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Tosca all’Opera di Roma (14-19 gennaio 2025)

gennaio 10, 2025

Il 14 gennaio 2025, con regia di Alessandro Talevi e con Michele Mariotti sul podio –   in occasione del 125º anniversario della prima assoluta di Tosca – il capolavoro di Puccini torna in scena al teatro Costanzi/teatro dell’Opera di Roma, nella versione che ricostruisce il suo debutto, e primo allestimento, del 1900.   Le vedute dell’alba romana dalla terrazza di Castel Sant’Angelo, gli interni dorati di Sant’Andrea della Valle, i rintocchi del Mattutino che Giacomo Puccini aspettava di cogliere all’alba per annotare l’intonazione corretta da inserire in partitura: seguendo le originali volontà pucciniane, l’allestimento punta a far rivivere al pubblico l’opera così come Puccini la vide per la prima volta.

 “Non ho mai smesso – precisa Alessandro Talevi – di ammirare la sottigliezza e la cura dei particolari con cui Puccini crea i suoi scenari e il modo in cui richiedono costantemente un’indagine psicologica profonda da parte di cantanti e regista”.

Inoltre una mostra – Tosca 125: oltre la scena – con preziosi documenti, bozzetti, fotografie, manufatti e costumi provenienti dall’Archivio Storico Ricordi esplora la genesi (l’omonimo dramma di Victorien Sardou ammirato da Puccin) del capolavoro di Puccini.  Racconta aspetti poco noti del lavoro del compositore, del suo editore e dei suoi librettisti. E narra – attraverso contributi audiovisivi – in che modo il Teatro dell’Opera di Roma abbia ridato vita, nei propri laboratori e sul proprio palcoscenico, alla prima Tosca.   La mostra  sarà fruibile gratuitamente prima e durante gli intervalli degli spettacoli, e nel corso delle visite guidate, nella sala-museo al terzo piano del Teatro Costanzi, per l’occasione rinnovata in uno spazio moderno, immersivo e dinamico, che in futuro ospiterà altre esposizioni in dialogo con la programmazione artistica del Teatro.

Nel giorno del suo 125esimo compleanno, Tosca sarà ripresa e diffusa via streaming al Policlinico Gemelli, in diverse realtà legate alla Caritas di Roma – dalla mensa all’ostello “Don Luigi di Liegro”, passando per la casa di accoglienza Santa Giacinta – all’Istituto Romano San Michele, al Teatro Patologico e in altri luoghi; cui si aggiunge l’Istituto Italiano di Cultura di Londra.  Lo spettacolo è anche trasmesso in diretta su Radio3 e in streaming in diversi luoghi del territorio che si occupano delle fasce sociali più deboli.

 Il capolavoro di Puccini sarà ripreso nella versione della prima assoluta anche in altri due periodi della Stagione in corso.

Dal 1° al 6 marzo 2025 il titolo è proposto con la direzione di Daniel Oren, e altri prestigiosi interpreti.

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IL CARACALLA FESTIVAL -IN OMAGGIO A PUCCINI –  APRE CON TOSCA

luglio 5, 2024

5 luglio – 9 agosto: il Caracalla Festival di Roma omaggia Giacomo Puccini nei cento anni dalla sua scomparsa con Tosca: regia di Francesco Micheli, progetto scenografico di Massimiliano e Doriana Fuksas; e Sonya Yoncheva, Vittorio Grigolo, Carmen Giannattasio e Saimir Pirgu quali protagonisti.  Sul podio Antonio Fogliani .  Orchestra e Coro, diretto da Ciro Visco, con la partecipazione della Scuola di Canto Corale.

 «Tutto, in Tosca, a partire dai luoghi che scandiscono i tre atti, evoca la costruzione di regole, l’uso e l’abuso del potere – sottolinea Francesco Micheli – La città di Roma, che ha concepito la grande potenza spirituale e quella temporale, la chiesa cristiana e l’impero Romano, vede questi due soggetti accomunati da un’identica forma di espressione: l’alfabeto capitolare latino. Quindi, nell’allestimento, diremo delle cose utilizzandolo: e se di solito Tosca è un’opera naturalista, lo spazio assoluto concepito da Massimiliano e Doriana Fuksas diventerà una sorta di pergamena su cui imprimere delle parole definitive, ovviamente in latino. Ma la messa in scena vuole essere anche un omaggio ad Anna Magnani, perché come Tosca è Roma, Roma è Anna Magnani. Tanto è vero che nel film Avanti a lui tremava tutta Roma lei è una sorta di Tosca novecentesca, una partigiana che lotta per la libertà».

Dal 16 luglio al 10 agosto, l’omaggio a Puccini prosegue con la messa in scena dell’ultimo lavoro del compositore lucchese, Turandot.

