UOMINI SEPARATI al Teatro dell’Angelo (Roma) -3-20 maggio2018

Maggio 17, 2018

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Spettacolo ironico brillante esilarante … con non pochi colpi di scena..e sorprese!

Con Paolo Gasparini Massimiliano Giovannetti Rosario Galli Marco Ferrari e Caterina Shulha  e’ (anche quando sembra impossibile)  una bella storia di amicizia, tra uomini e tra uomini e donne;  e una bella riflessione su amore ed amicizia  (e la loro comune origine divina).

 

“Le bal” alla Sala Umberto (Roma) 15-27 maggio 2018

Maggio 15, 2018

 

 

Bravi tutti in questo spettacolo – divertente poetico e con forte impatto emotivo – che, dallo scoppio della seconda guerra mondiale al crollo delle torri gemelle, ci fa ripercorrere la storia d’Italia, e mode e costumi di intere generazioni!

Fortunato format francese di Jean Claude Penchenat (che ispirò il film di Ettore Scola  del 1983 ” Ballando ballando”) “Le bal” – in scena alla Sala Umberto – e’ una buona espressione del teatro senza parole, racconto fatto, non di voci, ma di suoni, musica, ballo, fisicità (gesti movimenti del corpo) e capacità espressiva degli interpreti e i loro volti.

Tutto si svolge in una balera: luogo reale – e nello stesso tempo simbolico -pronto a trasformarsi in altro.

 

 

2018: la Pellicola d’Oro (ottava edizione) – unico Premio europeo di tal genere – premia le maestranze dietro le quinte del Cinema

Maggio 15, 2018

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La Pellicola d’Oro 2018 – Mestieri e Artigiani del Cinema Italiano  

Grande successo di pubblico alla cerimonia di premiazione del Premio “La pellicola d’Oro” al lavoro e alle maestranze del cinema italiano  – promosso dalla FITeL (Federazione Italiana Tempo Libero promossa da CGIL, CISL, UIL) e “Sas Cinema” di cui è Presidente lo scenografo e regista Enzo De Camillis –   organizzata dall’Ass.ne Cult.le “Articolo 9 Cultura e Spettacolo” che si è tenuta nella serata del il 4 marzo 2018 presso il Teatro Italia a Roma.

La Cerimonia, condotta magistralmente dall’attrice e conduttrice Michelle Carpente anche nel 2018 – ha visto un nutrito parterre di premiati con la presenza sul palco delle bravissime Paola Cortellesi e Jasmine Trinca vincitrici in ex aequo nella categoria “Miglior attrice protagonista”: la prima per “Come un gatto in tangenziale”, la seconda per il film “Fortunata”.

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 Il miglior attore è stato attribuito, invece ad Antonio Albanese per “Come un gatto in tangenziale”;

 

 

 Ivo Micioni ha ricevuto la pellicola come “Miglior direttore di produzione”, mentre Luigi Andrei come “Operatore di macchina”, Alessandro Cardelli come “Capo Elettricista”, “Miglior Capo Costruttore” a Ionel Maicam, “Miglior Maestro D’Armi” a Gianluca Petrazzi, tutti e cinque per il film “Fortunata”.

Il “Miglior capo macchinista” è stato conferito a Patrizio Marra, la “Miglior Sarta di Scena” a Sabrina Salvitti, entrambi per “La Tenerezza”; il “Miglior attrezzista di scena” a Stefano Carponaro per “Mamma o papà?”. Il film “Brutti e cattivi” ha ricevuto tre premi: “Miglior Tecnico di effetti speciali” a Maurizio Corridori, “Miglior Sartoria Cineteatrale” alla Sartoria Farani e, infine “Miglior Storyboard artists” consegnato a Marco Valerio Gallo; il “Miglior Creatore di effetti sonori” è andato a Massimo Anzellotti per “Mr Felicità”.

