MARCO SPADA DI PIERRE LACOTTE al Costanzi – Teatro dell’Opera di Roma (24-29 ottobre 2025)  

ottobre 24, 2025

In  omaggio al coreografo francese Pierre Lacotte (1932-2023) –  a poco più di due anni dalla sua scomparsa – la stagione di balletto 2024/25m del Costanzi si chiude con Marco Spada, così come Lacotte lo aveva ricreato (marzo 1981) proprio per l’Opera di Roma, firmando anche scene e costumi, riportando in vita un balletto che dopo il suo  debutto sulle scene parigine nel 1857 – su musica di Daniel-François-Esprit Auber, libretto di Eugène Scribe e coreografia di Joseph Mazilier – era praticamente sparito dai cartelloni.

E’uno spettacolo veramente stupendo. BELLE la musica le scenografie e le coreografie. Belli i costumi.

 Il tema del balletto è quello del brigantaggio italiano, di moda, insieme allo spagnolismo, al tempo di Joseph Mazilier (1801-1868).   Il danzatore, maître de ballet e coreografo ha trasposto in danza la farraginosa vicenda fatta di intrighi e colpi di scena, narrata nell’inverosimile e fantastico libretto.

Gli artisti ospiti chiamati ad interpretare i ruoli principali sono i russi Igor’ Cvirko (Marco Spada: 24; 25 ore 20; 28; 29) e Dmitrij Vyskubenko (Federici: 26; 28), rispettivamente Principal Dancer e leading soloist del Teatro Bol’šoj ed entrambi al debutto a Roma, insieme alla danzatrice ucraina Iana Salenko (Angela: 24; 25 ore 20; 28), Principal Dancer dello Staatsballett Berlin. Con Salenko si alterna la solista Marta Marigliani (25 ore 15; 26; 29); con Cvirko l’étoile Alessio Rezza (25 ore 15; 26); con Vyskubenko Simone Agrò (24; 25 ore 20) e Mattia Tortora (25 ore 15; 29). L’étoile Alessandra Amato è la Marchesa (26; 28) in alternanza con le prime ballerine Marianna Suriano (24; 25 ore 20) e Federica Maine (25 ore 15; 29); Pepinelli è interpretato dai primi ballerini Claudio Cocino (24; 25 ore 20) e Michele Satriano (26; 28) e dal solista Giacomo Castellana (25; 29).

 In scena in tutte le sette recite il Corpo di Ballo della Fondazione capitolina.

 L’Orchestra è diretta dall’esperta bacchetta di David Garforth.

Alla produzione partecipano gli allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Eleonora Abbagnato. Le luci sono di Jean-Michel Désiré. Riprende la coreografia Anne Salmon.

https://youtu.be/ah9qlrFb5gM?si=HfwQEplw78ZGjP9mù

 https://youtu.be/KOylh53N8t0

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Il piacere dell’onestà di Pirandello al teatro Quirino di Roma (28 ottobre-9 novembre 2025)

ottobre 24, 2025

Il piacere dell’onestà è un testo del grande Luigi Pirandello che mette in discussione le convenzioni sociali – e le ipocrisie della società borghese – esplorando i temi dell’identità, della verità e della menzogna.

La compagnia teatrale “ABC” lo porta in scena con uno degli attori più importanti della Sicilia, il Maestro Pippo Pattavina, e un meraviglioso cast di attori familiari al repertorio pirandelliano. “Lo spettacolo – sottolinea il regista – è un evento culturale importante nel contesto attuale  dove la verità e l’onestà sembrano essere valori sempre più rari. Lo spettacolo invita a riflettere sull’importanza di questi valori e sulla necessità di ritrovare un senso di autenticità e di trasparenza nella nostra società”.

Carmen al Teatro Verdi di Salerno (24 e 26 ottobre 2025)

ottobre 23, 2025

                                                    

Di questo contributo si ringrazia Elena Paruolo

Il 22 ottobre 2025, al Teatro municipale Giuseppe Verdi di Salerno, è stata presentata Carmen. di Georges Bizet su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy – una produzione intrigante fatta in collaborazione con Sofia Opera and Ballet – con cui si rialza il sipario della stagione lirica del Verdi.  Presenti il segretario artistico Antonio Marzullo, il Sindaco Vincenzo Napoli e il regista Plamen Kartaloff. Gli spettacoli si terranno venerdi 24 ottobre e domenica 26.

L’opera è nata su soggetto del romanzo breve di Merimèe (1845) che, nel contesto della città di Siviglia, sottolineava l’appartenenza della protagonista al mondo gitano. Il soggetto è stato poi adattato dai librettisti che vi hanno apportato numerose modifiche quali, ad esempio, l’inserimento di nuovi personaggi (come Micaela) e la trasformazione di Escamillo da personaggio marginale a unico antagonista di Josè.

