Cinque donne del sud alla Sala Umberto (Roma) 17-18 dicembre 2018

dicembre 17, 2018

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Bel monologo – e splendido spettacolo spettacolare – in cui la straordinaria, briosa e talentuosa, Beatrice Fazi si immedesima in cinque donne di 5 generazioni diverse che – dal 1887 al 2018 – ci fanno viaggiare attraverso continenti citta’ e luoghi diversi, e attraverso grandi cambiamenti epocali: dal profondo Sud che usciva appena dal brigantaggio all’America degli emigranti e poi di Woodstock; dai primi movimenti di emancipazione della donna al vuoto di valori degli anni ’90 del novecento; dalla donna evoluta, indipendente e di successo che ha tre mariti e non ne indovina nessuno, fino alla ragazzina che ha già le idee chiare e quando rimane incinta decide di fare famiglia nonostante vada ancora al liceo… La scenografia è volutamente semplice. La scena è fatta da proiezioni di immagini che fanno parte della memoria storica di tutti noi. La colonna sonora attraversa tutto il secolo, dalla musica popolare di fine ‘800 al rap.  Veramente un bello spettacolo: piacevole da guardarsi e intelligente.

V.anche:

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10213456684668497&id=1141940195

e @ParuoloS

Pinocchiate: domenica 16 dicembre 2018 su Il Sole 24 Ore

dicembre 16, 2018

 

Il Sole 24 Ore – domenica 16 dicembre 2018 – nel suo inserto Cultura  ha dedicato un bel Servizio a sorprendenti Pinocchiate, e per approfondimenti rinvia anche al bel libro di mia sorella Elena Paruolo, Il Pinocchio di Carlo Collodi e le sue riscritture  in Italia e in Inghilterra, Edizione Aracne.

 

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CIME: “Ci eravamo tanto amati Italia e Europa.. e ora?”- Tavola rotonda e Assemblea del 16 novembre 2018

dicembre 13, 2018

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I.         L’Assemblea CIME del 16 novembre 2018 è stata preceduta dalla Tavola rotonda “ Ci eravamo tanto amati Italia Europa .. e ora?” – promossa dall’On. Casini – e coordinata dal giornalista francese (Liberation) Eric Jozsef. In estrema sintesi,  qui di seguito, alcuni punti emersi nel corso di questi lavori. Per l’On. Casini, il sovranismo non porterà a nulla. Bisogna riproporre il progetto europeo. Chi cerca di cavalcare il sovranismo (nostri vicini o lontani) è chi ha interesse a indebolire l’Europa. L’unico modo per essere nel mondo è essere uniti.   Per  Beatrice Covassi (Capo della Rappresentanza della Commissione europea a Roma) occorre uscire dalla logica contabile e riempire lo spazio della paura con altro: una politica comune di difesa, il pilastro sociale, la politica estera a maggioranza qualificata, sostenibilità sociale ambientale e economica. Ed essere faro dei diritti umani nel mondo.   Per Bianchi (Università pegaso) è tempo di aprire la discussione sull’Europa.    Per la senatrice Emma Bonino oramai il vero scontro non è più tra destra e sinistra, ma tra sovranisti ed europeisti. Qualcosa ha fatto l’UE: il roming, gli accordi commerciali, Erasmus ecc. Ma il bilancio è troppo ristretto. E quella che non funziona è l’Europa inter-governativa, e la vocazione nazionalista dei capi di stato e di governo. Siamo a metà del guado. O l’Europa riesce ad arrivare sull’altra sponda. O affonda: ma a nuoto non si va lontano. Bisogna andare avanti, e non tornare indietro.
Per   Bentivogli  (FIM- Cisl) il mondo dl lavoro è quello in cui il patriottismo si scarica in modo peggiore Ai lavoratori bisogna spiegare cosa accade se si lascia L’UE. L”Europa è utile.   Guerra (Università di Modena e Reggio Emilia) si è soffermata su questioni finanziarie.  Realacci (Pres. Symbola) ha sottolineato la buona performance dell’Italia nel campo dell’economia circolare. Roventini (Scuola superiore Sant’Anna di Pisa) ha informato di un Progetto europeo che vede economisti di numerosi paesi membri riflettere sul futuro dell’UE.  Per Sandro Gozi bisogna riprendere il controllo della situazione. E serve solidarietà non perché buoni, ma perché i problemi dei vicini diventano problemi nostri. In vista delle prossime elezioni politiche, bisogna focalizzare 4-5 punti. E dar vita a una nuova alleanza federalista europea.
Da parte sua Pier Virgilio Dastoli  ha  individuato 3 forze nei paesi:  i sovranisti, quelli che sostengono l’Europa così com’è oggi, e chi auspica l’Unione federale. In altri termini, ci sono gli immobilisti, gli innovatori, e la palude.

