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AL MACRO: ACCADEMIA NAZIONALE DI PITTURA CINESE 55 artisti in mostra (Roma, 15 marzo-21 aprile 2025)

marzo 15, 2025

La recente visita in Cina del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha contribuito in maniera significativa a rafforzare i legami tra Italia e Cina, confermando l’importanza di un dialogo continuo tra i due Paesi.

Al MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma è ora visitabile la mostra “Accademia Nazionale di Pittura Cinese. 55 artisti in mostra” – curata da Xu LianeFranco Wang e ideata in occasione del 55° anniversario delle relazioni diplomatiche tra l’Italia e la Repubblica Popolare Cinese – che  ospita opere di 55 artiste e artisti di generazioni diverse, provenienti dall’Accademia Nazionale di Pittura della Cina, principale istituzione della Repubblica Popolare Cinese per la ricerca,  e creazione, artistiche.

L’approccio meticoloso e la ripetizione di matrice confuciana, si discosta dalla costante ricerca di caratterizza l’Europa e l’arte contemporanea.   Grazie a numerosi viaggi in Europa fin dagli inizi del XX secolo, gli artisti cinesi si sono confrontati con le influenze artistiche occidentali, ma senza rinunciare alla propria identità.

 Da qui un linguaggio visivo innovativo, ma che conserva un legame con la tradizione. Le loro opere, realizzate con strumenti e materiali tradizionali della pittura cinese (carta di riso, con acquarelli opachi, inchiostro e pennelli cinesi)- e spesso accompagnate da iscrizioni calligrafiche e sigilli tradizionali – manifestano l’incontro tra culture diverse (aperte al confronto e allo scambio) ma  evidenziando l’esigenza, e capacità, della cultura orientale di mantenere vivo il legame tra tradizione e innovazione.

Gli artisti studiano i capolavori orientali del passato per apprendere tecniche consolidate, ma al tempo stesso arricchiscono la loro eredità con uno stile e una personalità propri, ampliando, costantemente temi, contenuti e linguaggi.  Per esempio – che si tratti di paesaggi reali o immaginari –  emergono sempre tracce della presenza umana, come un rifugio su una montagna, la pioggia che colpisce un villaggio o il fumo che sale dalle case nei campi.   E tra i soggetti entrano donne, bambini, lavoratori, e scene di vita quotidiana.

E’ una bella mostra – da fascino orientale – interessante e da vedere.

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MARE VIVO: 40 anni di impegno e battaglie per difendere l’ecosistema marino – E non ci si ferma qui

marzo 13, 2025

Il compleanno di Mare Vivo – 40 anni di vita ostinatamente dalla parte del mare – è stata una bella occasione, sia per essere contagiata dalla passione travolgente delle sue fondatrici (ed equipe) sia per conoscere quanto finora realizzato dalla storica Associazione, ora Fondazione: dalla tutela degli ecosistemi, all’istituzione delle Aree Marine Protette, alla lotta all’illegalità, ecc.Mare vivo è nato  da una felice intuizione di Rosalba Giugni – napoletana, figlia di armatori e subacquea con la missione di difendere l’ecosistema marino.  “Sono partita insieme a Carmen di Penta – racconta Rosalba Giugni Presidente Marevivo – per la grande avventura, fondando un movimento per difendere ciò che amavamo. Da una visione a un metodo, il nostro percorso in questo lungo tempo è passato dalle pulizie delle spiagge, dalle nostre prime azioni definite inutili, alle leggi per proteggere l’ecosistema marino. Abbiamo capito che, per incidere in maniera seria e duratura, bisognava avere il mondo della scienza al nostro fianco, fare educazione attraverso le scuole e le grandi campagne di sensibilizzazione e infine promuovere regole comuni per affrontare gli assalti che subisce il mare. Tanti successi, tante sconfitte e tanti progetti futuri. Non ci fermiamo mai, contando sempre in un effetto domino che faccia cambiare la rotta ad una civiltà che sta portando la nostra specie, e non solo, alla sesta estinzione di massa”.

Mare vivo – attraverso le campagne nazionali e internazionali messe in campo in questi anni – ha raggiunto obiettivi straordinari.

