
Il mio contributo a questo numero di Agenda Geopolitica – edita dalla Fondazione Ducci – e’: “La crisi esistenziale dell’Ue tra dazi e guerre”.
Qui di seguito il Link per poterlo leggere. Buona lettura.

L’innovativo regista statunitense Peter Sellars debutta al teatro dell’Opera di Roma con la prima italiana di Adriana Mater – su libretto del giornalista Amin Maalouf e con musica composta da Kaija Saariaho – un’opera potente in due atti e 7 scene) ma con solo quattro personaggi, come una tragedia greca.
Sul podio il direttore spagnolo Ernest Martínez Izquierdo,
«Noi – sottolinea il regista – abbiamo avuto una lunga e molto profonda amicizia. Spesso Kaija Saariaho diceva “voglio scrivere un’opera su una madre, perché in tutta la storia dell’opera non c’è mai stato un lavoro teatrale su una madre scritta da una donna”. Mentre Kaija detestava che la gente continuasse a dire ‘oh, è una compositrice donna’, c’è comunque qualcosa che una donna sa e che un uomo non sa, ed è cosa significa diventare madre, avere due battiti nel cuore in un solo corpo.
Adriana Mater si svolge in uno scenario bellico in cui una madre, Adriana, deve affrontare una maternità nata dalla violenza fisica. La protagonista decide di portare a termine la gravidanza frutto dell’abuso del soldato Tsargo, nonostante l’opposizione della sorella Refka. Una volta cresciuto però, il figlio Yonas, manifesta un’oscura irrequietezza, che insinua nella protagonista il dubbio che l’animo di quel giovane uomo sia fatalmente legato alle circostanze violente della sua nascita.
Adriana Mater è realizzata dall’Opera di Roma in collaborazione con la San Francisco Symphony.
Sul palco nel ruolo della protagonista, Adriana, il mezzosoprano Fleur Barron. Gli altri protagonisti/interpreti sono i seguenti: Refka (Axelle Fanyo), Yonas (Nicholas Phan), Tsargo (Christopher Purves). Il coro è diretto da Ciro Visco. I costumi sono di Camille Assaf, le luci di Ben Zamora. Il sound designer è Timo Kurkikangas. Orchestra del teatro dell’Opera di Roma.
L’intercettazione – in acque internazionali – della Global Sumud flottiglia #proPalestina #proPopoloPalestinese ha acceso proteste in tutto il mondo e non solo in Italia! Le manifestazioni in Italia hanno una valenza che supera di gran lunga gli obiettivi politici interni /di politica nazionale. C’e’in gioco il rispetto del diritto internazionale e la richiesta di porre fine allo sterminio/distruzione in corso a #Gaza – e alle violenze dei coloni israeliani in Cisgiordania. C’è’ la richiesta di un riconoscimento dello Stato palestinese. Nessuno dimentica / o nega che ci sono anche altri conflitti in altre parti del mondo. L’obiettivo non e’ quello di alimentare anti-semitismo – ne’ un sostegno al terrorismo di Hamas – ma il ritorno al predominio della diplomazia e del diritto internazionale e dei diritti umani, a discapito di un predominio di violenza, occupazione e sopraffazione.
Ciò detto – in attesa degli esiti del Piano Trump ( e con la speranza che i manifestanti sappiano impedire deprecabili distruzioni di infrastrutture, vetrine ecc.) – procediamo con ordine…
La Global Sumud Flotilla è un’iniziativa internazionale, guidata dalla società civile (ONG, attivisti, parlamentari, giornalisti, ecc.) che ha coinvolto decine di imbarcazioni (oltre 40) e attivisti da più di 40 paesi, con circa 500 persone a bordo. È partita con l’obiettivo di creare un corridoio umanitario civile per consegnare aiuti umanitari (medicina, cibo, forniture mediche) rompendo il blocco navale di Israele sulla Striscia di Gaza (da Israele sostenuto come misura di sicurezza). Gli organizzatori della flottiglia invocano principi della Convenzione di Ginevra, diritto umanitario, e il diritto dei civili che trasportano aiuti a non essere ostacolati.
Il nome “Sumud” (in arabo صمود) significa “resistenza, fermezza”, ed è usato per simboleggiare la perseveranza del popolo palestinese.
