La Grande magia di De Filippo a Giù la Maschera (Salerno, 20 marzo 2026)

marzo 21, 2026

Per questo suo contributo si ringrazia Elena Paruolo.

Si è svolto oggi, 20/3/26, “Giù la Maschera”, l’incontro tra il pubblico e gli attori Natalino Balasso, Michele di Mauro, e tutta la Compagnia che ha portato a Salerno lo spettacolo “La grande magia” di Eduardo De Filippo, con regia di Gabriele Russo.

La storia raccontata è quella di un marito credulone, vittima di un tradimento coniugale, che non vuole ammettere la realtà e si presta alle manovre di un illusionista imbroglione che fa spettacoli di magia. Arriva a credere che la moglie sia rinchiusa in una scatola magica e che sta a lui decidere se aprirla, se credere o meno in quella finzione.   La vicenda si concentra sul contrasto tra il mondo reale e quello dell’illusione, sullo scontro tra questi due mondi. Gli inganni diventano metafore dei compromessi, delle illusioni e delle paure che tutti hanno nella vita.

 Alla fine, la “grande magia” non è solo quella dei trucchi da palcoscenico, ma la capacità di vedere la realtà con occhi diversi.

Il testo di Eduardo De Filippo risale al 1948 e non fu accolto bene ai suoi esordi. Come è stato evidenziato durante l’incontro, è un testo enigmatico, difficile, complesso, attuale per i temi affrontati: verità-finzione, autoinganno, svelamento…  Un testo affascinante, in qualche modo filosofico, in cui Eduardo si interroga su come uscire da sé stesso, dai suoi cliché, dai suoi confini.  Un’opera nera incentrata sulla scrittura, sulla drammaturgia, ma soprattutto sul linguaggio che consente di evadere dal senso pratico della vita.

La scenografia è minimalista, il potere ce l’hanno le parole. Non è un testo sul teatro, è teatro. Il teatro è artificio e l’artificio è la sostanza dello spettacolo. Per scelta del regista gli attori hanno origini geografiche diverse, e anche napoletane. Accanto a qualche frase in dialetto si sentono varie intonazioni. In questo modo il regista riporta Eduardo in una collocazione nazionale e cosmopolita.

 Uno spettacolo “La grande magia” che con le sue 128 repliche ha avuto grande successo.

Roma: il Teatro dell’Opera di Roma torna nelle chiese della città con 8 Concerti di Pasqua (gratuiti)

marzo 19, 2026

Otto appuntamenti gratuiti dedicati alla grande tradizione della musica sacra, con protagonisti il Coro del Teatro dell’Opera di Roma, diretto da Ciro Visco, e la Scuola di Canto Corale, guidata da Alberto de Sanctis e Isabella Giorcelli.

«Con i Concerti di Pasqua – sottolinea il sovrintendenteFrancesco Giambrone – vogliamo rinnovare il legame tra il nostro Teatro e la città. Portare programmi di musica sacra nei luoghi della spiritualità del territorio (con il prezioso contributo dell’Assessorato ai Grandi Eventi) significa coinvolgere il pubblico in un momento collettivo in cui la musica diventa linguaggio comune, occasione di incontro e strumento di diffusione della bellezza nel tessuto urbano della città.»

«. Ringrazio – sottolinea Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale il Teatro dell’Opera e l’Assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio per il grande lavoro che stanno facendo per rendere un’eccellenza italiana come l’Opera alla portata di tutti. Questi appuntamenti sono in linea con la Roma che vogliamo: una città dove gli eventi e la cultura siano dei diritti di tutti, indipendentemente dalle possibilità sociali ed economiche, soprattutto in un momento storico difficile come questo.»

Due i programmi, uno affidato al Coro e l’altro alla Scuola di Canto Corale dell’Opera di Roma, pensati per rinnovare il dialogo col pubblico della Capitale.

Per quattro serate dal 20 al 27 marzo il Coro del Teatro dell’Opera diretto dal MaestrCiro Visco dà  voce a il Requiem di Gabriel Fauré, con i soprani Constanza Antunica (20, 25 marzo) e Marika Spadafino (21, 27 marzo), i baritoni Marco Severin (20, 25 marzo) e Andrea Jin Chen (21, 27 marzo). Al pianoforte Alessia Capoccia. 

