SANTA CECILIA E TEATRO DELL’OPERA DI ROMA INSIEME PER WAGNER

ottobre 10, 2025

Le due istituzioni lirico-sinfoniche romane per la prima volta collaborano, portando Wagner a Roma con opere, mostre e promozioni speciali per il pubblico.

L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e il Teatro dell’Opera di Roma apriranno, infatti, le rispettive stagioni con le rappresentazioni delle opere La Valchiria a Santa Cecilia, diretta da Daniel Harding (23 ottobre), e Lohengrin al Teatro dell’Opera, diretto da Michele Mariotti (27 novembre).

 “Questa iniziativa – sottolinea  Massimo Biscardi, Presidente-Sovrintendente di Santa Cecilia  -segna l’inizio di un dialogo concreto tra due Istituzioni che condividono la stessa missione e una visione comune: promuovere la musica e la cultura nella nostra città, valorizzandone il ruolo a livello locale e nazionale”

«È un grande piacere – precisa Francesco Giambrone, Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma –  condividere con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia un progetto che celebra uno dei più grandi compositori della storia. Aprire la nostra stagione con Lohengrin mentre Santa Cecilia propone La Valchiria significa celebrare non soltanto la potenza del teatro e della musica wagneriana, ma anche riaffermare il valore della cultura come spazio d’incontro e di dialogo. È il primo passo di un cammino comune che costruiamo nell’interesse del nostro pubblico e della città di Roma».

 Tra le ulteriori proposte, due mostre dedicate al rapporto tra Wagner e Roma allestite presso le due fondazioni, in cui saranno esposti bozzetti, foto, lettere, e documenti d’epoca.  Fra i vari appuntamenti, l’Accademia di Santa Cecilia organizza mercoledì 15 ottobre – a partire dalle ore 14 – una giornata di studi interamente dedicata alla figura di Richard Wagner, in collaborazione con l’Accademia Tedesca Roma – Villa Massimo.

BALLETTO DI ROMA JUNIOR COMPANY: COPPELIA (Teatro Olimpico di Roma – 10-12 ottobre 2025)

ottobre 8, 2025

La stagione della danza dell’Accademia Filarmonica Romana si apre con i nuovi talenti della Compagnia Junior del Balletto di Roma che dal 10 al 12 ottobre al Teatro Olimpico rivisitano uno dei balletti più celebri, Coppelia, musiche di Léo Delibes, ambientandolo nei giorni nostri, in un nuovo allestimento, al debutto nazionale, che porta la firma di Fabrizio Monteverde.

Il coreografo veste Coppelia di rosso e attualizza la vicenda contrapponendo, in un contesto –  quasi adolescenziale – l’amore autentico a quello delle apparenze e dei surrogati.

Il balletto Coppelia – ispirato al racconto L’uomo della sabbia (1815) di E.T.A. Hoffmann –  è una fiaba sospesa tra amore e inganno, e racconta la storia di Swanilda e Franz, una giovane coppia di innamorati sconvolta dall’arrivo della misteriosa bambola, creata dal fabbricante di giocattoli Coppelius, che scatena gelosie, illusioni e riconciliazioni.

Lo spettacolo, pensato e ideato da Fabrizio Monteverde – pur  nella sua bellezza coreografica e registica – fa emergere  gli aspetti più profondi e oscuri della narrazione classica, esaltandone la cruda e attuale contemporaneità.  «C’è un angolo della mente – spiega il coreografo – che non riesce a razionalizzare la paura del diverso e di ciò che non conosciamo, mettendo in evidenza tutte le nostre paure, anche le più infantili. Il terrore di rimanere soli fa compiere tortuosi percorsi come in un racconto dell’orrore. Coppelia non è altro che il punto di partenza per un viaggio che ha come meta la ricerca dell’altro, ovvero, l’Amore. È solo con questo indispensabile ingrediente che il sangue e la vita riescono a fluire dentro ad un corpo e a dare un senso all’esistenza. La ricerca disperata di voler donare la vita è semplicemente la necessità di amare».

Nel team creativo, a fianco di Monteverde, Santi Rinciari firma i costumi, Emanuele De Maria le luci.

BALLETTO DI ROMA JUNIOR COMPANY: Coppelia al Teatro Olimpico di Roma (10-12 ottobre 2025)

ottobre 8, 2025

La stagione della danza dell’Accademia Filarmonica Romana si apre con i nuovi talenti della Compagnia Junior del Balletto di Roma che dal 10 al 12 ottobre al Teatro Olimpico rivisitano uno dei balletti più celebri, Coppelia, musiche di Léo Delibes, ambientandolo nei giorni nostri, in un nuovo allestimento, al debutto nazionale, che porta la firma di Fabrizio Monteverde.

