Archive for the ‘teatro’ Category

I Menecmi al teatro Arcobaleno – Roma (29 dicembre-2 gennaio 2017)

gennaio 3, 2017

Al Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico) di Roma è  tornato in scena “I Menecmi” di T. M. Plauto, divertentissimo capolavoro della commedia classica, prototipo della commedia degli equivoci. Lo spettacolo  – frutto di originali adattamento e regia, di Vincenzo Zingaro (con Piero Sarpa, Annalena Lombardi, Riccardo Graziosi,  Rocco Militano, Ugo Cardinali, Fabrizio Passerini, Laura De Angelis, musiche di Giovanni Zappalorto,  costumi di Emiliana Di Rubbo, scene di  Vincenzo Zingaro, luci di Giovanna Venzi)  è il  fiore all’occhiello della Compagnia Castalia. Irresistibile – nel suo ruolo di cortigiana – Annalena Lombardi. Vera bomba di energia i due gemelli (stesso attore). Bravi anche tutti gli altri attori e intero cast.

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 Due gemelli, con lo stesso nome, separati da bambini, si trovano a loro insaputa nella stessa città: da qui situazioni comiche, ed esilaranti scambi di persona. Ma questo divertente “gioco del doppio” cela, in realtà, qualcosa di più profondo.  “Nel percorso di studio e di rilettura del teatro antico – afferma lo stesso Vincenzo Zingaro che affronto da anni, I Menecmi, al di là della godibile trama elementare, mi offrono,  l’occasione di entrare in profondità in un discorso sul teatro e la vita, giocando e, allo stesso tempo, indagando sul concetto del “doppio”, che offre molteplici ed affascinanti punti di vista”.

Primo spettacolo di una trilogia – concepita per festeggiare i 25 anni della Compagnia Castalia (seguiranno Tanaquilla La nobile etrusca che fu regina di Roma e Le donne al parlamento) – Menecmi trasmette molta energia, divertimento,  e non pochi spunti di riflessione sulla vita

Il divorzio dei compromessi sposi – Sala Umberto (Roma) 20 dicembre -8 gennaio

dicembre 19, 2016

20161223_002327  Il divorzio dei compromessi sposi è un’esilarante commedia del comico napoletano, Carlo Buccirosso, in scena alla Sala Umberto (Roma) fino all’8 gennaio 2017. E’ briosa e divertente, con belle scenografie e coreografie, musiche di canzoni note con parole completamente diverse, e una miscellanea di dialetti regionali – ed (elementi di ) epoche – tra loro diversi. Brillanti Carlo Buccirosso e gli altri attori – spesso – accompagnati da una vorticosa girandola di numerosi personaggi minori  interpretati dal corpo di ballo. Un po’piu’breve potrebbe forse piacere anche di piu’, ma assicura comunque un piacevole divertimento.

L’innesto dello stile tagliente di Buccirosso all’interno degli schemi classici della commedia-operetta musicale, fa nascere  un mix di gag e battute irresistibili.

Cosa narra? Don Rodrigo si invaghisce di Lucia futura sposa di Renzo. Ma la storia – pur mantenendo lo sviluppo del romanzo manzoniano – riadatta e riambienta il tutto.

Tea Room al Teatro Brancaccino (Roma) 15-18 dicembre 2016

dicembre 13, 2016

 

 

Prodotto in collaborazione con la compagnia Mauri Sturno,  e inserito nella rassegna  dedicata  alla drammaturgia contemporanea italiana,  Tea Room  –  di Raffaella Conti (diretto da Giancarlo Fares) con Riccardo Averaimo, Lucia Batassa, Francesco Sala, Sara Valerio  – racconta, con leggerezza ed ironia, la storia di Enrico ex fotografo di moda che gestisce un  Tea Room.

Enrico – benché tutto potrebbe funzionare nella sua vita – incapace di fare delle vere scelte  si ritrova nel bel mezzo di una crisi personale in compagnia di una bottiglia di whisky e del suo nevrotico senso dello humour.  I personaggi dello spettacolo  sono quattro.

La musica  vi svolge un grosso – e bel  –  ruolo.

PARADISO 2.0 Un atto di Dio, in Prima nazionale al Teatro Piccolo Eliseo (14 dicembre-8 gennaio) a Roma

dicembre 13, 2016

capodanno2  Con un terzetto alato sempre in bilico fra balordaggine e tenerezza,  PARADISO 2.0 di David Javerbaum, regia di  Nicoletta Robello Bracciforti , è una commedia brillante, simpatica, divertente ed ironica.

Lo spettacolo avvicina il Dio di Roberto Ciufoli al pubblico a cui si rivolge.  Dio  vi si manifesta nei panni di un attore comico (amata star televisiva)  accompagnato da due angeli, Gabriele e Michele.  Quest’ultimo  – che con un microfono intercetta le domande degli spettatori in platea – torna sulla terra per annunciare   10 nuovi comandamenti.  Al Padreterno – seccato e iracondo che le cose non abbiano funzionato nell’Universo –  spetta spiegare il vero senso delle sue stesse parole, e  le sue vere intenzioni .

