Teatro Eliseo: BELCANTO – the Luciano Pavarotti Heritage

Maggio 24, 2016

pavarotti    13315698_10206641410250896_2836448032921590686_n

Da non perdere. BELCANTO è uno spettacolo splendido, strepitoso e coinvolgente: belle le scenografie e le musiche, talentuosi regista musicisti cantanti e ballerini.

Tutto è armonia, energia e qualità (non ci sono sbavature o tempi morti).

Lo spettacolo – ripercorre le tappe salienti che hanno segnato la storia del bel canto italiano (le sue origini, dal Rinascimento al barocco, l’Opera buffa nel ‘700 italiano ed europeo, Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, la canzone napoletana, il bel canto nel mondo) – coinvolge lo spettatore in un viaggio immaginario.

Si parte dalla Firenze di Lorenzo De’ Medici e la Venezia di Claudio Monteverdi, per arrivare alla Londra di Freddie Mercury e dei Queen, passando attraverso grandi compositori di Opera, l’operetta austriaca e francese, il musical angloamericano, fino al pop e la rock.

Per i miei video, rinvio a twitter – e al mio diario Facebook -https://www.facebook.com/silvana.paruolo/videos/10206641419091117/

Sconfine: mostra di Robbi Huner a Roma

Maggio 24, 2016

13230130_10206599420201171_2267709582186162813_n  Bella questa mostra fotografica “Sconfine”di Robbi Huner – curata da Francesca Marinetti – presso il Margutta Vegetarian food&art da oggi all’11 luglio! Con “s-confine” si allude ad una dimensione spaziale,temporale ma soprattutto psichica. E in effetti le foto selezionate si concentrano soprattutto su Persone. Da parte sua, Huner si autodefinisce un fotografo da strada.. In realta’ ha molto viaggiato in Africa, Europa, Usa , America del sud Russia e M.O. e la sua ispirazione si nutre anche di arte. Belle le sue foto; e talvolta anche con un tocco di surreale.

Opera di Roma: e’ in scena la traviata?

Maggio 24, 2016

20160523_154411opera    All’Opera di Roma (22 maggio-30 giugno 2016)  è in scena la nuova Traviata (produzione degli stilisti Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti che, con i propri collaboratori, ne hanno disegnato i costumi) con regia di Sofia Coppola, Oscar 2004 per la migliore sceneggiature per “Lost in translation”.

E’ uno spettacolo – con scenari eleganti (ricchi saloni della Parigi dell’ottocento) ed abiti stupendi – ma con una messa in scena molto/troppo tradizionale, assenza di emozioni e  sentimenti, e scarsa regia,  anche musicale.  La “cornice musicale – scrive Enrico Girardi sul Corriere della sera riferendosi alla regia di Jader Bignamini – non aiuta certo i cantanti, li lascia in balia di loro stessi. Dov’è la Traviata?

Pietro Dall’Oglio al Teatro Lo Spazio (Roma 14 maggio 2016)

Maggio 14, 2016

Pietro-DallOglio-1        “CANTO PER MIO FRATELLO PAOLO  DALL’OGLIO”: appuntamento con la musica d’autore – firmata Pietro Dall’Oglio – stasera alle 21 al Teatro Lo Spazio (Roma).

Nel concerto Dall’Oglio presenterà il suo ultimo lavoro discografico “L’anima che parla” ma tra i brani proposti ci sarà anche “Abuna Paolo” dedicato al fratello gesuita  (sacerdote rapito in Siria nel luglio 2013) – che ha fatto dialogare le religioni (l’islamica con quella cattolica) – noto, tra l’altro,  per aver rifondato, in Siria, negli anni ottanta, la comunità monastica cattolico-siriaca Mar Musa (Monastero di san Mosè l’Abissino) a nord di Damasco .

