Le tensioni italo-francesi

febbraio 8, 2019

Il Presidente Macron ha richiamato C. Masset, l’Ambasciatore francese in Italia : l’ultimo richiamo di un Ambasciatore francese risale al 1940.  Le tensioni italo-francesi sono state esasperate dall’incontro di Di Maio con i gilet gialli, dalla Francia, visto come un invito all’insurrezione.
Il governo italiano si rende conto delle implicazioni di questo strappo diplomatico?
Lo storico legame italo-francese – e i benefici che ne derivano – sarà subordinato a una campagna elettorale, per le prossime elezioni europee, giocata a colpi di insulti e sgarbi?

La sfida non è tra Paesi europei ma tra l’Europa e il resto del mondo, per la salvaguardia della  pace e del rispetto dei diritti umani.

Che si tratti della questione migranti  dai francesi riportati in Italia ( di fatto l’Italia non rispetta i trattati – ci sarebbe da agire per cambiarli);  che si tratti della questione del franco Cfa (moneta di alcuni paesi africani) per cui Di Maio accusa la Francia di (neocolonialismo) e di impoverire l’Africa;   che si tratti del duello sulla TAV e l’alta velocità Torino Lione (nel 2017 l’Italia ha esportato – prevalentemente via tir – merci per 35 miliardi verso la Francia importandone per 35 miliardi);  che si tratti dell’affondo di Conte della richiesta che un Seggio del Consiglio di sicurezza dell’Onu vada all’UE Francia e Germania;  della questione di ex terroristi  riparati in Francia; dei dossier Fincantieri-Stx, Alitalia, Tim,  ecc.  certamente la soluzione non la si trova in insulti volgari…

L’unica cosa positiva in questo triste scenario è che il dibattito sta assumendo una dimensione transnazionale…

Ma deve ripartire il dialogo tra Francia e Italia alla ricerca di soluzioni – razionali  -dei problemi..  e non alla ricerca di solo consenso alle prossime europee…

In scena la terza edizione della rassegna I CLASSICI DEL SECOLO SCORSO – con allievi dell’Accademia STAP Brancaccio

febbraio 6, 2019

Ritorna in scena la rassegna “Classici del secolo futuro” che vede protagonisti – della riscrittura e dell’interpretazione dei testi – gli allievi del Terzo anno della Stap Brancaccio, Accademia di recitazione, drammaturgia e regia, sostenuti dai loro insegnanti.

1- 6-7 febbraio 2019 (alle 21h) – Primo appuntamento ore 21.00 presso lo Spazio Diamante (Via Prenestina 230 Roma): in scena IL TUFFO, tratto dal terzo atto di “Piccola città” di T. Wilder, a cura di Alberto Bellandi, Virginia Franchi e Lorenzo Gioielli.

2. 21 – 22 marzo 2019 (alle 20h) – Secondo appuntamento pressp il BRANCACCINO – Via Mecenate, 2: in scena ODIO STANISLAVSKIJ Da “Romanzo teatrale” di M. Bulgakov  A cura di: Daniele Prato e Giampiero Rappa

3. 17 – 18 aprile 2019 (alle 21h) – Terzo appuntamento presso lo SPAZIO DIAMANTE – via Prenestina, 230: in scena LA CLASSE Da “Alice nel paese delle meraviglie” di L. Carroll A cura di: Marco Cavalcoli, Katia Ippaso

4. 22 – 23 maggio 2019 (alle 21h) – Quarto appuntamento presso lo l0 SPAZIO DIAMANTE – via Prenestina, 230: in secna PRIMAVERE Da “Risveglio di primavera” di F. Wedekind A cura di: Virginia Franchi, Katia Ippaso

Scritti e interpretati da: FRANCO ANTONELLI, MATTEO BERGAMO, ROBERTO CASTELLO, MELANIA MARIA CODELLA, GEMMA COSTA, FRANCESCO IORIO, MATTIA LATTANZI, NICOLE MASTROIANNI, MARIA MAURIGI, GABRIELE RAHO, SIMONE SCARAFONI, LUDOVICA TEGLIA

La nuit des idees pour l’Europe a’Rome

febbraio 1, 2019

La Governante al Teatro Quirino (Roma) 5-17 marzo 2019

febbraio 1, 2019

Ricca di accenti polemici (contro l’ipocrisia dei benpensanti cattolici e il filocomunismo borghese ecc.)  – scritta nel 1952 – questa commedia fu subito censurata per il tema dell’omosessualità: in Italia è stato quindi possibile metterla in scena solo il 22 gennaio 1965.  


