
Nell’ultimo numero di Agenda Geopolitica io mi soffermo sul difficile futuro dei Fondi strutturali dell’Unione Europea, e della coesione.
Questo il link per leggerlo:
Sui giocattoli animati nella letteratura per l’infanzia – campo di ricerca relativamente inesplorato – fa luce un bel libro curato dalla profssa Elena Paruolo e dalla Dottssa Claudia Camicia. Su questa problematica appassionante ci si e’soffermati soffermerà – il 20 giugno 2025 – anche in un evento del Salerno Letteratura Festival, condotto condotto dalla Profssa Stefania Tondo.

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Qui di seguito – cliccando sull’immagine – e’leggibile tutto quanto precisato dalla locandina.
Nell’anno del Giubileo, il Teatro dell’Opera di Roma affida il suo Festival estivo a Damiano Michieletto che sottolinea: «I temi della spiritualità e della riconciliazione mi stanno molto a cuore, per questo ho creato un percorso che abbiamo intitolato “Tra sacro e umano”, con lavori artistici attinenti questi aspetti così peculiari della nostra esistenza”.
Tante le novità in programma, a partire dalle sedi del Festival: alle tradizionali Terme di Caracalla infatti, per la prima volta viene affiancata la Basilica di Massenzio. Caracalla Festival 2025, intitolato “Tra sacro e umano” comprende opera, musica sacra, musical, danza, concerti e incontri.
“LA GIOIA INTERIORE” (29 giugno) – Il Festival si apre domenica 29 giugno, giorno dei SS. Pietro e Paolo, festa patronale della Città di Roma. La serata inaugurale, in programma alla Basilica di Massenzio e intitolata “La gioia interiore”, vede protagonista il teologo e comunicatore Vito Mancuso, che propone una riflessione sul tema della riconciliazione e sull’importanza di riuscire a coltivare una forma di spiritualità. A questa si affianca l’esecuzione del ciclo di madrigali per sette voci Lagrime di San Pietro di Orlando di Lasso, testamento del compositore che lo terminò nel 1594, poche settimane prima della sua morte, dedicandolo a Papa Clemente VIII. Un appuntamento che alterna riflessione spirituale e musica, e vuol essere un segno di accoglienza e dialogo nei confronti dei pellegrini e del Giubileo. Interventi in live electronics del compositore Vittorio Montalti.
Opera – Quattro le nuove produzioni: tutte affidate a nomi della “nuovelle vague” della regia operistica internazionale come Ilaria Lanzino, Sláva Daubnerová, Vasily Barkhatov e lo stesso Damiano Michieletto:
Danza – Vede il Corpo di Ballo del Teatro, diretto da Eleonora Abbagnato, impegnato con due grandi classici contemporanei:
– il Bolero di Ravel nella versione realizzata nel 1961 da Maurice Béjart, che si rifà all’idea originale del pezzo
– Le Sacre du printemps di Stravinskij (30-31 luglio a Caracalla) con la celeberrima coreografia di Pina Bausch, per la prima volta realizzata da una compagnia di balletto italiana
– Within the Golden Hour di Christopher Wheeldon. Balletto in un atto, considerato una delle migliori creazioni del coreografo britannico, è una poesia per quattordici danzatori sulla partitura per archi composta da Ezio Bosso
Roberto Bolle and Friends (15, 16 luglio alle terme). La serata è, come sempre, un viaggio nel repertorio classico e contemporaneo del balletto, in cui Bolle è accompagnato da grandi stelle internazionali.
Carmina Burana (7 agosto) – Il Caracalla Festival 2025 si chiude con i Carmina Burana del compositore tedesco Carl Orff. La serata è una sintesi dei temi toccati nei vari appuntamenti in cartellone: sacro e umano, superamento del dualismo tra cultura “alta” e popolare. A dar corpo allo spirito di questa musica è chiamato il venezuelano Diego Matheuz, a capo delle masse artistiche dell’Opera di Roma, con il Coro diretto da Ciro Visco. Solisti: Giuliana Gianfaldoni (soprano), Levy Sekgapane (tenore), Vito Priante (baritono).
Oggi vi offro un mio bel viaggio – del giugno 2015 – reso possibile da una crociera con la nave Fantasia MSC.

