Poema drammatico op. 115 cui Schumann ha dedicato ben quattro anni della sua vita (tra il 1848 e il 1851) – con un “eroe” maledetto, portatore di rovina, privo di pace, alla ricerca di una morte che non trova, ma anche dotto all’inverosimile – Manfred è uno dei grandi capolavori della letteratura musicale tedesca, .
Il protagonista del concerto – diretto da Michele Mariotti Direttore musicale dell’Opera di Roma e con coro istruito da Ciro Visco – è Glauco Mauri, noto attore e regista. .
Manfred fu scritto nel 1816, quando Lord Byron aveva 28 anni e aveva da poco dovuto lasciare l’Inghilterra, a causa di una presunta relazione incestuosa con la sorellastra Augusta Leigh. La causa del suo dramma rimane oscura ma il peso del suo passato si riverbera sul suo destino.
Come ben spiega il maestro Mariotti: «Manfred è un antieroe che, sconfitto dalle sue colpe, compie un percorso ascetico di allontanamento dal mondo terreno. I meravigliosi elementi musicali che all’interno del poema richiamano la natura sottolineano il rapporto tormentato del protagonista con il mondo da cui vuole separarsi. Con l’Ouverture, la pagina più celebre del poema, Schumann esprime perfettamente il dolore e la sofferenza di Manfred usando la tetra tonalità di mi bemolle minore. Altro elemento fondamentale è lo stretto rapporto tra musica e parola, che acquisisce senso drammaturgico: il Manfred evidenzia l’esigenza di Schumann di creare una composizione molto vicina all’opera, proprio nel momento storico di maggiore espansione del sinfonismo».