Le forze israeliane hanno intercettato quasi tutte le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla in acque internazionali, mentre la flottiglia si avvicinava a Gaza: gli attivisti (parlamentari, giornalisti, attivisti civili) sono stati fermati e detenuti. Verranno rimpatriati nei loro paesi e/o processati. Israele sostiene che la flottiglia stava cercando di violare il blocco e accusa che possa essere utilizzata come “strumento propagandistico / di provocazione”. Gli organizzatori invece insistono che è un’azione pacifica, umanitaria, non violenta, che i partecipanti sono civili, e che il blocco costituisce una violazione del diritto internazionale umanitario.
Reazioni e proteste in piazza (e non solo) – nel mondo – sono state immediate e diffuse, in molte città europee, in America Latina, e in Asia.Le pressioni internazionali includono anche dichiarazioni ufficiali, richieste di chiarimenti, possibili ricorsi legali, richieste di rispetto dei diritti umani.Paesi in cui le proteste sono state significative sono la Spagna, Grecia, Belgio, Turchia, Colombia. Argentina. In Italia, grandi manifestazioni a Roma, Milano, Napoli e Torino. In alcune città sono state chiuse stazioni della metropolitana, sono state bloccate vie, ci sono stati sit‑in. La Cgil ha proclamato uno sciopero generale, cui hanno aderito anche altri sindacati.
Ritendendo che l’assalto alla Flotilla è un atto di pirateria, allo sciopero, hanno aderito anche i Giuristi democratici, ASGI, Comma 2 e Legal Team incolumità degli attivisti bloccati. “Non possiamo accettare – sottolinea il loro Comunicato – lo scempio del diritto internazionale umanitario a cui assistiamo. Il blocco israeliano e l’occupazione di Gaza, l’assalto alla Flotilla (oltre tutto, ancora in acque internazionali), l’uso di idranti e di granate stordenti contro gli attivisti imbarcati, ma soprattutto il genocidio in corso, l’impedimento all’ingresso di aiuti umanitari, l’invasione militare e coloniale non possono che essere chiamati con il loro nome, definiti illegali, criminali e avversati in ogni sede”.
OperaCamion è un progetto del Teatro dell’Opera di Roma promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura. È finanziato dall’Unione Europea, Next Generation EU nell’ambito del PNRR, e rientra tra gli Interventi de “Il Giubileo dei Pellegrini: eventi artistici e culturali nella città di Roma, dal centro alla periferia.
L’iniziativa rientra quindi in una strategia culturale più ampia del Teatro dell’Opera di Roma. Ed ha l’obiettivo quello di portare l’opera fuori dai luoghi tradizionali, trasformando spazi urbani e periferici in teatri accessibili e inclusivi.
E’ gratis. Gli spettatori – grandi e piccoli – portano le sedie da casa, si ritrovano in piazza e diventano parte di un rito collettivo, dove la cultura si fa accessibile, conviviale e popolare.
Il titolo scelto per questa nuova edizione di OperaCamion è Tosca, l’opera romana per antonomasia, storia di amore e passione tra la cantante Tosca e il pittore Cavaradossi. Per OperaCamion, regia, costumi e luci sono affidati a Manu Lalli, le scene a Daniele Leone, mentre sul podio dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma salirà Carlo Donadio. . Accanto all’Orchestra e ai giovani cantanti – tra cui alcuni del progetto “Fabbrica” Young Artist Program – parteciperanno anche la Scuola di Canto Corale dell’Opera di Roma e 9 cori individuati nel territorio di Roma Capitale in collaborazione con la Cappella Vestiniana della Basilica di San Vitale al Quirinale. L’adattamento orchestrale è a cura di Vito Lo Re.
Il calendario 2025 di OperaCamion/Tosca coinvolge sette municipi. domenica 14 Piazza Sirio, lungomare di Ostia (Municipio X); martedì 16 Parcheggio di via Leonida Repaci, Cinquina/Bufalotta (Municipio III); venerdì 19 Cortile Parrocchia Corpus Domini, Massimina (Municipio XII); domenica 21 Parco Gino Strada – ex Veratti (Municipio VIII); mercoledì 24 e giovedì 25 Castel Sant’Angelo – Lungotevere Castello (Municipio I); sabato 27 Parcheggio via Fosso dell’Osa (fronte civico 338), Villaggio Prenestino (Municipio VI); domenica 28 Rotonda viale Antonio Gandin, Palmarola/Selva Candida (Municipio XIV).
