Archive for gennaio 2025

Antonio e Cleopatra al Teatro Quirino (Roma,11-16 febbraio 2025)

gennaio 30, 2025

Antonio e Cleopatra è uno spettacolo che si basa su una serie di opposizioni: “maschile e femminile, dovere e desiderio, letto e campo di battaglia, giovinezza e vecchiaia, antica verità egiziana e realpolitik romana”. 

Esuberanti, inimitabili e Impareggiabili, neanche la morte può contenere i suoi protagonisti.

«La mia generazione – sottolinea Valter Malosti, qui nella duplice veste di regista e interprete – di Antonio e Cleopatra ha impresso nella memoria soprattutto l’immagine della coppia hollywoodiana Richard Burton – Liz Taylor.   Ma su quest’opera che mescola tragico, comico, sacro e grottesco, su questo meraviglioso poema filosofico e mistico (e alchemico) che santifica l’eros, che gioca con l’alto e il basso, scritto in versi che sono tra i più evocativi di tutta l’opera shakespeariana, aleggia, per più di uno studioso, l’ombra del nostro grande filosofo Giordano Bruno: un teatro della mente che esige un nuovo cielo e una nuova terra».

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ILIADE al Teatro Verdi di Salerno (30 gennaio- 2 febbraio 2025)

gennaio 28, 2025

Per questo suo contributo si ringrazia Elena Paruolo.

Grazie a una riscrittura basata su riflessioni etiche, Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Francesco Niccolini e Marcello Prayer – con il loro spettacolo Iliade Il gioco degli Dei in scena al Teatro Verdi di Salerno – mettono in scena la loro Iliade.

Per gli autori, la prima opera in lingua greca in forma scritta “canta di un mondo in cui l’etica del successo non lascia spazio alla giustizia e gli uomini non decidono nulla, ma sono agiti dagli dèi in una lunga e terribile guerra senza vincitori né vinti. Un mondo in cui la coscienza e la scelta non sono ancora cose che riguardano gli umani. La civiltà dovrà attendere l’età della tragedia per conoscere la responsabilità personale.  In quel mondo arcaico dominato dalla forza, dal Fato ineluttabile e da dèi capricciosi non è difficile specchiarci e riconoscere il nostro mondo.  Ci sono tutti i semi del tramonto del nostro Occidente che, come accade con la grande poesia, contiene anche il suo opposto: la responsabilità e la libertà di scegliere e di dire no all’orrore”.

L’ESTRO INTELLIGENTE (BACH, VIVALDI, PÄRT) – Concerto al Teatro Argentina (30 gennaio 2025) – Musica da camera dell’Accademia Filarmonica Romana

gennaio 28, 2025

Con un dialogo fra la musica strumentale barocca dei suoi più celebri autori  (Johann Sebastian Bach e Antonio Vivaldi) e quella del compositore estone Arvo Pärt, giovedi  30 gennaio,  riprende la musica da camera dell’Accademia Filarmonica Romana al Teatro Argentina  con il concerto L’estro intelligente dell’ensemble Concerto de’ Cavalieri, diretto da  Marcello Di Lisa:

“L’intenzione è stata quella di riunire nello spazio di un’unica serata due delle più celebri ed entusiasmanti raccolte concertistiche del Barocco: ‘L’estro armonico’ di Vivaldi, che è tra i frutti più succulenti del Settecento musicale italiano, e i ‘Concerti brandeburghesi’, autentico caleidoscopio del gusto barocco europeo che esemplifica in modo splendido il talento compositivo di Bach” – sottolinea  Marcello Di Lisa –  “La presenza di Pärt genera allo stesso tempo un senso di naturale straniamento estetico, ma anche sottili e inaspettate corrispondenze, e dialoga con l’universo barocco per opposizione. Se è vero che Bach e Pärt sono del tutto antitetici per epoca, forma e densità, entrambi sono accomunati da una spiritualità potente e affermativa, che emerge con chiarezza e si manifesta nel tessuto stesso delle loro composizioni”.

Il programma alterna dunque due Concerti dalla nota e fortunata raccolta L’estro armonico op. 3 di Vivaldi pubblicata nel 1711 ad Amsterdam – il n. 5 per due violini in la maggiore e il n. 9 per violino e archi in re maggiore – e due degli altrettanti noti Concerti brandeburghesi scritti da Bach circa un decennio dopo – il n. 5 in re maggiore BWV 1050 e il n. 4 in sol maggiore BWV 1049 – con due pagine di Arvo Pärt, Summa e Da pacem Domine.

Il concerto si inserisce nella rassegna “La musica da camera dal barocco al contemporaneo” sostenuta dalla Regione Lazio con il Fondo Unico 2025 sullo Spettacolo dal Vivo

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Recensione di Elena Paruolo del libro – Avvocato di paese – di Giuseppe Amorelli

gennaio 27, 2025

Qui di seguito è leggibile la recensione di Elena Paruolo del libro – Avvocato di paese Racconti di quotidiana giustizia – dell’avvocato Giuseppe Amorelli.

