Con il suo stile vulcanico, irriverente e schietto, Barbara Foria – artista partenopea da sempre sempre paladina dell’universo femminile – approda per la prima volta alla Sala Umberto di Roma con il suo “ Volevo una cena romantica.. e l’ho pagata io!” regia di Claudio Insegno. “Se l’uomo e la donna non si possono sopportare perché allora si cercano, si fidanzano e soprattutto si sposano?”: si chiedeva Barbara Foria, già nel suo ONE WOMAN SHOW. E la “woman in red” è stata la rivelazione femminile di Colorad (programma comico di Italia: spettacolo esilarante e autoironico rivolto alle donne strizzando l’occhio agli uomini. E ora?
“Vissero per sempre felici e contenti – precisa l’artista – è una frase che ha fatto più danni del bastone allungabile per farsi i selfie. Cresciute nel mito di Cenerentola, abbiamo invano cercato il nostro principe azzurro. Perdendo le scarpe, la testa, il cuore. Ma soprattutto perdendo tempo. Perché oggi un principe azzurro non lo trovi neanche col tom tom!! Se riscrivessero quelle favole oggi, probabilmente i finali sarebbero diversi: il Principe sceglierebbe una MILF, la Bella Addormentata, stufa di attendere che qualcuno venga a risvegliarla, partirebbe per i Caraibi con le amiche di WhatsApp, e Aladdin scapperebbe col genio e i soldi, lasciando Jasmine in braghe di tela!!! miti ci hanno fottute. Il romanticismo è morto, Cupido si è ritirato a vita privata e l’amore è in prognosi riservata. Eppure noi donne ci ostiniamo a cercarlo (…). Di certo ogni donna sogna di vivere una storia da 9 settimane e1/2…mentre per gli uomini una settimana con te basta e avanza! I tempi sono cambiati: una volta gli uomini ti offrivano la cena. Ora devi pagare tu e ti tocca pure andarli a prendere. Il femminismo ha fatto più danni della Lehman Brothers. Eppure avremmo dovuto capirlo subito. Il principe azzurro non poteva essere l’uomo ideale. Perché un tizio biondino, su un cavallo bianco, che va in giro con una calzamaglia azzurra attillata di certo non è un mito da volere sposare. Quelle scarpette di vernice… non le aveva scelte a caso!”.
Dal “soldato spaccone” (Miles Gloriosus) – capolavoro della commedia classica nato dalla fantasia di Plauto – hanno preso vita i vari Capitan Spaventa, Fracassa, Matamoros, ecc. e molteplici percorsi della sua evoluzione nei secoli (da Pirgopolinice a Scaramouche, a Don Chisciotte, a Cyrano de Bergerac, fino a Brancaleone).
Spaccanapoli Times
Il
Se fossi fico di C. D’Ostuni, D.Locci, D.Trombetti – regia di Daniele Trombetti (compagnia Rubbagalline), con Sara Baccarini, Ilario Crudetti, Clelio D’Ostunim Daniele Locci, Roberta Marcucci, Daniele Trombetti – è una piacevole commedia degli equivoci e degli “imbrogli”, carina, fresca, divertente, positiva e in cui c’e’spazio anche per emozioni e sentimenti. Bravi tutti.
Asia Argento torna a recitare. Debutta – a teatro – con una storia (Il segreto della vita Rosalind Franklin) che unisce scienza e giallo. E’ la storia di colei che – negli anni Cinquanta – riuscì a fotografare la struttura elicoidale del DNA. La scienziata venne privata della sua scoperta da due colleghi, James Watson e Francis Crick, che sottrassero le foto a Rosalind, passando alla storia come gli autori della grande scoperta e vincendo il Nobel nove anni dopo la morte della Franklin a soli 37 anni. A condividere il palco con Asia Argento c’è anche l’attore e regista Filippo Dini.
L’isola degli schiavi – commedia scritta nel 1725 per i Comici italiani di Parigi (quasi tre quarti di secolo prima della Rivoluzione francese) – e’ uno spettacolo brioso, a tratti brillante, tenero e simpatico.
Questa la trama… Per farla arrivare in Macedonia una famiglia (madre stilista, padre gangster dal cuore d’oro e figlio ipertecnologico) di spacciatori non particolarmente abili nasconde la droga nei bauli di una compagnia amatoriale di attori – diversamente abili – che partecipano a un concorso teatrale in Macedonia, interpretando Romeo e Giulietta.