Archive for the ‘teatro’ Category

Al Teatro dell’Angelo: Centomila uno nessuno

aprile 6, 2016

CENTOMILA, UNO, NESSUNO – Affidato al bravissimo Giuseppe Pambieri, lo spettacolo è un viaggio nel ricco universo di Pirandello.

Ne nasce una riflessione, scanzonata e umoristica, su questo grande scrittore siciliano del Novecento, i cui personaggi (da Il fu Mattia Pascal al Padre dei Sei personaggi, dall’Enrico IV a Laudisi del Così è se vi pare e a Leone Gala de Il giuoco delle parti e, per i grandi personaggi femminili evocazione del suo inconscio, da Ersilia alla Figliastra, da Mommina sino alla protagonista di Trovarsi) – attraverso narrativa poesia e teatro rivelano l’uomo.

“Una notte di giugno caddi come una lucciola sotto un gran pino solitario in una campagna d’olivi saraceni affacciata agli orli d’un altipiano d’argille azzurre sul mare africano”: così Pirandello descrive l’inizio del suo “involontario soggiorno sulla terra”: soggiorno durante il quale la vita l’ha scritta e vissuta, identificandosi in ognuna delle sue creature.

“Centomila uno nessuno” racconta gli aspetti meno noti dell’esistenza dell’autore: dal rapporto con la domestica Maria Stella (che nutrì l’immaginazione religiosa dell’autore e il suo mondo magico popolare) alla figura del precettore; dai tumultuosi anni giovanili e il rapporto conflittuale con il padre al soggiorno tedesco, e agli amori “specchio di un immaginario erotico ossessivo e di una personalità complessa e tormentata”.

Al Teatro Eliseo(Roma) dal 5 al 24 aprile: China Doll

aprile 5, 2016

20160405_212131China Doll – oSotto scacco sarà il primo di tre spettacoli in prima assoluta dedicati a David Mamet (premio Pulitzer nel 1984). L’omaggio dell’Eliseo proseguirà a settembre con Americani – Glengarry Glen Ross e American Buffalo.

Due atti, due personaggi, un telefono, e un’atmosfera da  thriller, per una pièce dedicata al mondo della politica e della finanza, diretta da Alessandro D’Alatri e interpretata da Eros Pagni e Roberto Caccioppoli, nei panni del miliardario Mickey Ross e del suo giovane assistente Carson.

Mickey Ross è un potente uomo d’affari che, dopo una vita di grandi successi, ha deciso di mettere da parte tutto il cinismo e la voglia di arricchirsi per dedicarsi a qualcosa che apparentemente non ha mai conosciuto: l’amore per una giovane e affascinante donna. Anziché un diamante le ha acquistato, come regalo di matrimonio, un jet da 60 milioni di dollari che chiama “il giocattolino”. Tutto sembrerebbe andare per il meglio, ma rapidamente, la situazione s’ingarbuglia… Sulla scena  si realizza anche il confronto tra il vecchio squalo e il giovane apprendista rivelando una collisione di mondi.

La traduzione del testo – ultima creazione di Mamet scritta per Al Pacino – è stata curata da Luca Barbareschi (direttore artistico dell’Eliseo) che precisa:  “ho dovuto trovare significati anche là dove sembrava esserci il vuoto. Il segreto della scrittura di Mamet è in quello che non è scritto. È il sottotesto che deve emergere”.

“L’esposizione di Manet – sottolinea Eros Pagni – non concede pause, è un susseguirsi spaventoso verso il finale micidiale. Allora un attore come me, con 56 anni di teatro, si mette al serizio dell’autore e del regista, ma mantiene pur sempre dei principi: farsi sentire, far capire cosa penso, e certi fulminei silenzi servono, sia con Mamet  sia con Shakespeare”. Splendida l’interpretazione di Pagni!

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Al Teatro Agora’ i BIRBI

aprile 5, 2016

Al Teatro Agorà (Roma) – dal 31 marzo al 24 aprile 2016 – la Compagnia I Birbi ” in “La Resurrezione del Vasetto”, di Luciano Capponi, autore e regista ‘di frontiera’. Una manciata di impavidi controeroi porta in scena la teoria apocalittica della fine del mondo, insieme a una curiosa ipotesi di sopravvivenza. Bella la scenografia, belle le parti musicali, bravi gli attori.

