Qualcosa fra noi s’e’rotto, ma non e’lo scaldabagno al Barbuti Salerno Festival -12 agosto 2023

agosto 12, 2023

I talentuosi e brillanti Gianluca Foresi e Marzia Elisabetta Polacco – coppia d’arte e nella vita – sotto le stelle della splendida cornice del Teatro Barbuti di Salerno hanno dato vita a uno spettacolo divertente, iironico e brioso, volto a ricreare poesia nella vita di una coppia in crisi. Tra i vari espedienti il ricorso a vari personaggi. Particolarmente riusciti quello della ricca – con tutti i suoi problemi – e quello della becchina. Divertenti anche gli altri.

GIROTANGO AL TEATRO Barbuti di Salerno

agosto 10, 2023

Nel quadro del ricco programna della 38esima edizione di BarbutiSalernoFestival2023 “Le Stelle sono tante” questa sera ho visto Girotango. Tanti incontri “amorosi” – nel contesto di un’immaginaria e suggestiva Buenos Aires – caratterizzati, a prescindere dai diversi personaggi, da un ripetitivo girotondo di menzogne. Da qui un – benvenuto – invito finale alla sincerita’! Giu’le maschere….Bella musica e due bravi ballerini ( con e senza musica!).

Molto rumore per nulla – dal 13 al 30 luglio 2023 – all’Arena Globe (Roma)

luglio 14, 2023

Molto rumore per nulla è una fiaba – illuminante – sul potere della parola. Questa nuova versione della commwdia trasferisce l’azione dalla Sicilia (che per Shakespeare certo significava esotismo e sensualità) a un Salento ideale, illuminato da quello stesso sole che esaspera i contrasti, e in cui le voci prendono il volo per costruire richiami e canti. E – precisa la regista Scaramella – “mi appare oggi come una riflessione molto brillante e ludica sul tema della crisi intesa come tempo della metamorfosi, su come un ostacolo, una difficoltà, possa trasformarsi in un’occasione di crescita personale e collettiva. Il titolo racchiude tutti i sensi della storia e li nasconde proprio in quel “nothing” apparentemente inoffensivo. “Nulla” come un basso continuo contrapposto al suono di troppe parole, alla frenesia che spinge gli uomini ad amare, giocare, desiderare, combattere”.

Questa la sua trama.

Un gruppo di soldati torna dalla guerra ed invade lo spazio delle donne. È la fine della specificità dei generi: l’uomo guerriero, la donna custode del focolare. Finite le battaglie, la commedia racconta quello che sta nel mezzo, dopo la guerra e prima della pace, dopo il “separato” e prima dell’“unito”. Questo inter-regno è il tempo della parola, che si fa ponte tra due singoli mondi.

 È il maschile che cerca l’accordo col femminile.

Benedetto e Beatrice (campioni dei rispettivi schieramenti) difendono le loro autonome identità, lei attaccata al ruolo maschile che ha assunto, lui incapace di liberarsi dall’attrazione del cameratismo adolescenziale. L’abbandonarsi alle emozioni potrebbe precipitarli su un terreno sconosciuto e incontrollabile.

Beatrice è una donna insolita. Parla con libertà – a stranieri, uomini di potere, familiari e non – con una lingua paragonabile solo a quella di Benedetto, brillante e impertinente. Comportamento in genere condannato in una donna ma in lei accettato in virtù del suo essere casta, vergine e comica. Ogni battuta di spirito corazza però il suo corpo e la sua parte emotiva.  Benedetto è la sua immagine gemella, un Peter Pan attratto da una donna che è un guerriero e che gli propone un rapporto in fondo simile a quello che è abituato ad avere con i compagni d’armi.

Il grimaldello che incrina queste due casseforti d’amore è il momento della difficoltà.

Benedetto diventa necessario. Solo un uomo può impugnare la spada per difendere la giustizia, ma la strada gliela insegna una donna che lo separa dal branco. E così il “buffone del Principe” si trasforma nel nuovo capo del palazzo, giovane, saggio e brillante.