Calibano è la rivista di attualità culturale dell’Opera di Roma. Tra storie di spettri, possessioni e inquietudini profonde (dal film L’esorcista agli incubi famelici della pittura di Goya, dagli ologrammi delle star defunte del pop al racconto dei casi di cronaca nera sui media di oggi, passando per il body horror femminista nel cinema di genere e il mito del Fantasma dell’Opera) il prossimo numero scende nei meandri dell’orrore, componendo una mappa del perturbante che attraversa generi, epoche, linguaggi per parlare dell’oggi.
Porter si interroga sulla logica di ripetizione e perdita di individualità che caratterizza la produzione culturale contemporanea. Carmen Gallo si sofferma sull’orrore e la paura come strumento di espressione e trasgressione dell’agire femminile nel romanzo gotico inglese di metà Settecento. Daniele Cassandro ci conduce fra gli spettri della musica pop. Fabiana Giacomotti esplora gli aspetti morbosi della moda del lutto ottocentesca- Sergio Pace ci parla invece di spazi fisici dell’inquietudine in un saggio sull’architettura. Elvira del Guercio riflette di riappropriazione del corpo femminile nel body horror delle registe contemporanee. Filippo Cerri analizza il folk horror italiano, Flaminia Beneventano è un’esperta delll’antropologia del mondo antico. Claudio Strinati dialoga con le forme dell’incubo nella storia dell’arte. Al mito del Fantasma dell’Opera, si dedica Nicolò Palazzetti.
Le rubriche di questo numero sono di Marco Malvestio e Giuliano Danieli. Il volume ospita infine un racconto inedito di Letizia Muratori e una testimonianza di Stefano Nazzi sulla cronaca dell’orrore sui media di oggi. E ospita anche un’intervista di George Saunders al direttore a Paolo Cairoli .Tutte le illustrazioni del numero, compresa l’immagine di copertina, sono state realizzate dall’artista canadese Oona Ode con un software di intelligenza artificiale.
Di questo Don Giovanni – a regia Barkhatov – innovativo, nello stesso tempo leggero e profondo, e oggetto di un vivace dibattito (tra chi ne e’stato conquistato e chi non lo e’stato), mi e’piaciuto soprattutto il primo Atto, per la sua capacita’ di rendere leggero qualcosa che leggero non e’ – forse – in particolare per la sua ambientazione in un luna park, e per la sua assenza di violenza. Originale (sia pure a discapito della sua ben nota sensualita’! ) un Don giovanni di una certa eta’ che – per certi aspetti – ridiventa bambino, ma che, essendo “umano”, rifiuta ogni pentimento. Scelta originale e geniale – questa – che puo’ piacere o non…
Bravissimi i cantanti tutti!
In effetti, il Don Giovanni di Mozart è l’ultimo titolo d’opera del Caracalla Festival 2025 “Tra sacro e umano”. Ha debuttato5 il 20 luglio 2025ĺ – alla Basilica di Massenzio – con regia del russo Vasily Barkhatov e, sul podio, alla direzione dell’Orchestra dell’Opera di Roma, Alessandro Cadario.
In questo Don Giovanni non emerge l’eroe romantico , ma piuttosto una storia di famiglia, e il rapporto genitore-figlio. «Don Giovanni – sottolinea lo stesso Vasily Barkhatov – è un’opera che amo e rispetto moltissimo, ma da cui sono anche spaventato: tiene insieme gli opposti, è profonda e leggera, è umana. Restituirne il senso profondo attraverso una regia è spaventoso ed entusiasmante al tempo stesso. Assisterete a un viaggio nella vita di Don Giovanni, dalla sua infanzia, attraverso l’età adulta, fino alla morte. Ripercorreremo i traumi vissuti e le tragedie della sua vita. Ma ci sarà anche molto humor. Il trauma, la tragedia, il viaggio lungo una vita sono tutti elementi in cui ho trovato una profonda umanità e dunque il filo narrativo. Ecco perché la scelta di un interprete come il baritono Roberto Frontali, artista all’apice della sua carriera”.