In Carmen, si sente musica spagnola, e folklorica, ma la musica è soprattutto francese.

 La spavalderia della – sensuale e ribelle – protagonista nell’andare incontro al suo destino ineluttabile fu una delle cause dello scandalo che l’opera provocò alla sua prima rappresentazione, al Teatro dell’Opéra Comique di Parigi nel 1875, che non ebbe successo.  Quando però fu riproposta nel 1883 – morto l’autore – fu un trionfo.

Durante la presentazione al Verdi è stato osservato come, in questa produzione, lo stile adottato fonde elementi di modernità – con suggestioni del teatro greco antico – e il rigore del teatro giapponese. Lo spazio è spoglio. È un teatro minimalista. Non si è distratti da masse di comparse. Il Coro, mascherato, osserva, commenta e partecipa, svolgendo il ruolo di testimone e giudice, proprio come accadeva nella tragedia greca. Al centro della scena un cerchio funge da arena per i tre protagonisti: Carmen, Don José e Micaela. Gli altri personaggi rimangono ai margini.

A imporsi sulla scena è una Carmen animata da amore e libertà assoluta. Femme fatale, sfida il destino, rifiuta ogni schema, ogni compromesso, rivendica il diritto di decidere della sua vita. Quando interroga le carte e apprende il suo destino di morte sceglie di affrontarla (la morte). Avanza con una rosa, muore come un fiore. Erede delle grandi eroine della tragedia greca, fin dall’inizio, Carmen è condannata alla sconfitta.

Allargamento Ue: quali implicazioni istituzionali?  Il Parlamento europeo adotta il Rapporto Gozi

ottobre 22, 2025

Il grande allargamento del 2004, con l’ingresso di dieci nuovi Stati membri, di cui otto dell’ex blocco sovietico, è stato un enorme successo politico, ma anche uno choc utilizzato dai populisti anti europei (di sinistra e destra) per indebolire l’Ue.   Nel 2005 il “no” nel referendum in Francia sul progetto di Trattato costituzionale dell’Ue era stato alimentato da una campagna populista contro “l’idraulico polacco” che avrebbe rubato il lavoro agli idraulici francesi (ovviamente non è accaduto).  Quel “no” – di venti anni fa – ha poi paralizzato ogni dibattito istituzionale. E pesa – tuttora – nelle scelte strategiche dei capi di Stato e di governo, sempre sulla difensiva rispetto ai nazionalisti e sovranisti, che – continuando a parlare dei rischi di una riforma dell’Ue – presentano il veto come la migliore garanzia degli interessi nazionali.

Grazie a una serie di adesioni volontarie, nel corso degli anni, i paesi membri dell’Unione europea sono passati da 6 agli attuali 27 (28 prima della Brexit).   Attualmente, altri paesi sono candidati all’ingresso nell’Ue: Albania, Bosnia-Erzegovina, Georgia, Macedonia del Nord, Moldavia, Montenegro, Serbia, Turchia e Ucraina.   Il Montenegro – il più avanzato nelle indispensabili riforme interne – potrebbe entrare già nel 2027.  L’Albania, con le sue riforme in corso, vorrebbe farcela per il 2028.   Nei Balcani occidentali, la Serbia e la Macedonia del Nord restano i due candidati più problematici.   L’Ucraina e la Moldavia hanno fatto sufficienti riforme per aprire una serie di capitoli negoziali, ma il loro cammino è bloccato dal veto dell’Ungheria di Viktor Orban.   I tentativi di Antonio Costa di superarlo (passando dal voto all’unanimità a quello a maggioranza per aprire i capitoli negoziali, conservando l’unanimità per il via libera finale) sono falliti. Il processo di adesione è di fatto sospeso con la Turchia, e fermo con Bosnia-Erzegovina e Georgia (il governo filo russo a Tblisi sta allontanando il suo paese dall’Ue).  Dopo la guerra di aggressione della Russia e il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, non è escluso che Norvegia e Islanda possano chiedere nuovamente di entrare. Due anni fa l’ex presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, aveva assicurato che entro il 2030 l’Unione europea sarebbe stata pronta ad accogliere nuovi Stati membri, tuttavia ad oggi, nonostante i progressi nei negoziati, questo orizzonte sembra davvero lontano.  Recentemente Moldova, Albania, Macedonia del Nord e Montenegro – in pole position nell’elenco dei Paesi candidati – sono entrati a far parte del circuito SEPA (Single Euro Payments Area) che permette loro di mandare e ricevere bonifici in Europa a basso costo, ma a parte questo aspetto ed alcuni capitoli negoziali che sono stati chiusi, dal punto di vista politico non sembrano esserci aperture significative da parte dei 27 dell’UE.

