Bedda Maki – come reSUSHItare il ristorante e vivere felici – Teatro de servi (Roma) 31 gennaio -19 febbraio 2017

febbraio 8, 2017

img_ope3z8“Bedda Madi” di Chiara Boscaro e Marco Di Stefano – regia di Roberto Marafante  – con Roberta Azzarone, Caterina Gramaglia, Franco Mirabella, Lorenzo Parrotto, Arturo Scognamiglio (La Bilancia Produzioni) – in scena al Teatro dè Servi e il testo Vincitore della IV Edizione del Concorso “Una commedia in cerca di autori”.

L’edizione attuale del Concorso e’tuttora in corso.I copioni vanno inviati non oltre il 24 aprile 2017. Per dettagli v.  www.commedie italiane.it.

Intelligente e divertente, Bedda Maki  narra le vicissitudini di un ristorante siciliano in crisi che cerca di trasformarsi in una attività di ristorazione particolarmente all’avanguardia. Divertendo,  vola leggero su problemi mai risolti (Nord- Sud,  crisi delle attività commerciali,  ricerca del nuovo ”a tutti i costi”, ecc). E in mezzo c’è anche l’amore.

I suoceri albanesi -Roma Sala Umberto (7-19 febbraio 2017)

febbraio 6, 2017

20170201_113619 Alla sala Umberto,  tornano Francesco Pannofino e   Emanuela Rossi  con la  bella commedia “I suoceri albanesi” di Gianni Clementi – regia di Claudio Boccaccini (e con Andrea Rolli, Silvia Brogi, Maurizio Pepe,Filippo Laganà, Elisabetta Clementi) –   reduce dal grande successo della scorsa stagione.

Lucio (consigliere comunale progressista) e Ginevra (giornalista illuminata, con un passato di impegno in rivolte generazionali) cercano di trasmettere ai propri figli i valori (importanza della politica, della solidarietà, della fratellanza) di un’esistenza politically correct. Per la necessità di riparare la rottura di una tubazione del bagno di servizio, Lucio e Ginevra, chiamando una ditta di restauro, incontrano due ragazzi albanesi (entusiasti e dotati di voglia di fare) con una storia cadenzata da: viaggi su barconi fatiscenti, periodo di clandestinità, permesso di soggiorno e adesso una Ditta con partita Iva e lavoro in quantità.

Un esempio da seguire per Camilla e Pietro! Ma – un giorno – Lucio torna a casa ad un orario imprevisto. Le certezze sue e di Ginevra crollano. I vecchi proverbi non passano mai di moda: chi predica bene, razzola male….

Il grande Pedro al Teatro dell’Angelo Roma (26 gennaio- 5 febbraio 2017)

febbraio 4, 2017

“Dopo quattro anni -afferma il grande G.Manfridi – torna DIECIPARTITE con il suo nuovo ATTO VI  (autore -attore  Giuseppe Manfridi, regia  di  Stefano Sparapano) dedicato all’odissea umana spirituale e sportiva del calciatore Carlo Petrini, detto Pedro, scomparso nel 2012”.    Petrini è stato autore di vari libri tra cui “Nel fango del Dio pallone” (pubblicato nel 2000 dalle edizioni Kaos).  Sia pure col ristoro di momenti segnati da grande leggerezza e divertimento,  si va al cuore di un sistema calcio feroce e cannibale (questione doping,  giro del calcio scommesse che portò nell’80 a raffiche di arresti ecc.).

Da anni attorno alla figura di Pedro si è formato un importante movimento di opinione che vede in quest’uomo  – contraddittorio, travagliato ed estremo –  un punto di riferimento per chiunque intenda lottare in nome dello sport e dei suoi valori.

L’amico di Cordoba -Teatro Eliseo (6 febbraio 2017)

febbraio 2, 2017

L’amico di Cordoba –  con il cantante  e il sassofonista Peppe Servillo, Javier Girotto e la Saint Louis Big Band diretta da Gianni Oddi – è un progetto  ispirato al tango, al jazz e alla canzone d’autore italiana: progetto creativo che coinvolge artisti di fama internazionale e un team di giovani musicisti, arrangiatori, cantanti, tecnici del suono.

L’anima sudamericana e quella mediterranea dei musicisti si fondono in un mix suggestivo ed evocativo di atmosfere e mondi culturali vicini, ma lontani.