Grandi protagonisti nel resto del cast: Vito Priante come Leporello, Maria Grazia Schiavo nei panni di Donna Anna, Carmela Remigio in quelli di Donna Elvira, Eleonora Bellocci di Zerlina, Anthony León come Don Ottavio, Mihai Damian come Masetto e Gianluca Buratto come Commendatore
Il Coro del Teatro è diretto da Ciro Visco.


Il titolo scelto per la stagione 2025-2026 del Teatro dell’Opera di Roma è Doppio Sogno. Come ben sottolinea il sovrintendente Francesco Giambrone: “un riferimento al celebre racconto di Arthur Schnitzler, dove sogno e realtà si intrecciano e si rovesciano l’uno nell’altra, e che sintetizza l’essenza profonda della nostra proposta artistica e della visione che la guida. Il nostro è un teatro che non rinuncia all’immaginazione, che continua a credere nell’arte come spazio di elevazione, di incanto, di utopia; ma che al tempo stesso resta radicato nella materia viva dei tempi che viviamo, interrogando la realtà con lucidità e prendendo posizione. L’Opera di Roma poi, è sempre più radicata sul territorio cittadino e regionale, e la stagione 2025-26 rinnoverà progetti come OperaCamion e Linea Opera, che portano l’opera e la danza nelle scuole, nelle università, nelle strade, nelle periferie, e a contatto con altre Istituzioni, nella convinzione di una vocazione comunitaria e democratica. Doppio Sogno, che vi invitiamo a vivere con noi, non sarebbe possibile senza la dedizione dell’Orchestra e del Coro – guidati da Michele Mariotti e da Ciro Visco –, senza l’impegno del Corpo di Ballo diretto da Eleonora Abbagnato, e soprattutto senza il contributo insostituibile di tutte le forze artistiche, tecniche, organizzative e amministrative che ogni giorno rendono vivo e operante il Teatro dell’Opera di Roma. Un lavoro collettivo, quotidiano, profondamente condiviso, che fa del nostro teatro un luogo di cultura, visione e responsabilità».

Con la stagione 2025-26, si spazierà dal barocco di Händel al linguaggio contemporaneo di Ronchetti e D’Amico, passando per Wagner, Strauss, Gounod, Mozart e naturalmente Verdi, Puccini e Rossini, a Henze nel centenario della nascita. E per la danza ci saranno grandi classici come Lo Schiaccianoci e La Bayadère per arrivare a esplorare il Novecento e la contemporaneità con George Balanchine, Pina Bausch, Jerome Robbins, Jacopo Godani, Marco Goecke, Angelin Preljocaj e Benjamin Millepied. La nuova stagione si presenta con 12 nuove produzioni, di cui 9 di opera e 3 di danza; 14 titoli operistici, 8 balletti in sede, 3 tournée del Corpo di Ballo, una tournée dell’Orchestra e 4 concerti. Diverse le co-produzioni internazionali in cartellone. Inoltre, con una rete di collaborazioni istituzionali – e il teatro diffuso – il Teatro dell’Opera continua ad aprirsi alla città; e il Teatro Nazionale sarà sempre più dedicato alla sperimentazione e alla contaminazione dei linguaggi. Accanto alla stagione ufficiale di opere, balletti e concerti e alle attività di “Fabbrica” Young Artist Program, della Scuola di Danza e della Scuola di Canto Corale, tornano – quindi – iniziative quali Linea Opera sul territorio, Una notte a teatro e Cantamondo per bambini, OperaCamion (vero e proprio teatro mobile).
“Il Teatro dell’Opera di Roma – ben precisa il Sindaco e Presidente della Fondazione Roberto Gualtieri – un’eccellenza di cui siamo profondamente orgoglios, è capace di stupirci ogni anno con una programmazione che, come al solito, è straordinaria e va ben oltre la semplice stagione teatrale: un cartellone di grandissima qualità che spazia nel tempo e nello spazio, con prime volte, tournée internazionali e progetti come OperaCamion che porta l’opera nelle piazze e la rende davvero popolare e accessibile a tutti. Roma sostiene il Teatro con un investimento di 18 milioni di euro, perché crediamo in un’istituzione viva, diffusa e aperta alla città”. Quest’anno inizieranno – anche – a Tor Marancia i lavori nell’edificio che sarà la sede della Scuola di Danza.