Il coreografo veste Coppelia di rosso e attualizza la vicenda contrapponendo, in un contesto –  quasi adolescenziale – l’amore autentico a quello delle apparenze e dei surrogati.

Il balletto Coppelia – ispirato al racconto L’uomo della sabbia (1815) di E.T.A. Hoffmann –  è una fiaba sospesa tra amore e inganno, e racconta la storia di Swanilda e Franz, una giovane coppia di innamorati sconvolta dall’arrivo della misteriosa bambola, creata dal fabbricante di giocattoli Coppelius, che scatena gelosie, illusioni e riconciliazioni.

Lo spettacolo, pensato e ideato da Fabrizio Monteverde pur  nella sua bellezza coreografica e registica – fa emergere  gli aspetti più profondi e oscuri della narrazione classica, esaltandone la cruda e attuale contemporaneità.  «C’è un angolo della mente – spiega il coreografo – che non riesce a razionalizzare la paura del diverso e di ciò che non conosciamo, mettendo in evidenza tutte le nostre paure, anche le più infantili. Il terrore di rimanere soli fa compiere tortuosi percorsi come in un racconto dell’orrore. Coppelia non è altro che il punto di partenza per un viaggio che ha come meta la ricerca dell’altro, ovvero, l’Amore. È solo con questo indispensabile ingrediente che il sangue e la vita riescono a fluire dentro ad un corpo e a dare un senso all’esistenza. La ricerca disperata di voler donare la vita è semplicemente la necessità di amare».

Nel team creativo, a fianco di Monteverde, Santi Rinciari firma i costumi, Emanuele De Maria le luci.

Indovina chi viene a cena al teatro Quirino (14-26 ottobre 2025)

ottobre 8, 2025

Guglielmo Ferro riporta in scena la stupenda commedia – interpretata al cinema da Katharine Hepburn e Spencer Tracy – con l’adattamento di Mario Scaletta: testo fresco e attuale.  Il tema è quello di un matrimonio misto, più che mai attuale nell’odierna società multietnica, ma che fece scalpore nell’ America di fine anni ’60.

“Quando mi hanno proposto questo lavoro ne sono subito stato entusiasta, sottolinea Guglielmo Ferro. Si tratta di un testo brillante, che però trasmette un messaggio a forte connotazione sociale. L’adattamento di Scaletta ha inoltre sfrondato tutta una parte strettamente legata agli anni ’60, per farne un testo estremamente attuale, anche nel linguaggio più crudo e diretto. Si parla dunque di differenze e di comprensione, termine, quest’ultimo, che preferiamo a quello più restrittivo di tolleranza”.

La sfida esistenziale dell’Ue tra dazi e guerre

ottobre 5, 2025

Il mio contributo a questo numero di Agenda Geopolitica – edita dalla Fondazione Ducci – e’: “La crisi esistenziale dell’Ue tra dazi e guerre”.

Qui di seguito il Link per poterlo leggere. Buona lettura.

Adriana Mater di Kaija Saariaho all’Opera di Roma ( 9 – 16 ottobre 2025)

ottobre 4, 2025

L’innovativo regista statunitense Peter Sellars debutta al teatro dell’Opera di Roma con la prima italiana di Adriana Mater – su libretto del giornalista Amin Maalouf e con musica composta da  Kaija Saariaho – un’opera potente  in due atti e 7 scene) ma con solo quattro personaggi, come una tragedia greca. 

Sul podio il direttore spagnolo Ernest Martínez Izquierdo,

«Noi – sottolinea il regista – abbiamo avuto una lunga e molto profonda amicizia. Spesso Kaija Saariaho diceva “voglio scrivere un’opera su una madre, perché in tutta la storia dell’opera non c’è mai stato un lavoro teatrale su una madre scritta da una donna”.  Mentre Kaija detestava che la gente continuasse a dire ‘oh, è una compositrice donna’, c’è comunque qualcosa che una donna sa e che un uomo non sa, ed è cosa significa diventare madre, avere due battiti nel cuore in un solo corpo.

 Adriana Mater si svolge in uno scenario bellico in cui una madre, Adriana, deve affrontare una maternità nata dalla violenza fisica. La protagonista decide di portare a termine la gravidanza frutto dell’abuso del soldato Tsargo, nonostante l’opposizione della sorella Refka. Una volta cresciuto però, il figlio Yonas, manifesta un’oscura irrequietezza, che insinua nella protagonista il dubbio che l’animo di quel giovane uomo sia fatalmente legato alle circostanze violente della sua nascita.

Adriana Mater è realizzata dall’Opera di Roma in collaborazione con la San Francisco Symphony.