Quattro le chiese ospitanti: il 20 marzo alle ore 19.00 la Chiesa dei Santi Fabiano e Venanzio (Tuscolano), il 21 marzo alle ore 19.30 la Chiesa di San Giovanni Battista de Rossi (Appio-Latino), il 25 marzo alle ore 19.00 la Chiesa Santa Maria Regina Pacis (Lido di Ostia) e il 27 marzo alle ore 16.00 la Chiesa dei Santi Aquila e Priscilla (Portuense).

Gli allievi della Scuola di Canto Corale, sotto la guida dei Maestri Alberto de Sanctis e Isabella Giorcelli e accompagnati al pianoforte da Zenoviia-Anna Danchak, propone un programma che attraversa quattro secoli di musica sacra, interpretando Salve Regina di Giovanni Pierluigi da Palestrina, Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi, Missa sub titulo Sancti Leopoldi MH 837 di Johann Michael Haydn e Tre Cori Religiosi di Gioachino Rossini (La FedeLa SperanzaLa Carità). I brani risuoneranno nelle chiese di Santa Maria Madre della Misericordia (Prenestino-Labicano, 19 marzo ore 19.00), di Sant’Ambrogio (Aurelio, 22 marzo ore 19.30), di San Romano Martire (Pietralata, 26 marzo ore 19.30) e di San Giovanni della Croce (Colle Salario, 28 marzo ore 19.30)

MARIO SCHIFANO E MARCO TIRELLI: 2 IMPORTANTI MOSTRE Al  PALAZZO ESPOSIZIONI (Roma, 17 marzo-12 luglio 2026)

marzo 17, 2026

  Con la retrospettiva dedicata a MARIO SCHIFANO, curata da Daniela Lancioni – al Palazzo delle esposizioni sono ora visibili oltre 100 sue opere, tra le più rappresentative, provenienti da collezioni pubbliche e private, italiane ed estere, tra cui in nucleo dalla collezione d’arte di Intesa Sanpaolo.

 “Si va dalle opere degli esordi degli anni ’50, informali e materiche, ai primi monocromi del 1960, dalla stagione inaugurata con la mostra Tutto nel 1963 alla galleria Odyssia di Roma alle nuove iconografie mediate dal linguaggio fotografico e dallafigure della storia dell’arte (dai Futuristi e Malevic), dai Paesaggi TV al cinema fino ai dipinti fuori misura degli anni ’80 e ai lavori degli anni ’90, particolarmente sensibili alle emergenze sociali”.  

Dove possibile i lavori sono accostati secondo la consuetudine dell’artista di dipingere per gruppi omogenei. E’  il caso, ad esempio, della colorata camera da pranzo del 1968, dipinta dall’artista per una casa romana.

Animato da un costante desiderio di rigenerare la pittura attraverso modi inesplorati di guardare e pensare,  Schifano ha usato linguaggi diversi ( la pittura la fotografia e il cinema) qui tutti presenti.   

La Mostra è stata promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo Prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia – Main Partner ENI – Con il supporto della Fondazione Silvano Toti

ANNI LUCE: la mostra personale dedicata a MARCO TIRELLI – curata da Mario Codognato – presenta un nucleo di opere inedite, appositamente realizzate per gli spazi di Palazzo Esposizioni. Le sale diventano “un “teatro della memoria” – un atlante visivo che ricompone l’universo poetico di Tirelli – in un dialogo costante tra luce e oscurità, dove l’ombra diventa soglia tra visibile e non visto”.

 “E’ proprio la luce (intesa come principio generatore e strumento di rivelazione) a creare lo spazio, a dare forma all’informe e consistenza al pensiero”.  L’artista – con le 41 grandi opere esposte  – “trasforma l’esperienza percettiva in un viaggio interiore, un intinerario nella memoria collettiva e nella sostanza stessa della visione”.

