MMillennium Bug al teatro Lo Spazio (Roma)

febbraio 26, 2016

bugMillenniun Bug – al Teatro Lo Spazio (Roma) – è la storia di un uomo (Luca Coscioni) che ha lottato per la libertà della ricerca.

Luca Coscioni è morto nel 2006 – a 38 anni – ucciso da una terribile malattia degenerativa, la SLA (sclerosi laterale amiotrofica). “In una società libera e democratica – scriveva Coscioni – le convinzioni personali sono poste tutte sullo stesso piano, perché non esiste una gerarchia delle Costituzioni etiche e delle Prassi. Questo dovrebbe essere il fulcro del Manifesto per la libertà di ricerca scientifica”. Ma – a distanza di 10 anni – in questo campo è cambiato ben poco.

“Millennium Bug” di Sergio Gallozzi (liberamente ispirato a Il Maratoneta di Luca Coscioni) – regia Christian Angeli, partecipazione in voce di Carmen Lasorella e Andrea Trovato – con il monologo del bravo Galliano Mariani, vuole rievocare le battaglie politiche del raducale Coscioni , e in particolare quelle a beneficio di una ricerca scientifica libera, e nello stesso tempo etica.

Silvana Paruolo

 

 

 

 

 

Ogni volta che guardi il mare al Teatro Lo Spazio (Roma)

febbraio 16, 2016

federica senso giusto Senza nomeOgni volta che guardi il mare, in scena al teatro Lo Spazio (Roma)  dal 9 al 21 febbraio 2016,  è un bel testo scritto da Mirella Taranto, interpretato (con regia Di Paolo Triestino) dalla bravissima giovane attrice palermitana Federica Carruba Toscano, un vero talento che sempre più si sta affermando nel panorama teatrale.

In scena è Sara, personaggio che richiama Denise, la figlia di Lea Garofalo, uccisa dalla ‘ndrangheta, a 35 anni, per ordine del suo compagno.

Palcoscenico e mare, profumo di forno acceso e poche cose indicano una casa in cui da bambini si rideva in estate. In questo contesto – con le sue parole – Sara riesce a far rivivere la madre (il suo amore, il suo coraggio, le sue risate, la sua forza, il suo “non volerci stare”, la sua volontà di dare un futuro alla propria figlia): una  donna  che (rifiutando di portare la propria bambina di 5 anni in carcere per visitare suo padre) ha  rifiutato l’illegalità dei senza legge, in una terra percorsa da violenza, ed è fuggita  diventando una testimone di giustizia. Una fuga che le è costato un esilio di solitudine, e privazioni, finché non sarà ammazzata. Ma dalle parole di Sara nasce anche il ritratto  di  Sara (del suo conflitto di sentimenti, della sua sofferenza, ma anche della sua caparbietà  e voglia di non arrendersi) che –  come la madre – diventerà una testimone di giustizia. E nasce il ritratto  di altre donne, e uomini, di quella  realtà calabrese da entrambi rifiutata.

E’ proprio un bello spettacolo – poetico ed epico –  che non manca di suscitare forti emozioni.

Silvana Paruolo

“Sono nata il ventitrè”:Teresa Mannino al Teatro Ambra Jovinelli

febbraio 10, 2016

Dal 9 al 14 febbraio 2016, Teresa Mannino ritorna al Teatro Ambra Jovinelli (Roma) con il suo “Sono nata il ventitré”: uno spettacolo divertente e – nello stesso tempo – intelligente. Teresa, padrona della scena, non manca di coinvolgere il pubblico al punto che il suo monologo diventa un dialogo, e un uno scambio autentico di battute e verità.

Raccontando e raccontandosi affronta, in modo diretto ed ironico, temi diversi: il rapporto genitori figli, il rapporto genitori – terza figlia (quale lei è), gli uomini e le donne, il tradimento, la passione per la conoscenza e per la propria terra.

Raccontando l’Odissea ne rileva la modernità dei protagonisti. Per esempio, la letteratura classica è piena di eroi ed – eroine infedeli. Ma – guarda caso le donne che tradiscono non vengono perdonate e di solito muoiono, mentre gli uomini traditori non muoiono mai, semmai sono le amanti a fare una brutta fine!

Invece, raccontando la sua infanzia nella Sicilia degli anni ’70, racconta la sua versione dei mutamenti avvenuti in questi ultimi anni nel rapporto genitori-bambini.mannini 2

Ricordati di me

febbraio 6, 2016

Grazie ai suoi bravi attori e regista,  Mi ricordo di  te  è una commedia frizzante  e divertente, che di certo assicura una bella serata.  Scritta da Stefano Terrabuoni –  con regia di Massimiliano Milesi – è  stata messa in scena  al teatro Elettra di Roma,  dalla Compagnia Teatro da viaggio. Tutto nasce da un’ischemia transitoria che ha indotto una perdita temporanea di memoria. Tutto nasce -quindi – dalle difficoltà di chi l’ha vissuta. La moglie (per ottenere che faccia debiti approfondimenti medici) architetta una messa in scena in cui tutto è falso. Ragion per cui il marito crede di aver dimenticato cose che gli sono successe, e ricorda che non gli son successe cose che gli si vuole far ricordare!  Ma la storia non finisce qui, visto che si conclude con un inaspettato colpo di scena. Simpatica –   e talvolta comica – anche la gestualità dei protagonisti.