  • ISTITUZIONE AREE MARINE PROTETTE (AMP) – Fondazione Marevivo è stata protagonista dell’istituzione delle Aree Marine Protette: da Ustica nel lontano 1986 al Santuario dei Cetacei, dalle Tremiti al Parco Sommerso di Gaiola, da Portofino alle isole Pelagie, dalle Egadi all’ultima istituita a Capo Milazzo con Decreto 17 maggio 2018. Marevivo fa parte del Consorzio di Gestione di quest’ultima AMP, insieme al Comune di Milazzo e all’Università degli Studi di Messina.
  • STOP AI COTTON FIOC NON BIODEGRADABILI (2019) E ALLE MICROPLASTICHE NEI COSMETICI DA RISCIACQUO (2020) E STOP AI BICCHIERI DI PLASTICA (2020)   – Marevivo è stata la prima organizzazione in Italia a richiamare l’attenzione sul problema delle microplastiche nei cosmetici, contribuendo a presentare una proposta di legge per chiederne il divieto. La legge è entrata in vigore il 1° gennaio 2020 e vieta le microplastiche nei prodotti cosmetici da risciacquo.  La Fondazione, in collaborazione con altre associazioni, ha chiesto il divieto di produrre e commercializzare cotton fioc non biodegradabili, contribuendo a far depositare alla Camera una proposta di legge per chiederne il bando. La legge è entrata in vigore il 1 gennaio 2020. I bicchieri di plastica contribuiscono a circa il 20% dei rifiuti marini e in Italia se ne consumano tra i 16 e i 20 milioni al giorno. Marevivo ha ottenuto l’inclusione dei bicchieri di plastica nel recepimento italiano della Direttiva sulla Plastica Monouso (SUP – Single Use Plastic).
  • DIVIETO DI PESCA DELLE OLOTURIE (2018-2025) – Le oloturie sono organismi bentonici indispensabili per l’ecosistema marino grazie alla loro capacità di ossigenare l’acqua e purificare i fondali. A causa della domanda molto elevata da Paesi dove sono considerati cibi di lusso, i cosiddetti “cetrioli di mare” sono diventati altamente minacciati negli ultimi anni. Con il contributo di Marevivo, è stata approvata e rinnovata con il Decreto Ministeriale italiano n. 13130 la proibizione di pescare, trattenere a bordo, trasbordare e sbarcare esemplari di oloturie. Marevivo sta lavorando per trasformare il decreto, rinnovato di anno in anno, in legge dello Stato.
  • DIVIETO DI CATTURA DEI DATTERI DI MARE (1988-2022/23) – Nonostante il divieto di cattura, trattenuta a bordo delle imbarcazioni, trasbordo, sbarco, stoccaggio, vendita e trasporto, le cozze di dattero continuano ad essere oggetto di pesca illegale. Dal 1988, grazie a Marevivo, è vietato pescare datteri di mare e datteri bianchi per un periodo di due anni con qualunque sistema di pesca in tutte le coste italiane. Inoltre, Marevivo ha contribuito a promuovere la prima legge di protezione, il Decreto-legge n. 381 del 25 agosto 1988, relativa alle procedure legali contro i bracconieri.
  •  MESSA AL BANDO DELLE SPADARE – Le reti spadare sono dispositivi estremamente pericolosi per la fauna marina e per questo, anche grazie al lavoro di Marevivo, illegali in Italia dal 2002 quando l’Unione Europea le ha dichiarate fuori legge, ma nonostante questo continuano a essere utilizzate minacciando gli ecosistemi marini.
  •  LA LEGGE SALVAMARE (2018-2022) – Ogni anno finiscono nel Mediterraneo 230.000 tonnellate di rifiuti di plastica. L’appello all’azione di Marevivo negli anni è stato ascoltato e nel 2022 il Parlamento ha finalmente approvato una legge che prevede misure concrete per ridurre l’inquinamento da plastica, la cosiddetta “Legge Salvamare”, su cui Marevivo ha lavorato sin dal 2018. La norma ha l’obiettivo di risanare l’ecosistema marino e promuovere l’economia circolare, prevedendo anche l’installazione di sistemi di raccolta alla foce dei fiumi, al fine di fermare la plastica prima che arrivi in mare. La “Legge Salvamare” oggi La manca di quasi tutti i decreti attuativi, fondamentali perché la norma venga applicata concretamente, per questo Marevivo si batte da oltre due anni affinché i decreti vengano emanati al più presto.
  •  “ONLY ONE- ONE PLANET – ONE OCEAN – ONE HEALTH : campagna internazionale, la sedicesima, sulla transizione ecologica

Ma c’è ancora molto da fare per contrastare le gravi criticità che affliggono il mare: la crisi climatica, l’overfishing, l’inquinamento, la perdita della biodiversità e lo sfruttamento dei fondali marini profondi (deep-sea mining).

