TRANNE ECCEZIONI BEN PRECISATE, TUTTO QUELLO CHE E' QUI LEGGIBILE E' SCRITTO DA SILVANA PARUOLO – Ci si sofferma su Politica internazionale, UE, e Cultura (teatro, cinema, arte, moda, ma anche Letterature per l'infanzia)
Ispirata alle favole di Esopo, Al lupo, al lupo! lo spettacolo – che intreccia musica, canto e narrazione in un continuo gioco di rimandi (un dialogo che diverte, emoziona e invita a riflettere) – è un’esplorazione musicale e teatrale che unisce gioco, riflessione e meraviglia.
A portare in scena questo nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma sono gli allievi della Scuola di Canto Corale, diretti da Alberto de Sanctis. Al loro fianco, Maria Elena Pepi dà voce a una giovane maestra, alle prese con una scolaresca vivace, alla quale spetta il compito di trasmettere un nuovo modo di apprendere e di vivere la scuola.
Il team creativo proviene interamente dal progetto “Fabbrica” – Young Artist Program: Kamila Straszynska firma la regia, Sofia Sciamanna le scene, Virginia Blini i costumi e Zofia Pinkiewicz le luci. Al pianoforte,Zenoviia – Anna Danchak, interprete di una partitura ricca di ritmi funky, blues e pop, pensata per avvicinare la sensibilità dei più giovani.
In Italia, dopo cinque anni di sold-out in Inghilterra, America e Francia – per la prima volta arriva a teatro il Tenente Colombo, con un giallo emozionante, scritto da – Richard Levinson e William Link – autori originali della serie TV in cui il pubblico (grazie a una rivoluzione del giallo!) assisteva al delitto guardando negli occhi l’assassino che preparava l’omicidio perfetto (prima, di solito, l’assassino veniva scoperto solo nell’ultima scena). In Prescription: Murder si trovano già tutti i temi e lo stile del personaggio di Colombo che i due autori americani avevano creato ispirandosi al detective Porfiry Petrovitch di Delitto e Castigo di Dostoevskij.
Anche qui, lo spettatore è da subito testimone dell’omicidio: il dottor Fleming, brillante psichiatra di New York che non riesce più a tollerare la moglie (una donna possessiva che ha sposato solo perché ricca) – assieme alla sua giovane amante Susan (attrice) – architetta il piano perfetto per ucciderla. Ma sulla sua strada troverà il tenente Colombo. Dalla metà del primo tempo in poi, il racconto si dipana non sulla traccia del “chi è stato” come accade in Agatha Christie, ma sul filo del “come fare a prenderlo”. Un indizio apparentemente insignificante alla volta – lacci delle scarpe, caviale, aria condizionata – il duello tra Colombo e lo psichiatra si dipana fino ad arrivare all’inevitabile epilogo. E non mancano colpi di scena.
La foto indica i miei 3 libri scritti come autrice (nel 2010, 2014 e 2024) e il libro scritto su commessa per la Cgil nazionale nel 1988. L’elenco che segue non è esaustivo ma – su gentile richiesta – qui di seguito alcune delle testate per cui maggiormente scrivo / e ho scritto:
Agenda Geopolitica edita dalla Fondazione Ducci V. pagina Lynkedin della rivista / E pagina Lynkedin di Silvana Paruolo
Affari sociali internazionali, edita da Franco Angeli Editore;
Circa la nuova rottamazione fiscale, la Corte dei Conti segnala anche criticità che rischiano di premiare chi non paga le tasse e alimentare aspettative di future sanatorie. Sul fronte sanitario, i dati ISTAT mostrano personale sempre più anziano, carenza di medici e infermieri e un crescente numero di cittadini che rinunciano alle cure.
La Cgil ha annunciato uno sciopero generale per il 12 dicembre denunciando una manovra “ingiusta e sbagliata” che non tutela salari e welfare. Le tre sigle confederali e i Cobas sono tutti contro le mosse del governo ma manifesteranno separatamente. Meloni si chiede che giorno ha scelto il segretario della Cgil per la mobilitazione. Da notare che i lavoratori rinunceranno a una giornata di stipendio per difendersi da una manovra considerata dannosa.
