Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Buone Feste

dicembre 20, 2025

I nostri migliori auguri, nella speranza di un mondo in cui la Pace e il pieno rispetto di tutti i diritti umani ritrovino il loro diritto di cittadinanza

Silvana e Elena Paruolo

SOUL THREADS: SUI ‘FILI DELL’ANIMA’- L’ASSOLO DI E CON FRIEDEMANN VOGEL (TEATRO NAZIONALE- Roma 12 e 13 dicembre 2025)

dicembre 11, 2025

«Non è il bello a essere desiderabile, ma piuttosto il vero- sottolina Friedemann Vogel, coreografo  e interprete della performance – Soul Threads esplora come raggiungerlo attraverso il corpo che, in quanto danzatore, è lo strumento della mia anima».

Firmata e concepita con Thomas Lempertz, prodotto dal Kleist Forum in collaborazione con il Kleist Museum, questa nuova creazione ha come punto di partenza il saggio di Heinrich von Kleist Sul teatro delle marionette . Il saggio pubblicato nel 1810 si inseriva in un fervido dibattito dell’epoca, quello sul tema della grazia. Von Kleist, tra i più grandi drammaturghi e poeti della letteratura tedesca, lo affronta nel dialogo tra il narratore e un ballerino, étoile del Teatro dell’Opera della città. Dal loro confronto su chi sia superiore tra la marionetta e il danzatore si arriva a comprendere la concezione di Kleist della grazia: la perfezione dei corpi e, attraverso essi, dell’anima.

 «Un testo rilevante per i danzatori – precisa Vogel – Sono molti i parallelismi, alla fine anche noi ballerini siamo marionette, del pubblico, del coreografo, dei direttori, dobbiamo eseguire ciò che ci chiedono con il nostro linguaggio. Però abbiamo un’anima e in Soul Threads, anzi sempre, l’anima vince! Lo dobbiamo ricordare soprattutto quando tutto si muove attraverso il digitale e l’intelligenza artificiale. Ciò che conta e rimane, quello che continuerà a cambiare la nostra società, sono l’arte, le emozioni e la fragilità umana».

 Ballerino di punta dello Stuttgart Ballet di Cranko, Friedemann Vogel si è affermato a livello internazionale, non solo nel repertorio del coreografo sudafricano con cui è cresciuto, ma anche nelle interpretazioni di balletti drammatici di altri maestri e in creazioni più contemporanee. All’apice di una carriera che lo ha portato in tutto il mondo, si sta aprendo ad una nuova strada per esprimere sé stesso, quella della coreografia. Come lui vengono dallo Stuttgart Ballet altri due artisti coinvolti nella performance: Thomas Lempertz, che firma scene e costumi e con Vogel ha concepito e diretto la nuova creazione, e Alisa Scetinina (GAISMA), cui è affidata la musica.

UE tra futuro bilancio a lungo termine e allargamento

novembre 29, 2025

Conflitti alle frontiere, necessità di una difesa europea (piuttosto che di pericolosi riarmi nazionali), migrazioni, questioni energetiche, climatiche, digitali e sociali, a breve, inizio restituzione dei prestiti NGEU (e quindi un contesto di consolidamento fiscale negli stati membri), allargamento (come sfida – per governance, risorse, coesione – ma anche come opportunità, e cioè, per maggiore peso geopolitico, mercato ampliato, integrazione economica): questa la difficile situazione in cui sono iniziati i lavori per definire il QFP (2028-2034)  dell’Unione Europea,  e cioè , il nuovo bilancio a lungo termine, che  per  7 anni  definirà le risorse complessive, le rubriche di spesa, i programmi finanziabili e gli strumenti di governance.   La Commissione europea (in una logica – anche – di flessibilità e semplificazione) ne ha presentato la prima proposta il 16 luglio 2025.  Successivamente – su spinta del Parlamento europeo –  la Presidente della Commissione ha avanzato una proposta di modifica (tra altro) senza alcuna marcia indietro sul contestato Fondo unico di politiche agricole (Pac) e di sviluppo regionale (coesione).   In estrema sintesi, ci sarà da monitorare:

