foyer,  la messa in scena  al Teatro Verdi di Salerno di NORMA (capolavoro di Bellini e pietra miliare del melodramma italiano dell’800) vuole anche essere un omaggio a Papa Francesco: per molti aspetti, questa opera è un inno universale all’amore,  e alla Pace (basti pensare alla celebre aria “Casta diva” in cui si eleva la preghiera “spargi in terra quella pace che regnar tu fai”) .

Lo spettacolo salernitano – con direzione di Michael Balke e regia di Sarah Schinasi, Francesco Aliberti quale maestro del Coro e Alfredo Troisi per scene e costumi – conta anche su un eccellente cast di interpreti: Gilda Fiume (Norma), Mert Sungu (Pollione), Carlo Striuli (Oroveso), Francesco Di Sauro (Adalgisa), Miriam Tufano (Clotilde).

Questa la sua trama.  Norma è una sacerdotessa del popolo dei Druidi nella Gallia sottomessa ai Romani che – innamorandosi del proconsole romano Pollione da cui ha segretamente due figli – viene meno ai suoi voti sacerdotali, e alla fedeltà al suo popolo.  Quando Pollione si innamora di un’altra sacerdotessa, Adalgisa, e vuole abbandonare Norma, questa (come la “barbara” Medea) premedita l’uccisione dei figli.  Successivamente – presa coscienza dell’orrore di questo suo proposito – sceglie di immolarsi come vittima sacrificale sul rogo per propiziare la vittoria del suo popolo sui Romani.   A questo punto, Pollione – riconquistato da Norma – sceglie di salire sul rogo con lei in una morte che diventa trasfigurazione e, forse, riscatto, e trionfo dell’amore!

Nella scrittura del libretto, Felice Romani si attiene in gran parte al  dramma francese di Soumet, ma ne cambia in particolare il finale: Norma risparmia i propri figli, e si accusa pubblicamente (al posto di Adalgisa) affrontando così il sacrificio supremo.

Tutti presenti i temi romantici!  La ribellione verso l’oppressore, la forza della passione amorosa a dispetto dell’ordine costituito, il conflitto in amore, il desiderio di vendetta e l’odio (qui dissolto da un superiore sentimento di pietas), la fusione di individuo e natura.   Ma, probabilmente, il fascino intramontabile di questo capolavoro belliniano nasce dalla sua mescolanza di classicità e romanticismo e – pur nella sua ricchezza musicale – da momenti di asciutta drammaticità che sembrano già guadare verso l’espressionismo.

Nello spettacolo del teatro Verdi, il tentativo – sottolinea Michael Balke – è quello di far coincidere musica ed emozioni.   La regia  – precisa anche Sarah Schinasi –  cerca di tessere una profondità di lettura tale che parole e canto si fondano nei corpi dei cantanti.  

 “La dimensione della mia lettura”  – osserva  la regista – “ è più legata al senso drammatico del laceramento interiore. Tutti i personaggi sono corredati di un profondo e dettagliato mondo interiore. La vita di madre e sacerdotessa della protagonista trova un rifugio di relativa tranquillità nella «domus del bosco».   La scenografia si intreccia con la dimensione psicologica, così come i costumi, meno onirici di come ci si aspetterebbe.   Negli interni, i dettagli richiamano affreschi di eleganti palazzi romani, come quelli campani e pompeiani.  Una quercia è simbolo di connessione con l’energia dell’acqua, dell’aria e della terra, funge da porta tra la vita e l’aldilà.  Questo elemento, frutto del bel lavoro di Troisi, ci ricorda il confine tra il naturale e il soprannaturale, l’apparire e lo sparire di situazioni e personaggi.  E le scene corali sono integrate nell’opera in modo diverso rispetto alla pièce originale dove non appaiono”. 

Insomma,  una NORMA – di splendidi chiaroscuri – da non perdere.

Die Walküre al Teatro Verdi di Salerno (11-13 aprile 2025)

aprile 9, 2025

Per questo contributo si ringrazia Elena Paruolo.

L’8 aprile 2025, nel foyer del Teatro Municipale Giuseppe Verdi, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dell’opera Die Walküre che inaugura la stagione lirico sinfonica e di balletto 2025 del Teatro Verdi di Salerno.  All’incontro coordinato da Peppe Iannicelli, erano presenti, con stampa ed esponenti del pubblico, il Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, il segretario artistico Antonio Marzullo, il regista Plamen Kartaloff.