II – ASSEMBLEA CIME (16 novembre 2018)   –  Per ulteriori approfondimenti, rinvio a http://www.movimentoeuropeo.it .  Sulla base delle nuove designazioni – la Rappresentanza CGIL al Movimento europeo – Italia è costituita da:

Monica Ceremigna (che sostituisce Carlo Parietti)
Salvatore Marra
Stefano Palmieri
Silvana Paruolo

Marra entra a far parte anche del Consiglio di Presidenza.

Nel corso dell’Assemblea del 16 novembre, Pier Virgilio Dastoli è stato rieletto Presidente del Movimento europeo Italia.

All’Assemblea – dopo un intervento di Carmelo cedrone – il momento più critico, e dibattuto, è stata la votazione dei membri del Consiglio di Presidenza. Messa ai voti, la lista proposta dalla Presidenza uscente ha ricevuto la maggioranza.   Personalmente – esercitando il mio diritto di voto – in questo in questo voto io mi sono astenuta perché la presenza di solo 4 donne su 14 mi pare segno evidente di uno squilibrio di genere (6 se si tiene conto anche delle due Vice-presidenti) .  L’Unione europea è da sempre molto attiva – e all’avanguardia – in questo campo. A maggior ragione dovrebbe esserlo anche il Movimento europeo. Il Presidente ha successivamente spiegato che lo squilibrio di genere – oggi nettamente  inferiore rispetto a ieri – è frutto delle designazioni delle organizzazioni aderenti.

Comunque – è stato anche deciso – la questione della composizione del Consiglio di presidenza sarà oggetto di ulteriore esame del prossimo Consiglio di Presidenza e della prossima Assemblea, nel gennaio 2019.

Circa il dibattito politico – centrato su una bozza di Dichiarazione dell’Assemblea – da molti è stato ribadito che quella che non funziona è l’Europa intergovernativa! La maggioranza degli interventi – tra cui quelli di Ponzano e Cangelosi – si è detta favorevole all’ipotesi che il processo d’integrazione può andare avanti anche con meno di 27 paesi; e d’accordo – quindi – all’ipotesi di un Gruppo pioniere, con prospettiva federale, concentrato su obiettivi specifici (unione sociale ecc.).
Come definire questo nucleo duro? Stato federale? No. Forse, si potrebbe scegliere tra: una compiuta Federazione europea, e una Comunità federale.  Messe ai voti, l’opzione più votata è stata la seconda.
Per quanto mi riguarda – nel mio intervento – ho ricordato che non si parte da zero, che l’UE non è solo la tanto odiata austerità, e che bisogna fare di più, e meglio.
Ed ho affermato che – nella Dichiarazione dell’Assemblea (benché la necessaria sintesi non aiuti!) – avrei voluto ritrovare questi concetti: l’implementazione del Pilastro europeo dei diritti sociali (preceduto dalla Carta dei diritti fondamenti e – prima ancora – nel 1989 dalla Carta dei diritti dei lavoratori); più investimenti in infrastrutture sociali (ospedali, scuole ecc.) e materiali e immateriali; una Strategia industriale europea; una Politica estera di sicurezza e di difesa (ivi incluso un esercito europeo); una convergenza salariale verso l’alto, considerando gli attuali gap tra generazioni, all’interno dei paesi e tra paesi diversi ; e – considerando Cina, Trump, Putin e altre potenze emergenti – un ruolo europeo di intermediazione, a garanzia di pace e rispetto dei diritti umani, in Europa e nel resto del mondo.
Altri interventi hanno rievocato l’urgenza di più investimenti, la Carta dei diritti, accordi commerciali. Qualcuno ha anche sostenuto che serve meno Europa.

A Salerno evento-presentazione del bel libro di Elena Paruolo

dicembre 12, 2018

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Salomé al teatro Eliseo (Roma) – 11-23 dicembre 2018

dicembre 10, 2018

 

 

Su una scena nera illuminata da un algido disco lunare, “Salomé” testo del drammaturgo irlandese Oscar Wilde (molto noto ma poco rappresentato) in cui coesistono dramma, ironia, grottesco e mistero.. –  è in scena, a Roma, al teatro Eliseo, dall’11 al 23 dicembre 2018, con regia di Luca De Fusco, ed Eros Pagni, Gaia Aprea, Anita Bartolucci quali protagonisti.