  • come verranno definiti (e negoziati) i criteri di assegnazione delle risorse nel nuovo QFP (anche in presenza di futuri allargamenti);  
  • il budget: un budget di quasi 2 mila miliardi (da raggiungere attraverso un aumento dei contributi nazionali dall’1,1 all’1,26 per cento del Reddito nazionale lordo) -benché per alcune capitali inaccettabile – resta insufficiente per far fronte alle molteplici sfide cui ci si trova confrontati
  • in che misura saranno introdotte risorse proprie dell’UE per ridurre la dipendenza dai contributi degli Stati membri;
  • l’efficacia di nuovo modello di governance multilivello (gestione diretta, indiretta, nazionale) e il collegamento fra riforme e fondi;
  • se la composizione del nuovo bilancio non ha buchi eclatanti (ad oggi -per esempio – preoccupano l’assenza di Life e del Fondo sociale europeo)
  • la calendarizzazione dell’allargamento (quando e come nuovi Stati entreranno, e quale impatto avranno sugli strumenti finanziari e sulle politiche dell’UE) e le implicazioni – per politiche specifiche (coesione, agricoltura, digitale, clima, sociale) e per i territori meno sviluppati – ma anche per l’assetto istituzionale dell’Unione.   In merito a questo ultimo punto il PE ha da poco adottato La Risoluzione Gozi.

Intanto la presidenza danese continuerà a negoziare il bilancio senza il Parlamento: l’obiettivo rimane il raggiungimento di un accordo tra i capi di Stato e di governo al Consiglio europeo di dicembre 2025.  Ma se – poi – non si raggiungerà un accordo finale con il Pe, il bilancio non potrà essere adottato.  Il Pe può rigettarlo.

Mi soffermo su queste problematiche nel mio contributo a Agenda geopolitica – edita dalla FondazioneDucci – di novembre 2025. Qui di seguito il link per poterlo leggere:

Pe: il Ppe vota con la destra radicale

novembre 18, 2025

 

Al Parlamento europeo, il Partito Popolare Europeo ha approvato una proposta della Commissione europea – non insieme ai partiti della maggioranza Ursula (liberali, socialisti, verdi) ma con la destra radicale (conservatori, patrioti, sovranisti). In gioco, lo smantellamento del Green Deal, il pacchetto di sussidi e investimenti sulla transizione energetica. “Troppa burocrazia”, “troppe regole” così l’industria europea collassa: questa la motivazione (trumpiana) del voto. Saranno contenti Trump e e anche Xi Jinping che si libera di un concorrente agli enormi investimenti su rinnovabili, automotive, elettrico e tecnologia (settori in cui la Cina sta consolidando la sua supremazia).

Silvana Paruolo: riviste e siti per cui ha scritto e scrive

novembre 8, 2025

La foto indica i miei 3 libri scritti come autrice (nel 2010, 2014 e 2024) e il libro scritto su commessa per la Cgil nazionale nel 1988. L’elenco che segue non è esaustivo ma – su gentile richiesta – qui di seguito alcune delle testate per cui maggiormente scrivo / e ho scritto:

  • Agenda Geopolitica edita dalla Fondazione Ducci V. pagina Lynkedin della rivista / E pagina Lynkedin di Silvana Paruolo
  • Affari sociali internazionali, edita da Franco Angeli Editore;
  • Finanza Italiana; 
  • Comuni d’Europa dell’Aiccre;
  • Tempo Libero della Fitel;
  • Rassegna sindacale
  • Quaderni di Rassegna Sindacal edita da Ediesse
  • L’Italia e l’Europa (edizioni Maggioli)
  • Rivista Aeronautica
  • Diogène UNESCO
  • http://www.politicheeuropee.it
  • https://europainmovimento.it
  • appuntamentieuropei.wordpress.com

BUONA LETTURA!

Modesta e a favore dei più ricchi la manovra economica del governo Meloni

novembre 8, 2025

Modesta e a favore dei più “ricchi”, le criticità della manovra economica del governo Meloni in una breve, e chiara, analisi di Valigia Blu:

Negli ultimi giorni la manovra economica del governo Meloni ha cominciato il suo iter che porterà all’approvazione da parte delle camere. Secondo gli organismi indipendenti, dall’Ufficio parlamentare di bilancio alla Corte dei Conti, fino alla Banca d’Italia e l’ISTAT, la manovra introduce un taglio dell’IRPEF modesto che favorisce soprattutto i redditi medio-alti, con circa metà dei benefici concentrati sull’8% dei contribuenti più ricchi.  

Circa la nuova rottamazione fiscale, la Corte dei Conti segnala anche criticità che rischiano di premiare chi non paga le tasse e alimentare aspettative di future sanatorie. Sul fronte sanitario, i dati ISTAT mostrano personale sempre più anziano, carenza di medici e infermieri e un crescente numero di cittadini che rinunciano alle cure.