Buona lettura.

https://www.giornaledelcilento.it/giuseppe-amorelli-avvocato-di-paese-racconti-di-quotidiana-giustizia

Guercino in Mostra di Arte Barocca (Roma 31 dicembre 2024 – 26 gennaio 2025)

gennaio 26, 2025

Ecco una mostra che merita di esser vista: “Guercino. L’era Ludovisi a Roma” – ospitata da 31 ottobre 2024 al 26 gennaio 2025 nel suggestivo scenario delle Scuderie del Quirinale – con protagonisti due giganti della storia dell’arte e del potere romano: il grande maestro del barocco romano, il vibrante Giovanni Francesco Barbieri (originario di Cento) noto come Guercino, e la dinastia Ludovisi, personificata dal cardinal Ludovico e dal suo influente zio Alessandro Ludovisi Gregorio XV.

Un vero e proprio viaggio (grazie a 122 opere provenienti da 68 musei internazionali) nella Roma del Seicento, in un periodo storico in cui l’arte e la politica erano profondamente intrecciate.

La felice stagione dell’era Ludovisi (1621 – 1623), parentesi luminosa tra le grandi dinastie dei Borghese e dei Barberini, è riccamente documentata anche con splendide tele di Guido Reni, Domenichino, Albani, Lanfranco, Bernini, Pietro da Cortona, Poussin, Algardi Duquesnoy, ma ovviamente in particolare del  giovane Guercino,  chiamato a Roma da Papa Gregorio XV, al secolo Alessandro Ludovisi, durante il suo fugace, ma intenso pontificato.  Il suo stile – caratterizzato da ricerca cromatica e un tratto inconfondibile – emerge come punto di equilibrio perfetto tra l’eredità classica e la sperimentazione barocca.

 Il percorso della mostra si apre con il monumentale fac-simile della pala d’altare con la Sepoltura di Santa Petronilla, commissionata a Guercino per la Basilica di San Pietro, oggi conservata nei Musei Capitolini.

Di Guercino- si alternano  poi  potenti rappresentazioni sacre (il Ritorno del Figliol Prodigo dei Musei Reali di Torino, liintensa Susanna e i vecchioni, conservata al Prado di Madrid ), vibranti  disegni  che rivelano l’intenso lavorio che precedeva ogni opera d’arte finita, un secondo  fac-simile(l a Gloria di San Crisogono”, originariamente dipinto per l’omonima chiesa a Trastevere e oggi incastonato a venti metri di altezza nella volta di Lancaster House, sede di rappresentanza del Foreign Office britannico), capolavori provenienti dai Musei vaticani (la Santa Maria Maddalena Penitente del 1622, la Fiera di Villaggio, l’Incredulità di san Tommaso) . La pittura sacra e a tematica cattolica, centrale nel pontificato Ludovisi,- è protagonista della mostra. Il confronto fra le raffigurazioni di San Filippo Neri   di Guercino e Guido Reni evidenzia il connubio tra classicismo e teatralità proprie del Barocco nascente.

Ampio spazio è dato alla collezione arte classica di Ludovisi con dipinti di Paris Bordon, Dosso Dossi, Guido Reni o la sensuale Venere dormiente di Giovanni Lanfranco.

Infine, a chiudere il percorso sono i ritratti della famiglia Ludovisi e dei principali protagonisti dell’epoca.

La mostra offre anche l’opportunità esclusiva di visitare alcune sale del Casino di Villa Ludovisi, tra cui la Sala dell’Aurora, dove campeggia il celebre affresco del Guercino.

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La nuova guerra contro le democrazie

gennaio 24, 2025

“La nuova guerra contro le democrazie” e’ il titolo del mio contributo al numero di gennaio 2025 della rivista Agenda Geopolitica edita dalla Fondazione Ducci. E’ un mio articolo / recensione dell’ultimo bel libro di Maurizio Molinari.

Per chi decidesse di leggerlo qui di seguito il suo Link:

L’indomabile Carmen (Teatro dell’Opera, Roma, 26-31 gennaio 2025): dalla penna di Mérimée al balletto di Bubeníček

gennaio 22, 2025

Tratta dalla novella omonima di Prosper Méromée (1845) – cui i librettisti Henri Meilhac e Ludovic Halèvy apportarono varianti salienti – Carmen (composta da quattro “quadri”) è un’opera-comique di Geirges Bizet.  Su musiche di Bizet, Falla, Albéniz, Castelnuovo-Tedesco e Gabriele Bonolis, Il balletto a firma Bubeníčeku – L’indomabile Carmen dai movimenti fluidi, dinamici e viscerali  – è una versione moderna di questo classico del repertorio operistico.