Inoltre, sono stati consegnati, il “Premio alla carriera” a Barbara Bouchet, “Il Premio per l’attività artistica” a Placido Domingo Jr. e il “Premio per l’attività aziendale” a Panalight.

Ospite d’onore della cerimonia di premiazione, in veste di cantante, premiatore e premiato, è stato Placido Domingo Jr. (figlio del celebre cantante di opera Plàcido Domingo). La serata è stata ulteriormente allietata dalle stupende musiche di celebri film suonate dall’Orchestra dello Stato Maggiore della Marina Militare diretta dal Maestro Antonio Barbagallo e alcune interpretate dal soprano Monica De Propris.

Presente anche il Vicedirettore della Banda della Marina, Tenente di Vascello Maestro Gian Luca Cantarini.

Anche quest’anno “La Pellicola d’Oro” si è avvalsa di significativi patrocini istituzionali – fra i quali il MIBACT (Ministeri Beni Culturali – Direzione Cinema), la Camera di Commercio di Roma, la Regione Lazio, l’Ass.For Cinema, l’APT, la F.I.Te.L, ecc.. – e preziosi sponsor quali BNL Gruppo BNP Paribas, Fitel, Panalight.

 

Riepilogo dei VINCITORI dell’ottava edizione del Premio “la Pellicola d’Oro”:

DIRETTORE DI PRODUZIONE – Ivo Micioni con il film FORTUNATA

OPERATORE DI MACCHINA – Luigi Andrei con il film FORTUNATA

CAPO ELETTRICISTA – Alessandro Cardelli con il film FORTUNATA

CAPO MACCHINISTA – Patrizio Marra con il film LA TENEREZZA

ATTREZZISTA DI SCENA – Stefano Carbinaro con il film MAMMA O PAPA’?

SARTA DI SCENA – Sabrina Salvitti con il film LA TENEREZZA

TECNICO EFFETTI SPECIALI – Maurizio Corridori con il film BRUTTI E CATTIVI

SARTORIA CINETEATRALE – Sartoria Farani con il film BRUTTI E CATTIVI

CAPO COSTRUTTORE – IonelMaicam con il film FORTUNATA

STORYBOARD ARTISTS – Marco Valerio Gallo con il film BRUTTI E CATTIVI

MAESTRO D’ARMI – Gianluca Petrazzi con il film FORTUNATA

CREATORE DI EFFETTI SONORI – Massimo Anzellotti con il film MR. FELICITA’

MIGLIORE ATTORE – Antonio Albanese con il film COME UN GATTO IN TANGENZIALE

MIGLIORE ATTRICE – Paola Cortellesi e Jasmine Trinca ex aequo per i film COME UN GATTO IN TANGENZIALE – FORTUNATA

PREMIO ALLA CARRIERA – Barbara Bouchet

PREMIO PER L’ATTIVITA’ ARTISTICA – Placido Domingo Jr.

PREMIO PER L’ATTIVITA’ AZIENDALE – Azienda italiana Panalight

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Trump esce dall’Accordo con l’Iran sul nucleare