La Cgil ha annunciato uno  sciopero generale per il 12 dicembre denunciando una manovra “ingiusta e sbagliata” che non tutela salari e welfare. Le tre sigle confederali e i Cobas sono tutti contro le mosse del governo ma manifesteranno separatamente. Meloni si chiede che giorno ha scelto il segretario della Cgil per la mobilitazione. Da notare che i lavoratori rinunceranno a una giornata di stipendio per difendersi da una manovra considerata dannosa. 

Mentre si discute di tagli e risparmi, anche la premier ha – giustamente – lasciato filtrare irritazione perl’aumento di stipendio auto-decisa dal presidente del Cnel Renato Brunetta – per se stesso e non solo -che ha poi fatto marcia indietro.  «Renato Brunetta, lo stesso che definiva “una semplificazione che fa male” il salario minimo a 9 euro l’ora – protestava Angelo Bonelli, deputato di Avs – oggi si aumenta lo stipendio da 250 a 310 mila euro l’anno. È l’immagine perfetta della destra al governo: chi rifiuta un salario dignitoso ai lavoratori non ha problemi a moltiplicare i propri compensi». Stessa accusa da Nicola Fratoianni, (Avs), che sottolineava come la decisione del Cnel facesse «raddoppiare la spesa per le retribuzioni» dello stesso Consiglio.

Calibano “ Lohengrin / L’invenzione del Medioevo” : il nuovo numero della rivista del Teatro dell’Opera di Roma  sarà presentata il 24 novembre 2025

novembre 8, 2025

Con Lohengrin  che inaugura la stagione dell’Opera di Roma, è in arrivo il nuovo numero della rivista del teatro dell’Opera di Roma: «Calibano- Lohengrin / L’invenzione del Medioevo».  La rivista sarà presentata insieme allo spettacolo lunedì 24 novembre, ore 19.00, al Teatro Costanzi (Sala Grigia).  L’incontro è introdotto dalla giornalista Simonetta Sciandivasci. Intervengono il Direttore musicale dell’Opera di Roma Michele Mariotti e lo scenografo Paolo Fantin, gli autori di questo numero di «Calibano» Carola Susani e Federico Canaccini e il direttore della rivista Paolo Cairoli.

 “È innegabile: il Medioevo ha un potere fortissimo sul nostro immaginario  – sottolinea Paolo Cairoli –  C’è qualcosa in quell’epoca storica suggestiona la nostra fantasia. Sono i miti e le avventure cavalleresche, le fiabe e le leggende, l’eroismo luminoso ma anche il male più oscuro. Questa dimensione, in bilico tra ricostruzione storica ed evocazione fantastica, sembra oggi la fonte ideale per sceneggiatori di serie tv, ma in realtà è il risultato di un’evoluzione culturale e del gusto avviata già a fine Settecento come reazione alla razionalità illuministica, e poi sviluppatasi nell’Ottocento, in piena età romantica. Con questo numero di «Calibano», l’ottavo, abbiamo allora voluto capire perché, ancora oggi, l’età di mezzo sia una fonte di creatività e di invenzione davvero inesauribile”.

 il compositore Francesco Filidei ci conduce dentro le strategie compositive della sua recente opera Il nome della rosa tratta dal romanzo di ambientazione trecentesca di Umberto Eco. la scrittrice Marta Zura-Puntaroni rievoca invece l’adolescenza passata a giocare a Extremelot, gioco di ruolo online di ambientazione fantasy medievale, dove la scrittura è mezzo per creare mondi e proprie identità alternative. Lo scrittore Tommaso Pincio offre una personale riflessione sul fascino esercitato dal Medioevo nell’età Romantica, intrecciando il pensiero di Nietzsche e Wagner in una meditazione sul rapporto tra fede e conoscenza. Come sempre, in «Calibano» è presente anche un racconto inedito, questa volta affidato alla scrittrice Carola Susani. Due infine le rubriche, rispettivamente a cura di Giuliano Milani e di Christian Raimo.

 Tutte le illustrazioni del numero, compresa l’immagine di copertina, sono state realizzate dall’artista Iride Scent con un software di intelligenza artificiale.