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Questa dichiarazione cinese e’molto importante. Due popoli due Stati e’sempre stata anche la posizione dell’Ue, e la mia. Ed e’ forse ancora realistica, nonostante gli effetti della distruzione – sistematica – di tutto: case e palestinesi (senza scordarsi il prolungato blocco degli aiuti umanitari). MA perche’in Israele non si fanno nuove elezioni politiche? Una scrittrice ebrea ha dichiarato – di recente -che forse l’esercito israeliano non dovrebbe piu’ ubbidire agli ordini: potrebbe essere un passo per accellerare una ricerca realistica di soluzioni, alternative a deportazioni forzate e massacri senza fine, da entrambe le parti? Ogni iniziativa di denuncia degli orrori di Gaza – dopo tanto silenzio – e’, spero, utile. E mi chiedo anche se la Cina si renderà conto che molte di queste sue argomentazioni valgono anche per l’Ucraina. Queste guerre senza senso – perche’ senza obiettivi realistici – stanno facendo una strage di vite, di tutela dell’ ambiente, e di risorse meglio utilizzabili per il benessere dell’umanità tutta. Si riuscirà a fermarle? Se anche la Cina – come Trump – si impegnera’ per il ritorno a una pace giusta, sara’ piu’probabile che ci si riesca. Ma servono cooperazione e dialogo. Consultazione dello stesso popolo palestinese. E la riscoperta del diritto internazionale e del suo rispetto.