  • NO AI GRANDI EVENTI SULLE SPIAGGE E NEI SITI NATURALI (02-08-2022)  – Ad oggi 66.000 persone hanno firmato la petizione lanciata dalla Fondazione su Change.org.
  •   STOP AL PACKAGING IN PLASTICA USA E GETTA (2023)  – Marevivo, in collaborazione con Zero Waste Italy, ha lanciato la campagna #BastaVaschette per dire no all’imballaggio in plastica usa e getta per frutta e verdura. La campagna è in linea con le nuove normative europee sull’imballaggio (il Regolamento sull’Imballaggio e i Rifiuti di Imballaggio – PPWR – approvato dal Parlamento europeo nel dicembre 2024, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE a gennaio 2025) e con la proposta dell’UE per limitare l’uso di imballaggi in plastica usa e getta, promuovendone il riutilizzo e il riciclo.
  • IL  MARE A SCUOLA (ottobre 2024) – La campagna “Il Mare a Scuola”, realizzata da Marevivo in collaborazione con la MSC Foundation, sotto il patrocinio dell’Ocean Decade (2021-2030) – il piano decennale UNESCO dedicato alle scienze marine, alla protezione degli oceani e allo sviluppo socio-economico sostenibile – e il supporto della Fondazione Dohrn, ha voluto ribadire l’urgenza di inserire lo studio del mare e degli oceani nelle scuole di ogni ordine e grado.
  •  LA BATTAGLIA PER IMPEDIRE NUOVI SCARICHI NEL PARCO SOMMERSO DI GAIOLA  minacciato dal PRARU – il Progetto di riconfigurazione della rete fognaria del Sito di Interesse Nazionale Bagnoli-Coroglio, che prevede di far confluire gli scarichi di piena dell’intero bacino idrografico a Ovest di Napoli all’interno della Zona Speciale di Conservazione Europea “Rete Natura 2000” – un Piano, a cui è stato dato il via libera da un decreto firmato dal Ministero dell’Ambiente di concerto con il Ministero della Cultura.  Attraverso lettere di diffida, comunicati stampa, iniziative di protesta, il ricorso al Tar della Campania, la Fondazione, capofila della comunicazione del Coordinamento Tutela Mare “Chi Tene o’ Mare”, ha manifestato la sua assoluta contrarietà alla realizzazione del secondo scolmatore ed è ora in attesa della decisione del Tribunale Amministrativo della Campania

Arlecchino a Giù la maschera del Teatro Verdi (Salerno, 28 febbraio 2025)

marzo 2, 2025

Per questo suo contributo si ringrazia Elena Paruolo.

Il 28 febbraio 2025, al Teatro Verdi di Salerno, nell’oramai ben noto appuntamento “Giù la Maschera”, la compagnia che ha messo in scena lo spettacolo Arlecchino? (scritto e diretto da Marco Baliani ) ha incontrato il pubblico..

Come osservato da Andrea Pennacchi –  interprete di Arlecchino – c’erano molte attese su questo spettacolo!

La storia raccontata è quella di Arlecchino il servitore di 2 padroni (1745) di Carlo Goldoni. E ovviamente, nel corso dell’incontro coordinato da Peppe Iannicelli, non si poteva non citare la celeberrima messa in scena di Giorgio Strehler (1947) al Piccolo Teatro di Milano, citata anche nello spettacolo.

Nella  messa in scena a Salerno, il testo originale di Goldoni è rispettato, ma “rotto” da interventi degli attori che –  in ogni spettacolo  e  ogni sera –  portano qualcosa di nuovo, così come avviene nella Commedia dell’Arte.  La lingua veneziana di Goldoni essendo di maniera è stata limata.  E sono state inserite canzoni divertenti che si alternano al testo in prosa.  