Sostenuti dalla gioia e dal coraggio – e trascinati dalla musica – tutti transitiamo dal baco alla farfalla.

Cenerentola: al Caracalla Festival (Roma 1-4 luglio2023)

giugno 29, 2023

È’ ambientata nell’universo hollywoodiano degli anni Trenta, la versione del balletto Cenerentola firmata dal grande Rudolf Nureyev, che il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma diretto da Eleonora Abbagnato, propone nell’ambito del Caracalla Festival 2023 dal 1° al 4 luglio nel Teatro Grande delle antiche terme romane.  

La musica di Sergej Prokof’ev è affidata alla bacchetta del giovane direttore Alessandro Cadario

Qui di seguito la trama di questa rilettura in chiave moderna (creata nel 1986 per l’Opéra di Parigi) di una delle fiabe più popolari ed amate.  Una ragazza maltrattata e in fuga da un padre alcolizzato; la scoperta da parte di un grande produttore cinematografico capace di trasformare una zucca in una fiammante Rolls-Royce; il debutto sul grande schermo e la conquista del cuore dell’attore principale.  

Spetta a Rebecca Bianchi far rivivere in scena le emozioni e i sogni di Cenerentola. Michele Satriano è il suo principe, mentre Alessio Rezza il produttore cinematografico. Le due sorellastre Alessandra Amato e Susanna Salvi prenderanno lezioni di danza dal maestro Claudio Cocino

L’allestimento dell’Opéra National di Parigi è firmato da Petrika Ionesco per le scene e Hanae Mori per i costumi. Le luci sono curate da Jean-Michel Désiré, i video da Igor Renzetti e Lorenzo Bruno.

COP28: da Bonn a Dubai

giugno 29, 2023

Nel numero del mensile Agenda Geopolitica del giugno 2023, mi soffermo sugli esiti dei lavori preparatori di Bonn per la Conferenza sul clima ONU (COP28) a Dubai. Buona lettura a chi dovesse decidere di leggerlo.

Madama Butterfly al teatro dell’Opera di Roma (16-25 giugno 2023)

giugno 14, 2023

Dal 16 al 25 giugno, l’Opera di Roma propone Madama Butterfly – “tragedia giapponese” di Giacomo Puccini (1858 – 1924) – libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa basato sull’omonima pièce teatrale di David Belasco.

A –   Per scrivere questa opera Puccini si documentò su usi e costumi del Giappone. E si ispirò anche a un altro racconto semi autobiografico (la Madame Chrysanthème) di Pierre Loti. 

Questa la sua trama.  

Nagasaki, inizio XX secolo. Cio-cio-san è una quindicenne giapponese, costretta a lavorare come geisha per sfuggire alla povertà. Innamoratasi di Pinkerton, un ufficiale della marina americana sbarcato in Giappone, lo sposa nella speranza di riabilitare la sua condizione. Ben presto, tuttavia, Pinkerton la abbandona: torna a Nagasaki tre anni dopo, con la sua nuova moglie americana. Cio-cio-san, dopo aver affidato a lei il figlio avuto da Pinkerton, decide di uccidersi.

La sua messa in scena all’Opera di Roma segna – dopo lo straordinario successo ottenuto al Metropolitan di New York – il debutto in Europa del soprano Eleonora Buratto. 

La messa in scena – cinematografica e iperrealista – è quella del regista Àlex Ollé (La Fura dels Baus). Le scene sono di Alfons Flores e i costumi di Lluc Castells. Video di Franc Aleu e luci di Marco Filibeck.  Secondo la visione di Àlex Ollé, il sogno d’amore della giovane geisha Cio-cio-san degenera in un «paradiso perduto».  E la brama di potere di Pinkerton diventa «simbolo di uno tsunami neoliberista, ultima conseguenza del feroce colonialismo, capace di distruggere ogni cosa».