DICHIARAZIONE DELLA REPUBBLICA POPOLARE CINESE SULLA QUESTIONE PALESTINESE
Diffusa in tutto il mondo in tutte le lingue del mondo
Compatrioti, membri della comunità internazionale e illustri rappresentanti delle nazioni del mondo:
A nome del governo della Repubblica Popolare Cinese, con profonda preoccupazione e con un incrollabile senso di responsabilità per la pace, la giustizia e il rispetto del diritto internazionale, oggi alziamo la nostra voce per esigere la cessazione immediata dell’invasione e dell’aggressione militare che attualmente Stati Uniti e Israele stanno perpetrando contro il popolo palestinese nella Striscia di Gaza. Questa catastrofe umanitaria ha raggiunto livelli inaccettabili e minaccia non solo la stabilità regionale, ma anche la coscienza morale dell’intera Umanità.
La Striscia di Gaza non è un territorio conteso né una terra senza identità. Gaza è parte inseparabile del territorio storico palestinese. Gaza non è merce di scambio per negoziati politici, né è un terreno di disputa dove possa imporsi la volontà del più forte attraverso la guerra. Ogni bomba che cade su Gaza è una ferita aperta nel corpo del diritto internazionale e un affronto a un popolo che ha subito decenni di occupazione, di esilio forzato e di violenza.
Dalla Cina osserviamo con crescente allarme come le forze militari israeliane, con il sostegno logistico e diplomatico degli Stati Uniti, proseguano una campagna militare sproporzionata e devastante. Centinaia di migliaia di vite civili sono messe in pericolo, intere famiglie cancellate dalla mappa, ospedali, scuole, rifugi e centri umanitari attaccati. Il popolo palestinese è intrappolato tra le macerie, il fuoco incrociato e l’abbandono internazionale.
Gaza è già devastata. Le sue strade sono macerie, i suoi bambini, orfani; le sue madri, sepolte; le sue case, cenere. La situazione è di una miseria indicibile. Non è possibile, né moralmente né giuridicamente accettabile, che la comunità internazionale resti impassibile di fronte a tale orrore. Per questo esigiamo la cessazione immediata e incondizionata delle operazioni militari israeliane e il loro ritiro da Gaza. Esigiamo inoltre che gli Stati Uniti, in quanto membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, abbandonino la loro politica di veto sistematico alle risoluzioni volte a fermare la violenza e proteggere il popolo palestinese.
La Cina ha sempre mantenuto una posizione ferma a favore dei diritti legittimi e inalienabili del popolo palestinese. Riconosciamo il loro diritto all’autodeterminazione, a uno Stato indipendente e al rispetto incondizionato della loro integrità territoriale. In questo senso, la Cina ribadisce la sua opposizione a qualsiasi piano o tentativo di trasferimento forzato della popolazione di Gaza. Espellere un popolo dalla propria terra non è una soluzione: è un crimine, e come tale non può essere tollerato né ignorato.
La pace in Medio Oriente non sarà possibile senza giustizia, e la giustizia può nascere solo dal riconoscimento dello Stato di Palestina, con piena sovranità, entro i confini del 1967 e con Gerusalemme Est come capitale. Questa non è una posizione ideologica, ma un’esigenza sostenuta da numerose risoluzioni delle Nazioni Unite, dalla coscienza globale e dalla stessa storia. Qualsiasi approccio che ignori questi principi è destinato al fallimento e a perpetuare la sofferenza di intere generazioni.
La Cina lancia un appello urgente alla comunità internazionale, in particolare alle grandi potenze, affinché non siano complici per omissione. È tempo di agire con coraggio morale, di chiedere responsabilità, di imporre sanzioni a coloro che violano il diritto internazionale umanitario, e di intraprendere azioni concrete per fermare il genocidio in corso a Gaza. Non bastano dichiarazioni vuote: serve pressione diplomatica, economica e politica. Ribadiamo inoltre la nostra disponibilità a collaborare con tutti gli attori internazionali nell’ambito di una conferenza internazionale di pace, fondata sui principi del multilateralismo, del rispetto reciproco e del dialogo inclusivo. Questa conferenza deve puntare a una soluzione politica giusta, duratura e ampiamente condivisa del conflitto israelo-palestinese. Ogni soluzione imposta unilateralmente, senza il coinvolgimento attivo dei palestinesi, sarà priva di legittimità e destinata al fallimento.
La guerra non può essere il linguaggio della diplomazia. Le armi non possono sostituire il diritto. La Cina condanna gli attacchi contro i civili, da qualunque parte provengano. Ma ammoniamo anche che non si può equiparare la resistenza legittima di un popolo oppresso all’uso massiccio della forza da parte di una potenza occupante. La simmetria nella narrazione non può nascondere l’asimmetria brutale dei fatti. Oggi, Gaza è l’epicentro di una tragedia umana, ma è anche lo specchio della volontà reale della comunità internazionale. O ci uniamo per fermare questo massacro, oppure diventiamo testimoni codardi di una pulizia etnica nel pieno del XXI secolo.
Come Cina, proponiamo immediatamente: primo, l’instaurazione di un cessate il fuoco immediato garantito da osservatori internazionali. Secondo, l’apertura di corridoi umanitari sotto supervisione ONU. Terzo, il riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina da parte di tutti i membri del Consiglio di Sicurezza. Quarto, la convocazione urgente di una conferenza internazionale di pace con tutti gli attori coinvolti. Quinto, il dispiegamento di una missione internazionale per la ricostruzione di Gaza, finanziata dalle principali economie mondiali.
Ai nostri amici in Israele diciamo: la strada verso la pace non risiede nella superiorità militare, ma nel riconoscimento dell’altro. Il futuro di Israele non può costruirsi sulle rovine di Gaza. Solo il rispetto reciproco, la coesistenza e il dialogo onesto possono garantire la pace. Agli Stati Uniti chiediamo di onorare i principi sui quali si sono fondati come nazione, di ascoltare non solo i loro alleati, ma anche i popoli. Di smettere di bloccare le iniziative multilaterali e di partecipare alla soluzione del conflitto sulla base della giustizia e non dell’egemonia.
Il tempo sta per scadere, ogni minuto di silenzio è un minuto in più di dolore, distruzione e ingiustizia. È ora di scegliere. È ora di agire. La pace della Palestina è un debito morale verso la storia, e la Cina non si fermerà finché questo debito non sarà saldato.
(Dichiarazione di Wang Yi, Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Popolare Cinese, 17 maggio 2025)
Il 20 maggio 2025, a Roma, nello splendido scenario della Fondazione Besso – coordinata dalla giornalista Elisa Di Salvatore – c’è stata la presentazione di Oltre il tempo patriarcale la lungimiranza di Anna Kuliscioff Tab edizioni 2025: libro curato da Fiorenza Taricone, e pubblicato in occasione del centenario della scomparsa di una capostipite del socialismo e del femminismo italiano.

Il volume esplora alcuni aspetti rilevanti, ma meno studiati, di questa donna straordinaria:

Russa – a sedici anni a Zurigo – Anna Kuliscioff (1857-1925) aderì prima alle tesi populiste, poi a quelle di Bakunin. Tornata in patria, svolse attività clandestina ma (rivoluzionaria e anarchica) fu costretta a tornare (1877) in Svizzera. Qui conobbe A. Costa col quale stabilì uno stretto rapporto sentimentale e politico. Arrestata nel 1878 in Francia – e successivamente in Italia – si trasferì nuovamente in Svizzera (1880): vi iniziò degli studi di medicina che completò in Italia, dove svolse un’intensa attività gratuita di medico dei poveri.
Esule in Italia, Anna Kuliscioff passò gradualmente dalle teorie bakuniniane al marxismo, che contribuì a diffondere svolgendo attività politica,e condividendo con F. Turati – cui si unì dal 1885 – la direzione della Critica sociale (dal 1891). Nel 1977 è stato pubblicato postumo (un suo importante Carteggio con Turati.
Arrestata per i fatti del maggio 1898, Kuliscioff continuò anche successivamente una intensa milizia nel Partito socialista, nel quale fu autorevole esponente della corrente riformista. Nello stesso periodo prese parte attiva al movimento per l’emancipazione delle donne. Intervenne con passione nel dibattito sui diritti delle lavoratrici e sul suffragio femminile. E – neutralista convinta – dopo la guerra combatté il massimalismo socialista e fu rigorosa oppositrice del fascismo.


