Archive for the ‘teatro’ Category

Odio Amleto alla Sala Umberto (Roma)- 3-15 ottobre 2017

ottobre 4, 2017

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“Odio Amleto” è una divertente commedia di Paul Rudnick.

Ora in scena alla Sala Umberto – diretta da Alessandro Benvenuti – porta in scena la storia di Andrew Rally, star del piccolo schermo, che per rifarsi un look da attore impegnato,accetta di interpretare il personaggio shakespeariano in palcoscenico. Andrew Rally – già alle prese con il fantasma del leggendario John Barrym (interprete per eccellenza del Bardo) – quando riceverà la proposta di un nuovo ruolo importante in tv con compenso stellare e prospettiva di una platea oceanica, si troverà a dover scegliere tra il nobile Shakespeare e la popolarità della televisione. Dilemma amletico!

“Noi attori glamour di televisione, e anche di cinema -– sottolinea Gabriel Garko tornato al teatro, al fianco di due signori della scena come Ugo Pagliai e Paola Gassman – dobbiamo sempre dimostrare di essere all’altezza. Amo il teatro perché è l’unica occasione per un rapporto diretto con il pubblico. Non faccio distinzioni tra cinema, teatro o tv: quando capitano le cose giuste mi piace farle”. Riferendosi a John Barrym, Ugo Paglia precisa: “Abbiamo trasformato il confronto in un ideale rapporto padre-figlio. Più che odio, parlerei di paura verso l’Amleto. Il ‘figlio’ sa di non riuscire a raggiungere tutte le emozioni che abbiamo dentro per esternarle davanti al ‘drago’. Ma una volta che ci si riesce, Amleto si ama, non si odia”.

Ciao! al teatro Quirino (Roma) 10-22 ottobre 2017

ottobre 4, 2017

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Un ragazzo degli anni Cinquanta torna dal passato, si ferma sul pianerottolo della casa di famiglia e aspetta il figlio, ormai adulto. Com’è possibile? E perché è tornato ora, dopo tanto tempo?
Sono due sconosciuti, ma sono padre e figlio: il padre è Vittorio (famoso giornalista radio e televisivo, già direttore del Tg1, portò alla notorietà Mike Bongiorno, fu amico di Alberto Sordi, in un film di Totò interpretò se stesso) il figlio è Walter Veltroni (x segretario nazionale del Partito Democratico e candidato premier alle elezioni politiche del 2008). Ma potrebbero essere ogni padre e ogni figlio di questo Paese.

Dal libro omonimo di Walter Veltroni – edito da Rizzoli – Piero Maccarinelli dirige Ciao con Massimo Ghini e Francesco Bonomo, rispettivamente nel ruolo di Walter e Vittorio Veltroni, che affrontano le loro vite, quello che è stato e quello che poteva essere, la storia di due generazioni vicine eppure diversissime.

L’incontro immaginario rivela – attraverso le parole – ciò che unisce davvero un padre e un figlio (cercando le vicinanze nella donna che li ha uniti, e che li ha fatti ritrovare) ma diventa anche occasione per raccontare due Italie -che si raccontano e si incrociano- quella degli ideali nati nel secondo dopoguerra e quella delle crisi successive. La messinscena è arricchita da video e immagini dell’archivio Rai e dell’Istituto Luce che ripercorrono la nostra memoria storica.

Finale di partita – Teatro Eliseo (Roma) 26 settembre – 15 ottobre 2017

settembre 25, 2017

 

Glauco Mauri e Roberto Sturno – diretti da Andrea Baracco – tornano a Beckett, mettendo in scena “Finale di Partita”, testo cardine del ‘900, con Elisa Di Eusanio e Mauro Mandolini, scene e costumi di Marta Crisolini Malatesta, e musiche di Giacomo Vezzani..
Nel gioco degli scacchi, il finale di partita designa la terza e ultima parte dell’incontro, dopo l’apertura e il medio-gioco. Non tutte le partite a scacchi si chiudono con il finale di partita. Se vi è una grande differenza tra la bravura dei due giocatori, spesso il migliore riesce a battere l’avversario già nel medio-gioco, quando non addirittura nella fase di apertura. Quando invece i due sfidanti sono entrambi esperti è facile che l’incontro si protragga a lungo e si giunga dunque al finale di partita, una fase caratterizzata dall’esiguo numero di pezzi superstiti sulla scacchiera e dal fatto che il re non è più soltanto un pezzo da difendere ma diventa anche una figura di attacco. Questo preambolo scacchistico è necessario per analizzare questo capolavoro del teatro beckettiano: Finale di partita.
L’analogia tra il contenuto del testo e il gioco degli scacchi è stata espressa dallo stesso Beckett, che ha spiegato “Hamm è il re in questa partita a scacchi persa fin dall’inizio. Nel finale fa delle mosse senza senso che soltanto un cattivo giocatore farebbe. Un bravo giocatore avrebbe già rinunciato da tempo. Sta soltanto cercando di rinviare la fine inevitabile“.
“E’ la tragedia del vivere che diventa farsa o è la farsa del vivere che diventa tragedia? – si chiede Glauco Mauri – Ho sempre considerato Beckett non uno scrittore del teatro dell’assurdo ma un grande poeta della difficoltà del vivere dell’uomo. Ed è questo che – con Andrea Baracco – cerchiamo di far vivere sulle tavole del palcoscenico”.
 