Per far fronte a un reale allargamento dell’Ue servono anche delle riforme interne dell’Unione, oltre a quanto richiesto ai paesi candidati?

Il 22 ottobre 2025 – con 310 voti a favore, 277 contrari e 53 astensioni – l’Assemblea Plenaria del Parlamento europeo ha approvato il rapporto di Sandro Gozi (eurodeputo di Renew Europe e Segretario generale del Partito democratico europeo) sulle conseguenze istituzionali dei negoziati sull’allargamento dell’Unione Europea. Di fatto, con questa risoluzione, il Parlamento ribadisce ancora una volta il proprio impegno per l’avvio di una riforma dei Trattati, richiesta che è sul tavolo del Consiglio europeo da più di un anno e che i capi di Stato e di governo dell’UE continuano ad ignorare. Al centro dell’iniziativa ci sono modifiche che riguardano la governance dell’Unione e delle sue competenze – attraverso l’estensione ad alcuni settori chiave come la difesa – utilizzando gli strumenti istituzionali già presenti nei Trattati, come le cooperazioni rafforzate, le clausole passerella, con l’opzione sempre presente di op-out. Il rapporto Gozi delinea una serie di misure: da un uso più esteso del voto a maggioranza qualificata, a una revisione del bilancio europeo oltre l’attuale tetto dell’1% del reddito nazionale lordo, a un rafforzamento dei poteri del Parlamento europeo e un maggiore coinvolgimento dei Paesi candidati nel processo decisionale.  Secondo le stime citate nel rapporto, i precedenti allargamenti hanno aumentato in media del 30% il PIL pro capite dei Paesi entrati nel 2004, mentre nuove adesioni potrebbero aggiungere fino a 10.000 miliardi di dollari al PIL dell’UE entro il 2035, riducendo il divario con gli Stati Uniti.  “Dobbiamo – ha precisato Gozi – combinare ambizione e realismo per prepararci alle sfide di un’Unione a trentacinque, perché più saremo, più chiare dovranno essere le nostre regole per continuare a muoverci insieme in avanti.  L’unificazione del continente europeo e la riforma dell’UE – devono andare di pari passo, con tre priorità:

  • efficienza (estendendo il voto a maggioranza qualificata per superare la paralisi decisionali –  ossia superando il diritto di veto all’interno del Consiglio europeo preferendo – se già a 27 Stati è complesso prendere decisioni rilevanti con il consenso di tutti, in un’Unione europea a 30 e più Stati membri mantenere l’attuale status quo sarebbe di fatto impossibile e renderebbe ancora più lento il processo decisionale.
  • potere (riformando il bilancio dell’UE e andando oltre il superato tetto dell’1% del reddito nazionale lordo per dare all’Europa i mezzi per agire)
  • democrazia (rafforzando i poteri del Parlamento europeo. fra cui quello di iniziativa legislativa e di pieni poteri co-legislativi per quanto riguarda la spesa dell’UE e l’adozione del bilancio pluriennale dell’UE-QFP).

Per avviare un dibattito sule riforme istituzionali, basta la maggioranza semplice. Basta che 14 leader al Consiglio europeo decidano che è arrivato il momento di discutere di riforme istituzionale e il processo formale viene avviato. Solo per un accordo finale “ci vuole l’unanimità”. Ma “finché non si avvia un dibattito non si potrà mai sapere se c’è un accordo minimo su alcune riforme esistenziali, indispensabili e inevitabili”, avverte Gozi. Con il suo rapporto, Sandro Gozi indica diverse soluzioni

  •  le clausole passerella
  •  modifiche mirate ai trattati (per esempio per sanzionare le violazioni sistematiche allo stato di diritto),
  •  cooperazioni rafforzate nel settore della politica estera e di difesa per permettere a un gruppo di paesi di andare avanti, senza aspettare quelli più lenti o che non condividono le scelte.

Alla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma: Un racconto lungo un viaggio di Andre Lelario (20 ottobre 2025 alle 18h)

ottobre 22, 2025

Nell’ambito della mostra Un racconto lungo un viaggio di Andrea Lelario, a cura di Nicoletta Provenzano, presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, il 28 ottobre si terrà la presentazione del catalogo della mostra, congiuntamente alla cerimonia di ingresso delle opere dell’artista – Taccuino di viaggio I e Taccuino di viaggio II – nella collezione permanente della GNAMC.