Sul palco nel ruolo della protagonista, Adriana, il mezzosoprano Fleur Barron.  Gli altri protagonisti/interpreti sono i seguenti: Refka (Axelle Fanyo), Yonas (Nicholas Phan), Tsargo (Christopher Purves). Il coro è diretto da Ciro Visco. I costumi sono di Camille Assaf, le luci di  Ben Zamora. Il sound designer è  Timo Kurkikangas. Orchestra del teatro dell’Opera di Roma.

Proteste in tutto il mondo per l ‘intercettazione della Global Sumud Flottillia

ottobre 3, 2025

L’intercettazione – in acque internazionali – della Global Sumud flottiglia #proPalestina #proPopoloPalestinese ha acceso proteste in tutto il mondo e non solo in Italia! Le manifestazioni in Italia hanno una valenza che supera di gran lunga gli obiettivi politici interni /di politica nazionale. C’e’in gioco il rispetto del diritto internazionale e la richiesta di porre fine allo sterminio/distruzione in corso a #Gaza – e alle violenze dei coloni israeliani in Cisgiordania. C’è’ la richiesta di un riconoscimento dello Stato palestinese. Nessuno dimentica / o nega che ci sono anche altri conflitti in altre parti del mondo. L’obiettivo non e’ quello di alimentare anti-semitismo – ne’ un sostegno al terrorismo di Hamas – ma il ritorno al predominio della diplomazia e del diritto internazionale e dei diritti umani, a discapito di un predominio di violenza, occupazione e sopraffazione.

Ciò detto – in attesa degli esiti del Piano Trump ( e con la speranza che i manifestanti sappiano impedire deprecabili distruzioni di infrastrutture, vetrine ecc.) – procediamo con ordine…

La Global Sumud Flotilla è un’iniziativa internazionale, guidata dalla società civile (ONG, attivisti, parlamentari, giornalisti, ecc.) che  ha coinvolto decine di imbarcazioni (oltre 40) e attivisti da più di 40 paesi, con circa 500 persone a bordo. È partita  con l’obiettivo di  creare un corridoio umanitario civile  per consegnare aiuti umanitari (medicina, cibo, forniture mediche)  rompendo il blocco navale di Israele sulla Striscia di Gaza (da Israele sostenuto come misura di sicurezza). Gli organizzatori della flottiglia invocano principi della Convenzione di Ginevra, diritto umanitario, e il diritto dei civili che trasportano aiuti a non essere ostacolati.

Il nome “Sumud” (in arabo صمود) significa “resistenza, fermezza”, ed è usato per simboleggiare la perseveranza del popolo palestinese.

Le forze israeliane hanno intercettato quasi tutte le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla in acque internazionali, mentre la flottiglia si avvicinava a Gaza: gli attivisti (parlamentari, giornalisti, attivisti civili) sono stati fermati e detenuti. Verranno rimpatriati nei loro paesi e/o processati.  Israele sostiene che la flottiglia stava cercando di violare il blocco e accusa che possa essere utilizzata come “strumento propagandistico / di provocazione”.  Gli organizzatori invece insistono che è un’azione pacifica, umanitaria, non violenta, che i partecipanti sono civili, e che il blocco costituisce una violazione del diritto internazionale umanitario.

Reazioni e proteste in piazza  (e non solo) – nel mondo – sono state immediate  e diffuse, in molte città europee, in America Latina, e in Asia.Le pressioni internazionali  includono anche dichiarazioni ufficiali, richieste di chiarimenti, possibili ricorsi legali, richieste di rispetto dei diritti umani.Paesi in cui le proteste sono state significative sono la Spagna, Grecia, Belgio, Turchia, Colombia. Argentina.  In Italia, grandi manifestazioni a Roma, Milano, Napoli e Torino. In alcune città sono state chiuse stazioni della metropolitana, sono state bloccate vie, ci sono stati sit‑in.  La Cgil ha proclamato uno sciopero generale, cui hanno aderito anche altri sindacati.

Ritendendo che l’assalto alla Flotilla è un atto di pirateria, allo sciopero, hanno aderito anche  i Giuristi democratici, ASGI, Comma 2  e  Legal Team incolumità degli attivisti bloccati. “Non possiamo accettare – sottolinea il loro Comunicato – lo scempio del diritto internazionale umanitario a cui assistiamo. Il blocco israeliano e l’occupazione di Gaza, l’assalto alla Flotilla (oltre tutto, ancora in acque internazionali), l’uso di idranti e di granate stordenti contro gli attivisti imbarcati, ma soprattutto il genocidio in corso, l’impedimento all’ingresso di aiuti umanitari, l’invasione militare e coloniale non possono che essere chiamati con il loro nome, definiti illegali, criminali  e avversati in ogni sede”.