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La foto del carabiniere (La storia di Salvo D’Acquisto e di mio padre) – Sala Umberto 23 settembre 2017 (Roma)

settembre 22, 2017

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Pur trattandosi di un incidente, per l’esplosione fortuita di una cassa di munizioni, il Il 23 settembre 1943, i tedeschi rastrellarono 22 uomini per essere fucilati, ma l’intervento di Salvo D’acquisto che – pur essendo innocente – si autoaccusò del fatto, salvò loro la vita. Tra i 22 uomini salvati dal gesto dell’eroico carabiniere c’era Tarquinio Boccaccini, padre dell’autore di “La foto del carabiniere (La storia di Salvo d’Acquisto e di mio padre)” in scena alla sala Umberto (Roma) il 23 settembre 2017.
Si tratta quindi di una storia – vera, tenera ed appassionante – che fa ridere fino alle lacrime, ma che offre anche un’occasione di riflessione sul gesto di un giovane eroe figlio del nostro paese. Per non dimenticare.

“La foto del carabiniere (La storia di Salvo d’Acquisto e di mio padre)” – scritto e diretto da Claudio Boccaccini – ha musiche originali di Maurizio Coccarelli, collaborazione artistica di Silvia Brogi, Masssimo Cardinali, Foto di Matteo Montaperto e Marco Piscistrelli, voce del brano “Work with me” di Valentina Coccarelli, organizzazione Valentina Coccarelli.

UTE LEMPER Songs for Eternity Teatro Brancaccio (27 maggio 2017)

Maggio 23, 2017

Universalmente applaudita per le sue intense interpretazioni delle Canzoni del Cabaret di Berlino, delle opere di Kurt Weill e della canzone francese e per le sue performance a Broadway e nel West End di Londra, Ute Lemper – grande cantante e artista tedesca – porta per la prima volta a Roma Songs for Eternity.  Il repertorio prevede canzoni scritte nei campi di concentramento da musicisti ebrei deportati, molti dei quali morirono nelle camere a gas. Sono canzoni di grande bellezza, con parole struggenti, spesso scritte da poeti.

Omaggio a Toto’ al Teatro Santa Chiara

Maggio 22, 2017

2017-05-22 12.03.08   CARO TOTO’, VENIAMO CON QUESTA MIA ADDIRVI… è uno spettacolo poetico, divertente e originale per raccontare l’Uomo e l’Artista Totò.

Il talentuoso Dodo Gagliarde – accompagnato al pianoforte da Sergio Colicchio –  ci fa viaggiare  nella vita, e  mito, del comico italiano, attraverso aneddoti, pensieri, battute, gag, sketch, poesie, canzoni, riflessioni, funambolismi verbali, citazioni di latinorum, frizzi metafisici e surreali… E’ uno spettacolo piacevole che fa rivivere – oltre che il grande Totò –  anche la forza di alcune  belle canzoni napoletane.

BOOMERANG alla Sala Umberto Roma 16-28 maggio 2017

Maggio 15, 2017

  2017-05-15 17.03.32 “Boomerang” è una commedia divertente e scorretta. Si svolge durante una veglia funebre forzata che sprofonda in un caos irriverente, tipico della black comedy.   Il bersaglio è l’ipocrisia della famiglia borghese con i suoi stereotipi ed il suo perbenismo.    Non è un caso che il potere – economico, politico e finanziario – sia concentrato nelle mani di poche famiglie apparentemente, tutte, irreprensibili, oneste e devote.

 

STOMP al Teatro Brancaccio – Roma (9-21 maggio 2017)

Maggio 8, 2017

 2017-05-10 00.14.50“Pura magia da palcoscenico, ballerete sulle vostre poltrone!» – The Sunday Telegraph  – «Brillante e molto divertente: il teatro al massimo della sua seduzione» – New York Times. Magici, coinvolgenti, ironici – tra energia pura e dolcezza – bravissimi tutti. Qualsiasi oggetto si trasforma in musica, sinfonia o vortice ritmico. STOMP e’danza teatro e musica insieme. E’ una maestosa coreografia urbana, con il ritmo del flamenco, del tip-tap, e l’umorismo del cinema muto abbinato a Pop art, e satira anti-inquinamento. Senza trama, personaggi né parole, STOMP traduce in musica rumori e sonorità della civiltà urbana contemporanea.   Con strofinii, battiti e percussioni di ogni tipo, i suoi formidabili ballerini – percussionistiattori – acrobati danno voce ai più “volgari” (e comuni) oggetti della vita quotidiana: bidoni della spazzatura, pneumatici, lavandini, scope, spazzoloni, riciclandoli in un “delirio” artistico di ironia travolgente.