«Carmen nel mio balletto è una donna forte e attraente, è uno spirito libero, simile a un cavallo che non si può domare. Non appartiene a niente e nessuno – spiega il coreografo ceco Jiří Bubeníček noto in tutto il mondo come “coreografo narrativo – Ho iniziato questo lavoro leggendo Prosper Mérimée e mi sono reso conto che il personaggio della novella è molto più ricco di quello che ho potuto cogliere dal libretto dell’opera».  Ed è questa l’idea cha ha ispirato Bubeníček dal momento in cui Eleonora Abbagnato, nel 2018, gli ha commissionato una nuova creazione di Carmen per l’Opera di Roma.

La mia storia – sottolinea ancora Bubeníček – è un po’ differente, ed è molto più ricca”.

Dopo il suo debutto assoluto – proprio al Teatro Costanzi – di sei anni fa, lo spettacolo torna in scena, a Roma, domenica 26 gennaio alle 19.00.  Successivamente –   con étoiles, primi ballerini, solisti e Corpo di Ballo impegnati nella tournée – andrà in scena  a Parigi, al Palais des Congrès.

Sul podio debutta – alla guida dell’Orchestra dell’Opera di Roma – Manuel Coves.

Ospite d’eccezione – della ripresa romana e anche della tournée – è Il ballerino cubano Javier Rojas, che interpreta Don José al fianco dell’étoile Rebecca Bianchi, indomabile Carmen.  

Nelle altre repliche, fino al 31 gennaio, si alternano nel ruolo del titolo le prime ballerine Federica Maine (28 e 30 gennaio ore 11) e Marianna Suriano (31 gennaio), in quello di Don José il primo ballerino Claudio Cocino (28 e 30 gennaio ore 11) con Giacomo Castellana (31 gennaio). L’étoile Alessio Rezza (26, 28 ore 20, 29 e 30 ore 20) e il primo ballerino Michele Satriano (29, 30 ore 11 e 31 gennaio) vestono i panni del toreador Lucas.

In scena il Corpo di Ballo.

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29 GIUGNO – 7 AGOSTO 2025 : IL CARACALLA FESTIVAL “TRA SACRO E UMANO”:

gennaio 17, 2025

Tante le novità in programma per il Caracalla Festival 2025 – intitolato “Tra sacro e umano” e con regia di Damiano Michieletto – a partire dalle sedi del Festival: alle tradizionali Terme di Caracalla infatti, per la prima volta viene affiancata la Basilica di Massenzio.   

«Costruendo la proposta artistica del Festival – precisa Michieletto – ho voluto tenere particolarmente in conto la contingenza che vive la Città di Roma nell’anno del Giubileo, dialogando con questo speciale appuntamento. I temi della spiritualità e della riconciliazione mi stanno molto a cuore, per questo ho creato un percorso che abbiamo intitolato “Tra sacro e umano”, con lavori artistici attinenti questi aspetti così peculiari della nostra esistenza

“La gioia interiore” con Vito Mancuso e i Madrigali di Orlando di Lasso  –  Il Festival si apre domenica 29 giugno, giorno dei SS. Pietro e Paolo (festa patronale della Città di Roma)  alla Basilica di Massenzio con “La gioia interiore” – che vede protagonista il teologo e comunicatore Vito  sul tema della riconciliazione e sull’importanza di riuscire a coltivare una forma di spiritualità,  cui  si affianca l’esecuzione del ciclo di madrigali per sette voci Lagrime di San Pietro di Orlando di Lasso.  Interventi in live electronics del compositore Vittorio Montalti.

Seguono opera, musica sacra, musical, danza, concerti e incontri.

Quattro le nuove produzioni, tutte affidate a nomi della “nouvelle vague” della regia operistica internazionale come Ilaria Lanzino, Sláva Daubnerová, Vasily Barkhatov e lo stesso Damiano Michieletto: 