La Mostra è stata promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo, Prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo, con il supporto della Fondazione Silvano Toti

Un saluto a Jurgen Habermas

marzo 15, 2026

Si è spento il grande filosofo tedesco Jurgen Habermas – erede della seconda generazione della Scuola di Francoforte – che credeva nel progetto federale europeo come unico rimedio all’ascesa dei nazionalismi. Tra i suoi libri più noti, si ricordano: “La conoscenza e gli interessi umani” e “La teoria dell’azione comunicativa”.

Il Pe rinvierà il voto sull’accordo Usa-Ue sui dazi?

marzo 15, 2026

 Il voto rimane programmato per la fine del marzo 2026. Ma la decisione deve essere confermata dai coordinatori della commissione Commercio internazionale.

“Sapevamo che sarebbero arrivate le indagini della Sezione 301 degli Stati Uniti. Tuttavia, l’incertezza rimane. Non c’è ancora un chiaro impegno da parte del governo degli Stati Uniti a rispettare gli impegni di Turnberry”, ha precisato il presidente commissione Commercio, Bernd Lange. “Chi può garantire che il risultato finale non significherà dazi ancora più alti per l’Ue?”

Il Parlamento chiede anche “passi concreti” per portare i dazi sui derivati dell’acciaio (macchinari, tecnologie agricole e diversi prodotti industriali) dal 50 al 15 per cento.

Serena Rossi al Teatro Verdi di Salerno: una vera esplosione di voce e sentimenti

marzo 13, 2026

Per questo contributo si ringrazia Elena Paruolo

Nella sua “Serenata a Napoli” – un atto d’amore nei confronti della sua città, che si svolge lungo tutta una nottata – Serena Rossi canta e racconta Napoli, una “terra di tornanti”, come la definiva Anna Maria Ortese, da cui la gente va via ma poi desidera sempre ritornare.

I napoletani conoscono bene lo “struggimento”. Sono per i sentimenti esagerati.

La parola amore ha due emme, è “ammore”, perché tutto per loro si raddoppia, si allarga. La terra a Napoli trema, ribolle, come il sangue nelle vene dei napoletani, perché, c’è il Vesuvio. E le canzoni – le bellissime canzoni della tradizione partenopea – esprimono il modo di essere e di sentire dei napoletani, sia quando vogliono cantare le feste, come la festa di Piedigrotta, sia quando danno espressione alla “bambolella” di cui parla Raffaele Viviani.

Per loro, la tragedia si veste a festa e la commedia si tinge di amaro.  Così la canzone “Dove sta Zazà”, apparentemente allegra – “era la festa di San Gennaro, c’era la banda di Pignataro, centinaia di bancarelle di torrone e di nocelle che facevano ‘ncantà” – racconta invece una tragedia.  È la storia di due innamorati: uno – Zazà – all’improvviso scompare e non torna più.  “Comm’aggi a fa pe’ te truvà?! I’ senza te, nun pòzzo stà!”.   Questa canzone, ricorda Serena Rossi, di solito viene cantata in maniera allegra. Lei sceglie di cantarla in maniera triste anche se la piccola – e molto brava – orchestra che l’accompagna sul palco irrompe spesso, mentre lei canta, e cambia il ritmo.

Serena Rossi canta con passione le canzoni napoletane che raccontano la perdita precoce dell’innocenza nei vicoli bui della città (“guagliune ‘e mala vita”), le 4 giornate di Napoli, la nascita di bambini di colore (“tammurriata nera”), il viaggio dei bambini poveri nel dopoguerra verso il Nord con il treno della felicità (Uocchie c’arraggiunate”).  E poi… classici intramontabili come “Munastero e Santa Chiara”, “Era dde maggio”, Io mammeta e tu”, “Dicintencello vuje”, “Reginella” ….

Una vera esplosione di voce e di sentimenti!

Serena ricorda anche la leggenda di Partenope! La sirena che si innamora di Ulisse, prova a sedurlo, ma lui passa indenne davanti al suo canto, legato all’albero maestro. Allora, per la disperazione, Partenope si uccide gettandosi in mare. Il suo corpo è portato dalle onde fino al golfo di Napoli dove si dissolve, prendendo la forma della città.  