La Commissione europea i ha proposto una modifica al concetto di paese terzo sicuro che sembra aprire le porte all’adozione da parte degli Stati membri del modello Ruanda per inviare i richiedenti asilo lontani dai confini dell’Ue.
Il sistema era stato introdotto dal governo di Boris Johnson nel Regno Unito per inviare i migranti che chiedono protezione internazionale in Ruanda, dove dovevano rimanere anche in caso di ottenimento dell’asilo. Le Corti britanniche hanno bocciato il piano prima che iniziassero le deportazioni.
All’epoca anche la Commissione aveva criticato il modello Ruanda, per i rischi di violare il principio di non respingimento. Si sta assistendo a un giravolta di posizione?
20-25 maggio 2025: al Teatro dell’Opera di Roma, voluto dalla direttrice Eleonora Abbagnato, tre favolosi balletti – vero viaggio attraverso la danza contemporanea – con protagoniste le coreografie di quattro grandi nomi del panorama internazionale ( David Dawson, Sol León, Paul Lightfoot e Alexander Ekman) – e con il debutto di Alice Mariani all’Opera di Roma.

Il Trittico unisce ironia, poesia e intensità emotiva in un’unica serata.
Apre la serata Cacti di Alexander Ekman, un’allegra e sagace parodia su musiche di Haydn, Beethoven e Schubert.
Si prosegue con Subject to Change, intensa e visionaria creazione di Sol León e Paul Lightfoot del 2003, sulla musica di Der Tod und das Mädchen di Schubert, nell’arrangiamento di Mahler.
Chiude Four Last Songs creato dall’inglese David Dawson. Il balletto prende il titolo dalla musica che lo ha ispirato, il ciclo di lieder di Richard Strauss (Vier letzte Lieder).
Protagoniste le étoiles Rebecca Bianchi, Susanna Salvi e Alessio Rezza, i primi ballerini Federica Maine, Marianna Suriano e Michele Satriano, i solisti e il Corpo di Ballo dell’Opera di Roma. In Four Last Songs, dove la parte vocale è interpretata dal soprano Madeleine Pierard, è attesa l’ospite Alice Mariani, prima ballerina del Teatro alla Scala di Milano. In scena in Cacti anche il Quartetto Sincronie. Sul podio Thomas Herzog dirige per la prima volta l’Orchestra dell’Opera di Roma.
A Salerno, fino al 17 maggio è visitabile una bella personale – di Gina Corradetti – sulla fotografia di spettacolo, che fa rivivere Paolo Fresu, Chaka Khan, Nina Simone e poi Luciana Savignano, i Momix, Lina Sastri, Moni Ovadia e tanti altri artisti della musica, della danza e del teatro, grazie a più di trenta magnifici scatti in bianco e nero (presenti nella mostra fotografica) che immergono (chi li guarda) nella intimità, ed espressione artistica, di ciascun artista.

“Ho realizzato queste foto – precisa Gina Corradetti – tra gli anni ’90 e i primi anni del decennio successivo in teatri e piazze di diverse città italiane, tra cui Salerno. Nella maggior parte dei casi, tali scatti si presentano come veri e propri ritratti che raccontano della bellezza e della gioia ispirata, ma anche della fatica dello stare sul palco. In tal modo, ho preferito restituire l’artista libero dalle pastoie imbriglianti della scena, in un tutt’uno con il buio, in una dimensione intima e privata; in breve, un artista colto nel suo gesto più autentico ed espressivo, gesto enfatizzato dall’essenzialità di un bianco e nero dai toni forti e decisi. Infine, penso che queste foto, realizzate in camera oscura, offrano ancora oggi – nell’era del digitale e dell’intelligenza artificiale – tutta la magia e il fascino di un bianco e nero che sa di artigianalità e di passione”.