Ma cosa c’è in Cartellone?
L’OPERA AL TEATRO COSTANZI

LOHENGRIN di Richard Wagner (27 novembre -7 dicembre 2025) – Lanuova stagione dell’Opera di Roma si apre nel segno di Wagner, affrontato per la prima volta dai tre principali interpreti coinvolti: il Direttore musicale Michele Mariotti, il regista Damiano Michieletto e il tenore Dmitry Korchak.. Protagonisti sul palco accanto a Korchak, Clive Bayley (Heinrich der Vogler), Tómas Tómasson (Friedrich von Telramund), Ekaterina Gubanova (Ortrud), Andrei Bondarenko (Der Heerrufer) e – al debutto al Costanzi – Jennifer Holloway (Elsa). Per questo nuovo allestimento, realizzato in coproduzione con il Palau de les Arts di Valencia e La Fenice di Venezia, Michieletto è affiancato dal suo consueto team: Paolo Fantin per le scenografie, Carla Teti per i costumi e Alessandro Carletti per le luci. La drammaturgia è di Mattia Palma. Dopo l’inaugurazione quattro le repliche fino al 7 dicembre. La serata d’apertura è ripresa da Rai Cultura e trasmessa in diretta su Rai 5, RaiPlay e Radio 3.
LA BOHEME di Giacomo Puccini (14-25 gennaio 2026) – Impressionista con la regia di Davide Livermore. Carolina López Moreno è l’interprete di Mimì. Grandi voci internazionali sono impegnate in entrambi i cast: con López Moreno si alternano Maria Agresta e Yaritza Véliz, già Mimì alla Royal Opera House di Londra. Saimir Pirgu, Francesco Demuro e René Barbera interpretano invece Rodolfo. L’allestimento, frutto della collaborazione con il Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia, in cui Livermore firma anche scene, costumi e luci, è reso ancora più suggestivo da quadri dell’impressionismo francese che, come in una sorta di grande atelier, avvolgono i protagonisti. Sul podio Jader Bignamini e –per una data– Alessandro Palumbo, che debutta al Costanzi. INFERNO
INFERNO di Lucia Ronchetti ( 19 febbraio-7 marzo 2026) – In una nuova produzione firmata da David Hermann con i costumi di Maria Grazia Chiuri. Tratta da Dante e con un epilogo di Tiziano Scarpa, l’opera ha avuto una prima esecuzione in forma di concerto nel 2021 a Francoforte. Questo nuovo primo allestimento segna il debutto a Roma di David Hermann, nominato agli International Opera Awards nel 2018. Le scene sono di Jo Schramm, le luci di Fabrice Kebour, i costumi della grande stilista italiana Maria Grazia Chiuri. Sul podio Tito Ceccherini, apprezzato specialista del repertorio contemporaneo. Protagonisti Laura Catrani e – al loro primo impegno con l’Opera di Roma – Leonardo Cortellazzi, Andreas Fischer e il celebre ensemble Neue Vocalsolisten.
ARIADNE AUF NAXOS di Richard Strauss (1-10 marzo 2026) – Su libretto di Hugo von Hofmannsthal. Sul podio Maxime Pascal. Per David Hermann, sempre con Jo Schramm e Fabrice Kebour, e con Michaela Barth per i costumi, è il secondo titolo consecutivo in questa stagione dopo Inferno di Ronchetti. Protagonisti Axelle Fanyo (Ariadne), Tuomas Katajala (Bacchus), Ziyi Dai (Zerbinetta), Angela Brower (Der Komponist), Adrian Eröd (Musiklehrer). Il nuovo allestimento è realizzato in collaborazione con Semperoper Dresden.
IL TRIONFO DEL TEMPO E DEL DISINGANNO di Georg Friedrich Händel (7-14 aprile 2026) – Segna il ritorno del grande regista canadese Robert Carsen che propone per l’oratorio haendeliano una lettura che si ispira al format dei talent show televisivi. Le scene sono di Gideon Davey, le luci di Peter van Praet affiancato da Carsen stesso e i video di Rocafilm. Sul podio sale Gianluca Capuano, apprezzato specialista del repertorio barocco. Sul palco Johanna Wallroth (Bellezza), Ed Lyon (Tempo), Anna Bonitatibus (Piacere) e Raffaele Pe (Disinganno).