In questi mesi trascorsi a studiare Madama Butterfly – sottolinea il direttore d’orchestra  Roberto Abbado — ho cercato di indagare come Puccini, attraverso la trasformazione dei temi, l’uso post-wagneriano delle armonie e di quelle per toni interi, sia riuscito a delineare l’evolversi del dramma psicologico dei personaggi, in particolare quello di Cio-cio-san. Analizzando la genesi della partitura poi, ho scelto di ripristinare la forma originaria, quella della versione del 1904 rappresentata a Milano, dell’Interludio notturno che si apre con il celebre ‘Coro a bocca chiusa’. In questo modo il coro confluisce senza soluzione di continuità nell’Intermezzo creando un unico grande brano sinfonico-corale”.

 L’orchestra e il coro, diretto da Ciro Visco, sono del Teatro dell’Opera di Roma. 

B.   A Madama Butterfly – e alla discriminazione di genere tra oriente e occidente – è dedicato anche il nuovo numero della rivista Il calibano, il cui prossimo numero  (dedicato al postumano)  sarà pubblicato in autunno, in occasione della messa in scena del Mefistofele di Arrigo Boito. La sua copertina è un collage dell’artista Marinella Senatore. Le immagini delle pagine interne sono create da Francesco D’Isa con un software di intelligenza artificiale Text To Image.

Vogliamo che il pubblico si interroghi con noi” sottolinea Francesco Giambrone, Sovrintendente dell’Opera di Roma.  “La donna orientale –precisa ancora  il direttore di Calibano Paolo Cairoli – è mite e servizievole: ecco uno dei più banali e vetusti luoghi comuni prodotti da una cultura in cui maschilismo, razzismo e orientalismo si sono incontrati e alimentati a vicenda per molto tempo. Madama Butterfly è un capolavoro che naturalmente non deve in alcun modo essere messo in discussione.  Ma è lecito domandarsi se tensioni o nodi problematici siano presenti, anche solo tra le righe, nella raffigurazione di questa donna giapponese subordinata al desiderio dell’uomo. Noi lo abbiamo fatto, in questo numero di Calibano, e ancora una volta un’opera, nata centoventi anni fa, diventa l’occasione per ragionare sul mondo di oggi, sulle sue tradizioni e contraddizioni

GLI INTERPRETI DEI PERSONAGGI – nello spettacolo romano:          

CIO-CIO-SAN Eleonora Buratto / Maria Teresa Leva (17, 20, 22, 25) – SUZUKI Anna Maria Chiuri – PINKERTON Dmytro Popov / Luciano Ganci (17, 22, 25) – SHARPLESS Roberto Frontali / Giovanni Meoni (17, 22, 25) – GORO Carlo Bosi – ZIO BONZO Luciano Leoni – IL PRINCIPE YAMADORI Eduardo Niave* KATE PINKERTON Ekaterine Buachidze* – YAKUSIDÉ Maurizio Cascianelli – IL COMMISSARIO IMPERIALE Mattia Rossi* – L’UFFICIALE DEL REGISTRO Antonio Taschini – LA MADRE Angela Nicoli – LA ZIA Stefania Rosai – LA CUGINA Cristina Tarantino

Ue:quale riforma del Patto di stabilita’e crescita?

giugno 2, 2023

COME SI E’ARRIVATI AD OGGI? QUALI SONO LE VERE POSTE IN GIOCO? QUALI LE IPOTESI SUL TAPPETO? Mi ci soffermo nel numero di maggio di Agenda geopolitica.