La vicenda è quella del profeta Iokanaan che Erode Antipa tiene rinchiuso in una cisterna, inquietato dalle sue profezie e dalle sue condanne. Durante un banchetto offerto da Erode e la moglie Erodiade, la bellissima principessa Salomé decide per capriccio di baciare il profeta, che invece la rifiuta con sdegno. In cambio di una danza seducente, la donna ottiene da Erode la testa di Iokanaan su un vassoio d’argento, per poter finalmente baciare le sue labbra.

«Salomé non può e non vuole uscire da una dimensione narcisistica dell’amore e quindi si specchia nel profeta» – spiega De Fusco – «Questa intuizione porterà a un finale sorprendente che preferisco non rivelare … E’ un’opera originalissima che sembra evocare una tragedia greca, ma che contiene anche il mistero e la semplicità della favola, l’autorevolezza e il sortilegio della scrittura religiosa (nello stile di certe battute sembra riecheggiare il “Cantico dei Cantici”), ed accenti corrosivi d’ironia”.

V. anche:

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10213421104979027&id=1141940195

CO24: come procedono i lavori?

dicembre 10, 2018

20180604_121032LOTTA AI CAMBIAMENTI CLIMATICI – PRIMA SETTIMANA COP 24

– La prima settimana dei lavori della COP24 si è conclusa tra tensioni ed ostruzionismo, soprattutto poiché le evidenze presentate dal Rapporto 1,5°C presentato dall’IPCC, hanno trovato forte opposizione dai paesi esportatori di combustibili fossili.   Permangono – ad oggi – divergenze su trasparenza, finanza e contributi nazionali volontari .

Tutta casa, letto e chiesa alla Sala Umberto (Roma) 11-16 dicembre 2018

dicembre 7, 2018

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Tutta casa, letto e chiesa – testo tuttora allestito in oltre trenta Nazioni – è un spettacolo sulla condizione femminile, con la brava, brillante e talentuosa  Valentina Lodovini. 

Il protagonista assoluto di questo spettacolo sulla donna è l’uomo, o meglio il suo sesso. Da anni, le donne, chiedono parità di diritti, e parità di sesso.   Ma – in questo campo – è utopistico sperarlo…

Circa i personaggi femminili troviamo una casalinga, usata come oggetto sessuale  e  come domestica senza stipendio né pensione; un  rapporto sessuale    mimato  con la donna subalterna all’uomo; e – nel terzo brano “Il risveglio” – un’operaia, sfruttata tre volte, e cioè, in casa come donna tuttofare, in fabbrica e a letto.

E’ uno spettacolo che fa ridere. Ma che amarezza!

IL discorso del capitano Roma Genoa 3-2 al Teatro Flaiano (6-16 dicembre 2018)-Roma

dicembre 7, 2018

20181207_163336Con  “Il discorso del Capitano”  Giuseppe Manfridi  – dal 6 al 16 dicembre al Teatro Flaiano porterà sul palco Francesco Totti  in un versione, più intima e introspettiva di quanto possa essere stato il suo celebre discorso del 28 maggio 2017.

In una sorta di backstage della settimana precedente l’incontro, l’epopea calcistica di Totti viene rievocata attraverso un intarsio di cronache che accostano squarci di realtà umana al clamore della ribalta, mentre le vicende di una partita assurda (quasi fuori controllo) cadenzano il comporsi di un risultato che solo a pochi istanti dalla fine troverà con Perotti  il gol del trionfo e della salvezza dall’incubo.

Il racconto di questo Roma-Genoa diventa una storia che va al di là dei limiti di una vicenda calcistica e basta.

La regia è di Claudio Boccaccini,  l’aiuto regia è Eleonora Di Fortunato, le musiche sono di Antonio Di Pofi, luci e fonica sono affidate a  a Flavio Lauria.

Jesus Christ Superstar torna al Sistina (6-16 dicembre 2018)

dicembre 7, 2018

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Vero capolavoro che di certo mai conoscerà oblio, Jesus Christ Superstar – originale Opera rock con regia di Massimo Romeo Piparo (prodotta dalla PeepArrow Entertainment nella versione originale di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice) – dopo lo straordinario successo del suo Tour Europeo, torna a Roma pluripremiato (in Europa con il Musical World Award).