Die Walküre (La Valchiria) – dramma musicale in tre atti, con libretto e musica di R.Wagner – costituisce la seconda opera (prima giornata) della tetralogia Der Ring des Nibelungen.  Fu rappresentata per la prima volta al Teatro di Corte di Monaco nel 1870.   Il dramma narra l’amore incestuoso tra i due figli di Wotan, Siegmund e Sieglinde, dal quale nascerà Sigfrido. La gelosia di Fricka, moglie di Wotan, determina l’uccisione di Siegmund  da parte di Hunding, marito di Sieglinde, ma questa e il nascituro sono salvati, contro l’ordine dello stesso Wotan, dalla valchiria Brunilde.   Per punizione, Brunilde viene sprofondata nel sonno su un’alta roccia, circondata di fiamme. Dal sonno la potrà ridestare soltanto un eroe che riesca ad arrivare sino a lei. Sarà Sigfrido.

Die Walküre – che non aveva ancora trovato spazio nella programmazione del Verdi – è un’opera che travolge, incanta, seduce.  Ed è una sfida per ogni teatro di opera. La produzione che si vedrà a Salerno, frutto della collaborazione tra il Teatro Verdi, e il Teatro di Sofia – realtà di grande prestigio in Bulgaria – in tempo di guerre vuole lanciare un messaggio di armonia e di pace.

La tradizione operistica bulgara – ha osservato Plamen Kartaloff – sin dal 1891, sebbene comprenda anche opere di compositori bulgari e francesi, ha guardato quasi esclusivamente ai compositori d’opera italiani, e molto raramente ad opere in tedesco.   Ma, tra il 2010 e il 2025, complice anche le celebrazioni del duecentesimo anniversario di Richard Wagner nel 2013, nel repertorio dell’Opera di Sofia, sono entrati nove titoli wagneriani.   E dal 2024 – per la prima volta – nel repertorio wagneriano, affianco a  cantanti bulgari, sono stati inclusi anche cantanti dall’estero. 

Per Kartaloff, la visione di Wagner del teatro è nell’orchestrazione.  Di conseguenza – per lui regista – orchestra e scena, parola e musica, devono andare insieme.  Tutto ciò che è scritto deve essere visualizzato nella musica.  La musica di Wagner parla.  Sulla scena, bisogna quindi assistere ad una interazione tra ogni parola e ogni frase musicale, ad una concordanza tra il testo e le note della melodia. E la voce deve essere qualcosa che esprime un canto ricco di sfumature, in grado di toccare l’animo del pubblico.

Questo è l’obiettivo che il regista si propone di raggiungere con la produzione, in scena al Teatro Verdi di Salerno.

CIARLATANI al Teatro Verdi di Salerno (3-5 aprile 2025)

aprile 2, 2025

Per questo contributo si ringrazia Elena Paruolo.

Con in scena il grande Silvio Orlandi – satira sul mondo del teatro e dell’audiovisivo, e commedia in cui quattro attori viaggiano attraverso decine di personaggi, spazi e tempi – Ciarlatani racconta la storia di Anna Velasco e Diego Fontana. La prima – tra pilates, teatro per bambini e spettacoli alternativi – è un’attrice in fase di stallo alla ricerca del grande personaggio che la farà finalmente trionfare. Il secondo – regista di successo di film commerciali che si sta imbarcando in una grande produzione internazionale – per un incidente sta affrontando una crisi personale.

Ma  – come sottolineato da Pablo Remòn – Ciarlatani è anche diverse opere (che si  alimentano a vicenda) – in una – raccontate in parallelo. Il racconto di Anna ha uno stile cinematografico. La storia di Diego è un’opera teatrale più classica. E c’è anche un’autofiction in cui l’autore dello spettacolo si difende dalle accuse di plagio. L’intenzione è di essere una narrazione teatrale, ma con un’aspirazione romanzesca e cinematografica.

L’anatra all’arancia al Teatro Verdi di Salerno (27-30 marzo 2025)

marzo 25, 2025

Per questo suo contributo si ringrazia Elena Paruolo.

Scritto da William Douglas Home e Marc Gilbert Sauvajon  (e già al teatro con Alberto Lionello e Valeria Valeri, e al cinema con Ugo Tognazzi, Monica Vitti e Barbara Bouchet) L’Anatra all’Arancia è un brillante feuilleton dove i personaggi, con eleganza, si muovono  su  una scacchiera irta di trabocchetti.

Diretti da Claudio Gregori ( in arte Greg, del duo Lillo & Greg)  Emilio Solfrizzi e Carlotta Natoli –  che interpretano Gilberto e sua moglie Lisa –  sono affiancati in scena da Ruben Rigillo, Beatrice Schiaffino e Antonella Piccolo.

A poco a poco, il cinismo lascia il passo a timori, ad acredine, rivalità e gelosia: in una parola all’Amore. La trasformazione avviene attraverso un viaggio – tra sentimenti – che fa sorridere e riflettere.