Così, ì viene fuori una rilettura inedita della maschera più celebre della Commedia dell’Arte.

La forza dello spettacolo – sottolinea ancora Pennacchi – sta nel fatto che Arlecchino è parte di un gruppo. Da solo, non emerge più di tanto.   Gli attori interpretano, ciascuno, più ruoli: ad esempio, Brighella, che indossa la maschera, e l’innamorato senza maschera, sono interpretati dallo stesso attore.

Tutti sono veneti.  Lo spettacolo ha quindi radici venete.  E nasce anche – come è stato osservato – da una grande invidia per il teatro campano napoletano.  La tradizione napoletana e la veneta interagiscono.

Portando il teatro veneto in Italia, l’intento di questo spettacolo è di ravvivare la tradizione veneta.

Arlecchino? al Teatro Verdi di Salerno (27 febbraio – primo marzo 2025)

febbraio 27, 2025

Per questo suo contributo si ringrazia Elena Paruolo.

L’Arlecchino che Andrea Pennacchi porta in scena in una commedia dirompente (che ricostruisce la tradizione dopo averla intelligentemente tradita) è un Arlecchino mai visto “che – come sottolinea lo stesso Marco Baliani (autore e direttore)- riunisce stilemi diversi, frammenti di cabaret, burlesque, avanspettacolo, commedia, dramma, un gran calderone ultrapostmoderno che inanella, via via, pezzi di memoria della storia del teatro”.   

Suoi complici  sono Marco Artusi, Maria Celeste Carobene, Miguel Gobbo Diaz, Margherita Mannino, Valerio Mazzucato e Anna Tringali – attori appartenenti alla grande tradizione del teatro veneto – che calandosi in ruoli tra loro diversi danno vita alle proteste di attori sottopagati come alle vorticose azioni dei personaggi della commedia che pur devono rappresentare.

“Le musiche di Giorgio Gobbo, eseguite dal vivo da Matteo Nicolin accompagnato dalla batteria di Riccardo Nicolin – precisa ancora Baliani si infilavano come blitz sorprendenti costringendo gli attori a divenire anche danzanti e cantanti”.  La  scenografia di Carlo Sala è semovente, mobile e semplice  “grazie agli stessi attori che si fanno operai macchinisti modificando la scena di continuo come avvenissero improvvise folate di vento, a volte in forma di bufera a volte come zefiro primaverile”.

Per Baliani “ il testo febbrilmente rimaneggiato ogni giorno a partire dalle intuizioni che sorgevano in me vedendo all’opera la creatività degli attori, è trascritto con solerzia da Maria Celeste Carobene.  Le parole che vengono fatte volare sono anch’esse leggere, eppure, eppure, come accade davvero nella vera commedia, arrivano stilettate e spifferi lancinanti che parlano dei nostri giornalieri disastri di paese e di popolo, così che i terremoti scenici ci ricordano il traballare quotidiano delle nostre esistenze”.

ILIADE al Teatro Verdi di Salerno (30 gennaio- 2 febbraio 2025)

gennaio 28, 2025

Per questo suo contributo si ringrazia Elena Paruolo.

Grazie a una riscrittura basata su riflessioni etiche, Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Francesco Niccolini e Marcello Prayer – con il loro spettacolo Iliade Il gioco degli Dei in scena al Teatro Verdi di Salerno – mettono in scena la loro Iliade.

Per gli autori, la prima opera in lingua greca in forma scritta “canta di un mondo in cui l’etica del successo non lascia spazio alla giustizia e gli uomini non decidono nulla, ma sono agiti dagli dèi in una lunga e terribile guerra senza vincitori né vinti. Un mondo in cui la coscienza e la scelta non sono ancora cose che riguardano gli umani. La civiltà dovrà attendere l’età della tragedia per conoscere la responsabilità personale.  In quel mondo arcaico dominato dalla forza, dal Fato ineluttabile e da dèi capricciosi non è difficile specchiarci e riconoscere il nostro mondo.  Ci sono tutti i semi del tramonto del nostro Occidente che, come accade con la grande poesia, contiene anche il suo opposto: la responsabilità e la libertà di scegliere e di dire no all’orrore”.