TOSCA al Teatro Verdi (Salerno, 30 maggio – 2 giugno 2023)

Maggio 30, 2023
Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo. Al teatro Verdi di Salerno, con regia di Alfonso Signorini e direzione del maestro Daniel Oren –  torna in scena Tosca, immortale opera lirica del grande Giacomo Puccini (su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica) che – sin dai primi accordi – regala intense emozioni. Ricca di colpi di scena, Tosca tiene lo spettatore in costante tensione.  E il discorso musicale si evolve in modo altrettanto rapido, passando (con tutta la sua ricchezza di continui cambiamenti di colori, dinamiche e tempi)  da brevi incisi tematici spesso costruiti su armonie dissonanti, a melodie, e a sonorità che anticipano l’estetica dell’espressionismo musicale tedesco. La trama si svolge a Roma nell’atmosfera segnata dall’eco degli avvenimenti rivoluzionari in Francia, e dalla caduta della prima Repubblica Romana, dopo la battaglia di Marengo, Angelotti, bonapartista ed ex console della Repubblica Romana, fuggito dalla prigione trova rifugio nella Basilica di Sant’Andrea della Valle, dove la marchesa Attavanti, sua sorella, gli ha fatto trovare le chiavi della sua cappella.  Vi incontra il cavalier Mario Cavaradossi che nel suo quadro – nella figura di Maddalena – ha ritratto (a sua insaputa) la bella marchese.  Mentre preparano un piano di fuga, arriva Tosca, amante di Cavaradossi, che – visto il ritratto – fa una scenata di gelosia a Mario che, a fatica riesce a calmarla e congedarla. Tosca allontanatasi, Angelotti esce dal nascondiglio e riprende il dialogo con Mario che gli offre protezione, e decide di accompagnare Angelotti per coprirlo nella fuga. Portano con loro il travestimento femminile, dimenticando però il ventaglio nella cappella. La falsa notizia della vittoria delle truppe austriache su Napoleone a Marengo fa esplodere la gioia nel sagrestano. Ma improvvisamente sopraggiunge con i suoi scagnozzi il barone Scarpia, capo della polizia papalina che, sulle tracce di Angelotti, sospetta fortemente di Mario, anch’egli bonapartista. Trovato il ventaglio dimenticato da Angelotti, Scarpia cerca di coinvolgere Tosca, di cui è segretamente innamorato, ritornata in chiesa per informare l’amante che il loro progetto amoroso per la serata, era sfumato, in quanto chiamata a cantare a Palazzo Farnese per festeggiare l’avvenimento militare. Usando il ventaglio dimenticato, Scarpia suscita la morbosa gelosia di Tosca. Ed immagina con gioia feroce sia l’impiccagione di Cavaradossi che di avere Tosca fra le sue braccia. Furente Tosca, seguita dai gendarmi, li porta a sua insaputa fino alla villetta di Mario, in cui comprende il grave errore causato dalla sua gelosia. Gli sbirri perquisiscono a fondo la dimora. Ma non trovano Angelotti. Mario – arrestato e portato al cospetto di Scarpia – dopo il suo rifiuto di rivelare il nascondiglio di Angelotti è sottoposto a torture. Tosca – che poco prima aveva eseguito una cantata al piano superiore del Palazzo Farnese – viene convocata da Scarpia, il quale fa in modo che ella possa udire le urla di Mario. Stremata dalle grida dell’uomo amato, la cantante rivela a Scarpia il nascondiglio dell’evaso. Mario, condotto alla presenza di Scarpia, apprende del tradimento di Tosca e si rifiuta di abbracciarla. Intanto arriva un messo ad annunciare che la notizia della vittoria delle truppe austriache era falsa, e che invece è stato Napoleone a sconfiggere gli austriaci  a Marengo. Mario inneggia ad alta voce alla vittoria. E Scarpia lo condanna immediatamente a morte per impiccagione, facendolo condurre via.  Più tardi arriva anche la notizia che Angelotti si è suicidato all’arrivo degli sbirri. Scarpia ordina che il suo cadavere sia impiccato accanto a Cavaradossi. Disperata, Tosca chiede a Scarpia di accordare la grazia a Mario. Il barone acconsente solo a patto che lei gli si conceda. Anche se inorridita, Tosca gli dice che gli si concederà. Scarpia convoca quindi Spoletta e, con un gesto d’intesa, fa credere a Tosca che Cavaradossi sarà fintamente giustiziato mediante una fucilazione simulata, con fucili caricati a salve. Dopo aver scritto il salvacondotto che permetterà agli amanti di raggiungere Civitavecchi, Scarpia si avvicina a Tosca per riscuotere quanto pattuito, ma questa, che nel frattempo aveva preso un coltello dal tavolo, lo colpisce dritto al cuore e Scarpia muore. E  – preso il salvacondotto – scappa via. È l’alba. In lontananza un giovane pastore canta una malinconica canzone in romanesco. Sui bastioni di Castel Sant’Angelo, Mario – pronto a morire – inizia a scrivere un’ultima lettera d’amore alla sua amante, ma, sopraffatto dai ricordi, non riesce a terminarla. Arrivata inaspettatamente, Tosca gli spiega di essere stata costretta ad uccidere Scarpia. Mostrando il salvacondotto, lo informa della fucilazione simulata, e scherzando, gli raccomanda di fingere bene la morte. Mario però viene fucilato veramente. Tosca – sconvolta e inseguita dai poliziotti che hanno trovato il cadavere di Scarpia –  grida “O Scarpia, avanti a Dio!” E si getta dagli spalti del castello. https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid02KtRrhk18kb9HQeQocsh6yFLKaZBLmjsF38AG92mEj2VHvweKdLVvYZLagxTPhXN3l&id=1141940195 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid0j2HwWy8ds3761bqxEzrYiwGwokio4zUpvHTnPm8qUY7ysm9RTRDVPbRpfbY6TrHUl&id=1141940195