Re Chicchinella al Teatro Verdi di Salerno (13-15 marzo 2025)

marzo 12, 2025

Per questo contributo si ringrazia Elena Paruolo.

Sempre adattamento di un racconto di  Lo cunto de li cunti ovvero lo trattenemiento de peccerelle – raccolta (1634) di novelle in lingua napoletana di Giambattista Basile (1634 ) – Re Chicchinella  è un altro racconto con cui la regista Emma Dante narra la profondità dell’animo umano mescolando elementi grotteschi, comici e tragici.

Chicchinella è un re che commette l’errore di impiegare un animale che crede morto, una gallina, per pulirsi le terga. La pennuta, tutt’altro che defunta, si  installa nelle interiora del sovrano e divora tutto quello che mangia,  facendogli espellere uova d’oro.

Lo spettacolo – precisa la regista – “racconta la storia di un sovrano  circondato da una famiglia anaffettiva e glaciale che ha un solo interesse: ricevere un uovo d’oro al giorno. L’animale vive e si nutre dentro di lui, divorando lentamente le sue viscere, fino a quando il re non scopre che per il mondo lui e la gallina sono la stessa cosa. Dopo tredici giorni d’inedia, il re entra nella sua nuova esistenza e, appollaiato sul trono, riceve il plauso di tutta la Corte”.

Stagione lirica e di balletto 2025 al Teatro Verdi (Salerno 7 marzo 2025)                                                   

marzo 9, 2025

Per questo contributo si ringrazia Elena Paruolo.

 

Venerdi, 7 marzo 2025, presso il Teatro Verdi di Salerno, il Sindaco Vincenzo Napoli e il Segretario artistico Antonio Marzullo hanno presentato la stagione lirica e di balletto 2025. Il Direttore artistico e Direttore d’orchestra Daniel Oren era assente perché ammalato ma ha partecipato con un collegamento telefonico.

A coordinare l’incontro Peppe Iannicelli.  

Daniel Oren ha dato i suoi saluti al numeroso pubblico presente in sala e ha ricordato come sia di grande interesse il fatto che ci siano due autori in cartellone, in qualche modo, tra loro collegati. Wagner non amava molto gli autori italiani ad esclusione di Bellini. E non a caso due delle opere presentate nella nuova stagione sono proprio Die Walküre di Wagner (per la prima volta in scena a Salerno, lo spettacolo è prodotto con il Teatro Nazionale dell’Opera di Sofia) e Norma di Bellini.

Antonio Marzullo – descrivendo in maniera dettagliata il programma – ha sottolineato che nel 2025 il numero dei titoli delle rappresentazioni operistiche è aumentato, che in cartellone c’è un prestigioso appuntamento con la danza d’autore, e che  il percorso con il Conservatorio “Giuseppe Martucci” di Salerno continua.

Cosa c’è in programma?

Si comincia ad aprile (11-13) con Die Walküre (che Daniel Oren aveva sempre rifiutato di portare sul palco salernitano in rispetto delle vittime dell’Olocausto) e (25-27) con Norma. Seguono a maggio (16-18) il balletto Don Chisciotte (basato sul romanzo di Cervantes) e Rigoletto (29 maggio – 1 giugno) di Verdi. Ad ottobre (24-26) il sipario si aprirà con Carmen di Bizet. A dicembre (6-8) ci saranno in scena Il cappello di paglia di Firenze (6-8), opera lirica di Nino Rota, in collaborazione con il Conservatorio “Giuseppe Martucci”, e il capolavoro di Giuseppe Verdi, Nabucco (26-27-28), simbolo di un’epoca di lotta, di speranza, di fratellanza e libertà, che vedrà sul podio Daniel Oren a dirigere l’Orchestra Filamornica Salernitana “Giuseppe Verdi” di Salerno.

In scena sempre un cast di prim’ordine (da Roman Burdenko a Jessica Pratt, ma anche con la presenza di giovani talenti)  con artisti provenienti da popoli, culture e storie diverse – che trovano armonia sul palco – e con un cartellone che unisce la tradizione alle nuove sfide dell’età contemporanea.

La stagione Educational 2025 debutta a maggio (5-6-7) con Pinocchio Fake (narrazione in musica e parole) Nel programma rientrano le prove generali delle 6 opere in Cartellone. Ad ottobre (8-9) si terranno gli appuntamenti di EuropaInCanto.

All’interno del cartellone d’opera e di balletto ci sarà anche una seconda stagione di Musica d’artista, nei mesi di novembre e dicembre, che va ad arricchire il programma di Luci d’artista, proponendo nel periodo di Natale musica pop, gospel e cori natalizi, Concerto di Natale e Capodanno. Tra gli ospiti speciali Claudio Baglioni.