Maggio 9, 2018
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Nuovo dilemma per l’Europa: il presidente degli USA – D. Trump – straccia l’accordo sul nucleare con l’Iran ( voluto dal presidente Barack Obama, sostenuto dall’UE, firmato, tra altri, da Francia Germania e Inghilterra). E minaccia nuove sanzioni anche per paesi terzi che dovessero normalizzare i propri rapporti con l’Iran.  Cina e Russia sono altri firmatari di questo accordo, Cina e India sono i due maggiori importatori di petrolio iraniano.
La Cina sottolinea che la mossa di Trump è come aprire “un vaso di Pandora” e rappresenta “un nuovo assalto al multilateralismo globale” da parte di Washington.  E anche da Ankara arrivano parole molto critiche su Trump.
Ci sarà uno scivolamento dell’Iran verso l’Oriente? Teheran guarderà a Pechino e New Delhi a Mosca?
Dopo lo strappo unilaterale degli USA –  l’Iran non resterà nel JCPOA (il piano d’azione globale congiunto) senza “garanzie solide” da parte dell’Europa.  Lo ha dichiarato  l’ayatollah Ali Khamenei, all’indomani dell’annuncio del presidente Usa Donald Trump di rompere l’intesa sul nucleare e reintrodurre le sanzioni economiche.
Nel Parlamento di Teheran riecheggiano le parole “morte all’America” e alcuni  parlamentari hanno dato fuoco a una bandiera a stelle e strisce. Il presidente del Parlamento Ali Larijani ha definito “bullismo” il ritiro degli Usa. Ed ha sottolineato che il Paese riceverà dall’Iran una risposta che rimpiangeranno.     “L’Ue e altri partner dell’accordo nucleare sono ora responsabili di salvare l’accordo”, ha sottolineato. “Questa è una finestra attraverso la quale l’Ue può dimostrare se ha abbastanza peso per risolvere problemi internazionali o no”, ha aggiunto Larijani.
L’UE (offrendo una sponda all’ala moderata del regime iraniano) non rinuncia a rispettare l’Accordo. Ma resta da vedere se avrà una vera Politica estera comune. e se saprà reggere a un braccio di ferro sulle sanzioni, che andrebbe ad aggravare altri contenzioni atlantici (come quello sul protezionismo).
La decisione Trump  getta nello scompiglio (anche) le imprese europee: i governi europei cercheranno quindi canali (v. linee di credito in euro per bypassare il veto Usa a transazioni in dollari) per mantener in vita i rapporti di affari, sia pure tra difficoltà finanziarie e rischio di rappresaglie nel ricco mercato USA.
I francesi – con Total – avevano investito molto sull’estrazione di petrolio iraniano; e Peugeot e Renault producono in Iran in joint-venture con l’industria locale.  Guai anche per i tedeschi per Siemens e per aver autorizzato 3 banche di Teheran ad aprire filiali in Germania.   L’Italia – pur essendo il primo partner commerciale europeo del Paese –  è forse il paese che rischia meno: si è limitato ad esportare prodotti che bilanciano le importazioni di petrolio ma (a parte quelli siderurgici della Danieli) non ha realizzato investimenti significativi; e le ripercussioni maggiori ci saranno per piccole e medie imprese. Per Romano Prodi, quella del ritiro americano potrebbe essere addirittura un’opportunità per le imprese UE.
Dalle reazioni internazionali emerge una forte preoccupazione.
L’Onu chiede agli altri firmatari dell’intesa – oltre all’Iran, l’Ue e la Russia – di continuare a rispettare l’intesa sul nucleare.    Antonio Guterres si è dichiarato  “profondamente preoccupato” per la decisione degli Stati Uniti di spezzare un accordo che ha costituito un “risultato importante sulla via della non proliferazione nucleare e della diplomazia ed ha contribuito alla pace ed alla sicurezza regionale ed internazionali”.
Intanto le reazioni alla decisione di Trump  rivelano schieramenti, non certo sorprendenti.
I Paesi arabi sunniti – con in testa l’Arabia Saudita e l’Egitto – hanno approvato il discorso di Trump; come  Israele,  loro alleato (che si sente minacciata dalla presenza sul territorio siriano, cioè ai confini,  di milizie iraniane, appartenenti a un regime nemico).
Sull’altro fronte,  vi sono il regime di Damasco e gli hezbollad libanesi, e l’Iran principale espressione del mondo sciita.
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UE: la Commissione europea presenta le sue proposte per il quadro finanziario 2021-2027