Allargamento Ue: quali implicazioni istituzionali?  Il Parlamento europeo adotta il Rapporto Gozi

ottobre 22, 2025

Il grande allargamento del 2004, con l’ingresso di dieci nuovi Stati membri, di cui otto dell’ex blocco sovietico, è stato un enorme successo politico, ma anche uno choc utilizzato dai populisti anti europei (di sinistra e destra) per indebolire l’Ue.   Nel 2005 il “no” nel referendum in Francia sul progetto di Trattato costituzionale dell’Ue era stato alimentato da una campagna populista contro “l’idraulico polacco” che avrebbe rubato il lavoro agli idraulici francesi (ovviamente non è accaduto).  Quel “no” – di venti anni fa – ha poi paralizzato ogni dibattito istituzionale. E pesa – tuttora – nelle scelte strategiche dei capi di Stato e di governo, sempre sulla difensiva rispetto ai nazionalisti e sovranisti, che – continuando a parlare dei rischi di una riforma dell’Ue – presentano il veto come la migliore garanzia degli interessi nazionali.

Grazie a una serie di adesioni volontarie, nel corso degli anni, i paesi membri dell’Unione europea sono passati da 6 agli attuali 27 (28 prima della Brexit).   Attualmente, altri paesi sono candidati all’ingresso nell’Ue: Albania, Bosnia-Erzegovina, Georgia, Macedonia del Nord, Moldavia, Montenegro, Serbia, Turchia e Ucraina.   Il Montenegro – il più avanzato nelle indispensabili riforme interne – potrebbe entrare già nel 2027.  L’Albania, con le sue riforme in corso, vorrebbe farcela per il 2028.   Nei Balcani occidentali, la Serbia e la Macedonia del Nord restano i due candidati più problematici.   L’Ucraina e la Moldavia hanno fatto sufficienti riforme per aprire una serie di capitoli negoziali, ma il loro cammino è bloccato dal veto dell’Ungheria di Viktor Orban.   I tentativi di Antonio Costa di superarlo (passando dal voto all’unanimità a quello a maggioranza per aprire i capitoli negoziali, conservando l’unanimità per il via libera finale) sono falliti. Il processo di adesione è di fatto sospeso con la Turchia, e fermo con Bosnia-Erzegovina e Georgia (il governo filo russo a Tblisi sta allontanando il suo paese dall’Ue).  Dopo la guerra di aggressione della Russia e il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, non è escluso che Norvegia e Islanda possano chiedere nuovamente di entrare. Due anni fa l’ex presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, aveva assicurato che entro il 2030 l’Unione europea sarebbe stata pronta ad accogliere nuovi Stati membri, tuttavia ad oggi, nonostante i progressi nei negoziati, questo orizzonte sembra davvero lontano.  Recentemente Moldova, Albania, Macedonia del Nord e Montenegro – in pole position nell’elenco dei Paesi candidati – sono entrati a far parte del circuito SEPA (Single Euro Payments Area) che permette loro di mandare e ricevere bonifici in Europa a basso costo, ma a parte questo aspetto ed alcuni capitoli negoziali che sono stati chiusi, dal punto di vista politico non sembrano esserci aperture significative da parte dei 27 dell’UE.

Per far fronte a un reale allargamento dell’Ue servono anche delle riforme interne dell’Unione, oltre a quanto richiesto ai paesi candidati?

Il 22 ottobre 2025 – con 310 voti a favore, 277 contrari e 53 astensioni – l’Assemblea Plenaria del Parlamento europeo ha approvato il rapporto di Sandro Gozi (eurodeputo di Renew Europe e Segretario generale del Partito democratico europeo) sulle conseguenze istituzionali dei negoziati sull’allargamento dell’Unione Europea. Di fatto, con questa risoluzione, il Parlamento ribadisce ancora una volta il proprio impegno per l’avvio di una riforma dei Trattati, richiesta che è sul tavolo del Consiglio europeo da più di un anno e che i capi di Stato e di governo dell’UE continuano ad ignorare. Al centro dell’iniziativa ci sono modifiche che riguardano la governance dell’Unione e delle sue competenze – attraverso l’estensione ad alcuni settori chiave come la difesa – utilizzando gli strumenti istituzionali già presenti nei Trattati, come le cooperazioni rafforzate, le clausole passerella, con l’opzione sempre presente di op-out. Il rapporto Gozi delinea una serie di misure: da un uso più esteso del voto a maggioranza qualificata, a una revisione del bilancio europeo oltre l’attuale tetto dell’1% del reddito nazionale lordo, a un rafforzamento dei poteri del Parlamento europeo e un maggiore coinvolgimento dei Paesi candidati nel processo decisionale.  Secondo le stime citate nel rapporto, i precedenti allargamenti hanno aumentato in media del 30% il PIL pro capite dei Paesi entrati nel 2004, mentre nuove adesioni potrebbero aggiungere fino a 10.000 miliardi di dollari al PIL dell’UE entro il 2035, riducendo il divario con gli Stati Uniti.  “Dobbiamo – ha precisato Gozi – combinare ambizione e realismo per prepararci alle sfide di un’Unione a trentacinque, perché più saremo, più chiare dovranno essere le nostre regole per continuare a muoverci insieme in avanti.  L’unificazione del continente europeo e la riforma dell’UE – devono andare di pari passo, con tre priorità:

  • efficienza (estendendo il voto a maggioranza qualificata per superare la paralisi decisionali –  ossia superando il diritto di veto all’interno del Consiglio europeo preferendo – se già a 27 Stati è complesso prendere decisioni rilevanti con il consenso di tutti, in un’Unione europea a 30 e più Stati membri mantenere l’attuale status quo sarebbe di fatto impossibile e renderebbe ancora più lento il processo decisionale.
  • potere (riformando il bilancio dell’UE e andando oltre il superato tetto dell’1% del reddito nazionale lordo per dare all’Europa i mezzi per agire)
  • democrazia (rafforzando i poteri del Parlamento europeo. fra cui quello di iniziativa legislativa e di pieni poteri co-legislativi per quanto riguarda la spesa dell’UE e l’adozione del bilancio pluriennale dell’UE-QFP).

Per avviare un dibattito sule riforme istituzionali, basta la maggioranza semplice. Basta che 14 leader al Consiglio europeo decidano che è arrivato il momento di discutere di riforme istituzionale e il processo formale viene avviato. Solo per un accordo finale “ci vuole l’unanimità”. Ma “finché non si avvia un dibattito non si potrà mai sapere se c’è un accordo minimo su alcune riforme esistenziali, indispensabili e inevitabili”, avverte Gozi. Con il suo rapporto, Sandro Gozi indica diverse soluzioni

  •  le clausole passerella
  •  modifiche mirate ai trattati (per esempio per sanzionare le violazioni sistematiche allo stato di diritto),
  •  cooperazioni rafforzate nel settore della politica estera e di difesa per permettere a un gruppo di paesi di andare avanti, senza aspettare quelli più lenti o che non condividono le scelte.

BALLETTO DI ROMA JUNIOR COMPANY: Coppelia al Teatro Olimpico di Roma (10-12 ottobre 2025)

ottobre 8, 2025

La stagione della danza dell’Accademia Filarmonica Romana si apre con i nuovi talenti della Compagnia Junior del Balletto di Roma che dal 10 al 12 ottobre al Teatro Olimpico rivisitano uno dei balletti più celebri, Coppelia, musiche di Léo Delibes, ambientandolo nei giorni nostri, in un nuovo allestimento, al debutto nazionale, che porta la firma di Fabrizio Monteverde.

Il coreografo veste Coppelia di rosso e attualizza la vicenda contrapponendo, in un contesto –  quasi adolescenziale – l’amore autentico a quello delle apparenze e dei surrogati.

Il balletto Coppelia – ispirato al racconto L’uomo della sabbia (1815) di E.T.A. Hoffmann –  è una fiaba sospesa tra amore e inganno, e racconta la storia di Swanilda e Franz, una giovane coppia di innamorati sconvolta dall’arrivo della misteriosa bambola, creata dal fabbricante di giocattoli Coppelius, che scatena gelosie, illusioni e riconciliazioni.

Lo spettacolo, pensato e ideato da Fabrizio Monteverde pur  nella sua bellezza coreografica e registica – fa emergere  gli aspetti più profondi e oscuri della narrazione classica, esaltandone la cruda e attuale contemporaneità.  «C’è un angolo della mente – spiega il coreografo – che non riesce a razionalizzare la paura del diverso e di ciò che non conosciamo, mettendo in evidenza tutte le nostre paure, anche le più infantili. Il terrore di rimanere soli fa compiere tortuosi percorsi come in un racconto dell’orrore. Coppelia non è altro che il punto di partenza per un viaggio che ha come meta la ricerca dell’altro, ovvero, l’Amore. È solo con questo indispensabile ingrediente che il sangue e la vita riescono a fluire dentro ad un corpo e a dare un senso all’esistenza. La ricerca disperata di voler donare la vita è semplicemente la necessità di amare».

Nel team creativo, a fianco di Monteverde, Santi Rinciari firma i costumi, Emanuele De Maria le luci.

La sfida esistenziale dell’Ue tra dazi e guerre

ottobre 5, 2025

Il mio contributo a questo numero di Agenda Geopolitica – edita dalla Fondazione Ducci – e’: “La crisi esistenziale dell’Ue tra dazi e guerre”.

Qui di seguito il Link per poterlo leggere. Buona lettura.