Il catalogo percorre la poetica dell’artista attraverso un percorso immaginifico sul tema del viaggio, inteso come processo simbolico, onirico e intimo, che intreccia fantasia e memoria in un racconto visivo sospeso tra conscio e inconscio.

Le opere Taccuino di viaggio I e Taccuino di viaggio II sono realizzate a penna in finissimi e minuziosi tratti ed esplorano, in una topografia diaristica, fascinazioni simboliche e peregrinazioni ermetiche, convogliando spirito e materia, oscurità e risonanza emotiva, in un flusso ininterrotto di visioni e tracce appartenenti alle terre della psiche.

Interverranno insieme all’artista: Renata Cristina Mazzantini, Direttrice GNAMC; Umberto Croppi, Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Roma; Rino Caputo, già Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “Tor Vergata” di Roma; Nicoletta Provenzano, Curatrice della mostra; Yongxu Wang, AAIE Center For Contemporary Art; Sandro Salvagno, Libreria Editrice Il Leggio

UE: ci si avvia verso un protezionismo europeo? 

ottobre 13, 2025

Per l’acciaio si va verso  l’allineamento sui dazi di Trump al 50 per cento, nella speranza che  il presidente americano  riapra il mercato degli Stati Uniti all’acciaio europeo con un accordo separato, in particolare sui derivati dell’acciaio.

A livello Ue, la quota di importazioni esente da dazi passerà a 18,3 milioni di tonnellate l’anno, con una riduzione del 47 per cento rispetto al 2024. Novità: la Commissione deciderà a quali paesi terzi assegnare le quote senza dazi e la quantità di importazioni.

 La svolta protezionista dell’Unione europea potrebbe ampliarsi ad altri settori –  auto ibride, tessile, legno, prodotti chimici, macchinari –  con dazi di salvaguardia o anti dumping per frenare lo tsunami di prodotti cinesi indotto dai dazi americani.

SANTA CECILIA E TEATRO DELL’OPERA DI ROMA INSIEME PER WAGNER

ottobre 10, 2025

Le due istituzioni lirico-sinfoniche romane per la prima volta collaborano, portando Wagner a Roma con opere, mostre e promozioni speciali per il pubblico.

L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e il Teatro dell’Opera di Roma apriranno, infatti, le rispettive stagioni con le rappresentazioni delle opere La Valchiria a Santa Cecilia, diretta da Daniel Harding (23 ottobre), e Lohengrin al Teatro dell’Opera, diretto da Michele Mariotti (27 novembre).

 “Questa iniziativa – sottolinea  Massimo Biscardi, Presidente-Sovrintendente di Santa Cecilia  -segna l’inizio di un dialogo concreto tra due Istituzioni che condividono la stessa missione e una visione comune: promuovere la musica e la cultura nella nostra città, valorizzandone il ruolo a livello locale e nazionale”

«È un grande piacere – precisa Francesco Giambrone, Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma –  condividere con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia un progetto che celebra uno dei più grandi compositori della storia. Aprire la nostra stagione con Lohengrin mentre Santa Cecilia propone La Valchiria significa celebrare non soltanto la potenza del teatro e della musica wagneriana, ma anche riaffermare il valore della cultura come spazio d’incontro e di dialogo. È il primo passo di un cammino comune che costruiamo nell’interesse del nostro pubblico e della città di Roma».

 Tra le ulteriori proposte, due mostre dedicate al rapporto tra Wagner e Roma allestite presso le due fondazioni, in cui saranno esposti bozzetti, foto, lettere, e documenti d’epoca.  Fra i vari appuntamenti, l’Accademia di Santa Cecilia organizza mercoledì 15 ottobre – a partire dalle ore 14 – una giornata di studi interamente dedicata alla figura di Richard Wagner, in collaborazione con l’Accademia Tedesca Roma – Villa Massimo.

BALLETTO DI ROMA JUNIOR COMPANY: COPPELIA (Teatro Olimpico di Roma – 10-12 ottobre 2025)

ottobre 8, 2025

La stagione della danza dell’Accademia Filarmonica Romana si apre con i nuovi talenti della Compagnia Junior del Balletto di Roma che dal 10 al 12 ottobre al Teatro Olimpico rivisitano uno dei balletti più celebri, Coppelia, musiche di Léo Delibes, ambientandolo nei giorni nostri, in un nuovo allestimento, al debutto nazionale, che porta la firma di Fabrizio Monteverde.

Il coreografo veste Coppelia di rosso e attualizza la vicenda contrapponendo, in un contesto –  quasi adolescenziale – l’amore autentico a quello delle apparenze e dei surrogati.