L’ESTRO INTELLIGENTE (BACH, VIVALDI, PÄRT) – Concerto al Teatro Argentina (30 gennaio 2025) – Musica da camera dell’Accademia Filarmonica Romana

gennaio 28, 2025

Con un dialogo fra la musica strumentale barocca dei suoi più celebri autori  (Johann Sebastian Bach e Antonio Vivaldi) e quella del compositore estone Arvo Pärt, giovedi  30 gennaio,  riprende la musica da camera dell’Accademia Filarmonica Romana al Teatro Argentina  con il concerto L’estro intelligente dell’ensemble Concerto de’ Cavalieri, diretto da  Marcello Di Lisa:

“L’intenzione è stata quella di riunire nello spazio di un’unica serata due delle più celebri ed entusiasmanti raccolte concertistiche del Barocco: ‘L’estro armonico’ di Vivaldi, che è tra i frutti più succulenti del Settecento musicale italiano, e i ‘Concerti brandeburghesi’, autentico caleidoscopio del gusto barocco europeo che esemplifica in modo splendido il talento compositivo di Bach” – sottolinea  Marcello Di Lisa –  “La presenza di Pärt genera allo stesso tempo un senso di naturale straniamento estetico, ma anche sottili e inaspettate corrispondenze, e dialoga con l’universo barocco per opposizione. Se è vero che Bach e Pärt sono del tutto antitetici per epoca, forma e densità, entrambi sono accomunati da una spiritualità potente e affermativa, che emerge con chiarezza e si manifesta nel tessuto stesso delle loro composizioni”.

Il programma alterna dunque due Concerti dalla nota e fortunata raccolta L’estro armonico op. 3 di Vivaldi pubblicata nel 1711 ad Amsterdam – il n. 5 per due violini in la maggiore e il n. 9 per violino e archi in re maggiore – e due degli altrettanti noti Concerti brandeburghesi scritti da Bach circa un decennio dopo – il n. 5 in re maggiore BWV 1050 e il n. 4 in sol maggiore BWV 1049 – con due pagine di Arvo Pärt, Summa e Da pacem Domine.

Il concerto si inserisce nella rassegna “La musica da camera dal barocco al contemporaneo” sostenuta dalla Regione Lazio con il Fondo Unico 2025 sullo Spettacolo dal Vivo

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La nuova guerra contro le democrazie

gennaio 24, 2025

“La nuova guerra contro le democrazie” e’ il titolo del mio contributo al numero di gennaio 2025 della rivista Agenda Geopolitica edita dalla Fondazione Ducci. E’ un mio articolo / recensione dell’ultimo bel libro di Maurizio Molinari.

Per chi decidesse di leggerlo qui di seguito il suo Link:

29 GIUGNO – 7 AGOSTO 2025 : IL CARACALLA FESTIVAL “TRA SACRO E UMANO”:

gennaio 17, 2025

Tante le novità in programma per il Caracalla Festival 2025 – intitolato “Tra sacro e umano” e con regia di Damiano Michieletto – a partire dalle sedi del Festival: alle tradizionali Terme di Caracalla infatti, per la prima volta viene affiancata la Basilica di Massenzio.   

«Costruendo la proposta artistica del Festival – precisa Michieletto – ho voluto tenere particolarmente in conto la contingenza che vive la Città di Roma nell’anno del Giubileo, dialogando con questo speciale appuntamento. I temi della spiritualità e della riconciliazione mi stanno molto a cuore, per questo ho creato un percorso che abbiamo intitolato “Tra sacro e umano”, con lavori artistici attinenti questi aspetti così peculiari della nostra esistenza

“La gioia interiore” con Vito Mancuso e i Madrigali di Orlando di Lasso  –  Il Festival si apre domenica 29 giugno, giorno dei SS. Pietro e Paolo (festa patronale della Città di Roma)  alla Basilica di Massenzio con “La gioia interiore” – che vede protagonista il teologo e comunicatore Vito  sul tema della riconciliazione e sull’importanza di riuscire a coltivare una forma di spiritualità,  cui  si affianca l’esecuzione del ciclo di madrigali per sette voci Lagrime di San Pietro di Orlando di Lasso.  Interventi in live electronics del compositore Vittorio Montalti.

Seguono opera, musica sacra, musical, danza, concerti e incontri.