“Il nostro allestimento – precisa Guglielmo Ferro – rispetta assolutamente non soltanto il testo di Brancati ma lo stesso copione originale. L’omosessualità non è l’unica tematica scottante trattata da Brancati. E, come sempre, dietro la censura, si cela la paura del diverso e delle diversità”.


Questa la sua trama…   Caterina Leher, governante francese, è assunta in casa Platania, famiglia siciliana e borghese trapiantata a Roma il cui patriarca, Leopoldo, ha sacrificato la vita di una figlia (morta suicida) ai pregiudizi della sua morale. Calvinista – e considerata modello d’integrità – Caterina vive come colpe, la propria segreta omosessualità, e l’aver causato (attribuendole le proprie tendenze) il licenziamento di una giovane cameriera dei Platania, morta in un incidente mentre tornava al Sud: un peccato che la governante deciderà di espiare con il suicidio.
Bravi tutti!

Viktor und Viktoria al teatro Quirino (Roma) 5-17 febbraio 2019

febbraio 1, 2019

 

In questa commedia con musiche – sullo sfondo di una Berlino anni trenta che subisce gli umori delle nascenti forze di Hitler in lotta contro l’estrema sinistra –  una bella, brillante energica e vivace, Veronica Pivetti ci racconta una storia piena di qui pro quo, cambi di sesso, scambi di persona, sensualità ed attrazioni, amore:  un vero e proprio inno alla  libertà!

Questa  in sintesi la trama.

Un’attrice di provincia, Susanne Weber (Veronica Pivetti) e l’attore, immigrato italiano, Vito Esposito (il divertente e coivolgente Yari Gugliucci) si incontrano in un momento di reciproca difficoltosa ricerca di un scrittura. Questo incontro cambia le loro vite! Diventati amici, condividono fame, scene e battute e, alla fine, si scambieranno anche… sesso ed identità!

Susanne interpreta una donna interpretata da un uomo – Viktor und Viktoria – ed ha un gran successo. Victor viene acclamato in tutti i teatri d’Europa. Ma  – tornati a casa per l’ultima recita – un incontro fatale con il fascinoso conte Frederich Von Stein (Giorgio Borghetti) sfiora il cuore gelido di Susanne. E – mentre a Berlino la situazione politica degenera precipitosamente – la nostra protagonista sarà costretta a fare le sue scelte: non tradire Vito (l’amico inseparabile) né il conte, ormai padrone del suo cuore.  Riuscirà Susanne/Viktor ad abbandonarsi fra le braccia del suo inaspettato amore senza che le risulti fatale?  Victor dovra’rivelare il suo segreto…

Pur trattandosi di un testo non facile da mettere in scena, lo spettacolo cattura l’attenzione degli spettatori. Diverte, intriga, suscita vere e proprie reazioni al clima pesante di quegli anni … ed e’ un bello spettacolo!  Bravi tutti.

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10213760818791660&id=1141940195  @ParuoloS

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L’amore è un gambero – Sala Umberto (Roma) 5-10 febbraio 2019

febbraio 1, 2019

Inizia con “L’Amore è un gambero” la trilogia di Riccardo Rossi che – con la sua consueta elegante ironia – stila il suo imperdibile Manuale d’amore, spiegando i trucchi per affrontare al meglio tutte le fasi che un amore deve affrontare per sopravvivere a sé stesso.

Il fil-rouge è l’esperienza.

Ripercorrendo tutto a marcia indietro – come farebbe appunto un gambero – il grande Rossi ci fa capire che l’amore vero è quello che si ricorda, quello che “ti ritorna in mente” l’unico che ancora ci fa tremare la voce e brillare gli occhi…

Strepitose – per intelligenza brio ed ironia – anche la messa in scena del “matrimonio (dalla strana camminata dei padri al pranzo troppo ricco alle foto ecc.) e la lettura commentata di coppie celebri. Tenero il ricordo conclusivo del grande amore da cui lui stesso e’ nato. Molto belli gli effetti di luci che fanno da scenografia e le splendide musiche che accompagnano tutto lo spettacolo.