SISTER ACT – Il Musical APRE IL CUORE ALLE TUE EMOZIONI – Roma Teatro Brancaccio (1-12 febbraio 2017)

febbraio 1, 2017

Con un cast eccezionale – Belia Martin (nel ruolo di Deloris Van Cartier), Pino Strabioli (nel ruolo di Monsignor O’Hara), Suor Cristina (nel ruolo di Suor Maria Roberta), Jacqueline Maria Ferry (nel ruolo della madre superiore) e Felice Casciano Curtis, Marco Trespioli Eddie, Claudia Campolongo (Suor Maria Lazzara), Manuela Tasciotti (Suor Maria Patrizia) Silvano Torrieri Joey, Vincenzo Leone De Niro e Tiziano Caputo TJ –  “Sister Act Il Musical apre il cuore” è uno spettacolo, bello e travolgente, diretto da Saverio Marconi, coadiuvato da un team artistico composto da Stefano Brondi (direttore musicale), Rita Pivano (coreografa), Gabriele Moreschi (scenografo), Carlo Buttò (direttore di produzione), Carla Accoramboni (costumista), Valerio Tiberi (disegno luci) e Emanuele Carlucci (disegno suono).

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Il testo e le liriche (tradotti da Franco Travaglio) coinvolgono il pubblico in una storia dinamica e divertente, tra gangster e novizie, inseguimenti, colpi di scena, rosari, paillettes con un finale davvero elettrizzante. I venticinque  splendidi brani musicali – scritti dal premio Oscar Alan Menken  (autore delle più celebri colonne sonore Disney come La Bella e la Bestia”, “La Sirenetta”, “Aladdine altri show tra cui La Piccola Bottega degli Orrori” e “Newsies”) – spaziano dalle atmosfere soul, funky e disco anni 70, alle ballate pop in puro stile Broadway, in cui si innestano cori Gospel e armonie polifoniche.

Il ruolo di Deloris (ovvero “Suor Maria Claretta”) – il ciclone che travolgerà la tranquilla vita del convento – è affidato alla madrilena Belia Martin già protagonista della versione spagnola del musical Sister Act, dotata di una formazione musicale ricca e varia, una voce calda (in stile gospel) e una grande energia e talento.

Pino Strabioli – attore autore conduttore televisivo  –   si divide tra piccolo schermo e teatro (da poco è andato in onda il programma “E lasciatemi divertire” – ed è attualmente  impegnato con la commedia “L’abito della sposa” regia di Maurizio Panici). Quando Suor Cristina – “pura energia” – si è presentata per la prima volta a  “The Voice” ha dovuto spiegare che non si era vestita da carnevale, e che è una suora vera, e che cantare per lei è sinonimo di fede. “Il Brasile” (paese in cui si è occupata dei bambini poveri) – racconta – ha fatto scoppiare di nuovo in me la musica. Non riuscivo più a trattenerla.. E tutt’a un tratto ho capito che musica e fede possono coesistere senza conflitti. In Nord e Sud America, c’è una grande tradizione di band cristiane, e unire musica e fede è una cosa normale. Non è così in Italia. Ed è forse questo il mio ruolo, la mia missione: cambiare le cose. Perché l’arte arricchisce la fede; non le toglie nulla”. Il suo album si contraddistingue per il dualismo tra i brani più veloci e quelli con passaggi più calmi e contemplativi (v. Fix You’ dei Coldplay, ‘Somewhere Only We Know’ dei Keane,  ‘True Colors’ di Cyndi Lauper, ‘Like A Virgin’ di Madonna).  Jacqueline Maria Ferry studia canto lirico,  recitazione e  danza. Dopo Elisa é diventata la voce dei Solis String Quartet. E’ interprete di brani in vari film: Passato prossimo (regia di Mariasole Tognazzi), Un natale stupefacente (regia di Volfango De Biasi), Più buio di mezzanotte (regia di Sebastiano Riso). Ha svolto vari ruoli, come attrice (al cinema e al teatro) e  come soprano.

Appello per investimenti consapevoli etici “verdi”e sostenibili

gennaio 31, 2017

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Disinvestiamo dai combustibili fossili e investiamo in economia, e infrastrutture verdi. Accelleriamo i cambiamenti.

