Posts Tagged ‘Unione europea’

UE: la dichiarazione di Budapest sul Rapporto Draghi in fase di arrivo

ottobre 28, 2024

Premesso che l’esito delle prossime elezioni anericane avra’ un grosso impatto anche sul futuro dell’Ue qui mi soffermo solo sul tema in titolo. Draghi – nel suo Rapporto – ha tra l’altro indicato la necessità di 800 miliardi di investimenti l’anno per la transizione verde e digitale e la spesa per la difesa, di cui la metà finanziati con risorse pubbliche. Ed ha anche proposto la creazione di un nuovo strumento di debito comune dell’Ue – dopo NextGenerationEU – proposta non gradita a Ursula von der Leyen.

Una nuova bozza di dichiarazione di Budapest è -nel momento in cui si scrive – in fase di arrivo. Dal confronto del 25 ottobre – tra gli ambasciatori dei ventisette Stati membri dell’Unione europea – tra i temi più controversi figurano:

– la politica di coesione (alcuni paesi temono che fondi per le regioni potrebbero andare a finanziare la competitività.

– il Fondo per la sovranità dell’Ue (cui alcuni paesi si oppongono)

– l’appello a più convergenza sulla tassazione

– l’impegno a realizzare l’unione dei mercati dei capitali

– il piano finanziario pluriennale dell’UE

E c’è chi chiede maggiore attenzione per le interconnessioni per l’energia e per gli aspetti sociali.

Monnet aveva ragione? Costruire l’Europa in crisi -Presentazione del libro di Marco Buti e di un recente Manifesto firmato da eminenti personalità

febbraio 17, 2024

In vista elle elezioni politiche europee del giugno 2024, è ora di parlare di Europa. Altrimenti le prossime elezioni – di europeo – avranno solo il nome. Ci sarà da decidere se procedere verso la creazione di una vera Federazione europea o se optare per sterili sovranismi. La presentazione del libro di Marco Buti Monnet aveva ragione? Costruire l’Europa in crisi , e del Manifesto L’Unione europea al tempo della nuova guerra fredda pubblicato nell’ottobre 2023 da Il sole 24 ore – organizzata da Euroeconomie e dalla Fondazione Buozzi – è stata occasione di un buon e bel dibattito, tranne i miei iniziali problemi di collegamento…. poi superati, di cui mi scuso.

A. Nel suo libro, Buti critica la risposta data alla grande crisi finanziaria del 2028-2019 e la successiva crisi dei debiti sovrani. E considera nettamente migliore il modello SURE-NGEU ecc. adottato in risposta al Covid, con cui sono stati superati molti tabù: dall’austerità a tutti i costi a un debito comune garantito dal bilancio dell’Unione. Sostiene che le politiche europee devono soddisfare il “Test di compatibilità di Jean Monnet” ovvero ottemperare con scelte coerenti sul piano economico istituzionale e politico. Ne emerge una nuova bussola che aiuta a comprendere le strategie di politica economica dell’Unione e delinea nell’offerta di beni pubblici europei la chiave di volta per favorire la doppia transizione verde e digitale, combattere i rischio di stagflazione e aumentare il peso dell’Europa nella governance mondiale”. In una situazione di incertezza sistemica endemica – a suo avviso – i vincitori del nord (i paesi del nord durante la crisi finanziaria) non sono i vincitori, né di oggi né di domani. Questo dovrebbe permettere di avere un approccio assicurativo. Quando c’è tanta incertezza, ci si assicura mutualmente. Oggi ne beneficio io domani tu. Non è la solidarietà unilaterale (che la Germania aborre) intesa come flussi costanti del nord verso il sud, ma ci si -mutualmente – assicura. E il tema dei beni pubblici europei è il modo per assicurarsi mutualmente, e allungare l’orizzonte temporale.  In questo mondo, non ci sono altri modi per guardare al futuro: la risposta europea (a livello europeo) è la dimensione giusta.  Il nazionalismo è contro l’interesse nazionale.

 B. Il punto cruciale, anche poi del Manifesto L’unione europea al tempo della nuova “guerra fredda dell’ottobre2023 (di cui Buti è il principale autore insieme a Marcello Messori, Manifesto firmato da eminenti personalità – quali G. Amato, R. Prodi ,J.C.Juncker, E.Marcegaglia, M.J. Rodrigues, Sylvie Goulard ecc.) uniti solo per grandi linee – è la proposta di “una riforma di fondo del bilancio comunitario, basata sulla creazione di  una capacità fiscale centrale”  o  federale che “avendo carattere permanente o – almeno – ricorrente possa produrre Beni Pubblici Europei nell’ambito delle transizioni verde digitale e sociale” grazie a “credibili flussi di vere Risorse proprie” (nuove tasse) dell’Unione europea. E’ necessaria una nuova sintesi per un rinnovato contratto politico, sottolinea il Manifesto, che propone un federalismo graduale e progressivo che dovrebbe includere 7 elementi (capacità fiscale centrale, nuove regole fiscali per una convergenza economica e sociale, mercati finanziari europei integrati e spessi, una politica industriale, una rinnovata politica degli aiuti di stati che miri a non indebolire il mercato unico, una strategia comune per istruzione e formazione, una politica della UE per sicurezza e difesa incardinata nella NATO ma che abbia un’autonomia e visibilità sufficiente per reggere rinnovate tendenze isolazioniste da parte degli USA.