Il balletto Coppelia – ispirato al racconto L’uomo della sabbia (1815) di E.T.A. Hoffmann –  è una fiaba sospesa tra amore e inganno, e racconta la storia di Swanilda e Franz, una giovane coppia di innamorati sconvolta dall’arrivo della misteriosa bambola, creata dal fabbricante di giocattoli Coppelius, che scatena gelosie, illusioni e riconciliazioni.

Lo spettacolo, pensato e ideato da Fabrizio Monteverde – pur  nella sua bellezza coreografica e registica – fa emergere  gli aspetti più profondi e oscuri della narrazione classica, esaltandone la cruda e attuale contemporaneità.  «C’è un angolo della mente – spiega il coreografo – che non riesce a razionalizzare la paura del diverso e di ciò che non conosciamo, mettendo in evidenza tutte le nostre paure, anche le più infantili. Il terrore di rimanere soli fa compiere tortuosi percorsi come in un racconto dell’orrore. Coppelia non è altro che il punto di partenza per un viaggio che ha come meta la ricerca dell’altro, ovvero, l’Amore. È solo con questo indispensabile ingrediente che il sangue e la vita riescono a fluire dentro ad un corpo e a dare un senso all’esistenza. La ricerca disperata di voler donare la vita è semplicemente la necessità di amare».

Nel team creativo, a fianco di Monteverde, Santi Rinciari firma i costumi, Emanuele De Maria le luci.

BALLETTO DI ROMA JUNIOR COMPANY: Coppelia al Teatro Olimpico di Roma (10-12 ottobre 2025)

ottobre 8, 2025

La stagione della danza dell’Accademia Filarmonica Romana si apre con i nuovi talenti della Compagnia Junior del Balletto di Roma che dal 10 al 12 ottobre al Teatro Olimpico rivisitano uno dei balletti più celebri, Coppelia, musiche di Léo Delibes, ambientandolo nei giorni nostri, in un nuovo allestimento, al debutto nazionale, che porta la firma di Fabrizio Monteverde.

Il coreografo veste Coppelia di rosso e attualizza la vicenda contrapponendo, in un contesto –  quasi adolescenziale – l’amore autentico a quello delle apparenze e dei surrogati.

Il balletto Coppelia – ispirato al racconto L’uomo della sabbia (1815) di E.T.A. Hoffmann –  è una fiaba sospesa tra amore e inganno, e racconta la storia di Swanilda e Franz, una giovane coppia di innamorati sconvolta dall’arrivo della misteriosa bambola, creata dal fabbricante di giocattoli Coppelius, che scatena gelosie, illusioni e riconciliazioni.

Lo spettacolo, pensato e ideato da Fabrizio Monteverde pur  nella sua bellezza coreografica e registica – fa emergere  gli aspetti più profondi e oscuri della narrazione classica, esaltandone la cruda e attuale contemporaneità.  «C’è un angolo della mente – spiega il coreografo – che non riesce a razionalizzare la paura del diverso e di ciò che non conosciamo, mettendo in evidenza tutte le nostre paure, anche le più infantili. Il terrore di rimanere soli fa compiere tortuosi percorsi come in un racconto dell’orrore. Coppelia non è altro che il punto di partenza per un viaggio che ha come meta la ricerca dell’altro, ovvero, l’Amore. È solo con questo indispensabile ingrediente che il sangue e la vita riescono a fluire dentro ad un corpo e a dare un senso all’esistenza. La ricerca disperata di voler donare la vita è semplicemente la necessità di amare».

Nel team creativo, a fianco di Monteverde, Santi Rinciari firma i costumi, Emanuele De Maria le luci.

Indovina chi viene a cena al teatro Quirino (14-26 ottobre 2025)

ottobre 8, 2025

Guglielmo Ferro riporta in scena la stupenda commedia – interpretata al cinema da Katharine Hepburn e Spencer Tracy – con l’adattamento di Mario Scaletta: testo fresco e attuale.  Il tema è quello di un matrimonio misto, più che mai attuale nell’odierna società multietnica, ma che fece scalpore nell’ America di fine anni ’60.

“Quando mi hanno proposto questo lavoro ne sono subito stato entusiasta, sottolinea Guglielmo Ferro. Si tratta di un testo brillante, che però trasmette un messaggio a forte connotazione sociale. L’adattamento di Scaletta ha inoltre sfrondato tutta una parte strettamente legata agli anni ’60, per farne un testo estremamente attuale, anche nel linguaggio più crudo e diretto. Si parla dunque di differenze e di comprensione, termine, quest’ultimo, che preferiamo a quello più restrittivo di tolleranza”.