“Dio – precisa la regista – decide cosa vale la pena di sapere e cosa no e, così facendo, si sottrae all’incarico di intervenire per sistemare le cose, punire i torti, premiare i giusti. Il mondo è un posto difficilissimo da governare, tale è il caos e la confusione morale e materiale che anche Dio ne prende le distanze, dichiarandosi inidoneo a continuare a svolgere il suo lavoro di divinità e risolvendo la situazione con un inaspettato colpo di scena “.

E..se il tempo fosse un gambero? al Teatro Brancaccio (15 dicembre 2016-15 gennaio 2017)

dicembre 12, 2016

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Ecco uno spettacolo – bello divertente e dinamico – perfetto, curato nei minimi dettagli, senza tempi morti e senza sbavature. Da non perdere. Belle la coreografia e la scenografia. Splendidi i colori e le musiche… Bravissimi – tutti – protagonisti, ballerini e  regista.

Mentre spegne le candeline di un compleanno trascorso in solitudine, l’ottantenne Adelina, rimasta nubile, piena di nostalgia per la giovinezza perduta, esprime un desiderio, segreto e mai sopito, per il quale venderebbe anche l’anima: tornare a quando aveva 20 anni e poter così sposare quel Principe che aveva chiesto la sua mano e che lei aveva rifiutato.   Il re delle tenebre intercetta questo desiderio e per indurla in tentazione la riporta indietro di 60 anni.    Ma  – alla fine –  trionferanno il Bene e l’Amore.. Questa, in sintesi, la trama di ”E se il tempo fosse un gambero?” in scena al Brancaccio.

A firmarne la nuova edizione è il regista Saverio Marconi.   I due ruoli principali (di Max e Adelina) sono magistralmente interpretati l’uno da Francesco Pannofino, e l’altro da Emy Bergamo.

L’anatra all’arancia al Teatro Eliseo-Roma (13 dicembre 2016-8 gennaio 2017)

dicembre 12, 2016

capodanno3  “L’anatra all’arancia” (traduzione adattamento e regia di Luca Barbareschi)  –  con Luca Barbareschi, Chiara Noschese, Gianluca Gobbi e Margherita Laterza, e la partecipazione di Ernesto Mahieux  –  è in scena al teatro Eliseo dal 13 dicembre 2016  all’8 gennaio 2017.

E’ uno spettacolo brillante e divertente  che – scandagliando la psicologia femminile e maschile – veicola grossi temi, ma   con una bella comicità di classe.

La commedia. scritta nei primi anni Settanta dallo scozzese Williams Douglas Home e poi adattata dal celebre autore teatrale francese francese Marc Gilbert Sauvajon – sottolinea Luca Barbareschi  –  “ è una bellissima storia universale di un uomo e di una donna e di come il protagonista si inventi un modo per riconquistare la moglie che lo ha tradito e che amava, architettando un piano per dimostrarle che lui è il suo unico amore anche dopo 25 anni”.

L’imprevedibile piano di Gilberto – che al principio sembra sgangherato –  è ricco di imprevisti e colpi di scena che si susseguono fino al benefico happy  ending.

Bravissimi Luca Barbareschi e tutti.. Uno spettacolo – leggermente troppo lungo – ma che diverte… E fa anche riflettere.

Orestea al Teatro Arcobaleno (25 novembre -11 dicembre 2016)

dicembre 7, 2016

Orestea di Eschilo, delle trilogie di tutto il teatro greco classico è l’unica tragedia sopravvissuta per intero. Le tragedie che la compongono rappresentano un’unica storia suddivisa in tre episodi: l’assassinio di Agamennone da parte della moglie Clitennestra, la vendetta del loro figlio Oreste che uccide la madre, la persecuzione del matricida da parte delle Erinni e la sua assoluzione finale ad opera del tribunale dell’Areopago.

L’Orestea (regia di Giuseppe Argirò) – in scena al teatro Arcobaleno, con  Renato Campese, Cinzia Maccagnano, Silvia Siravo, Maurizio Palladino, Alberto Caramel, Silvia Falabella, Veruska Menna e la partecipazione di Maria Cristina Fioretti – e’ pura azione drammatica. Belle le musiche. Bravissimi  gli  attori nei loro diversi ruol i.

Con un intreccio di vendette ed esecuzioni , la tragedia descrive il conflitto atavico tra Patriarcato e Matriarcato.

Sud e South – Sala Umberto Roma (6-18 dicembre 2016)

dicembre 5, 2016

Marisa  Laurito  – in splendida forma – ritorna sulla scena della musica napoletana (e non solo) accompagnata da Charlie Cannon, straordinario cantante solista. Due grandi artisti si ritrovano, uniti,  sul palcoscenico della Sala Umberto di Roma  in  “Sud e South”.

E’ un  concerto spettacolo all’insegna della qualita’ – brillante, ironico, esuberante, appassionato e colorato, divertente,  creativo  e  colto (come il Sud) – che ci fa viaggiare sul tema dell’amore, e non solo;  che  canta il mondo  dei sentimenti veri ;  e  che (con brio e grande capacita’interpretativa) racconta profumi, gusti, costumi, vizi e qualita’, carattestiche e specificita’, in particolare, del Sud dell’Italia.