  • La Resurrezione di Händel (1 – 2 – 4- 5 luglio) Il tema affrontato è altamente simbolico: l’azione si svolge tra il Venerdì Santo e la Pasqua, e alterna gli scontri tra Lucifero e l’Angelo con le profonde meditazioni di Maria Maddalena, Maria di Cleofe e San Giovanni Evangelista. Una lotta tra la fede e la sua assenza, tra l’entusiasmo e il cinismo nell’esistenza di oggi. Lanzino è al suo debutto in Italia. La direzione musicale è affidata George Petrou. Protagonisti sul palco sono Sara Blanch (Angelo), Ana Maria Labin (Maddalena), Teresa Iervolino (Cleofe), Charles Workman (San Giovanni) e Giorgio Caoduro (Lucifero).
  • La traviata di Verdi (19 – 23 – 27 luglio e l’1, 2 e 3 agosto) – Affidata alla regista slovacca Sláva Daubnerová, sperimentale e attiva in tutta Europa. Sul podio Francesco Lanzillotta, mentre sul palco nei panni di Violetta sale Corinne Winters. Accanto a lei il tenore Piotr Buszewski (Alfredo) e l’eclettico baritono Luca Micheletti (Germont. Il Coro del Teatro è diretto da Ciro Visco. In scena anche il Corpo di Ballo diretto da Eleonora Abbagnato.
  • Don Giovanni di Mozart (20 – 22 – 24 e 25 luglio)Con ilbaritono Roberto Frontali, che propone un libertino maturo, impenitente e irredimibile fino alla fine dei suoi giorni. Sul podio è impegnato Alessandro Cadario. Grandi protagonisti nel resto del cast, con Vito Priante come Leporello, Nadja Mchantaf nei panni di Donna Anna, Carmela Remigio in quelli di Donna Elvira e Anthony León come Don Ottavio. Il Coro del Teatro è diretto da Ciro Visco.
  • West Side Story di Bernstein (5, 9, 10, 13 e 17 luglio) – Firmato da Michieletto e diretto da Mariotti con scene di Paolo Fantin, costumi di Carla Teti, luci di Alessandro Carletti e coreografie di Sasha Riva e Simone Repele. Protagonista un cast internazionale che mescola artisti americani con eccellenze del musical italiano e vede Sofia Caselli nel ruolo di Maria e Marek Zurowski in quello di Tony.

 La danza vede il Corpo di Ballo del Teatro, diretto da Eleonora Abbagnato, impegnato in una serata con due grandi classici contemporanei: – il Bolero di Ravel firmato da Maurice Béjart  – Le Sacre du printempsdi Stravinskij con la celeberrima coreografia di Pina Bausch, per la prima volta realizzata da una compagnia di balletto italiana. A questi si aggiunge un altro titolo contemporaneo entrato nel repertorio della Compagnia nella stagione 2022/23: Within the Golden Hour di Christopher Wheeldon.

Non manca la serata Roberto Bolle and Friends (15 e 16 luglio): un viaggio nel repertorio classico e contemporaneo del balletto, in cui Bolle è accompagnato da grandi stelle internazionali.

Chiude il cartellone La Pasión según San Marcos del compositore argentino Osvaldo Golijov , che combinando stili provenienti tanto dall’America Latina quanto dall’Africa, propone un’esperienza artistica e spirituale senza limiti o confini. La vicenda evangelica è raccontata da un compositore argentino, nato da madre romena e da padre ucraino, vissuto in Israele e in America, influenzato dalle tradizioni musicali più diverse. A dar corpo allo spirito di questa musica è chiamato il venezuelano Diego Matheuz, con il Coro diretto da Ciro Visco, cui si uniscono musicisti sudamericani e provenienti da culture diverse.

Variegata – anche quest’anno – l’offerta di musica pop che precede il cartellone curato da Damiano Michieletto: i concerti iniziano già da martedì 3 giugno. Tra le prime conferme nomi come Antonello Venditti, Alessandra Amoroso, Fiorella Mannoia e Giovanni Allevi.

IL CASO JEKYLL AL TEATRO QUIRINO (Roma, 21 gennaio-2 febbraio 2025)

gennaio 17, 2025

Partendo dalla considerazione che il celebre romanzo di Stevenson “Lo strano caso del Dr. Jekyll e di Mr. Hyde” sia un’apologia sulla condizione umana avendo come tema centrale il doppio – sottolinea il regista Sergio Rubini – “abbiamo sviluppato una drammaturgia in chiave chiaramente più psicanalitica”.   Una volta eliminata la metamorfosi di Jekyll in Hyde attraverso un esperimento chimico – nello spettacolo in scena al Quirino – la cosiddetta “pozione” è piuttosto un viaggio nell’inconscio di un famoso luminare della medicina, Henry Jekyll, che “ambendo all’individuazione di quelle che sono le cause della malattia mentale, si fa cavia e diventa poi vittima delle sue stesse teorie, tirando fuori dalla caverna del conscio ciò che è a lui stesso nascosto, la sua ombra, il suo Hyde”.

Il testo da cui si parte è quindi è più vicino ai nostri tempi. E “per evitare che la nostra ombra scavi in solitudine” – per il regista – lo spettacolo agli spettatori vuole offrire, sia la possibilità di rispecchiarsi nei pericoli e piaceri che scaturiscono dalla propria ombra, sia uno spunto per riflettere sulla necessità di dialogare col proprio inconscio e condividerlo con la collettività “nonostante la tendenza della società di reprimere tutto ciò che esca dal canone e che spesso coincide invece con l’autentico”

Intervista a Cosimo Risi per Agenda Geopolitica

gennaio 12, 2025