Il Sindaco Vincenzo Napoli sottolinea la qualità elevatissima del cartellone 2025 (e come i prezzi siano popolari): un cartellone che rispecchia una città – quale Salerno – ricca di iniziative tra cui il Festival della Letteratura, una serie di concerti in estate a Piazza della libertà, il nuovo auditorium del Conservatorio “Giuseppe Martucci”, la mostra della Minerva (12- 13 aprile), e così via.  Per non parlare dei lavori in corso della metropolitana che collegherà Salerno all’Università, dell’alta velocità, dell’aeroporto, del Policlinico di cui si è posta la prima pietra, tutte opere che comportano per la città di Salerno uno sviluppo del turismo, dell’economia, dell’occupazione.

Non sono mancati i ringraziamenti al Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e a tutti coloro che operano perché tutto funzioni nel modo migliore.

                                                            

A Giù la Maschera: incontro con Les ballets Trockadero de Monte Carlo (Teatro Verdi di Salerno, 7 marzo 2025)

marzo 8, 2025

Per questo contributo si ringrazia Elena Paruolo.

Raffaele Morra – il 7 marzo 2025 – a Giù la Maschera ha incontrato il pubblico del Teatro Verdi di Salerno, per parlare della Compagnia Les ballets Trockadero de Monte Carlo, in scena a Salerno dal 6 al 9 marzo.

Stimolato dalle domande di Peppe Iannicelli, come sempre coordinatore di questi incontri, Morra ha innanzitutto – rapidamente – ricordato la storia della Compagnia di cui fa parte dal 2001. Lui è stato il primo italiano entrato in questa a Compagnia che, contraddistinguendosi per la sua internazionalità, raccoglie bravi ballerini provenienti da tutto il mondo. Il nome “Trockadero” è stato preso da un locale di San Francisco.  

La Compagnia è infatti nata negli anni Settanta in America: anni caratterizzati da forti scontri sociali, messaggi di protesta, richieste di liberazione del corpo, ma anche anni in cui la danza ha goduto di grande popolarità.   Proprio su questa scia, in quegli anni, dei ballerini – tutti maschi – si sono uniti per dare origine ad una Compagnia che metteva in scena una parodia del balletto classico.  

I suoi componenti, che in scena indossavano costumi femminili – a volte meravigliosi – mostravano il loro fisico maschile. Successivamente sono stati introdotti anche costumi maschili.  E soprattutto ballavano sulle punte.  Un tipo di ballo questo che – osserva Morra – sta avendo una nuova ondata di popolarità, non solo in America.  La punta sta infatti diventando uno strumento! Ed è anche accettata nelle scuole perché consente di allungare i muscoli.

Il loro Lago dei cigni è ancora in repertorio: e c’è anche nello spettacolo in scena a Salerno.

Si tratta di una Compagnia itinerante, una sorta di famiglia, in cui i ballerini sono giocatori di squadra. Le priorità sono sempre quelle della Compagnia.

E’ Morra che apre lo spettacolo Trockadero.  E – ogni volta – annuncia i balletti che saranno eseguiti e i nomi delle ballerine che si esibiranno, che però in realtà sono, come abbiamo detto, tutti maschi. Così fin da subito dà l’indizio che quello che si vedrà sarà uno spettacolo di danza caratterizzato da “humour” e divertimento, una sorta di parodia dei canoni del balletto classico.

Mentre lui parla sulla scena scorre un cigno di cartone… E nella Morte del cigno le piume che cadono per terra dal tutù bianco del ballerino , in maniera efficace e divertente, contribuiscono a dare l’idea di quanto sta accadendo….

Passando poi  a parlare di come lo spettacolo è stato ricevuto dal pubblico nel corso degli anni e nei vari paesi del mondo in cui la Compagnia si è esibita, inizialmente – ha osservato Morra – c’è stata una ricezione un po’ fredda (con persone che se ne sono andate prima della fine dello spettacolo) ma nel complesso la Compagnia è bene accettata perché cerca di mettere il pubblico a suo agio, a volte anche con  improvvisazioni che  suscitano la risata. Il pubblico ride molto soprattutto nei paesi anglosassoni ma forse perché – osserva Morra – durante gli intervalli si ferma al bar a bere…

Negli anni che l’America – e il mondo – stanno vivendo oggi, la Compagnia dovrà confrontarsi di nuovo con pubblici conservatori. Ma cercherà ancora di far ridere, e di far divertire il pubblico. La parola chiave è Enjoy.