A livello geopolitico, il Manifesto precisa: se (affianco a USA e Cina) vi fosse “un terzo attore globale il sistema internazionale avrebbe un conformazione più stabile”. Auspica uno sforzo per creare le condizioni di un ritorno al multilateralismo, e per riconciliare l’agenda interna dell’UE con la propria agenda internazionale. Auspica una nuova relazione tra,UE e Africa. E – giustamente – non esclude un’Europa a più velocità.

C. Intanto una cosa è certa. Se si vuole andare verso un mondo che, in qualsiasi parte del globo, non dimentichi la democrazia, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani – e dell’ambiente – serve più Europa. Il tema non è una cessione di sovranità, ma quando utile, la costituzione di una sovranità europea che oggi non c’è. Un approccio federale aggiornato deve declinare la divisibilità della sovranità non il suo trasferimento al solo livello federale. E di fatto – a livello europeo – è già nato un sistema di governo multilivello (perché ci stanno dentro  i livelli europeo e i livelli nazionali). Per anni, dalla fine della guerra fredda tra USA e Russia – e del mondo bipolare – il futuro del sistema internazionale è stato guardato secondo l’alternativa tra il permanere dell’unipolarismo a guida americana e la transizione verso un nuovo multipolarismo. Ma quale multipolarismo? USA Cina UE? E il Sud globale? E i BRICS? Mettere in cantiere anche una riforma dell’architettura finanziara (e del ruolo del dollaro)? Ad oggi, l’UE – regina della regolamentazione (e creatrice di standard che spesso diventano anche internazionali) – per volontà degli Stati membri non ha una politica estera comune (gli europei in quanto tali non sono nel Comitato di sicurezza delle Nazioni Unite) nè una vera difesa comune, né un’industria militare veramente europea che – dual use – contribuisca a sviluppo tecnologico e interconnessioni. E si è – tuttora – alla ricerca di un nuovo Ordine. Mai più di oggi è quindi importante che l’UE rifletta veramente sulla propria autonomia strategica (che di certo non riguarda solo la difesa) anche ( e innanzitutto?) per conservare la propria competitività. Il che significa essere in grado di difendere i propri interessi – e i propri valori – in Europa e nel resto del mondo. E visto che , per la difesa, i 27 spendono tutti insieme più della Cina c’è anche da chiedersi: come spendere meglio? Ciò detto, passo la parola al Video della Fondazione Buozzi sull’evento del 15 febbraio 2024 – organizzato da Euroeconomie e la Fondazione Buozzi – scusandomi dei miei iniziali problemi di collegamento. Non potendo tutto dire in 10-15 minuti – nel mio intervento – mi sono limitata a puntualizzare solo alcuni punti. Il video che segue permette, a chi è interessato, di riascoltare questo buon dibattito.

https://fb.watch/qgVj2-ZjQH

Mia recensione/articolo – sull’ultimo bel libro sul Mediterraneo conteso, del direttore Maurizio Molinari – nel numero di gennaio 2024 di Agenda Geopolitica

gennaio 28, 2024

La mia Recensione / Articolo del / sul libro di Maurizio Molinari ( direttore del quotidiano la Repubblica) – Mediterraneo conteso Perche’ l’Occidente e i suoi rivali ne hanno bisogno, Ed. Rizzoli 2023 - come precisato nel Sommario di questo numero di Agenda geopolitica (gennaio 2024) e’ leggibile alla pagina 7 (pp 7-12) della rivista. BUONA LETTURA - E complimenti al direttore Molinari per questo suo gran bel lavoro.

MIEI AGGIORNAMENTI SULL’ATTUALITA’ UE

gennaio 25, 2023

Pe un costante aggiornamento sulle principali attualità dell’Unione europea rinvio ai miei POST su Facebook:

EVVIVA IL MIO NUOVO LIBRO SULL’UNIONE EUROPEA E’ORA DISPONIBILE

settembre 28, 2021

Il mio nuovo libro è ora ordinabile: – in qualsiasi libreria fisica o on line- e ovviamente anche su Amazon e presso la casa editrice http://www.edizionisimple.it

A chi dovesse decidere di leggerlo auguro BUONA LETTURA.