Tante le novità in programma per il Caracalla Festival 2025 – intitolato “Tra sacro e umano” e con regia di Damiano Michieletto – a partire dalle sedi del Festival: alle tradizionali Terme di Caracalla infatti, per la prima volta viene affiancata la Basilica di Massenzio.
«Costruendo la proposta artistica del Festival – precisa Michieletto – ho voluto tenere particolarmente in conto la contingenza che vive la Città di Roma nell’anno del Giubileo, dialogando con questo speciale appuntamento. I temi della spiritualità e della riconciliazione mi stanno molto a cuore, per questo ho creato un percorso che abbiamo intitolato “Tra sacro e umano”, con lavori artistici attinenti questi aspetti così peculiari della nostra esistenza
“La gioia interiore” con Vito Mancuso e i Madrigali di Orlando di Lasso – Il Festival si apre domenica 29 giugno, giorno dei SS. Pietro e Paolo (festa patronale della Città di Roma) alla Basilica di Massenzio con “La gioia interiore” – che vede protagonista il teologo e comunicatore Vito sul tema della riconciliazione e sull’importanza di riuscire a coltivare una forma di spiritualità, cui si affianca l’esecuzione del ciclo di madrigali per sette voci Lagrime di San Pietro di Orlando di Lasso. Interventi in live electronics del compositore Vittorio Montalti.
Seguono opera, musica sacra, musical, danza, concerti e incontri.
Quattro le nuove produzioni, tutte affidate a nomi della “nouvelle vague” della regia operistica internazionale come Ilaria Lanzino, Sláva Daubnerová, Vasily Barkhatov e lo stesso Damiano Michieletto:
- La Resurrezione di Händel (1 – 2 – 4- 5 luglio) – Il tema affrontato è altamente simbolico: l’azione si svolge tra il Venerdì Santo e la Pasqua, e alterna gli scontri tra Lucifero e l’Angelo con le profonde meditazioni di Maria Maddalena, Maria di Cleofe e San Giovanni Evangelista. Una lotta tra la fede e la sua assenza, tra l’entusiasmo e il cinismo nell’esistenza di oggi. Lanzino è al suo debutto in Italia. La direzione musicale è affidata George Petrou. Protagonisti sul palco sono Sara Blanch (Angelo), Ana Maria Labin (Maddalena), Teresa Iervolino (Cleofe), Charles Workman (San Giovanni) e Giorgio Caoduro (Lucifero).
- La traviata di Verdi (19 – 23 – 27 luglio e l’1, 2 e 3 agosto) – Affidata alla regista slovacca Sláva Daubnerová, sperimentale e attiva in tutta Europa. Sul podio Francesco Lanzillotta, mentre sul palco nei panni di Violetta sale Corinne Winters. Accanto a lei il tenore Piotr Buszewski (Alfredo) e l’eclettico baritono Luca Micheletti (Germont. Il Coro del Teatro è diretto da Ciro Visco. In scena anche il Corpo di Ballo diretto da Eleonora Abbagnato.
- Don Giovanni di Mozart (20 – 22 – 24 e 25 luglio) – Con ilbaritono Roberto Frontali, che propone un libertino maturo, impenitente e irredimibile fino alla fine dei suoi giorni. Sul podio è impegnato Alessandro Cadario. Grandi protagonisti nel resto del cast, con Vito Priante come Leporello, Nadja Mchantaf nei panni di Donna Anna, Carmela Remigio in quelli di Donna Elvira e Anthony León come Don Ottavio. Il Coro del Teatro è diretto da Ciro Visco.
- West Side Story di Bernstein (5, 9, 10, 13 e 17 luglio) – Firmato da Michieletto e diretto da Mariotti con scene di Paolo Fantin, costumi di Carla Teti, luci di Alessandro Carletti e coreografie di Sasha Riva e Simone Repele. Protagonista un cast internazionale che mescola artisti americani con eccellenze del musical italiano e vede Sofia Caselli nel ruolo di Maria e Marek Zurowski in quello di Tony.
La danza vede il Corpo di Ballo del Teatro, diretto da Eleonora Abbagnato, impegnato in una serata con due grandi classici contemporanei: – il Bolero di Ravel firmato da Maurice Béjart – Le Sacre du printempsdi Stravinskij con la celeberrima coreografia di Pina Bausch, per la prima volta realizzata da una compagnia di balletto italiana. A questi si aggiunge un altro titolo contemporaneo entrato nel repertorio della Compagnia nella stagione 2022/23: Within the Golden Hour di Christopher Wheeldon.
Non manca la serata Roberto Bolle and Friends (15 e 16 luglio): un viaggio nel repertorio classico e contemporaneo del balletto, in cui Bolle è accompagnato da grandi stelle internazionali.
Chiude il cartellone La Pasión según San Marcos del compositore argentino Osvaldo Golijov , che combinando stili provenienti tanto dall’America Latina quanto dall’Africa, propone un’esperienza artistica e spirituale senza limiti o confini. La vicenda evangelica è raccontata da un compositore argentino, nato da madre romena e da padre ucraino, vissuto in Israele e in America, influenzato dalle tradizioni musicali più diverse. A dar corpo allo spirito di questa musica è chiamato il venezuelano Diego Matheuz, con il Coro diretto da Ciro Visco, cui si uniscono musicisti sudamericani e provenienti da culture diverse.
Variegata – anche quest’anno – l’offerta di musica pop che precede il cartellone curato da Damiano Michieletto: i concerti iniziano già da martedì 3 giugno. Tra le prime conferme nomi come Antonello Venditti, Alessandra Amoroso, Fiorella Mannoia e Giovanni Allevi.