TOSCA al Teatro Verdi (Salerno, 30 maggio – 2 giugno 2023)

Maggio 30, 2023
Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo. Al teatro Verdi di Salerno, con regia di Alfonso Signorini e direzione del maestro Daniel Oren –  torna in scena Tosca, immortale opera lirica del grande Giacomo Puccini (su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica) che – sin dai primi accordi – regala intense emozioni. Ricca di colpi di scena, Tosca tiene lo spettatore in costante tensione.  E il discorso musicale si evolve in modo altrettanto rapido, passando (con tutta la sua ricchezza di continui cambiamenti di colori, dinamiche e tempi)  da brevi incisi tematici spesso costruiti su armonie dissonanti, a melodie, e a sonorità che anticipano l’estetica dell’espressionismo musicale tedesco. La trama si svolge a Roma nell’atmosfera segnata dall’eco degli avvenimenti rivoluzionari in Francia, e dalla caduta della prima Repubblica Romana, dopo la battaglia di Marengo, Angelotti, bonapartista ed ex console della Repubblica Romana, fuggito dalla prigione trova rifugio nella Basilica di Sant’Andrea della Valle, dove la marchesa Attavanti, sua sorella, gli ha fatto trovare le chiavi della sua cappella.  Vi incontra il cavalier Mario Cavaradossi che nel suo quadro – nella figura di Maddalena – ha ritratto (a sua insaputa) la bella marchese.  Mentre preparano un piano di fuga, arriva Tosca, amante di Cavaradossi, che – visto il ritratto – fa una scenata di gelosia a Mario che, a fatica riesce a calmarla e congedarla. Tosca allontanatasi, Angelotti esce dal nascondiglio e riprende il dialogo con Mario che gli offre protezione, e decide di accompagnare Angelotti per coprirlo nella fuga. Portano con loro il travestimento femminile, dimenticando però il ventaglio nella cappella. La falsa notizia della vittoria delle truppe austriache su Napoleone a Marengo fa esplodere la gioia nel sagrestano. Ma improvvisamente sopraggiunge con i suoi scagnozzi il barone Scarpia, capo della polizia papalina che, sulle tracce di Angelotti, sospetta fortemente di Mario, anch’egli bonapartista. Trovato il ventaglio dimenticato da Angelotti, Scarpia cerca di coinvolgere Tosca, di cui è segretamente innamorato, ritornata in chiesa per informare l’amante che il loro progetto amoroso per la serata, era sfumato, in quanto chiamata a cantare a Palazzo Farnese per festeggiare l’avvenimento militare. Usando il ventaglio dimenticato, Scarpia suscita la morbosa gelosia di Tosca. Ed immagina con gioia feroce sia l’impiccagione di Cavaradossi che di avere Tosca fra le sue braccia. Furente Tosca, seguita dai gendarmi, li porta a sua insaputa fino alla villetta di Mario, in cui comprende il grave errore causato dalla sua gelosia. Gli sbirri perquisiscono a fondo la dimora. Ma non trovano Angelotti. Mario – arrestato e portato al cospetto di Scarpia – dopo il suo rifiuto di rivelare il nascondiglio di Angelotti è sottoposto a torture. Tosca – che poco prima aveva eseguito una cantata al piano superiore del Palazzo Farnese – viene convocata da Scarpia, il quale fa in modo che ella possa udire le urla di Mario. Stremata dalle grida dell’uomo amato, la cantante rivela a Scarpia il nascondiglio dell’evaso. Mario, condotto alla presenza di Scarpia, apprende del tradimento di Tosca e si rifiuta di abbracciarla. Intanto arriva un messo ad annunciare che la notizia della vittoria delle truppe austriache era falsa, e che invece è stato Napoleone a sconfiggere gli austriaci  a Marengo. Mario inneggia ad alta voce alla vittoria. E Scarpia lo condanna immediatamente a morte per impiccagione, facendolo condurre via.  Più tardi arriva anche la notizia che Angelotti si è suicidato all’arrivo degli sbirri. Scarpia ordina che il suo cadavere sia impiccato accanto a Cavaradossi. Disperata, Tosca chiede a Scarpia di accordare la grazia a Mario. Il barone acconsente solo a patto che lei gli si conceda. Anche se inorridita, Tosca gli dice che gli si concederà. Scarpia convoca quindi Spoletta e, con un gesto d’intesa, fa credere a Tosca che Cavaradossi sarà fintamente giustiziato mediante una fucilazione simulata, con fucili caricati a salve. Dopo aver scritto il salvacondotto che permetterà agli amanti di raggiungere Civitavecchi, Scarpia si avvicina a Tosca per riscuotere quanto pattuito, ma questa, che nel frattempo aveva preso un coltello dal tavolo, lo colpisce dritto al cuore e Scarpia muore. E  – preso il salvacondotto – scappa via. È l’alba. In lontananza un giovane pastore canta una malinconica canzone in romanesco. Sui bastioni di Castel Sant’Angelo, Mario – pronto a morire – inizia a scrivere un’ultima lettera d’amore alla sua amante, ma, sopraffatto dai ricordi, non riesce a terminarla. Arrivata inaspettatamente, Tosca gli spiega di essere stata costretta ad uccidere Scarpia. Mostrando il salvacondotto, lo informa della fucilazione simulata, e scherzando, gli raccomanda di fingere bene la morte. Mario però viene fucilato veramente. Tosca – sconvolta e inseguita dai poliziotti che hanno trovato il cadavere di Scarpia –  grida “O Scarpia, avanti a Dio!” E si getta dagli spalti del castello. https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid02KtRrhk18kb9HQeQocsh6yFLKaZBLmjsF38AG92mEj2VHvweKdLVvYZLagxTPhXN3l&id=1141940195 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid0j2HwWy8ds3761bqxEzrYiwGwokio4zUpvHTnPm8qUY7ysm9RTRDVPbRpfbY6TrHUl&id=1141940195