Quattro le nuove produzioni, tutte affidate a nomi della “nouvelle vague” della regia operistica internazionale come Ilaria Lanzino, Sláva Daubnerová, Vasily Barkhatov e lo stesso Damiano Michieletto: 

  • La Resurrezione di Händel (1 – 2 – 4- 5 luglio) Il tema affrontato è altamente simbolico: l’azione si svolge tra il Venerdì Santo e la Pasqua, e alterna gli scontri tra Lucifero e l’Angelo con le profonde meditazioni di Maria Maddalena, Maria di Cleofe e San Giovanni Evangelista. Una lotta tra la fede e la sua assenza, tra l’entusiasmo e il cinismo nell’esistenza di oggi. Lanzino è al suo debutto in Italia. La direzione musicale è affidata George Petrou. Protagonisti sul palco sono Sara Blanch (Angelo), Ana Maria Labin (Maddalena), Teresa Iervolino (Cleofe), Charles Workman (San Giovanni) e Giorgio Caoduro (Lucifero).
  • La traviata di Verdi (19 – 23 – 27 luglio e l’1, 2 e 3 agosto) – Affidata alla regista slovacca Sláva Daubnerová, sperimentale e attiva in tutta Europa. Sul podio Francesco Lanzillotta, mentre sul palco nei panni di Violetta sale Corinne Winters. Accanto a lei il tenore Piotr Buszewski (Alfredo) e l’eclettico baritono Luca Micheletti (Germont. Il Coro del Teatro è diretto da Ciro Visco. In scena anche il Corpo di Ballo diretto da Eleonora Abbagnato.
  • Don Giovanni di Mozart (20 – 22 – 24 e 25 luglio)Con ilbaritono Roberto Frontali, che propone un libertino maturo, impenitente e irredimibile fino alla fine dei suoi giorni. Sul podio è impegnato Alessandro Cadario. Grandi protagonisti nel resto del cast, con Vito Priante come Leporello, Nadja Mchantaf nei panni di Donna Anna, Carmela Remigio in quelli di Donna Elvira e Anthony León come Don Ottavio. Il Coro del Teatro è diretto da Ciro Visco.
  • West Side Story di Bernstein (5, 9, 10, 13 e 17 luglio) – Firmato da Michieletto e diretto da Mariotti con scene di Paolo Fantin, costumi di Carla Teti, luci di Alessandro Carletti e coreografie di Sasha Riva e Simone Repele. Protagonista un cast internazionale che mescola artisti americani con eccellenze del musical italiano e vede Sofia Caselli nel ruolo di Maria e Marek Zurowski in quello di Tony.

 La danza vede il Corpo di Ballo del Teatro, diretto da Eleonora Abbagnato, impegnato in una serata con due grandi classici contemporanei: – il Bolero di Ravel firmato da Maurice Béjart  – Le Sacre du printempsdi Stravinskij con la celeberrima coreografia di Pina Bausch, per la prima volta realizzata da una compagnia di balletto italiana. A questi si aggiunge un altro titolo contemporaneo entrato nel repertorio della Compagnia nella stagione 2022/23: Within the Golden Hour di Christopher Wheeldon.

Non manca la serata Roberto Bolle and Friends (15 e 16 luglio): un viaggio nel repertorio classico e contemporaneo del balletto, in cui Bolle è accompagnato da grandi stelle internazionali.

Chiude il cartellone La Pasión según San Marcos del compositore argentino Osvaldo Golijov , che combinando stili provenienti tanto dall’America Latina quanto dall’Africa, propone un’esperienza artistica e spirituale senza limiti o confini. La vicenda evangelica è raccontata da un compositore argentino, nato da madre romena e da padre ucraino, vissuto in Israele e in America, influenzato dalle tradizioni musicali più diverse. A dar corpo allo spirito di questa musica è chiamato il venezuelano Diego Matheuz, con il Coro diretto da Ciro Visco, cui si uniscono musicisti sudamericani e provenienti da culture diverse.

Variegata – anche quest’anno – l’offerta di musica pop che precede il cartellone curato da Damiano Michieletto: i concerti iniziano già da martedì 3 giugno. Tra le prime conferme nomi come Antonello Venditti, Alessandra Amoroso, Fiorella Mannoia e Giovanni Allevi.

Intervista a Cosimo Risi per Agenda Geopolitica

gennaio 12, 2025

Buon Anno Nuovo

gennaio 1, 2025