Mentre si discute di tagli e risparmi, anche la premier ha – giustamente – lasciato filtrare irritazione perl’aumento di stipendio auto-decisa dal presidente del Cnel Renato Brunetta – per se stesso e non solo -che ha poi fatto marcia indietro. «Renato Brunetta, lo stesso che definiva “una semplificazione che fa male” il salario minimo a 9 euro l’ora – protestava Angelo Bonelli, deputato di Avs – oggi si aumenta lo stipendio da 250 a 310 mila euro l’anno. È l’immagine perfetta della destra al governo: chi rifiuta un salario dignitoso ai lavoratori non ha problemi a moltiplicare i propri compensi». Stessa accusa da Nicola Fratoianni, (Avs), che sottolineava come la decisione del Cnel facesse «raddoppiare la spesa per le retribuzioni» dello stesso Consiglio.
Con Lohengrin che inaugura la stagione dell’Opera di Roma, è in arrivo il nuovo numero della rivista del teatro dell’Opera di Roma: «Calibano- Lohengrin / L’invenzione del Medioevo». La rivista sarà presentata insieme allo spettacolo lunedì 24 novembre, ore 19.00, al Teatro Costanzi (Sala Grigia). L’incontro è introdotto dalla giornalista Simonetta Sciandivasci. Intervengono il Direttore musicale dell’Opera di Roma Michele Mariotti e lo scenografo Paolo Fantin, gli autori di questo numero di «Calibano» Carola Susani e Federico Canaccini e il direttore della rivista Paolo Cairoli.
“È innegabile: il Medioevo ha un potere fortissimo sul nostro immaginario – sottolinea Paolo Cairoli – C’è qualcosa in quell’epoca storica suggestiona la nostra fantasia. Sono i miti e le avventure cavalleresche, le fiabe e le leggende, l’eroismo luminoso ma anche il male più oscuro. Questa dimensione, in bilico tra ricostruzione storica ed evocazione fantastica, sembra oggi la fonte ideale per sceneggiatori di serie tv, ma in realtà è il risultato di un’evoluzione culturale e del gusto avviata già a fine Settecento come reazione alla razionalità illuministica, e poi sviluppatasi nell’Ottocento, in piena età romantica. Con questo numero di «Calibano», l’ottavo, abbiamo allora voluto capire perché, ancora oggi, l’età di mezzo sia una fonte di creatività e di invenzione davvero inesauribile”.
il compositore Francesco Filidei ci conduce dentro le strategie compositive della sua recente opera Il nome della rosa tratta dal romanzo di ambientazione trecentesca di Umberto Eco. la scrittrice Marta Zura-Puntaroni rievoca invece l’adolescenza passata a giocare a Extremelot, gioco di ruolo online di ambientazione fantasy medievale, dove la scrittura è mezzo per creare mondi e proprie identità alternative. Lo scrittore Tommaso Pincio offre una personale riflessione sul fascino esercitato dal Medioevo nell’età Romantica, intrecciando il pensiero di Nietzsche e Wagner in una meditazione sul rapporto tra fede e conoscenza. Come sempre, in «Calibano» è presente anche un racconto inedito, questa volta affidato alla scrittrice Carola Susani. Due infine le rubriche, rispettivamente a cura di Giuliano Milani e di Christian Raimo.
Tutte le illustrazioni del numero, compresa l’immagine di copertina, sono state realizzate dall’artista Iride Scent con un software di intelligenza artificiale.
In scena – con Martino Duane e altri 12 attori, al teatro Quirino – uno dei capolavori di William Shakespeare: Sogno di una notte di mezza estate (in un adattamento di Daniele Salvo, Melania Giglio e Marieletta Bidea) : splendida riflessione sull’amore che racconta (tra altro) delle imminenti nozze tra Teseo, duca d’Atene, e Ippolita, regina delle Amazzoni, da lui sconfitta e suo bottino di guerra. Ad Atene, la Natura sembra impazzita, le stagioni sono sconvolte, i campi aridi sono diventati terribili distese di niente. Si sente un grande freddo nell’anima. E tuttavia proprio nel bel mezzo di questo gelo si deve celebrare questo matrimonio.