Mio breve articolo – nel Giornale dei comuni – su un bel seminario in merito.

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http://www.gdc.ancitel.it/energia-pulita-per-la-casa-comune-appello-allazione-per-investimenti-consapevoli/

Luci alla ribalta – Al Teatro Quirino Roma (31 gennaio – 12 febbraio 2017)

gennaio 26, 2017

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In un’era prosaica quale l’odierna, ecco uno spettacolo definibile pura poesia. Trasmette gioia di vivere, saggezza,  generosita’ e amore vero, ma anche una delicata e malinconica tristezza. Bello il testo. Suggestive le musiche e le scenografie (spesso multimediali). Straordinari i protagonisti. 

Dopo trattative durate alcuni anni, Antonio Salines ha ottenuto dalla famiglia Chaplin i diritti teatrali di Luci della ribalta. Lo spettacolo in scena al Quirino è, quindi, un autentico evento culturale-teatrale e meta-cinematografico. Si avvale di un grande cast – Antonio Salines (nel ruolo di Calvero), Marianella Bargilli (Teresa), Lino Spadaro ( Postant/Clown), Renata Zamengo (Signora Alsop),Orazio Stracuzzi (Dottorer/Lecter), Riccardo De Francesca (Freddy), Luigi Biava (Neville) – una regia prestigiosa (Giuseppe Emiliani) e l’adattamento teatrale (fedele e creativo) di Eleonora Zacchi. Come si ricorderà, la trama narra la storia di un grande clown in declino, Calvero, e del suo incontro con una bella e sfortunata ballerina, Teresa. Lui le salva la vita. E aiutandola (nel recupero delle gambe ) ritrova egli stesso una ragione di vita. Teresa rifiorirà. E anche Calvero alla fine torna al successo. Lei si innamorerà di lui, provando un sentimento che non nasce dalla riconoscenza , ma è amore vero. Il risultato è uno spettacolo di grande divertimento e commozione.

Mi affascina – sottolinea il regista Giuseppe Emiliani – l’idea di mettere in scena, per la prima volta in teatro, quest’opera di Chaplin. ..È mia intenzione offrire al pubblico la possibilità di lasciarsi coinvolgere da una vicenda ricca di motivi che non hanno età: l’amore, le delusioni, la paura di non farcela, la voglia di riscatto, il desiderio di realizzare i sogni, lo sforzo di trovare un senso positivo all’esistenza e soprattutto il grande amore per il teatro che riesce a dare colore al grigiore della realtà. Il pubblico assisterà a uno spettacolo che, sia drammaturgicamente che visivamente, avrà un vivace montaggio cinematografico. Quando sulla ribalta si spegneranno le luci sull’ultimo ballo di Teresa restituita alla vita e all’arte da un atto d’amore puro e generoso di Calvero, resterà la sensazione forte che l’immaginazione è “il più grande giocattolo della felicità”. Solo l’immaginazione e la fantasia creatrice accendono il desiderio e restituiscono il senso della vita, alimentano il fuoco sotto la cenere… La fantasia ci offre la consapevolezza che “nulla finisce, cambia soltanto” .Non resta che esserne consapevoli e non smettere di credere che la vita possa sorprenderci ancora. Per una nuova, lucente, ennesima ribalta”.

 

UN TESTO TUTTO AL FEMMINILE: LE DONNE AL PARLAMENTO DI ARISTOFANE – AL TEATRO ARCOBALENO 27 gennaio-12 marzo 2017

gennaio 26, 2017

2017-01-26-12-34-57La Compagnia CASTALIA  – con l’adattamento e la regia di Vincenzo Zingaro, e con Annalena Lombardi, Fabrizio Passerini,  Ugo Cardinali, Rocco Militano, Piero Sarpa, Laura De Angelis, Sina Sebastiani, Mario Piana, e l’uso di maschere – porta in scena il grande capolavoro della commedia classica “LE DONNE AL PARLAMENTO” che conclude la cosiddetta “trilogia femminista” di Aristofane.