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La sfida esistenziale dell’Ue tra dazi e guerre

settembre 29, 2025

“La sfida esistenziale dell’Ue tra dazi e guerre”: questo il titolo del mio contributo all’ultimo numero (47/settembre 2025) della rivista Agenda Geopolitica edita dalla Fondazione Ducci.

14-28 settembre: ritorna OperaCamion del Teatro dell’Opera di Roma

settembre 10, 2025

OperaCamion è un progetto del Teatro dell’Opera di Roma promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura. È finanziato dall’Unione Europea, Next Generation EU nell’ambito del PNRR, e rientra tra gli Interventi de “Il Giubileo dei Pellegrini: eventi artistici e culturali nella città di Roma, dal centro alla periferia.

L’iniziativa rientra quindi  in una strategia culturale più ampia del Teatro dell’Opera di Roma. Ed ha l’obiettivo quello  di portare l’opera fuori dai luoghi tradizionali, trasformando spazi urbani e periferici in teatri accessibili e inclusivi. 

E’ gratis.  Gli spettatori – grandi e piccoli – portano le sedie da casa, si ritrovano in piazza e diventano parte di un rito collettivo, dove la cultura si fa accessibile, conviviale e popolare.

Il titolo scelto per questa nuova edizione di OperaCamion è Tosca, l’opera romana per antonomasia, storia di amore e passione tra la cantante Tosca e il pittore Cavaradossi.  Per OperaCamion, regia, costumi e luci sono affidati a Manu Lalli, le scene a Daniele Leone, mentre sul podio dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma salirà Carlo Donadio. . Accanto all’Orchestra e ai giovani cantanti – tra cui alcuni del progetto “Fabbrica” Young Artist Program – parteciperanno anche la Scuola di Canto Corale dell’Opera di Roma e 9 cori individuati nel territorio di Roma Capitale in collaborazione con la Cappella Vestiniana della Basilica di San Vitale al Quirinale. L’adattamento orchestrale è a cura di Vito Lo Re. 

Il calendario 2025 di OperaCamion/Tosca coinvolge sette municipi. domenica 14 Piazza Sirio, lungomare di Ostia (Municipio X); martedì 16 Parcheggio di via Leonida Repaci, Cinquina/Bufalotta (Municipio III); venerdì 19 Cortile Parrocchia Corpus Domini, Massimina (Municipio XII); domenica 21 Parco Gino Strada – ex Veratti (Municipio VIII); mercoledì 24 e giovedì 25 Castel Sant’Angelo – Lungotevere Castello (Municipio I); sabato 27 Parcheggio via Fosso dell’Osa (fronte civico 338), Villaggio Prenestino (Municipio VI); domenica 28 Rotonda viale Antonio Gandin, Palmarola/Selva Candida (Municipio XIV).

La rivista Calibano dell’Opera di Roma in libreria dal 26 settembre 2025

settembre 4, 2025

Calibano è la rivista di attualità culturale dell’Opera di Roma. Tra storie di spettri, possessioni e inquietudini profonde (dal film L’esorcista agli incubi famelici della pittura di Goya, dagli ologrammi delle star defunte del pop al racconto dei casi di cronaca nera sui media di oggi, passando per il body horror femminista nel cinema di genere e il mito del Fantasma dell’Opera) il prossimo numero scende nei meandri dell’orrore, componendo una mappa del perturbante che attraversa generi, epoche, linguaggi per parlare dell’oggi.

Porter si interroga sulla logica di ripetizione e perdita di individualità che caratterizza la produzione culturale contemporanea.  Carmen Gallo si sofferma sull’orrore e la paura come strumento di espressione e trasgressione dell’agire femminile nel romanzo gotico inglese di metà Settecento.  Daniele Cassandro ci conduce fra gli spettri della musica pop. Fabiana Giacomotti esplora gli aspetti morbosi della moda del lutto ottocentesca- Sergio Pace ci parla invece di spazi fisici dell’inquietudine in un saggio sull’architettura.  Elvira del Guercio riflette di riappropriazione del corpo femminile nel body horror delle registe contemporanee. Filippo Cerri analizza il folk horror italiano, Flaminia Beneventano è un’esperta delll’antropologia del mondo antico.  Claudio Strinati dialoga con le forme dell’incubo nella storia dell’arte. Al mito del Fantasma dell’Opera, si dedica  Nicolò Palazzetti.

Le rubriche di questo numero sono di Marco Malvestio e  Giuliano Danieli. Il volume ospita infine un racconto inedito di Letizia Muratori e una testimonianza di Stefano Nazzi sulla cronaca dell’orrore sui media di oggi. E ospita anche un’intervista di George Saunders al direttore a Paolo Cairoli .Tutte le illustrazioni del numero, compresa l’immagine di copertina, sono state realizzate dall’artista canadese Oona Ode con un software di intelligenza artificiale.