“Rap therapy” è definita così  la proposta musicale di questo artista (musiche coinvolgenti che richiamano il rap e l’hipop, a volte etniche e a volte vicine alla tradizione cantautorale italiana): nel mondo musicale italiano,  vero e proprio punto di riferimento.   “Brani, musica e parole sono miei – precisa lo stesso Pietro Dall’Oglio – Solitamente parto dai testi, dico sempre che io scrivo poesie e qualcuna di queste poi diventa canzone. I miei punti di riferimento sono cantautori come De Andrè e Fossati ma nascendo come percussionista le mie canzoni risentono molto anche di questo mio background. Abuna Paolo, sorta di rap molto soft scritto circa un mese dopo che avevamo perso le notizie di mio fratello, è un pezzo nato dal cuore”.

Sul palco Pietro Dall’Oglio sarà  accompagnato da Piera Pizzi (voce), Alfredo Bochicchio (chitarre) Peter De Girolamo (tastiere) e Francesco Luzzio (basso).

GREASE al teatro Brancaccio di Roma

Maggio 12, 2016

651262d5-0e94-4081-97ca-6fa2e752dfc5grease

Dopo 18 anni di successi inarrestabili – con l’intramontabile storia d’amore tra Danny (Giuseppe Verzicco) e Sandy (Beatrice Baldaccini) e tanto rock’n’roll – il musical  GREASE torna, in Italia, al Teatro Brancaccio, con nuove traduzioni di Franco Travaglio di alcune delle canzoni più famose, nuovi arrangiamenti e orchestrazioni del direttore musicale Riccardo Di Paola con la supervisione musicale di Marco Iacomelli, nuovi coloratissimi costumi di Carla Accoramboni, nuove coreografie irresistibili e piene di ritmo ed energia firmate da Gillian Bruce

GREASE è ambientato nel 1957 ma il film  che ha consacrato John Travolta e Olivia Newton-John –  nei ruoli di Danny e Sandy – è datato 1978 e racconta quindi gli anni ’50 con la sensibilità e il vissuto degli anni ’70. Nel 2016, con GREASE si evoca un mondo, e un’atmosfera, reinterpretandoli con gli occhi di oggi: “Grease è il mio tempo, il mio spazio, il mio mondo.”
 Prodotto da Compagnia della Rancia con la regia di Saverio Marconi, il musical è in scena al teatro Brancaccio dal 6 maggio 2016. E’ uno spettacolo da non perdere, carino, giovane, spumeggiante, allegro, dinamico e divertente. Bravi tutti. Belle le musiche e le canzoni,  splendidi e coloratissimi scenografie e costumi.  V. i miei video nel mio diario facebook e twitter.
              Silvana Paruolo

Èpos – Iliade Odissea Eneide al teatro Arcobaleno (Roma- 28 aprile-8 maggio 2016)

Maggio 8, 2016

20160508_165955epos  Èpos  – interpretato e diretto da Vincenzo Zingaro, coadiuvato da attori, cantanti  musicisti, splendidi effetti sonori e visivi – dà vita ad eroi epici (alle loro passioni e sentimenti) di Iliade Odissea ed Eneide, e  ci immerge  nel mondo dell’epica.

Il primo episodio, tratto dall’Iliade, si sofferma sul cruento scontro tra Ettore ed Achille. Il  secondo, tratto dall’Odissea, ci mostra Ulisse, alle prese con ostacoli  quali l’isola delle sirene e le terribili Scilla e Cariddi, dai quali si salva grazie alla maga Circe. Il  terzo episodio, tratto dall’Eneide, racconta la straordinaria discesa nell’Ade per incontrare il defunto padre Anchise) di Enea.

Il tutto con intermezzi musicali  e splendide voci, capaci di creare atmosfere magiche, surreali,  e di pura energia: specchio  di un mondo –  e di eroi –  che si conosce ben poco, benché  meriterebbero  più  attenzione.

Caravaggio Experience al Palazzo delle esposizioni di Roma (24 marzo-3 luglio 2016)

aprile 14, 2016

13000142_10206397429791537_4272880396927564996_n caravaggio 1   Strepitosa e da non perdere. E’ quanto mi viene in mente – in prima battuta – per descrivere Caravaggio Experience, imponente video installazione – originale e inedita – che ripercorre l’opera di Michelangelo Merisi da Caravaggio offrendo agli spettatori una vera e propria opportunità di piena immersione nell’arte di questo grandissimo  maestro del Seicento; un’opportunità di vero coinvolgimento nell’animo  – nei  sentimenti , nelle emozioni e passionalità – di questo grandissimo artista, oltre che nel suo incredibile talento,  nei suoi quadri, nei suoi colori,  tematiche, e bellissime tele (a volte riprodotte anche a partire dalle prime linee del disegno base).