Attraverso  comicità irriverente e  satira, Aristofane affronta temi di sconvolgente attualità:  la partecipazione femminile al potere politico, la parità dei diritti, la corruzione, l’uguaglianza sociale.  In un’Atene (393 a.c.) sfiancata da quarant’anni di guerra – lontana dagli antichi fasti e  in profondo declino materiale e spirituale – l’autore immagina che le donne attuino un “colpo di stato” e assumano il potere.  Una volta al governo, decidono di mettere tutto in comune, abolendo la proprietà privata e la famiglia.  Le donne (tra l’altro) potranno fare figli con chiunque.  Ma l’utopia protofemminista dell’eroina – Prassagora –  non potrà realizzarsi .  E il grande sogno si trasforma in un incubo grottesco.

Avvicinarmi al teatro di Aristofane  – afferma Vincenzo Zingaro –  mi offre, ancora una volta, la possibilità di  ritrovare una dimensione teatrale pura, in cui fantasia e impegno sociale sono legati indissolubilmente. Diceva Hegel: “Chi non ha letto Aristofane non può capire cosa vuol dire la felicità”.  In effetti, quello che ho provato nel mio primo incontro con l’Autore, avvenuto attraverso la  messinscena de “Le Nuvole” e successivamente de “La Pace”, è stato un grande senso di libertà.  Alle suggestive atmosfere liriche, il poeta alterna momenti di travolgente comicità, fatti di grottesche caratterizzazioni, satira feroce, lazzi scurrili, in un gioco in cui, alla dirompente fantasia creativa, si accompagna sempre una forte coscienza politica, animata da un profondo senso di umanità”.

Con le DONNE AL PARLAMENTO,  ci troviamo dinanzi a una commedia di mezzo tra la commedia attica antica (v. Aristofane) e la commedia attica nuova  (in cui si affermeranno “tipi fissi” e  azione tratta dalla vita familiare).  Non caso, nell’allestimento di Vincenzo Zingaro, il Coro –  anima della rappresentazione della commedia attica antica  (che incarnava la coscienza dell’autore attraverso cui si levava la voce dell’intera polis)  – sembra affievolirsi, fino quasi a tacere.  Tuttavia – attraverso una comicità sempre più malinconica –  il poeta sembra dirci,  ancora una volta, che l’unica possibilità di salvezza sta nel buon senso e nella volontà di costruire il mondo nella concordia .

Per non dimenticare:”Il viaggio”al Teatro dell’Angelo (Roma) 22 gennaio 2017

gennaio 23, 2017

20170123_125232 “IL VIAGGIO” – regia e drammaturgia di Giuseppe Argirò –  immagina una compagnia di attori ebrei che prova “Le Baccanti” di  Euripide (la tragedia narra l’invasamento di Agave e l’uccisione del figlio Penteo che si rifiuta di credere in Dioniso, rigettando il culto della personalità e l’adorazione incondizionata del dio).  L’analogia con il nazismo (e ogni dittatura nata dall’acquiescenza delle masse)  è evidente.

Gli attori diventano essi stessi protagonisti di un viaggio senza ritorno verso Auschwitz, che verrà rappresentato grazie alle testimonianze del processo di Francoforte che si svolse dal 1963 al 1965.  Lo spettacolo ripercorre la disperazione del tragitto, sino alla destinazione infernale dei lager.  Le voci di Primo Levi e alcune riflessioni di Pasolini sulla Shoà insieme ai testi originali di Giuseppe Argirò danno vita a una partitura polifonica. Ognuno degli attori è un sopravvissuto che non può avvalersi del diritto di rimozione ma ha il dovere di ricordare

“Raccontare quanto è accaduto nei campi di sterminio è un imperativo morale – afferma Giuseppe Argirò – dopo la Shoà infatti nessuna forma di tragedia è più possibile, poiché la realtà supera ogni forma di rappresentazione. La scientificità della soluzione finale e il genocidio avvenuto con metodicità e rigore va al di là di qualsiasi considerazione etica e annulla il concetto stesso di bene e di male”.

Il parlamento europeo adotta la sua Risoluzione sul Pilastro dei diritti sociali

gennaio 23, 2017

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Maria Joao Rodriguez, relatrice della Risoluzione, ha dichiarato che con questo Pilastro dei diritti sociali, noi miriamo a riattivare l’UE come un scudo protettivo per prevenire la povertà infantile, per rafforzare la garanzia giovani, per garantire i diritti sociali basilari.

V. mio articolo in Giornale dei Comuni:

http://www.gdc.ancitel.it/22178-2/