ROMEO ET JULIETTE di Charles Gounod (28 aprile-6 maggio 2026) – Sul podio è impegnato. Daniel Oren La regia è di Luca De Fusco, Direttore del Teatro di Roma da gennaio 2024. I protagonisti sono Vittorio Grigolo e Nino Machaidze . Il nuovo allestimento, con scene e costumi di Marta Crisolini Malatesta, luci di Gigi Saccomandi, video di Alessandro Papa e movimenti coreografici di Alessandra Panzavolta, si inserisce nell’ambito di un progetto triennale di collaborazione con il Teatro di Roma. Oltre a Grigolo e Machaidze, nel cast alternativo figurano Vannina Santoni (Juliette) e Duke Kim (Roméo). In tutte le recite sono impegnati Nicolas Courjal (Frère Laurent), Mihai Damian (Mercutio), Aya Wakizono (Stéphano), Valerio Borgioni (Tybalt), Raffaele Feo (Benvolio), Alessio Verna (Gregorio), Rocco Cavalluzzi (Le duc de Vérone), Christian Senn (Capulet) e Géraldine Chauvet (Gertrude).
TANCREDI di Gioacchino Rossini (19-29 maggio 2026) – Diretto da Mariotti e messo in scena da Emma Dante. Mariotti affida eccezionalmente il ruolo del titolo, anziché a un contralto, a un controtenore contraltista: Carlo Vistoli. Hasmik Torosyan è Amenaide, Enea Scala Argirio, Luca Tittoto Orbazzano. Accanto a emma Dante: Carmine Maringola per le scene, Luigi Biondi per le luci, Manuela Lo Sicco per i movimenti coreografici. La regista firma anche i costumi con Chicca Ruocco. Lo spettacolo sarà ripreso da Rai Cultura e trasmesso su Rai 5, RaiPlay e Radio 3.
LA TRAVIATA di Giuseppe Verdi (21-30 giugno 2028) – Firmata dalla regia di Sofia Coppola e i costumi di Valentino, con Ermonela Jaho, Nadine Sierra e Ekaterina Bakanova. La direzione musicale è affidata a Francesco Ivan Ciampa. Protagonista la grande Ermonela Jaho, in alternanza con Nadine Sierra ed Ekaterina Bakanova. Dmitry Korchak – di nuovo in scena dopo il Lohengrin inaugurale – Xabier Anduaga, e Antonio Poli vestono i panni di Alfredo Germont. Amartuvshin Enkhbat, Luca Salsi e Misha Kiria interpretano Giorgio Germont.
LE NOZZE DI FIGARO di Wolfgang Amadesu Mozart (15-23 settembre 2026) – Con la regia del grande regista tedescoi Claus Guth. La commedia per musica di Mozart segna il debutto di Emmanuel Tjeknavorian sul podio dell’Opera di Roma. Protagonisti di questo allestimento della Canadian Opera Company, che vede scene e costumi di Christian Schmidt, luci di Olaf Winter e video di Andi A. Müller, sono Germán Olvera e Markus Werba nel ruolo del Conte di Almaviva, Roberta Mantegna e Federica Guida in quello della Contessa, Erwin Schrott e Alessio Arduini come Figaro, Martina Russomanno e Benedetta Torre nei panni di Susanna, Elmina Hasan e Cecilia Molinari come Cherubino. Completano il cast Monica Bacelli (Marcellina), Roberto Scandiuzzi (Don Bartolo), Marcello Nardis (Don Basilio), Blagoj Nacoski (Don Curzio).
FALSTAFF di Giuseppe Verdi (11 ottobre- 1novembre 2026) – Con regia di Tatjana Gürbaca e direzione musicale di Michele Mariotti. George Petean e Maria Agresta interpretano rispettivamente Ford e Alice, Ekaterine Buachidze è Mrs. Meg Page, Violeta Urmana Mrs. Quickly, Marina Monzò Nannetta, Yijie Shi Fenton, Carlo Bosi Cajus, Paolo Antognetti Bardolfo, Gabriele Sagona Pistola. Il nuovo allestimento vede la scenografia è di Henrik Ahr, i costumi di Silke Willrett e le luci di Stefan Bolliger.