E’ un’occasione da non perdere, prima del suo prossimo grande Tour internazionale, per applaudire il mitico Ted Neeley, suo straordinario protagonista. Con la travolgente orchestra dal vivo – diretta dal Maestro Emanuele Friello – Jesus Christ Superstar vede in scena un cast di incredibili talenti: accanto a Ted Neeley nei panni di Gesù, anche il brasiliano Nick Maia (Giuda), Paride Acacia (Annas), Simona Distefano (Maria Maddalena), Andrea Di Persio (Pilato), Giorgio Adamo (Simone), Francesco Mastroianni (Caifa), Mattia Braghero (Pietro), Salvador Axel Torrisi (Erode), il grande ensemble di acrobati, trampolieri, mangiafuoco e ballerini coreografati da Roberto Croce, con le scenografie di Teresa Caruso e i costumi di Cecilia Betona.

Nello stesso tempo cinema e teatro oltre che musical, oserei dire, lo spettacolo (in cui tutto tutto si tiene in un favoloso dinamismo) è una vera e propria esplosione di:  bellezza e perfezione (non c’è un solo punto morto), musica canzoni e danza, energia e scatenata vitalità, coesistenza di fantasia e (anche grazie alla multimedialità)  immagini di cruda realtà, armonia e splendidi effetti speciali talvolta anche d’impronta onirica, piacere (anche per occhi ed orecchie).

E ancor – e soprattutto – è  fonte  di tante Emozioni, leggerezza e forti sensazioni, Amore e spiritualità. misticismo …

Bellissimi luci e giochi di luce; coreografie immagini multimediali e scenografie, fantasiose, suggestive, colorate, imponenti, e a forte effetto – ed impatto – visivo ed emotivo. Bravissimi gli acrobati, trampolieri, mangiafuoco e ballerini, sciolti mimetici e scatenati. Travolgenti, coinvolgenti, penetranti ed emozionanti, le sue  musiche canzoni e belle voci, e i suoi personaggi chiave.

Lo spettacolo mette in scena gli ultimi sette giorni della vita di Gesù, narrati dalla prospettiva di Giuda. La scena è quindi monopolizzata, in particolare, da tre personaggi: Gesù, rappresentato come una figura che ha molto di umano, ma anche di spirituale; Giuda, figura cardine della narrazione; e Maria Maddalena, dolce femminilità investita da un amore che non sa comprendere.

Giuda non manca di suscitare reazioni,  e sentimenti. Splendida Maddalena! Bravi anche i cattivi!

Last but not least, carismatico Ted Neely nella sua eccellente e sublime interpretazione di Gesu’ – e il suo mito senza tempo e sempre attuale (come ben testimoniato dalla proiezione di foto di tristi realta’, odierne, quali migranti dinanzi a fili spinati, bambini messicani separati dalle loro famiglie ecc.ecc.) – un Gesu’ spirituale e (talvolta) quasi surreale per la diversità che sa emanare pur nella suo esser fortemente umano, vicino e presente!  Lo stesso Ted Neeley, mitico Gesù del film “Jesus Christ Superstar” del 1973 che ha fatto sognare tante generazioni di giovani in tutto il mondo,  con i suoi occhi celesti, quasi trasparenti e con un leggero strabismo, i capelli  lunghi e lisci, e un sorriso  che incanta.

“C’è – racconta Neeley – certamente qualcosa di magico nel fatto che dopo 40 anni sono qui a Roma ad interpretare ancora una volta il ruolo di Gesù   è un sogno che avevo da tutta la vita. Ho interpretato questo ruolo così tante volte ma ci trovo sempre qualcosa di nuovo. Per me la figura di Gesù rappresenta speranza, amore, spiritualità, fede e dolcezza. La mia vita cambiò con lui, anche perché quando giravamo il film in Israele ho conosciuto mia moglie”.

Gesù, contrapposto a Giuda, diventa emblema delle contraddizioni umane e della complessità dei nostri tempi.  A esaltare i grandi sentimenti  ci pensa la musica rock: simbolo di ribellione, grinta e determinazione.  L’energia della musica, la spiritualità e il carisma di un personaggio così amato da diventare un mito rendono questo spettacolo un evento memorabile.  L’Opera Rock – la più amata di tutti i tempi e che non invecchia mai – rinnovando il proprio messaggio di amore speranza e fiducia, unisce in un unico entusiasmo spettatori di ogni età e nazionalità

VIDEO

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Bel seminario a Napoli

dicembre 6, 2018

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