Maggio 3, 2018
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La Commissione europea ha presentato le sue proposte per il bilancio dell’Ue per il periodo 2021-2027: c‘è anche da riempire il buco lasciato aperto da Brexit (15md di euro per anno). Propone  di individuare risorse proprie dell’UE – anche se manca ancora una tassa per i colossi del web – con una tassa sulla plastica (80 centesimi al chilo), una sullo scambio dei certificati per le emissioni di C02 e con una revisione dell’IVA e delle tasse sulle imprese… per portare il bilancio Ue dall’1% del Pil continentale (1.000 miliardi) all’1,11%..  Non c’è nessun cenno a emissione di Titoli UE, per raccogliere – con un piccolo debito pubblico europeo – denari sul mercato, da destinare a investimenti. E la vaghezza sulle eurotasse è notevole.
La Commissione propone un aumento di fondi per ricerca, sviluppo sostenibile (LIFE), Pmi, Erasmus e le nuove priorità sull’immigrazione, sulla sicurezza e sulla difesa.  E ancora – altra novità – propone un Fondo per aiutare le riforme nazionali (25 miliardi) e un Fondo (30 miliardi) per sostenere gli investimenti in caso di crisi; e 15,2 miliardi per promuovere 650 miliardi di investimenti grazie a privati e governi. 
Ma….. purtroppo …  propone anche  un taglio (intorno al 7%) delle risorse per la coesione (principale politica per investimenti dell’UE) e per l’agricoltura. Al di là delle sue difficoltà di spesa,  per l’Italia, i fondi destinati alle regioni meno favorite (come il Mezzogiorno) e all’agricoltura – ad oggi – sono le due fonti primarie di finanziamenti UE.

C’è poi il capitolo della condizionalità per i paesi dell’Est (Polonia e Ungheria in particolare) che prevede di legare i fondi Ue al rispetto dello Stato di diritto: chi non lo farà perderà finanziamenti. La condizionalità legata al rispetto delle regole sui conti e riforme è invece rinviata a un altro documento.   Roma e Berlino chiedevano – guardando a Visegrad – il taglio di risorse per chi non ospita i rifugiati.   Buxelles  ha invece inserito l’integrazione tra i criteri (insieme a Pil e disoccupazione) per stabilire le percentuali di fondi che andranno ai singoli paesi.

Adesso la parola passa agli Stati membri e al Parlamento europeo (PE) che – sulla base della proposta della Commissione – inizieranno i negoziati che porteranno alla formulazione finale del bilancio post – 2020.  La Germania si è già dichiarata disponibile a pagare di più ma vuole “maggiore equità”.  Francia (“gli aiuti diretti agli agricoltori sono essenziali”) e Italia lamentano il taglio per la politica agricola.  Danimarca Svezia Olanda e Austria non vogliono versare più soldi all’UE. I paesi dell’Est sono già sulle barricate perché temono un taglio dei fondi strutturali.  Da parte loro, Roma e Berlino vedono nel bilancio UE ( e la minaccia di tagliare i fondi UE) l’occasione per spingere gli antieuropeisti della Mitteleuropa nera – e i paesi del quartetto di Visegrad (Polonia Repubblica ceca Slovacchia e Ungheria) – ad accettare una maggiore solidarietà sui migranti; e che l’Europa conceda maggiori risorse (a Italia e Grecia) per affrontare l’emergenza migranti.

Il Gruppo S&D (Socialisti & Democratici) del PE ha già annunciato che si batterà , insieme alle regioni ed enti locali, per limitare i tagli e rilanciare una politica di coesione moderna, efficace e per tutte le regioni, e anche per un bilancio adeguato per l’agricoltura del futuro. 

Inoltre resta da vedere se le proposte sul tavolo sono sufficienti – ed adeguate – anche per garantire un’attuazione effettiva del Pilastro europeo dei diritti sociali.  Ed è evidente che per il paese Italia sarebbe cosa utile avere al più presto un governo autorevole ai tavoli del negoziato UE.