“Sud and South  – precisa la stessa  Marisa  Laurito – è dedicato alla cultura, all’arte, alla bellezza dei Sud del mondo. E racconta l’umore e la passione della gente del Sud,  attraverso un viaggio nella musica… una straordinaria musica che accomuna ed ha reso famose ed eterne, canzoni, capolavori napoletani, spagnoli e sud americani “.  Insieme, Charlie e Marisa  sprigionano la loro felicità di cantare  e  interpretare brani che hanno appassionato il pubblico di tutto il mondo.

La  loro energia –  e gioia  – è contagiosa.

La regia di questo concerto spettacolo è firmata da Marisa Laurito. La scena è illuminata con maestria ed eleganza da Mario Esposito. I colorati costumi sono di Graziella Per.  La direzione musicale è  di Marco Persichetti.

Amore non essere geloso al Teatro dé Servi (Roma) 29 novembre-18 dicembre 2016

novembre 30, 2016

Pur trattando di un sentimento che di bello non ha proprio nulla, “Amore non essere geloso” di Andrea Zanacchi (Compagnia Velluto rosso) è una commedia brillante e coinvolgente.
Due uomini – esageratamente gelosi – negano l’evidenza. Il salvataggio dei due rapporti di coppia sembra spettare alle donne, apparentemente mai sfiorate dalla gelosia. Ma sarà veramente così?

Bravi i suoi quattro giovani attori (Manuela Bisanti,Gianpaolo Filauro, Daniele Derogatis e Elena Mazza) impegnati – in un doppio ambiente scenico (due appartamenti) – in frenetici litigi, tanghi argentini, dialoghi, assurde e comiche situazioni fonti di equivoci. Piacevoli gli intermezzi musicali (prevalentemente a suon di tango) e anche gli effetti di luce. Un pò più breve, lo spettacolo potrebbe forse essere più incisivo, ma è comunque divertente. E, nello stesso tempo, il suo testo fa riflettere.

BARTLEBY Racconto per suono e immagini al Brancaccino-Roma (25-27 novembre 2016)

novembre 23, 2016

 

BARTLEBY – Racconto per suono e immagini  (regia Claudia Sorace, drammaturgia e voce narrante Riccardo Fazi, video di Maria Elena Fusacchia, musiche originali V.L. Wildpanner, produzione Muta Imago, Festival Notafee)  ha debuttato al teatro Brancaccino di Roma il 25 novembre. E’ il  secondo capitolo della trilogia “Racconti americani, progetto che unisce tre “racconti per suoni e immagini”, ispirati ad altrettante opere letterarie, scritte tra il XIX e il XX secolo:

  • “Fare un fuoco” di Jack London (2015) – che,  nel presentare la vicenda di un uomo che cerca di sopravvivere al freddo dell’Alaska,  parla del conflitto tra l’uomo e la natura;

  •  “Bartleby” di Herman Melville (2016), che- con protagonista un giovane scrivano che da un certo momento in poi rifiuta di fare alcunché – ci racconta del conflitto tra uomo e società.

  •  “L’ospite ambizioso” di Nathaniel Hawthorne (2017) che – attraverso la tragica storia dell’incontro tra una famiglia e un ospite inatteso – affronta la questione del conflitto tra l’uomo e se stesso.

Ogni racconto prevede la realizzazione di un’installazione specifica che costituisce la superficie di proiezione. In “BARTLEBY” è un fondale che richiama nella forma il landscape caratteristico di New York; ma allo stesso tempo, nelle dimensioni e nel materiale di cui è costruito, ricorda il famigerato “screen”, il separé di legno che divide lo spazio di Bartleby da quello del suo capo, con cui condivide la stanza.

In BARTLEBY – ideato dalla compagnia Muta Imago (compagnia teatrale e progetto di ricerca artistica nato nel 2006., che  vive tra Roma e Bruxelles) –  un  anziano avvocato  racconta in prima persona la vicenda del suo incontro con “l’uomo più misterioso che avesse mai incontrato”:  Bartleby,  uno scrivano che ha assunto alle sue dipendenze e che, piano piano, inizia a stravolgergli il mondo. Pur credendo “fortemente nella presenza dell’attore in scena”, questo caso, si è preferito  far scomparire la figura del performer in carne e ossa, e far risuonare soltanto la sua voce,  “Si tratta di creare uno spazio onirico .. un vuoto che lo spettatore deve riempire con la sua immaginazione”. Insieme alla musica c’è lo stridio del pennino sul foglio, il ritmo dei timbri, lo scricchiolare delle sedie etc… il tutto è registrato, sia la musica sia la voce. Per Muta Imago “portare un lavoro video a teatro significa ri-aprire la fruizione cinematografica, ormai individualizzata e asettica, quasi televisiva, donarle di nuovo una modalità di fruizione condivisa ed emotiva, quale quella del teatro è.”