L’uso di un sofisticato sistema di multi-proiezione anche a grandissime dimensioni  – combinato con musiche  e fragranze – porta il visitatore a vivere una bella esperienza sul piano sensoriale, e nel mondo di Caravaggio.                                                          S.P.

12993398_10206397430511555_6844599765878114925_n caravaggio 2.jpg

Rapunzel al teatro Brancaccio (Roma) dal 6 aprile

aprile 13, 2016

rampuzel  “Rapunzel”(Raperonzolo) è uno spettacolo musicale, liberamente tratto dalla favola dei fratelli Grimm.  La storia originale è questa. Una coppia di borghesi attende la nascita di un figlio e lei – incinta – ha voglia di raperonzoli che crescono esclusivamente nel giardino della sua vicina, Gothel. Il marito decide di raccoglierne furtivamente. Gothel – avendolo scoperto – lo costringe una promessa solenne: le affiderà la bimba (una volta nata) in cambio della sua rinuncia a un maleficio. Divenuta adolescente, Rapunzel è rinchiusa in una torre inaccessibile per il resto della sua vita. Sarà poi liberata da un principe di passaggio in modo avventuroso e rocambolesco.

Invece – nella versione in scena al teatro Brancaccio – la coppia borghese è sostituita da una coppia reale (ragion per cui la principessa nascosta è Rapunzel dal magico treccione); la regina e Gothel sono sorelle diverse; il principe di Grimm diventa un ladro che sottrae a corte proprio la corona destinata alla principessa. E lo stesso finale è reinterpretato: v. il pentimento di Gothel e la “nobilitazione” a corte di Phill.

Il musical porta in scena l’eterna lotta tra il bene e il male. La regia è di Maurizio Colombi, che ha già riscosso un gran successo con il musical “Peter Pan” campione di incassi. Le scenografie sono progettate da Alessandro Chiti e rappresentano – con un continuo scambio tra realtà e cartoons – una rilettura dei luoghi e delle ambientazioni della favola classica.

Lorella Cuccarini recita il ruolo della cattiva Goethel: matrigna (vanitosa e ossessionata dal non voler invecchiare) che tiene rinchiusa la piccola Rapunzel per preservare – e tenere tutto per se’ – il suo potere di darle l’eterna giovinezza. “Il ruolo di Goethel – precisa L. Cuccarini – l’ho accettato perché è una cattiva delle fiabe, è divertente, malvagia ma anche grottesca e sensuale, fino ad arrivare alla parte finale dove vive una sorta di redenzione, e malgrado la sua malvagità alla fine dello spettacolo vince. All’inizio quando Maurizio Colombi mi ha proposto di interpretare questo ruolo da antagonista non ho accettato subito, perché era un ruolo molto lontano da me. Ma poi  mi sono fidata. E oggi dopo 130 repliche posso dire che la sfida è stata sicuramente vinta”.

Il salvatore di Rapunzel (Phill) è interpretato da un atletico Giulio Maria Corso. Mattia Inverni è l’istrionico segucio  che veste anche i panni del Brigante Milord (un ibrido tra uomo e animale) che complementa con la sua magia positiva quella negativa di Gothhel, favorendo l’azione del bene. Perfetta,  nel ruolo di Rapunzel, anche Alessandra Ferrari

Con artisti tutti rigorosamente multiruolo, l’interpretazione corale della compagnia è appassionata, piacevole e senza sbavature. Con musica  rock e melodica, ballerini, acrobati, cantanti, attori ed effetti speciali (i capelli di Rapunzel lunghi diversi metri si illuminano magicamente; due fiori – Rosa e Spina- coni volti di donna sono parlanti; lo Specchio-verità, ecc. ) la storia che aiuta a riflettere sull’importanza delle cose semplici

.