Nata nel 1991 a Brighton (UK) dalla creatività di Luke Cresswell e Steve McNicholas, STOMP ha compiuto quest’anno i 25 anni di successo nei più importanti festival e teatri del mondo, da Broadway a Parigi, da Los Angeles a Tokyo, in oltre 40 paesi e con 5 formazioni internazionali fisse.   Dopo un tutto-esaurito al Sadler’s Well dell’East End londinese, nel 1994, STOMP si “stabilisce” all’Orpheum Theatre di New York : è tuttora in cartellone a New York con un cast interamente americano, mentre altri gruppi tengono spettacoli in tutto il mondo.  Nel Marzo del 2004 il sindaco di New York, Bloomberg, annuncia che la 2nd Avendue e 8th Strada – indirizzo presso cui si trova l’Orpheum Theatre, il teatro dell’East Village dove si esibiscono gli STOMP – è rinominata STOMP AVENUE, in onore ai 10 anni di attività dello spettacolo.

La compagnia è stata in Italia nel 2017 per partecipare al progetto “I LAV MILAN”, in collaborazione con Legambiente: iniziativa simile a quella lanciata l’anno precedente a New York.  STOMP è poi tornato in Italia ne 2008 (Teatro Olimpico di Roma), nel 2009, 2010, 2011, 2012, 2013, 2014, 2015,  con tournées ricche di emozioni e di numeri entusiasmanti, Ed è ora al teatro Brancaccio.

THE CARNAGE – I CANNIBALI” DI MAX CAPRARA al Teatro dell’Angelo (Roma) – 4-21 maggio 2017

Maggio 5, 2017

 2017-05-06 20.14.58 “The Carnage” – basato sull’opera teatrale “Il dio del massacro” della drammaturga  francese Reza Yasmina, cui si è ispirato nel 2011 Roman Polański con l’omonimo film –  pur affrontando molte problematiche impegnative e’ un piccolo gioiello di comicita’.  E’ una vera e propria tragicommedia sull’assurdità  dei nostri valori sociali, sulle mille cose inutili nella nostra vita, e sulle esilaranti menzogne con cui ci giustifichiamo. Fa riflettere.  Sorprende.  E diverte.

Volevo una cena romantica…e l’ho pagata io!” – Sala Umberto (Roma) – 2 -14 maggio 2017

Maggio 2, 2017

20170502_113430  Con il suo stile vulcanico, irriverente e schietto, Barbara Foria – artista partenopea da sempre sempre paladina dell’universo femminile – approda per la prima volta  alla Sala Umberto di Roma con il suo “ Volevo una cena romantica.. e l’ho pagata io!” regia di Claudio Insegno. “Se l’uomo e la donna non si possono sopportare perché allora si cercano, si fidanzano e soprattutto si sposano?”: si chiedeva  Barbara Foria, già nel suo ONE WOMAN SHOW. E la “woman in red” è stata la rivelazione femminile di Colorad (programma comico di Italia: spettacolo esilarante e autoironico rivolto alle donne strizzando l’occhio agli uomini.     E ora?

Vissero per sempre felici e contenti – precisa l’artista –  è una frase che ha fatto più danni del bastone allungabile per farsi i selfie. Cresciute nel mito di Cenerentola, abbiamo invano cercato il nostro principe azzurro. Perdendo le scarpe, la testa, il cuore. Ma soprattutto perdendo tempo. Perché oggi un principe azzurro non lo trovi neanche col tom tom!! Se riscrivessero quelle favole oggi, probabilmente i finali sarebbero diversi: il Principe sceglierebbe una MILF, la Bella Addormentata, stufa di attendere che qualcuno venga a risvegliarla, partirebbe per i Caraibi con le amiche di WhatsApp, e Aladdin scapperebbe col genio e i soldi, lasciando Jasmine in braghe di tela!!! miti ci hanno fottute. Il romanticismo è morto, Cupido si è ritirato a vita privata e l’amore è in prognosi riservata. Eppure noi donne ci ostiniamo a cercarlo (…). Di certo ogni donna sogna di vivere una storia da 9 settimane e1/2…mentre per gli uomini una settimana con te basta e avanza! I tempi sono cambiati: una volta gli uomini ti offrivano la cena. Ora devi pagare tu e ti tocca pure andarli a prendere. Il femminismo ha fatto più danni della Lehman Brothers. Eppure avremmo dovuto capirlo subito. Il principe azzurro non poteva essere l’uomo ideale. Perché un tizio biondino, su un cavallo bianco, che va in giro con una calzamaglia azzurra attillata di certo non è un mito da volere sposare. Quelle scarpette di vernice… non le aveva scelte a caso!”.