L’atmosfera – sottolinea il regista Daniele Salvo – è carica di tensione. Il matrimonio tra Teseo e Ippolita è un’occasione felice, oppure il frutto di un sopruso, di una sconfitta violenta? Atene è un regno illuminato o è un luogo di bieco potere? E’ davvero possibile scegliere chi amare in un luogo così opprimente? Per scoprirlo non resta che addormentarsi e sognare. Sogn”are se stessi in un altro luogo. Un luogo pieno di magia e di incanto. Un luogo di poesia. Un bosco in cui poter finalmente trovare la propria intima natura. Dove imparare a conoscere le proprie passioni e le proprie inclinazioni. Sogno di una notte di mezza estate è un vero e proprio teorema sull’amore ma anche sul nonsense della vita degli uomini che si rincorrono e che si affannano per amarsi, che si innamorano e si desiderano senza spiegazioni, che si incontrano per una serie di casualità di cui non sono padroni. Un gioco, a volte divertente a volte crudele, di specchi e di scatole cinesi che rivelano quanto la vita degli uomini sia soggetta a mutamenti inspiegabili e come il meccanismo del “teatro nel teatro” riveli la verità più profonda della vita. Gli uomini si affannano in un folle girotondo e nel frattempo le fate si burlano di loro per soddisfare i propri capricci: il dissidio tra Oberon e Titania, infatti, sconvolge la natura e le stagioni mentre un magico fiore rompe le dinamiche degli innamorati che si scambiano ruoli e amanti. E il ruolo del teatro? Come Bottom e i suoi compagni, il teatro trasfigura ed esplicita, talvolta goffamente, talvolta poeticamente, quello che sono i segreti del cuore e dei sentimenti umani”.
Nel numero 48 ottobre2025 di Agenda geopolitica – edita dalla Fondazione Ducci – il mio contributo focalizza la digitalizzazione / e sovranità digitale tra consapevolezza e impatti (anche su bambini e giovani), regole e assetti proprietari.
Dal 28 al 31 ottobre nella Basilica di Santa Maria in Ara Coeli di Roma – con la direzione di Michele Mariotti – è in scena un nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma (in coproduzione con Grand Théâtre de Genève, Opera Ballet Vlaanderen e De Nationale Opera): Stabat Mater, con musiche di Giovanni Battista Pergolesi (dal testo del poema latino attribuito a Jacopone da Todi ) e di Giacinto Scelsi. Romeo Castellucci ne propone una rinnovata versione scenica. Lo Stabat Mater di Pergolesi composto nel 1736 poco prima della morte del compositore, scomparso a 26 anni, rappresenta un punto di riferimento nel repertorio religioso del Settecento, evocando il dolore di Maria ai piedi della croce, letteralmente “stava la madre”. A scandire il percorso tragico anche le sonorità di Giacinto Scelsi.
Il risultato è una preghiera scenica – totale – in cui dialogano epoche e stili, sacro e sperimentazione sonora
«Stabat Mater –precisa Romeo Castellucci – stava la Madre, nel dolore, ai piedi della croce. Così comincia il poema di Jacopone da Todi. Bastano queste due parole ora: un predicato verbale e un soggetto. L’assenza di complemento di luogo significa ovunque, ma anche adesso. La musica di Pergolesi ha dato forma, una volta per tutte, a questo stare universale e muto davanti alla perdita. Non ci sono spiegazioni, né le parole possono dire. Anche la presentazione nella Basilica di Santa Maria in Ara Coeli di questo oratorio non fornisce risposte. Dopo essere stato creato nella Cattedrale di Ginevra, la “Roma protestante” di Calvino, questo Stabat Mater si presenta ora nel centro della Roma cattolica, nella chiesa stretta tra le forme del potere militare e civile, presa, si direbbe, nella morsa temporale costituita dall’Altare della Patria da una parte e dal Campidoglio dall’altra. Una madre senza figlio, gettata a terra, tra le statue equestri del potere».
“E’ un dolore viscerale – sottolinea Michele Mariotti – quello descritto attraverso la scrittura limpida e sorprendentemente moderna dello Stabat Mater di Pergolesi. Cromatismi, appoggiature, dissonanze e una poetica degli affetti essenziale ma intensa costruiscono un clima tagliente, quasi rarefatto, reso ancor più evidente da un’orchestra d’archi ridotta al minimo, dal suono volutamente asciutto e senza anima. In questo senso, un luogo come la Basilica di Santa Maria in Ara Coeli amplifica la percezione di sospensione e fragilità che la partitura vuole trasmettere».
In scena il soprano ungherese Emőke Baráth e il mezzosoprano Sara Mingardo.
Un evento straordinario per celebrare uno dei capolavori più amati della storia dell’opera: Sabato 1° novembre, alle 20.50 in diretta in mondovisione su Rai3, Tosca, nella ricostruzione dell’allestimento originale del 1900 riproposto al Teatro dell’Opera di Roma, dove nacque il capolavoro di Giacomo Puccini.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Ministero della Cultura e RaiCultura, anticipa l’apertura della stagione 2025/2026 dell’Opera di Roma e celebra il 125esimo anniversario dell’opera.
A introdurre e commentare la serata su Rai3, saranno Cristiana Capotondi e Alessandro Preziosi, protagonisti del progetto televisivo.