Zio Vanja al teatro Arcobaleno (Roma) 1-24 aprile

aprile 8, 2016

Zio%20Vanja_tagliata  Al Teatro Arcobaleno è in scena Zio Vanja: regia di Duccio Camerini – con Sandro Calabrese (Vanja) Duccio Camerini (il dottore) Ciro Carlo Fico ( Dente Cariato) Mattia Giovanni Grazioli (garzone) Maria Vittoria Pellecchia (Sonja) Francesca Sgheri (Elena) –  musiche di Alchimusika.

Bello (e molto attuale) il testo, e brillanti gli attori!

Zio Vanja, grande classico del teatro moderno, è forse il capolavoro di Čechov che – morto a soli 40 anni, (dopo una vita molto intensa) – ha aperto la strada agli assurdi di Beckett, Pinter, etc. Lui era ragazzo ma anche uomo, ingenuo e disincantato: ogni suo giorno aveva la “linea d’ombra” (di Conrad) da scavalcare.

Questa la trama di  zio Vanja.

Sonja e lo zio Vanja vivono nell’azienda agricola che gestiscono nella campagna russa. La quiete della loro esistenza è interrotta dalla visita del professor Serebrjakov – padre di Sonja – accompagnato dalla sua seconda, giovanissima moglie Elena sposata dopo la morte della madre di Sonja. Il confronto-scontro tra i personaggi, che ne deriva, turba la quiete di Sonja e dello zio, come quella del professore e della moglie.

La monotona cadenza della vita di Vanja (dominata dal “rammarico di essermi lasciato scappare il tempo in cui avrei potuto avere tutto ciò che adesso mi rifiuta la mia vecchiaia”) viene interrotta dal professore quando questi annuncia la sua intenzione di vendere l’azienda agricola.

Dinanzi alla prospettiva di un cambiamento radicale della propria vita – e la necessità di lasciare il suo mondo per affrontare un ignoto temuto- Vanja ha una reazione violenta, al punto di tentare addirittura di uccidere il professore. Ma .. alla fine ..il professore e la moglie finiranno per ripartire.

La situazione ridiventa quella di prima del loro arrivo. Tutto andrà al vecchio modo”  è la sintesi di Vanja.

Lo spettacolo rappresenta personaggi che  vivono più da osservatori che da protagonisti, e nel rimorso delle cose non fatte: “mi soffoca il pensiero che la mia vita sia perduta senza rimedio”.

Nella sua trama, non  mancano nè  equivoci nè punte di tristezza. Dando vita a uno spettacolo che pur nella profondità dei suoi temi diventa gradevole – oltre che stimolante – fin dall’inizio regia,  e attori , catturano l’attenzione dello spettatore.

Al Teatro dell’Angelo: Centomila uno nessuno

aprile 6, 2016

CENTOMILA, UNO, NESSUNO – Affidato al bravissimo Giuseppe Pambieri, lo spettacolo è un viaggio nel ricco universo di Pirandello.

Ne nasce una riflessione, scanzonata e umoristica, su questo grande scrittore siciliano del Novecento, i cui personaggi (da Il fu Mattia Pascal al Padre dei Sei personaggi, dall’Enrico IV a Laudisi del Così è se vi pare e a Leone Gala de Il giuoco delle parti e, per i grandi personaggi femminili evocazione del suo inconscio, da Ersilia alla Figliastra, da Mommina sino alla protagonista di Trovarsi) – attraverso narrativa poesia e teatro rivelano l’uomo.

“Una notte di giugno caddi come una lucciola sotto un gran pino solitario in una campagna d’olivi saraceni affacciata agli orli d’un altipiano d’argille azzurre sul mare africano”: così Pirandello descrive l’inizio del suo “involontario soggiorno sulla terra”: soggiorno durante il quale la vita l’ha scritta e vissuta, identificandosi in ognuna delle sue creature.

“Centomila uno nessuno” racconta gli aspetti meno noti dell’esistenza dell’autore: dal rapporto con la domestica Maria Stella (che nutrì l’immaginazione religiosa dell’autore e il suo mondo magico popolare) alla figura del precettore; dai tumultuosi anni giovanili e il rapporto conflittuale con il padre al soggiorno tedesco, e agli amori “specchio di un immaginario erotico ossessivo e di una personalità complessa e tormentata”.