Non saranno inutili anche delle precisazioni sul riassetto dell’eurozona, incardinato sul Pacchetto di misure presentate dalla Commissione nel dicembre 2017 (di ben dubbia sintonia con gli interessi italiani). La Direttiva proposta affievolirebbe le sensate deroghe alla severa disciplina sui conti pubblici (v. il Fiscal Compact). E non prevede alcuna regola per scongiurare squilibri – dannosi –  quale il prolungati surplus commerciali nel mercato unico, a vantaggio di alcuni Paesi.

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MOMENTI del meraviglioso Concertone Cgil-Cisl-Uil del primo maggio 2018

Maggio 1, 2018

Queste foto (e quelle che seguono) rappresentano momenti dello splendido Concertone  promosso da  Cgil-Cisl-Uil  – nella Piazza San Giovanni di Roma –  per la Festa dei lavoratori 2O18 che resta, anche, una giornata di lotta, mobilitazione e denuncia di abusi e diritti negati

La festa del lavoro  – come il Concertone – dovrebbe essere occasione di una riflessione, ampia e partecipata, sulle condizioni sociali  e di lavoro, e sui diritti di chi lavora o è in cerca di lavoro.     Da parte loro, unitariamente, Cgil Cisl e Uil dicono al Paese che diritti integrazione e sicurezza non sono temi che vanno contrapposti.    E tenendo (tra l’altro) conto del numero impressionante di morti sul posto di lavoro  –  in questo primo maggio – hanno posto un accento particolare sulla sicurezza, sempre più’ messa a dura prova  da precariato, nuovi tipi di  “lavoro” ecc.    Basti pensare alla cosiddetta CIG economy (la cosiddetta economia dei lavoretti) termine che include crowdwork/lavoro on line (v.Amazon, Mechanical Turk, Clickworker, Crowdflower, Jovoto, Microstak, Topcoder, Upwork) e lavoro “on demand tramite app” (v. Uber, Lyft, TaskRabbit, Handy,Wonolo). E’ un tipo di lavoro facilitato dalle tecnologie digitali, che fa incontrare domanda e offerta, e può anche offrire ulteriori opportunità di lavoro. Ma è anche un tipo di lavoro che implica molti rischi: nuove forme di lavoro invisibile, elusione dei minimi contrattuali e dei salari minimi (dove esistenti), decisione e modifica unilaterale delle condizioni di lavoro e di pagamento, abusi (lavoro forzato e lavoro minorile), discriminazionii (lavoro nero non standard), rating (valutazioni) ecc. ecc. ecc. E’ un tipo di lavoro che induce – tra l’altro – bassi redditi e debolezza della domanda e dei consumi. Servirebbero azioni legislative, azioni politiche, reazione pro-attiva da parte dei soggetti sociali, confronto con le parti sociali e contrattazione collettiva?

Per contrastare il dumping sociale salariale ambientale e fiscale c’è da agire anche a livello UE e  a livello internazionale.

La data della Festa dei lavoratori, il 1° maggio, fu stabilita a Parigi nel 1889 e prende spunto da un episodio avvenuto tre anni prima a Chicago.   In effetti, il 1° maggio del 1886, era stato indetto uno sciopero generale in tutti gli Stati Uniti con il quale gli operai rivendicavano migliori e più umane condizioni di lavoro (a quell’epoca non erano rari turni anche a 16 ore al giorno e i casi di morte sul lavoro erano abbastanza frequenti).

La protesta andò avanti per tre giorni. Poi – il 4 maggio – ci fu uno scontro tra lavoratori e agenti di polizia. Undici persone persero la vita in quello che sarebbe passato alla storia come il massacro di Haymarket. 