Nessuna donna dovrebbe uccidersi, per un uomo o per altro…: commenta l’artista!


Centro Turistico giovanile 75 anni di impegno per il Turismo sociale di Fabio Saladini

marzo 13, 2026

Nel bel contesto del Palazzo Maffei, a Roma, il 12 marzo 2026, in un evento coordinato dal giornalista sociologo Pino Nazio, è stato presentato il libro Centro Turistico giovanile 75 anni di impegno per il Turismo Sociale, di Fabio Saladini, attuale Presidente del CTG.  Hanno, tra altri, preso la parola Mons Liberio Andreatta padrone di casa, e Ada Quartulli, vicepresidente nazionale del CTG – da sempre impegnata a favore del turismo sociale e giovanile, e presentatrice dell’evento “il CTG  dopo aver celebrato nel 2024 il 75°anniversario e aver diffuso la Carta di Orapa sul turismo sociale solidale sostenibile” –  per cui l’obiettivo di questo lavoro è di  “far conoscere il lungo impegno dell’associazione e promuovere  la crescita del turismo sociale in Italia e in Europa”.  

 Il libro di Fabio Saladini ripercorre le tappe fondamentali della evoluzione del CTG, segnata da trasformazioni radicali della società civile.  Ma non è solo una cronaca (con belle foto) – e anche un’Appendice documentale   – di Congressi, seminari, documenti (ivi incluso la Carta  di Oropa del CTG), discorsi e prese di posizioni di Papi, dirigenti, e Consulenti ecclesiastici nazionali (quali papa Pio XII, Carlo Carretto, Pietro Romani, Luigi Gedda, cardinale Carlo Confalonieri, Papa Giovanni XXIII, papa Paolo VI, Aldo Moro, papa Giovanni Paolo II, Cardinale Angelo Sodano, papa Benedetto XVI, papa Francesco, ecc.).  

 E’ anche un invito a riflettere.  “Mi auguro – sottolinea (ringraziando tutti coloro che lo hanno aiutato in questo lavoro) Saladini convinto partigiano del ruolo educativo e formativo del turismo – che la lettura di queste pagine possa consentire a tanti di vivere con maggiore consapevolezza la loro dimensione associativa e, a chi ne è estraneo, di volerne essere parte. Continueremo così, tutti insieme, a costruire altri capitoli di questa affascinante storia che sono certo ha ancora molto da dare”.

In effetti, iI CTG, nato grazie ai giovani della Gioventù di Azione Cattolica, fin dalla sua nascita nel 1949, si è data la missione di rendere il turismo, sia un’esperienza accessibile a tutti, sia – anche grazie al Codice mondiale di valori del turismo  alla cui messa a punto ha contribuito – un “mezzo di educazione”, uno strumento di dialogo, di formazione educativa, di crescita personale e  collettiva, uno strumento di ispirazione cristiana lontano dalle sole logiche di mercato e vicino alle esigenze della persone, uno strumento  di  presa in cura della cultura e dell’ambiente,  di sostenibilità e solidarietà,  e di un “turismo che nutri l’anima, rispetti la natura e unisca le persone”.  Creato dopo il Centro sportivo italiano il CTG  è sorto per “mettersi al servizio dei giovani italiani e stranieri per assecondarli nella loro esigenza di viaggi, di campeggi, di turismo insomma…ma con un incanalamento, e sfruttamento a fini educativi del problema” ( Carlo Carretto).   Negli anni ’80, l’accento è stato posto sul tempo libero “dato a ciascuno di noi per diventare più uomo”/ e sul turismo quale “fattore di arricchimento spirituale” (Papa Giovanni Paolo II).   “E’ con questa finalità che la vostra Associazione promuove il turismo: un turismo non ispirato ai canoni del consumismo o desideroso solo di accumulare esperienze, ma in grado di favorire l’incontro tra le persone e il territorio, e di far crescere nella conoscenza e nel rispetto reciproco… Se salgo su una montagna, oltre a mantenermi nei limiti che la natura mi impone, dovrò rispettarla ammirandone la bellezza e tutelandone l’ambiente, creando così un legame con gli elementi naturali fatto di conoscenza, riconoscenza e valorizzazione. Avete saggiamente definito questo modo di viaggiare “Turismo lento” contrapponendolo a quello di massa, perché promuove la qualità e l’esperienza, la solidarietà e la sostenibilità”… Ora proprio la pratica del “Turismo lento”, basata sull’animazione e l’educazione culturale e ambientale, vi aiuta a vivere in modo diverso e più consapevole ogni momento della vita quotidiana, anche quelli di lavoro e di maggiore impegno” (Papa Francesco).