La dodicesima notte di William Shakespeare al teatro Eliseo (Roma) 8-20 marzo 2016

marzo 12, 2016

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La dodicesima notte o Quel che volete (in inglese: Twelfth Night, or What You Will) è una commedia di William Shakespeare. Il titolo allude alla festa della dodicesima notte (corrispondente all’Epifania) chiamata in questo modo per il numero dei giorni che trascorrono dal Natale fino alla festività. Fu rappresentata con certezza il 2 febbraio 1602 al Middle Temple Hall ed è stato ipotizzato che la prima assoluta sia avvenuta un anno prima.  E’ una bella e gradevole commedia corale – talvolta comica, talvolta malinconica,  e comunque non priva di colpi di scena – fondata sul tema dell’amore, ma anche su scambi di identità e di genere, su equivoci  beffe ed inganni.

Per la scelta di Carlo Cecchi  di una scenografia essenziale, dalla sua messa in scena al teatro Eliseo emergono  la bravura talentuosa dei suoi attori, le suggestive musiche di Nicola Piovani, i costumi, e  il testo di William Shakespeare (tradotto dalla poetessa Patrizia Cavalli), bref. qualità.  “L’amore – sottolinea Carlo Cecchi – è il tema della commedia; la musica, che come dice il Duca nei primi versi è il cibo dell’amore ha una funzione determinante. Non come commento ma come azione. La scena reinventerà un espace de jeu che permetta, senza nessuna pretesa realistica o illustrativa, il susseguirsi rapido e leggero di questa strana malinconica commedia, perfetta fino al punto di permettersi a volte di rasentare la farsa».

Circa la sua trama, i gemelli Viola e Sebastian, a seguito di un naufragio, si trovano a conoscere il Duca Orsino e la dama Olivia. Orsino ama Olivia che ne ignora la corte, ma quando si trova davanti al messaggero di Orsino (la giovane Viola che dopo la perdita del fratello si è camuffata da uomo per entrare al servizio del Duca), se ne innamora, scatenando una serie di eventi e imprevisti che condurranno al lieto fine. Una sottotrama – importante ai fini dello svolgimento della trama – vede protagonisti i personaggi che popolano la corte di Olivia: il giullare Feste, il maggiordomo Malvolio, la cameriera Maria, lo zio Sir Toby, il servo Fabian e Sir Andrew Aguecheek. Il maggiordomo Malvolio viene beffato dagli altri cinque che, falsificando una lettera, gli fanno credere di essere oggetto di attenzioni da parte della padrona Olivia.

Silvana Paruolo

 

 

Modigliani al Teatro Quirino (Roma) dall’8 al 20 marzo 2016

marzo 9, 2016

La vita ed opera di Amedeo Modigliani  – pittore delle “donne dal collo lungo”- è  in scena al teatro Quirino (Roma).  E’ uno spettacolo di grande intensità, e qualità. Bravissimi – tutti – gli attori: Marco Bocci, Romina Mondello, Claudia Potenza, Giulia Carpaneto, Vera Dragone. Belli i brani musicali scelti. Suggestive e magiche  le scene multimediali che ci portano nei quartieri, giardini e caffè della Parigi dell’inizio ‘900 ( la Parigi di Picasso, Matisse, Utrillo, dei cubisti, del movomento delle fauves..) e che – nello stesso tempo – ci mostrano parte dell’ampia produzione artistica di Modigliani, nelle sue diverse fasi.  La vita di Modigliani viene raccontata – e rappresentata – attraverso le sue relazioni con quattro donne significative della sua vita: Kiki de Montparnasse (famosa modella e prostituta che gli farà amare hashis oppio e assenzio); Anna Achmatova (poetessa russa, con cui ha un’alta intesa anche intellettuale, che lo aiuta a contenere il consumo di alcol e droga); Beatrice Hastings ( giornalista del The New Age – che non concepisce l’arte senza sbocco commerciale immediato – con cui ha avuto un rapporto burrascoso); la giovane Jeanne Hébuterne che all’indomani della morte di Amedeo (da lei trasformato in un altro uomo, ma la cui salute è minata dalla tubercolosi) – non riuscendo a soppravvivergli – si è buttata dalla finestra del quinto piano con il suo secondo figlio che portava in grembo. Ma raccontare la vita e l’opera di Amedeo Modigliani non significa solo far rivivere una delle storie d’amore più commoventi che abbiano mai riguardato un artista. Significa anche far rivivere le quattro parole chiave di movimenti artistici a lui contemporanei: Libertà – Bellezza-Verità-Amore.