Un valzer lento all’imbrunire: romanzo di Graziella Diano Naf

Maggio 21, 2023

Un valzer lento all’imbrunire (ChiPiùNeArt Edizioni) di Graziella Diano Naf è un bel romanzo d’avventura e di guerra e, insieme, di testimonianza, all’autrice ispirato dai diari segreti del suo papà, ritrovati nel sotto fondo della sua scrivania.  

Descrivendo essenzialmente la fuga di alcuni Internati Militari Italiani da un campo di prigionia-lager in Alsazia verso la Svizzera, questa storia – insieme individuale e collettiva – porta alla luce un pezzo oscuro della storia italiana.

In effetti, la vicenda degli Internati Militari Italiani si iscrive nel drammatico periodo della Seconda guerra mondiale che va dall’8 settembre del 1943 alla liberazione.  Moltissimi soldati italiani (più di 600 000) – sorpresi dall’armistizio mentre erano impegnati in vari fronti europei –  vennero catturati, spesso con inganno, dagli ex alleati. E costretti a lavoro forzato (nell’industria bellica e pesante, in agricoltura, nell’edilizia), umiliazioni e privazioni di ogni tipo, fame e persecuzione, in campi di prigionia tedeschi, o a combattere sotto la bandiera della repubblica di Salò.  Molti optarono per la prima delle due scelte.

Benché prigionieri di guerra, non vennero loro riconosciute le tutele previste dalla Convenzione di Ginevra del 1929.   Il 12 agosto 1944, un accordo tra Hitler e Mussolini li trasformò in “lavoratori civili” formalmente liberi, ma la loro condizione era in realtà quelli di lavoratori coatti privi di diritti e di libertà.

 I sopravvissuti fecero ritorno in Italia tra l’estate del 1945 e quella del 1946 a bordo di treni merci.

Appuntamento a Londra al Teatro Lo Spazio (Roma 20-21 maggio 2023)

Maggio 18, 2023

Appuntamento a Londra –  diretto da Ilenia Costanza, con Guido Lomoro e Enzo Piscopo – è la storia dell’incontro, in un noto albergo londinese, tra un ricco uomo d’affari peruviano e una donna, che si presenta come la sorella del suo vecchio amico d’infanzia, sparito per ragioni mai svelate.  In un susseguirsi di colpi di scena, l’identità della donna si fa sempre più ambigua ed inquietante. 

Nasce un thriller –  un gioco pericoloso – che rivela verità scomode.