Oggi –  “in un’ottica intergenerazionale, e di ponte tra le generazioni” – resta tuttora costante l’impegno del CTG nel favorire un turismo di qualità, responsabile, e attento alle dimensioni umane e ambientali.  La sua azione si manifesta attraverso una vasta gamma di iniziative, dai percorsi culturali, alle attività di volontariato, dalla tutela del patrimonio culturale e naturalistico, al sostegno alle tradizioni locali.

Spring and Fall di John Neumeier – Echoes from a Restless Soul  di Jacopo Godani – I Feel the Earth Move di Beniamin Millepiedi al teatro dell’Opera (Roma, 17-22 marzo 2026)

marzo 12, 2026

Dopo due grandi classici (Lo schiaccianoci e La Bayadère) al Costanzi si esplorano il Novecento e la contemporaneità con tre coreografie (per la prima volta a Roma) interpretate dal Corpo di Ballo della Fondazione capitolina:

  1.  Spring and Fall di John Neumeier: creato per l’Hamburg Ballett nel 1991 su musica di AntonínDvořák, il balletto gioca sull’ambiguità del titolo richiamando la primavera e l’autunno ma anche la caduta e il recupero, i principi fondamentali del movimento elaborati da Doris Humphrey.
  2. Echoes from a Restless Soul (Dresden Frankfurt Dance Company, 2016) ripensato da Jacopo Godani per i ballerini della compagnia romana. Pièce astratta, in cui la musica di Maurice Ravel ha un ruolo di assoluto rilievo.
  3. I Feel the Earth Move di Benjamin Millepied (American Ballet Theatre di New York, 2017) su musiche di Philip Glass: i danzatori fanno il loro ingresso su un palcoscenico completamente libero da scene e sipari, un’espediente pensato dal coreografo francese per cercare di cambiare la percezione del balletto, da qualcosa che si nasconde a qualcosa di immediato.

Il Trittico Neumeier Godani /Millepied vede impegnate le étoiles Alessandra Amato e Susanna Salvi, le prime ballerine Federica Maine, Marianna Suriano, i primi ballerini Simone Agrò, Claudio Cocino e Michele Satriano, i solisti e il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Daniel Capps dirige l’Orchestra capitolina nella Serenata per archi di Dvořákin Spring and Fall. La musica di Ravel in Echoes from a Restless Soul è eseguita dal vivo dal pianista Massimo Spada, quella di Glass in I Feel the Earth Move è su base registrata.

Serenata a Napoli – Notturno di musica e parole al Teatro Verdi (Salerno, 12-14 marzo 2026)

marzo 12, 2026

Per questo suo contributo, si ringrazia Elena Paruolo.

Serena Rossi, in veste di autrice ed interprete – e con un impianto scenico (intimo e suggestivo) frutto della  regia di  M. Cristina Redini – è in scena al teatro Verdi di Salerno con Serenata a Napoli – Notturno di musica e parole:  progetto scritto insieme a Maria Sole Limodio e Pamela Maffioli.

Con melodie classiche – della tradizione partenopea  – e  brani più moderni, il repertorio musicale attraversa epoche e stili diversi.

Tra voci, ricordi, melodie, incontri e contraddizioni, la “Serenata” è un viaggio (attraverso luoghi reali e luoghi interiori) che intreccia memoria personale e storia collettiva.  E che – di Napoli – dà un ritratto senza stereotipi, fatto di  emozioni, persone, ed  atmosfere che la rendono unica.

Buon 8 marzo 2026:oggi -per sempre-e ovunque!

marzo 8, 2026