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La doppia vita di Sabato e Domenico al Teatro delle Muse (Roma)

marzo 6, 2016

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Al Teatro delle  Muse, La doppia vita di Sabato e Domenico – scritto e diretto da Geppi Di Stasio – è uno spettacolo gradevole e divertente: un vero e proprio inno alla vita (e all’amore). Due uomini – facoltosi- colgono l’occasione di una sciagura area per fingersi morti, per riscattarsi agli occhi delle persone amate, l’uno dalla propria infedeltà; e l’altro dalla gelosia che prova, nei confronti della figlia della propria compagna. Dopo un anno tornano alla vita… e le sorprese non mancano, rispetto alle loro aspettative. Il tutto si gioca sulla percezione di sé di stessi, e di sé da parte degli altri… Fa riflettere, e nello stesso tempo diverte.

Silvana Paruolo

Gente di facili costumi al Teatro dell’Angelo (Roma)

febbraio 28, 2016

12715376_1559921094323014_5406961004190841538_flaminiaflaminia“Gente di facili costumo” è uno spettacolo piacevole,  rilassante, divertente e intelligente. Brava e brillante Flaminia Parnasi nel suo ruolo di una prostituta – disarmante nella sua semplicità – ritratta in momenti di ricordi, sogno,  voglia di normalita’ sapere  amore  e cambiamenti!  Ironici  i suoi molteplici interrogativi sulle “donne serie”, e non solo…   Bravo anche Antonello  Avallone nel suo ruolo di scrittore colto, ma squattrinato…  Esilarante – e talvolta tenero – il loro dialogo, e l’incontro tra due mondi, apparentemente tanto lontani.  E’ uno spettacolo da vedere.

 

Ogni volta che guardi il mare al Teatro Lo Spazio (Roma)

febbraio 16, 2016

federica senso giusto Senza nomeOgni volta che guardi il mare, in scena al teatro Lo Spazio (Roma)  dal 9 al 21 febbraio 2016,  è un bel testo scritto da Mirella Taranto, interpretato (con regia Di Paolo Triestino) dalla bravissima giovane attrice palermitana Federica Carruba Toscano, un vero talento che sempre più si sta affermando nel panorama teatrale.

In scena è Sara, personaggio che richiama Denise, la figlia di Lea Garofalo, uccisa dalla ‘ndrangheta, a 35 anni, per ordine del suo compagno.

Palcoscenico e mare, profumo di forno acceso e poche cose indicano una casa in cui da bambini si rideva in estate. In questo contesto – con le sue parole – Sara riesce a far rivivere la madre (il suo amore, il suo coraggio, le sue risate, la sua forza, il suo “non volerci stare”, la sua volontà di dare un futuro alla propria figlia): una  donna  che (rifiutando di portare la propria bambina di 5 anni in carcere per visitare suo padre) ha  rifiutato l’illegalità dei senza legge, in una terra percorsa da violenza, ed è fuggita  diventando una testimone di giustizia. Una fuga che le è costato un esilio di solitudine, e privazioni, finché non sarà ammazzata. Ma dalle parole di Sara nasce anche il ritratto  di  Sara (del suo conflitto di sentimenti, della sua sofferenza, ma anche della sua caparbietà  e voglia di non arrendersi) che –  come la madre – diventerà una testimone di giustizia. E nasce il ritratto  di altre donne, e uomini, di quella  realtà calabrese da entrambi rifiutata.

E’ proprio un bello spettacolo – poetico ed epico –  che non manca di suscitare forti emozioni.

Silvana Paruolo