Al Teatro Arcobaleno è in scena Zio Vanja: regia di Duccio Camerini – con Sandro Calabrese (Vanja) Duccio Camerini (il dottore) Ciro Carlo Fico ( Dente Cariato) Mattia Giovanni Grazioli (garzone) Maria Vittoria Pellecchia (Sonja) Francesca Sgheri (Elena) – musiche di Alchimusika.
Bello (e molto attuale) il testo, e brillanti gli attori!
Zio Vanja, grande classico del teatro moderno, è forse il capolavoro di Čechov che – morto a soli 40 anni, (dopo una vita molto intensa) – ha aperto la strada agli assurdi di Beckett, Pinter, etc. Lui era ragazzo ma anche uomo, ingenuo e disincantato: ogni suo giorno aveva la “linea d’ombra” (di Conrad) da scavalcare.
Questa la trama di zio Vanja.
Sonja e lo zio Vanja vivono nell’azienda agricola che gestiscono nella campagna russa. La quiete della loro esistenza è interrotta dalla visita del professor Serebrjakov – padre di Sonja – accompagnato dalla sua seconda, giovanissima moglie Elena sposata dopo la morte della madre di Sonja. Il confronto-scontro tra i personaggi, che ne deriva, turba la quiete di Sonja e dello zio, come quella del professore e della moglie.
La monotona cadenza della vita di Vanja (dominata dal “rammarico di essermi lasciato scappare il tempo in cui avrei potuto avere tutto ciò che adesso mi rifiuta la mia vecchiaia”) viene interrotta dal professore quando questi annuncia la sua intenzione di vendere l’azienda agricola.
Dinanzi alla prospettiva di un cambiamento radicale della propria vita – e la necessità di lasciare il suo mondo per affrontare un ignoto temuto- Vanja ha una reazione violenta, al punto di tentare addirittura di uccidere il professore. Ma .. alla fine ..il professore e la moglie finiranno per ripartire.
La situazione ridiventa quella di prima del loro arrivo. Tutto andrà al vecchio modo” è la sintesi di Vanja.
Lo spettacolo rappresenta personaggi che vivono più da osservatori che da protagonisti, e nel rimorso delle cose non fatte: “mi soffoca il pensiero che la mia vita sia perduta senza rimedio”.
Nella sua trama, non mancano nè equivoci nè punte di tristezza. Dando vita a uno spettacolo che pur nella profondità dei suoi temi diventa gradevole – oltre che stimolante – fin dall’inizio regia, e attori , catturano l’attenzione dello spettatore.
China Doll – oSotto scacco sarà il primo di tre spettacoli in prima assoluta dedicati a David Mamet (premio Pulitzer nel 1984). L’omaggio dell’Eliseo proseguirà a settembre con Americani – Glengarry Glen Ross e American Buffalo.




“Gente di facili costumo” è uno spettacolo piacevole, rilassante, divertente e intelligente. Brava e brillante Flaminia Parnasi nel suo ruolo di una prostituta – disarmante nella sua semplicità – ritratta in momenti di ricordi, sogno, voglia di normalita’ sapere amore e cambiamenti! Ironici i suoi molteplici interrogativi sulle “donne serie”, e non solo… Bravo anche Antonello Avallone nel suo ruolo di scrittore colto, ma squattrinato… Esilarante – e talvolta tenero – il loro dialogo, e l’incontro tra due mondi, apparentemente tanto lontani. E’ uno spettacolo da vedere.
Ogni volta che guardi il mare, in scena al teatro Lo Spazio (Roma) dal 9 al 21 febbraio 2016, è un bel testo scritto da Mirella Taranto, interpretato (con regia Di Paolo Triestino) dalla bravissima giovane attrice palermitana Federica Carruba Toscano, un vero talento che sempre più si sta affermando nel panorama teatrale.