Silvana Paruolo

Bella serata Italia-Uruguy al Museo dei Fori Imperiali-Mercati di Traiano

febbraio 3, 2016

 

Piacevole serata ai Mercati di Traiano (Roma) grazie al connubio tra le sculture di Pablo Atchugarry, gli interventi del giornalista scrittore Federico Guiglia e le note di tango ( e non solo) del compositore Hector Ulises Passarella.  Atcgugarry – ha precisato –  con le sue belle statue che si allungano verso la luce vuole dare vita alla voce del marmo. Passarella dà invece forma alla voce del “bandoneon” –  una specie di piccolo organo – fonte della musica del tango rioplatense, e non solo. Per i video, rinvio al mio facebook.

Grazie quindi ai suoi organizzatori: il sovrintendente capitolino ai Beni culturali Claudio Parisi Presicce, l’Ambasciatore dell’Uruguay in Italia Gastòn Lasrate, e la Fundaciòn Pablo Atcghugarry.

Truculentus al Teatro Arcobaleno

gennaio 31, 2016

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Tutti bravi, e talentosi, gli attori della Compagnia Castalia che, al Teatro Arcobaleno di Roma, hanno messo in scena Truculentus: bello spettacolo, nello stesso tempo, divertente e commovente.

A dimostrazione di quanto i caratteri del teatro latino – e della commedia classica antica –  abbiano un radicato fondamento nella vita del nostro Paese, l’originale riscrittura di Vincenzo Zingaro trasferisce la vicenda di una delle migliori commedie di Plauto  alla fine degli anni ’30 in un’Italia attraversata da numerose profonde contraddizioni e cambiamenti quali – precisa lo stesso regista –  l’inaugurazione degli stabilimenti di Cinecittà nel ’37 con relativo nuovo fenomeno culturale di coinvolgimento delle masse (paragonabile a quanto il teatro di Plauto aveva rappresentato nella Roma cosmopolita del III sec. a. C.);  l‘espansione coloniale in Africa del regime fascista, in nome di una gloriosa “romanità” (che  rimanda al periodo delle guerre puniche in cui Plauto visse);  il fenomeno delle case di tolleranza (diffuso in Italia prima della sua abrogazione nel 1958, ad opera della legge Merlin) che richiama i lupanari della Roma antica.

L’atmosfera licenziosa che pervade lo spettacolo trova un suo fondamento nei culti bacchici. Ma la  riscrittura (pur offrendo all’immaginario un  insieme  di suggestioni fra l’antico e il moderno) localizza lo spettacolo in Sicilia.  Con l’aiuto di belle musiche rievocative – oltre che di  atmosfere – di un’epoca storica, riflette una vita di provincia dove giovani, signorotti e militari sono ossessionati da un prepotente desiderio sessuale, in particolare, per una delle prostitute del luogo, in una intersecazione di esistenze, intrighi e casualità, in cui il mondo femminile sembra fagocitare il maschile, trascinandolo in una “battaglia dei sessi” che non lascia scampo.

Lo stesso Truculentus  (che dà nome alla commedia)  – uno zoticone misogino – finirà per cedere alle lusinghe seduttrici di Astafio.

L’evento – realizzato con la collaborazione del Ministero per i beni e le attività culturali, inserito dall’Università di Roma La Sapienza nel progetto internazionale “Il teatro classico oggi” – rappresenta una tappa importante nel percorso di rivisitazione del Teatro Classico Antico.

Silvana Paruolo

Partigiana di Melania Fiore

gennaio 28, 2016

Ottima la scelta di questo spettacolo per celebrare la Giornata della memoria ( finalizzata a ricordare, per non ricadere in orrori già vissuti).

Melania Fiore e’ un vero talento.E vedere un suo spettacolo e’ qualcosa che resta nella memoria. In Partigiana – testo scritto da lei – sa rievocare (con il suo corpo, e la sua voce, e con il solo aiuto di splendidi musiche) – oltre che la pesantezza di un regime, e la realta’ di una Roma sotto le bombe e alle prese con la fame – la leggerezza della voglia di liberta’ di una giovane partigiana di solo 17 anni, la forza del suo amore (per Giorgio) e anche la crudelta’ di quattro uomini le cui torture lascia immaginare, danzando. Lei ha precisato di aver dedicato questo spettacolo a sua nonna. Io ringrazio lei – Melania – per tutte le emozioni e reazioni che riesce a suscitare. E le auguro un buon proseguimento per il suo lavoro artistico e creativo.

Silvana Paruolo

 

Melania fiore

Buon 2016: pace progresso felicità e diritti per tutti!

gennaio 8, 2016

auguri 2016

Imponente la marcia per il clima del 29!

dicembre 9, 2015

Nel mio Facebook  –  e su Twitter (@ParuoloS) – sono visibili le molte belle foto della marcia per il clima, a Roma, da me scattate.

Piano Juncker, Conferenza clima ONU (COP 21) ecc.

novembre 1, 2015

Rinvio chi fosse interessato a un sintetico stato dell’arte  del quadro politico del Parlamento europeo dopo le elezioni europee del 2014,  alle priorità delle tre ultime Presidenze Ue, al Piano di investimenti noto come Piano Juncker, e ai lavori in corso in vista della Conferenza di Parigi sul clima (COP 21) al mio saggio “L’UE del dopo-elezioni europee del 2014 (dal G20 di Brisbane alla COP 21, le priorità delle ultime 3 presidenze Ue, il Piano d’investimenti-Juncker)” al n. 4/2015 della rivista Quaderni di Rassegna Sindacale (edizione Ediesse).