TOSCA di Giacomo Puccini (1novembre 2025) – Direzione musicale di Daniel Oren e regia di di Alessandro Talevi. Maestro del coro Ciro Visco. Interpreta da Eleonora Buratto (Tosca), Jonathan Tetelman (Cavaradossi), Luca Salsi (Scarpia), Gabriele Sagona (Angelotti), Domenico Colaianni (Sagrestano), Matteo Mezzaro (Spoletta).
LA DANZA

Lo schiaccianoci di Čajkovksij (17-31 dicembre 2025) – Nella visione fiabesca di Paul Chalmer, gli aspetti più oscuri e psicologici della trama originale lasciano spazio a un’atmosfera incantata dove – allo scoccare della mezzanotte di un magico Natale – sogni e desideri della giovane Clara prendono vita. Accanto alle stelle del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, i protagonisti saranno Chloe Misseldine, prima ballerina dell’American Ballet Theatre al debutto sul palcoscenico del Costanzi e Jacopo Tissi. Sul podio il direttore Nir Kabaretti si alterna con Carlo Donadio.
La Bayadère con le étoiles dell’Opéra di Parigi Sae Eun Park e Paul Marque (3-8 febbraio 2026) – Un melodramma con numerosi intrighi d’amore, gelosia e tradimento – nella versione coreografica di Benjamin Pech, nel fortunato allestimento firmato da Ignasi Monreal per le scene e Anna Biagiotti per i costumi – ispirato al poema indiano Sakuntala che farà rivivere le passioni di Nikija, la baiadera innamorata e segretamente sposa del guerriero Solor. In scena le étoiles dell’Opéra di Parigi Sae Eun Park e Paul Marque, al loro debutto al Costanzi. La musica di Ludwig Minkus sarà diretta da Fayçal Karoui.
Tre prime romane con Neumeier / Godani / Millepied – Torna anche nella stagione 2025/26 il Trittico Contemporaneo, fortemente voluto da Eleonora Abbagnato, con tre titoli presentati per la prima volta a Roma: Spring and Fall di John Neumeier / Echoes from a Restless Soul / e I Feel the Earth Move. Su musica di Philip Glass, il balletto di Benjamin Millepied inizia a sipario già alzato, mentre i macchinisti smontano le scene per poi proseguire sulle note di Einstein on the Beach. La direzione musicale è affidata a Daniel Capps.
Omaggio ad Angelin Preljocaj al Teatro Nazionale – Con La Stravaganza, ispirata dalla sua esperienza personale di migrazione. A seguire, Annonciation che reinterpreta con poesia e forza l’episodio evangelico dell’Annunciazione. In chiusura Noces, che parte con una figura femminile bendata guidata verso il centro della scena, pronta a rivivere il rito del matrimonio. Musiche su base registrata.
Burn di A. J. Weissbard con la voce di John Malkovich all’Auditorium Parco della Musica – Nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica, dal 28 al 30 aprile, debutta Burn, nuovo progetto di danza teatro ideato da A. J. Weissbard, artista e scenografo di fama internazionale. Lo spettacolo affronta temi quali identità e trasformazione. Quattro coreografi, ciascuno con un proprio linguaggio, daranno vita ai protagonisti in una sorta di dialogo danzato, un incontro di stili e visioni che si contaminano per generare nuove forme espressive. Le musiche inedite su base registrata sono di Michael Galasso, mentre la voce narrante è quella di John Malkovich, interprete originale del ruolo di Pale nella versione teatrale del 1987.
Il Sogno di una notte di mezza estate firmato da Balanchine – Ispirato alla celebre commedia di Shakespeare. Il balletto in due atti combina narrazione e pantomima, con Puck come fulcro magico e ironico dell’azione, in un’atmosfera incantata grazie ai costumi e alle scene firmate da Gianluca Falaschi. Le musiche di Felix Mendelssohn Bartholdy saranno dirette da Karen Durgaryan.