Circa tre anni più tardi (20 luglio 1889) – a Parigi, durante il primo congresso della Seconda Internazionale (l’organizzazione creata dai partiti socialisti e laburisti europei) – fu lanciata l’idea di una grande manifestazione per chiedere alle autorità pubbliche di ridurre a 8 ore la durata della giornata lavorativa.  Questa iniziativa divenne un simbolo delle rivendicazioni operaie: di lavoratori che – in quegli anni – lottavano per conquistare diritti e condizioni di lavoro migliori. Così, varcati i confini francesi – nonostante la risposta repressiva di molti governi – il 1° maggio del 1890 (prima, vera manifestazione internazionale) registrò un’altissima adesione.

Dal 1947, la Festa del lavoro e dei lavoratori è diventata ufficialmente festa nazionale italiana.  E – attualmente – il Primo Maggio è giorno di festa nazionale in molti Paesi: da Cuba alla Turchia, dal Brasile alla Cina e poi Russia, Messico e diversi Paesi dell’Unione europea. Non lo è negli Stati Uniti, il Paese da cui, in un certo senso, tutto è cominciato. Negli Usa la Festa dei lavoratori si celebra il primo lunedì di settembre.

#TaleEQualeAME… AGAIN alla Sala Umberto (Roma) 2-13 maggio 2018

aprile 30, 2018

 

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Gabriele Cirilli festeggia 30 anni di carriera a Roma con 11 date al Teatro Sala Umberto.

L’artista torna sul palcoscenico con il suo esilaranre show –  #TaleEQualeAMe… AGAIN  – scritto con Maria De Luca, Carlo Negri per la regia Gabriele Guidi. “La casa nasconde ma non perde – lo diceva mia nonna Concetta” afferma l’attore. Ogni pezzettino di vita o ricordo di ognuno di noi è in una soffitta o in una cantina. Con l’avvento di internet, però, il nascondiglio è stato sostituito da un hashtag nel quale si possono conservare le emozioni.

Con #TaleEQualeAMe… Again, Gabriele Cirilli apre il suo personale #hashtag al pubblico proprio nell’unico luogo dove riesce ad essere tale e quale a… se stesso: il palcoscenico.

Emancipazione femminile e UE in Tempo Libero

aprile 27, 2018

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Il mio articolo – in questo ultimo numero di Tempo Libero ( rivista on line della Fitel)  –  riguarda l’impegno dell ‘Unione europea a favore dell’emancipazione femminile.

Buona lettura a chi decide di leggerlo.

http://www.fitel.it/Objects/Pagina.asp?ID=1840&Titolo=%E2%80%9CTempo%20Libero%E2%80%9D%20-%20Ultimo%20numero

 

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IL lago dei cigni al Teatro Brancaccio (Roma) solo il 28 aprile 2018

aprile 27, 2018

IL LAGO DEI CIGNI – musiche di P.I. Chaikovskj e coreografia di Luigi Martelletta – messo in scena al teatro Brancaccio dalla Compagnia nazionale Raffaele Paganini vuole mettere in evidenza alcuni aspetti del libretto finora trascurati dalla coreografia originale del repertorio classico.

Autentica creatura dell’oggi e del presente (con tutto ciò che questo comporta), in quanto rappresentazione della realtà, la sua particolarità consiste proprio in questa sua capacità di proporsi attualissimo pur dimorando in un suo pianeta espressivo che sa di antico, già visto e già vissuto.  Fortemente legato alla tradizione accademica, Luigi Martelletta propone un lavoro stilisticamente più snello – alleggerendo manierismi e pantomime che fanno parte del repertorio classico. Il suo obiettivo? L’ideale neoclassico di una bellezza assoluta, regolata da un ordine imperturbabile.

Bello spettacolo: fonte di grande energia.

NUOVA BELLA RECENSIONE DEL PINOCCHIO DI ELENA PARUOLO

aprile 24, 2018

 

Nella rivista Cahiers robinson n. 43 -2018 è  uscita una nuova  – bella ed importante – recensione di  ben 9 pagine, del grande studioso ed  intellettuale francese, Jean Perrot, dell’ultimo libro di Elena Paruolo.

Qui di seguito il suo link per chi volesse leggerla!

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