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The report Public good or Private Wealth

gennaio 28, 2019

Contrariamente alla norma  – in modo eccezionale – quanto segue non è scritto da me ma da IndustryAll –

Multinational companies must stop the war on wages and give workers secure jobs with decent salaries, says IndustriALL Global Union as a new study from Oxfam shows that 26 billionaires own as much as the poorest 50 per cent of the world’s population. 

The report Public Good or Private Wealth shows the gap between rich and poor is growing as billionaires’ wealth increased US$2.5 billion a day in 2018. 

The Oxfam study is timed with the World Economic Forum’s meeting in Davos this week, where every year the global elite says more must be done to create a fairer society, but does absolutely nothing about it. 

Low taxes and offshore holdings are making companies and individuals rich beyond imagination and yet the desire to squeeze every last penny of profit is insatiable. This month, garment workers in Bangladesh have been protesting in their thousands calling for better wages as they earn a pittance making clothes for global brands, whose owners are among the top billionaires. 

At Shell, one of the world’s biggest companies, a recent mission by IndustriALL found contract workers in Nigeria living in poverty and unable to pay for basic healthcare, despite working decades at the oil and gas giant. 

In many countries, such as Brazil or Hungary, labour legislation to protect workers is being undermined or overturned.  

Trade unionists fighting for better wages and safe working conditions are under attack, often with the complicity of the judiciary, as seen in Zimbabwe, Belarus and Algeria

Industry 4.0 and energy transition are new threats to workers and the present model will only concentrate wealth into the hands of a smaller minority. The surge in contract, temporary and agency work further weakens workers’ bargaining power. 

Unless governments protect workers, stand up to multinational companies and listen to trade unions, nothing will change. 

After the first industrial revolution, trade unions fought for and won higher wages, safer conditions and social benefits. Now as the Fourth Industrial Revolution gathers pace, with rights eroded and real wages falling, trade unions must be ready to bargain for a just world of work.

Alta Roma gennaio 2019

gennaio 27, 2019

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Eleganza, bellezza, qualita’ e bon ton ad Alta Roma: frutto di creatività e…tanto lavoro.

Clima: che bilancio trarre della COP 24?

gennaio 21, 2019

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COP 24 – CONFERENZA ONU sul clima: che bilancio trarne? E perche’l’UE vi ha svolto un ruolo abbastanza deludente?

Mi ci soffermo in questo mio articolo in Europa in movimento. Buona lettura a chi dovesse decidere di leggerlo!

http://www.europainmovimento.eu/mondo/la-conferenza-onu-sul-clima-cop-24-si-e-conclusa-con-il-katowice-climate-package-che-bilancio-trarne.html

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Rudens al Teatro Arcobaleno (Roma)

gennaio 20, 2019

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Rudens – la cui tempesta si presume abbia ispirato Shakespeare – per la sua inconsueta ambientazione marina e’ una delle opere più fascinose di Plauto.

Bella la sua fiabesca messa in scena al Teatro Arcobaleno: un ‘isola costruita nel teatro,  barche a vela che attraversano  la platea con la “voce” del mare in sottofondo; l’aspetto musicale ( tutte le sue belle canzoni sono cantate da vivo dagli attori in scena!) strettamente legato all’elemento fiabesco;  il grande tempio di Venere – alla cui ombra c’è la casetta del vecchio Mormora – e i tanti colori del cielo…

E’ una bella fiaba – raccontata in forma di Commedia musicale –  con personaggi del popolo con  forti  inflessioni  dialettali, dalla regia magistralmente utilizzate per creare  vere e proprie “partiture metriche”.

E –  cosa insolita  nel teatro farsesco di Plauto – in Rudens e’ centrale un forte aspetto etico.   ” Forse – sottolinea Vincenzo Zingaro – passati gli anni della guerra punica e, dopo un decennio, passata l’euforia della vittoria, gli umori dei cittadini volgevano oramai in direzioni  diverse: emergeva l ‘esigenza di una riforma del costume”.  Da qui il messaggio finale – sul concetto di onestà, contro l’avidità – del vecchio Mormora.

Uno spettacolo veramente gradevole, che fa ridere, sorridere e riflettere. Bravi tutti.