Un omaggio ai Balletti Russi con Goecke / Robbins / Bausch – Arriva il secondo Trittico Contemporaneo della stagione – Goecke / Robbins / Bausch – omaggio ai Balletti Russi di Djagilev.
In programma Petruschka (2016) di Marco Goecke, moderna interpretazione del burattino russo con movimenti spezzati e scattanti su musiche di Stravinskij; Afternoon of a faun (1953) di Jerome Robbins, racconto intimo dell’incontro di due danzatori in uno studio di danza, riflessi in uno specchio immaginario rappresentato dal pubblico: un moderno atto di narcisismo su musiche di Debussy; Le sacre du printemps di Pina Bausch (1975), poderosa e viscerale lettura del capolavoro di Stravinskij, dopo la prima apparizione al Caracalla Festival 2025, trasformerà il palcoscenico del Costanzi in un campo ricoperto di terra che avvolge corpi e volti. Dirige Andrew Litton.
I CONCERTI

Sono quattro gli appuntamenti con i concerti nella nuova stagione dell’Opera di Roma, di cui tre affidati al Direttore musicale Michele Mariotti e uno ospitato nella Basilica di San Vitale.
GLI SPETTACOLI AL NAZIONALE

È una stagione vera e propria, integrata e parallela con il cartellone del Costanzi, quella in programma al Teatro Nazionale, che propone sei titoli . Tragùdia – Il canto di Edipo di Alessandro Serra liberamente ispirato alle opere di Sofocle e ai racconti del mito. Seguono due appuntamenti con la danza: il primo è in programma il 12 e 13 dicembre, con la performance di Friedemann Vogel, protagonista di Soul Threads, un balletto che lui stesso ha concepito con Thomas Lempertz e di cui entrambi firmano anche la regia, basato sul testo Il teatro delle marionette di Heinrich von Kleist. La musica è composta ed eseguita dal vivo da Alisa Scetinina (GAISMA), Digital Artist Timo Kreitz. Lo spettacolo –una produzione Kleist Forum in collaborazione con Kleist Museum– vede scene e costumi di Thomas Lempertz e luci di Fabiana Piccioli. Dal 14 al 19 aprile 2026 sono étoiles, solisti e corpo di Ballo dell’Opera di Roma i protagonisti della Serata Preljocaj. Con La Stravaganza, Annonciation e Noces si rende omaggio a uno dei coreografi più innovativi della scena internazionale.
Nel mese di maggio si alternano due titoli ispirati a testi di Miguel Barnet: La piccola cubana (15 e 21) ed El Cimarrón e La vita nuda.
Organizzata dal Ministero della Cultura, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, dalla Shanghai Academy of Fine Arts e dalla Shanghai Artists Association e realizzata da Zhong Art International – in occasione del 55° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina – la Mostra “ 2025 East and West: International Dialogue Exhibition – From Shanghai to Rome” a cura di Gabriele Simongini e Zhang Xiaoling si avvale del Patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia, dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, dell’Accademia di Belle Arti di Roma e della RUFA – Rome University of Fine Arts, con il supporto della Shanghai University.

Costruendo un nuovo ponte con la Cina, la Mostra valorizza le differenze e le tipicità, all’interno della diversità.
Trascendendo i confini, tra tradizione e futuro e tra Est e Ovest, il percorso da Shanghai a Roma è una profonda intersezione tra linguaggi – dell’Oriente e dell’Occidente – al contempo peculiari e universali..
Vuole essere un dialogo con opere firmate da grandi artisti italiani del XX secolo – particolarmente noti ed apprezzati in Cina – quali Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Amedeo Modigliani, Carlo Carrà, Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Alberto Burri, Lucio Fontana, Jannis Kounellis, Mario Schifano – espressioni di visioni diverse: dal Futurismo ad una sospensione di matrice postmetafisica, dall’Informale alla Scuola di Piazza del Popolo e all’Arte Povera. Queste opere si confrontano con i lavori di alcuni artisti contemporanei noti nel mondo – come Maurizio Cattelan e Rudolf Stingel, o emergenti che instaurano un dialogo plurimo (Daniela De Lorenzo, Alessandro Piangiamore, Emanuele Becheri, Davide Rivalta) – con molteplici riferimenti alle tradizioni culturali cinesi.
La mostra è strutturata in tre nuclei tematici progressivi: