Stampe del cielo -Sala Umberto (Roma) 8 ottobre 2018

ottobre 8, 2018

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L’8 ottobre alle ore 21,00 alla Sala Umberto di Roma, andrà in scena lo spettacolo “Stampe del Cielo” da Federico García Lorca con Paola Giorgi e il Vojage Trio del M° Christian Riganelli con Luca Mengoni e Davide Padella.

Stampe del cielo” è un bellissimo viaggio attraverso la poesia del grande autore spagnolo.

In scena: la fisarmonica con la sua dote popolare; il violino romantico e malinconico; il contrabbasso che si fa grave e inclusivo; la voce, che nasce dal vibrare delle corde dell’anima.

I testi di Lorca – tratti da Romanzo Gitano, Lamento per Ignacio Sanchez Mejas, Sonetti, Stampe del cielo – sono interpretati da Paola Giorgi. Le musiche di Astor Piazzolla, Richard Galliano, Manuel De Falla, Christian Riganelli, sono eseguite dal vivo dal Vojage Trio.

La serata, ad ingresso libero con offerta, ha come finalità il sostegno alle zone colpite dal terremoto nelle Marche del 2016 attraverso l’adesione al progetto dell’Università di Camerino #ilfuturononcrolla per sostenere l’ateneo nella ricostruzione di alloggi, laboratori e aule per gli studenti.

Il Rotary Club di Roma Sud-ESt

ottobre 5, 2018

Interessante (in un momento in cui l’associazionismo attraversa un momento abbastanza critico) il pomeriggio di ieri (4 ottobre 2018) all’Hotel Bernini Bristol, organizzato dal Rotary Club di Roma Sud-Est: bel momento di incontro per una messa fuoco di quanto sta facendo – e intende fare – e per una sua esplicita apertura a un rinnovato e / o nuovo sostegno, e a nuove adesioni (di giovani e non) a uno stile di vita, e di impegno.

Interessante, perché ignoravo l’interesse dei (concreti) Progetti di servizi che il Rotary Club di Roma Sud -Est promuove, o aiuta e sostiene (in modo concreto) tramite ricerca fondi, e lavoro volontario.

Di questi – ho scoperto – una parte significativa è rappresentata dai Progetti concernenti:

  • iniziative dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù a Takeo in Cambogia

  • uno stimolatore elettrico transcranico (Lab.Analisi del movimento e robotica.POBG)

  • un ampliamento della Clinica di San Benito, Peten in Guatemala dovuto all’impegno del Missionario salesiano Don Gianpiero De Nardi (noto come Don Giampi)

  • progetti (di alfabetizzazione, sviluppo locale, e ambientali) in collaborazione con Vis- Volontariato internazionale per lo sviluppo partner Missione Peten

  • il faticosissimo progetto Salvamamme (a Roma) localizzato presso la Croce rossa

  • attività del C.R.E. Centro riabilitazione equestre Girolamo de Marco che utilizza i cavalli per aiutare disabili

  • iniziative dell’Orto botanico dell’Agro Veientano quali il risanamento del Borghetto dei pescatori a Ostia, il recupero di una Villa romana con impianti termali, la creazione di una serra delle farfalle, rigenerazione di aree sommerse da rifiuti ecc.

  • progetti locali (acquisizione di un defibrillatore, raccolta di medicinali non usati, il Poliambulatorio in zona Termini ecc.) in collaborazione con la Caritas

  • progetti nell’Area Salute (sia per raccogliere finanziamenti sia per prestazioni) quali: –- l’ambulatorio rotariano (degli specialisti si mettono a disposizione, a prezzo simbolico, per delle Giornate ad hoc, ad esempio per l’osteoporosi); screaning in aree disagiate; progetti Donna (esami anche strumentali); ambulanze rotariane attrezzate; missioni all’estero (in Etiopia Mogadiscio e Birmania) per formazione (vocational training team) e anche per risanamento di siti archeologici; ecc.

–  Ma diamo la parola al suo Presidente con una mia  Intervista (mia -cioè – di di Silvana Paruolo) al Dott. Federico Capoluongo Rotary Club Roma Sud Est – Anno 2018-2019

SP – Lei è il Presidente del Rotary Club Roma Sud -Est , a voler riassumere in una sola parola il Progetto del 2018-2019 cosa direbbe?

F.C. – Il nostro anno sociale parte il primo luglio: in realtà l’anno è già iniziato da un paio di mesi. Il progetto di punta di quest’anno sarà il progetto che noi chiamiamo Missione Peten: cioè raccoglieremo dei fondi, chiedendo una sovvenzione alla Fondazione internazionale del Rotary, per ampliare una struttura sanitaria in una Missione del Guatemala, che viene gestita da un missionario salesiano Per fare questa cosa che – oltre una raccolta di fondi – necessita una progettazione degli impianti, abbiamo attivato un rapporto di collaborazione con il VIS (Volontariato internazionale per lo sviluppo) – ong dei salesiani – che sul posto seguiranno tutta la parte ingenieristica e burocratica.

SP – Quindi è un impegno concreto in un Paese concreto. E – a prescindere da questo impegno internazionale – cosa prevedete a livello nazionale e locale?

F.C. – A livello romano, in particolare, noi sono diversi anni che collaboriamo con la Caritas. In particolare sosteniamo il Poliambulatorio della Caritas che è nei pressi di Stazione Termini, dove abbiamo fatto – nel corso degli anni – tutta una serie di attività: dalla raccolta farmaci, all’acquisto di apparecchiature sanitarie, prestito di volontari medici nostri soci del nostro club E poi, in generale, con la Caritas abbiamo anche fatto altre cose.

SP – Quindi attività concrete..

FC – Volontariato.. Abbiamo mandato delle persone a fare attività di volontariato (in cucina piuttosto che nelle strutture di ricezione della Caritas ) e abbiamo fatto attività di suppoto. Abbiamo acquistato delle apparecchiature, ad esempio, anche per le cucine e mense della Caritas, per ampliare e migliorare il servizio che loro fanno.

SP – Quindi… non è un luogo di ricreazione mondana. E’ un luogo di impegno sociale concreto con azioni che lasciano impronte nel tempo.

FC – Assolutamente La parte mondana va di pari passo con la parte di impegno sociale da parte di ogni socio.

SP – Avrebbe potuto esser la prima domanda ma glielo chiedo solo ora: perché questa vostra iniziativa, oggi?

FC – Perchè oggi, dopo 40 anni, sentiamo l’esigenza di raccontarci al mondo esterno, per farci conoscere, per cercare di attrarre persone brillanti, di buona volontà, che vogliano condividere i nostri valori. Crediamo – per l’importanza che da sempre diamo a questo aspetto – che le attività di servizio condotte nel tempo e quanto intendiamo fare in questo anno sociale, costituiscano il modo migliore di rappresentare il nostro spirito e il nostro modo di vivere il rotary.  Ad oggi, oltre 700 000,00 euro sono stati devoluti tra Rotary Foundation, Polioplus (campagna per debellare la poliomielite nel mondo) e vari progetti e sono stati portati avanti rapporti con oltre 30 associazioni e istituzioni”. 

Il Circo degli orrori al teatro Brancaccio (Roma) 5-21 ottobre 2018

ottobre 1, 2018

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Sconsigliato ai minori di 12 anni (ma i presenti sono piuttosto affascinati e divertiti!) Il Circo degli Orrori in scena al teatro Brancaccio, con artisti veramente straordinari, e’ uno spettacolo – dinamico e divertente (con numeri che si susseguono veloci, venati da tenebra ma sempre anche da sense of humour) – che associa tre arti: il teatro (narra una storia), il circo (narra – acrobaticamente – storie mimate) e il cabaret (per sensualità di alcune performance, e interazione con il pubblico con un pizzico di malizia).

Accolto all’ingresso da personaggi “terrificanti” – il pubblico – verrà traghettato da uno strano personaggio (che ricorda Nosferatu) nel mondo inquietante del circo degli orrori, abitato da morti viventi, acrobati che sembrano usciti da un rito voodoo, un dislocatore indemoniato in attesa dell’esorcista, killer clown dall’aspetto non proprio tranquillizzante ma sempre assai comico, vampiri.

Il titolo – nato in Inghilterra nel 1995 grazie a una fortunata idea di “Doctor John Haze” (un mangiafuoco che ideò un mix in salsa Horror e musica rock) – viene da un film inglese degli anni Sessanta dal titolo THE CIRCUS OF HORRORS (incrocio tra il Cirque du Soleil e il Rocky Horror Show) il cui enorme successo ha dato spunto per spettacoli a tematica Horror a varie compagnie Europee, in Spagna, Germania, Austria, Francia e per ultima l’Italia.

Nuova recensione del Pinocchio di Elena Paruolo

settembre 29, 2018

Il Parlamento europeo e il caso Orban – E il discorso Juncker sullo stato dell’Unione 2018

settembre 17, 2018

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Per l’UE, il 12 settembre 2018 e’ stata una giornata particolarmente importante: il Parlamento europeo ha adottato una Relazione a difesa dei valori europei e il Presidente Juncker ha pronunciato (prima delle prossime elezioni politiche europee) il suo ultimo discorso sullo stato dell’Unione. Da parte loro, alla sua vigilia,  i sindacati europei – in vista di questo discorso – avevano specificato alcune loro principali rivendicazioni sul futuro dell’Europa.

In questo mio articolo in Europa in movimento mi soffermo su tutto questo. Ecco il suo link:

http://europainmovimento.eu/europa/12-settembre-2018-il-discorso-juncker-sullo-stato-dell-unione-e-la-questione-orban.html

Buona lettura a chi dovesse decidere di leggerlo.

http://europainmovimento.eu/europa/12-settembre-2018-il-discorso-juncker-sullo-stato-dell-unione-e-la-questione-orban.html

Alcune…. delle mie creazioni

settembre 16, 2018

Tele realizzate da me: Silvana Paruolo

 

COLIN CROUCH SUL SOLE 24 ORE

settembre 11, 2018

EQUILIBRIO TRA MERCATI E TUTELE PER ARGINARE I POPULISMI.

Dopo l’intervista a papa Francesco curata dal direttore Guido Gentili, il Sole 24 prosegue il suo approfondimento dei temi politici e culturali di fondo. L’11 settembre ha proposto un articolo di un importante studioso della società europea, Colin Crouch.  Qui di seguito alcuni suoi estratti…

..” Visto che il capitalismo ha quasi distrutto se stesso nella crisi – scrive Crouch – e che ha dovuto chiedere l’aiuto dello Stato per scongiurare una crisi ancora più terribile, sembra arrivato il momento di ripensare i rapporti tra il mercato ela società, come propone il Papa. Ma le forze, che possono rappresentare questo ripensamento sono deboli.

Le forze, che dominano la politica attuale, sono quattro:

1. il neoliberismo (screditato ma ancora influente nei mondi degli affari e della politica)

2. il populismo xenofobo (sempre più potente, aggressivo, con poche idee economiche)

3. la socialdemocrazia (sempre più debole, dopo íl declino della sua base sodale principale, la dasse operaia industriale)

4. la democrazia cristiana, spaccata tra un’ala neoliberista, conservatrice (che oggi vuol dire populista) e una socialdemocratica.

Quali coalizioni possibili esistono tra queste forze, affinché si raggiunga un nuovo bilanciamento tra mercato, regolazione e politica sociale?

Sono possibili alleanze tra il neoliberismo e una xenofobia populista: lo si vede nell’amministrazione di Donald Trump. Ma è rischioso, perché i populisti rifiutano la globalizzazione e la sovranità della legge sul governo, due cose care al neoliberalismo.

Sono possibili anche coalizioni tra gli xenofobi e socialdemocratici, se questi ultimi pongono l’enfasi della loro politica sullo Stato nazionale e il suo popolo nativo. Si vedono discussioni di questo tipo in Italia, in Danimarca, nel Regno Unito, e tra i nuovi gruppi della sinistra tedesca. Tali coalizioni potrebbero portare a un nuovo protezionismo.

Infine sono possibili coalizioni tra neoliberalismo e socialdemocrazia. Abbiamo esperienze molto recenti di questi rapporti, nel Regno Unito di Tony Blair, nella Germania di Gerhard Schroeder, in Austria, in Olanda, nei Paesi scandinavi. Tutti sono finiti tra le lacrime, perché i socialdemocratici hanno offerto troppi compromessi al neoliberismo e dunque non potevano opporsi alle forze che d hanno condotto alla crisi finanziaria. Questi compromessi hanno anche creato un centro troppo ampio, che ha relegato il conflitto politico agli argini, dove sono fioriti i populisti della destra estrema. Eppure c’è ancora bisogno di compromessi tra fautori del libero mercato e quelli delle politiche sociali, come ha esortato il Papa….

UE: le rivendicazioni dei sindacati europei, in vista dello Stato dell’Unione (12 settembre 2018) di J.C. Juncker

settembre 11, 2018

In vista del discorso (12 settembre 2018) del Presidente della Commissione europea C. Juncker, sullo stato dell’Unione, Luca Visentini, Segretario generale della Confederazione europea dei sindacati (CES) ha così puntualizzato alcune rivendicazioni dei sindacati europei:

  • un appello per un’ampia Alleanza europea – tra partiti, politici ,parti sociali e società civile – a supporto dei valori democratici; e per contrastare populismo, nazionalisno e razzismo, negli ultimi anni, alimentatida un incremento delle disuguaglianze e una caduta dei livelli di vita

  • attenzione al fatto che l’Unione europea non può essere basata solo sicurezza, difesa e controllo delle frontiere.

    L’Europa necessita di :

  • giustizia sociale

  • più investimenti (pubblici e privati) e lavori di qualità

  • azioni concrete per implementare il Pilastro dei diritti sociali, prima delle elezioni europee.   Servono progressi concreti per un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata, condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili, accesso alla protezione sociale, per l’Autorità europea del lavoro e il Pacchetto mobilità, e più ambizioni da parte dei governi piuttosto che rinvii

  • più serietà nell’affrontare le disuguaglianze salariali (di genere e tra est e ovest) e la povertà.  Salari più alti e convergenza in sù rafforzerebbero la domanda, incrementerebbero la competitività e ridurrebbero il risentimento

  • l’Ue dovrebbe fare tutto quanto può per promuovere efficienti relazioni industriali, contrattazione collettiva, dialogo sociale a livello UE e a livello nazionale, e la partecipazione dei lavoratori.

  • l’azione climatica e la digitalizzazione devono essere gestite per affrontare gli impatti sociali e occupazionali e le eventuali perdite di posti di lavoro, ivi incluso attraverso una politica industriale europea

  • deve essere trovata una risposta comune all’immigrazione, basata su regole, multilateralismo e diritti umani e il coinvolgimento delle parti sociali e delle organizzazioni della società civile che possono svolgere un ruolo cruciale nell’integrazione di rifugiati e migranti.

BRICS Labour and Employment Ministers’ Meeting – Discorso di Guy Ryder (ILO) agosto 2018

agosto 3, 2018

Quanto segue non e’ scritto da me  -Silvana Paruolo – in quanto riporto un Comunicato stampa dell ‘OIL

BRICS Labour and Employment Ministers’ Meeting  COMUNICATO STAMPA ILO (Organizzazione internazionale del lavoro)

Make social dialogue work

ILO Director-General, Guy Ryder, praises the commitment to social dialogue and tripartism made by BRICS nations – Brazil, Russia, India, China and South Africa – in a speech at the group’s Labour and Employment Ministers’ Meeting in South Africa.

Madame Chairperson – Madame Minister Mildred Oliphant,
Honourable Representatives of our host municipality and region,
Ministers, Representatives of Governments, Employers and Workers,
Colleagues, Ladies and Gentlemen,

I begin by expressing sincere gratitude to you, Madame Minister, and to your team for the excellent arrangements made for this meeting and for bringing us to your beautiful home region.

Thank you too for the opportunity offered to me to address this 4th Meeting of BRICS Labour and Employment Ministers , as I have each of the previous meetings in Ufa, in Delhi and last year in Chongqing .

I think that this reflects the importance of the partnership which has developed between the BRICS group and the ILO since the idea of a BRICS labour track was born in Brazil back in 2014. Allow me to convey to you today how much the ILO values this relationship and our strong commitment to offer you our support for your ongoing work. This is also demonstrated by the presence here in Durban of senior colleagues from the ILO technical departments responsible in each of the issues on your agenda and from the Turin International Training Centre .

Ministers, this commitment has its origins in three considerations:

  • Firstly, individually each of the BRICS countries, for very obvious reasons, plays a key and leading role in our organization and in the international system more generally. Through our offices in each one of your countries we are working closely, and I believe productively, on a permanent basis.
  • Secondly, the BRICS Labour and Employment Ministerials address critically important questions which stand high on the ILO’s agenda of priorities. That is certainly the case with the South African Presidency’s choice of the theme of “Developing Countries for Intensive Growth and Shared Prosperity in the New Industrial Revolution”. So by working with you here collectively we are able to advance these global priorities for a remarkably high proportion of the people that we serve.
  • And the third consideration is that we are very conscious of the great, and increasing, importance that the BRICS Group has acquired on the international stage, and this at a time when the pressures faced by the multilateral system pose important challenges to international cooperation. Proof of this may be found in the BRICS Summit Declaration adopted in Johannesburg just last week. It is, if I may be allowed to say so, a document of great vision, breadth, and ambition, and stands out for its ringing endorsement of the United Nations, of which the ILO is a part, multilateralism, and of the strengthened system of global governance to which we must contribute if the shared prosperity that we seek is to be achieved.

Madame President,

As we move forward from this Ministerial in Durban with the important Declaration that has been proposed for your adoption, to next year’s Brazilian Presidency which in a sense completes the first cycle of BRICS Labour and Employment Ministerial Meetings, my belief is that it is of crucial importance that the issues which we address find their full and proper place not only in BRICS declarations but in substantive cooperative work programmes and in implementation. And I will return to that thought briefly at the end of my remarks.

But just before that, a few comments about the substance of today’s and tomorrow’s agenda.

Certainly the South African Presidency is to be congratulated for giving prominence to social dialogue and tripartism – and the presence of the strong worker and employer representation in this room from which we have already heard shows that it is truly “walking the talk” on this, in BRICS and also in NEDLAC as we have heard, and I am very encouraged that BRICS considers tripartism as an integral part of its work. For obvious reasons this is music to the ILO’s ears. And this meeting comes shortly after this year’s International Labour Conference had an important discussion on social dialogue and adopted a resolution on it. That discussion confirmed the inherent value of social dialogue, particularly at times of deep and accelerated change in work, and reflected the variety of ways in which it can be and is practised in our member States around the world. But I am conscious as well of the pressures and challenges faced by tripartism. Its value is questioned by some, and in general it is becoming more difficult, or so it seems, for us to talk and to listen to each other.

The best response, I believe, is to demonstrate the added value of social dialogue by making it work. So I hope that the fullest use will be made, by the social partners in particular, of the space and opportunity afforded to them here in the BRICS arena.

Madame Minister,

I have the habit of saying that when I ask a Labour Minister of any of our 187 member States  what their absolute top priority is, the answer nine times out of ten is jobs for young people. I don’t know if that applies to the BRICS but in any case it is absolutely right that youth employment figure in your deliberations. We know the immensity of the challenge, and we know that we need multi-pronged approaches balancing demand side and supply side interventions, and we know that skills formation must be at the heart of what we do.

From these understandings we simply have to pass to concrete action. At the ILO we are leading the UN-wide Global Initiative on Decent Jobs for Youth, thus spearheading the system’s delivery on the key SDG 8  of the UN 2030 Sustainable Development Agenda .

And because we are aware that youth employment depends crucially on overall labour market conditions, allow me, Madame Minister to congratulate the Government of South Africa for its determination to convene a Jobs Summit later this year. We know how important it is and the ILO stands ready to offer whatever assistance may be helpful to its success.

But in a meeting such as this on inclusive growth and on shared prosperity, we must address the largely unfinished business of women’s participation and equal pay. Not coincidentally this was precisely the subject of my own report to this year’s ILC, which advocated a new push for gender equality. Essentially that report asked one question. How is it possible, more than half a century after the ILO adopted fundamental rights conventions on equal pay and on gender non-discrimination, and following their ratification by the great majority of countries, that a woman still has 30% less chance of being in the labour force – and often being at the bottom of the ladder even then and will be paid on average about 20% less than men.

What, then, are the continuing obstacles to equality and more importantly, what must we do to finally break them down? One of the answers and maybe the most important has to do with care and the care economy. Women today do the overwhelming part of unpaid care work – and this often prevents them entering paid work. World-wide there is a very marked “motherhood employment penalty” for women with young children. Just looking at the BRICS countries, 42% of those women work while for fathers the figure is 88%. Moreover the ILO estimates that a high road and professional care economy has the potential to generate no less than 159 million new jobs in your countries.

And on the issue of pay – the ILO is a co-leader of the new Equal Pay International Coalition, EPIC, established to deliver on SDG 8.5 of the 2030 Agenda which is equal pay for work of equal value. That coalition would gain enormously from the concerted support of the BRICS countries.

Madame Chair,

Coming finally to social protection, it is heartening indeed to recognize both the substantive work undertaken together by BRICS Labour and Employment Ministers, and also the extraordinary progress made at national level in your countries which means that many millions of people previously unprotected now enjoy benefits which enhance their income security and access to health care. This progress is reflected in the interest in ratification of the relevant ILO Conventions in BRICS countries. I particularly refer to Convention 102, and I understand that that process is close to conclusion in the Russian Federation – which I warmly welcome.

Understanding that we still have much to do, and much to learn from each other, I believe that the BRICS Social Security Cooperation Framework, launched last year in Chongqing has enormous potential which we must fully exploit, and which with our colleagues from ISSA the ILO stands ready to support, not least as we take up the challenge of delivering SDG 1.3 on nationally appropriate social protection floors for all.
And that leads me to my final point.

With the Framework on Social Security and the BRICS Network of Labour Research Institutes that was also established in Chongqing last year, you have already put in place some important mechanisms to sustain and to deepen substantive policy cooperation among the BRICS countries. The MoU attached to the draft Durban Declaration provides a platform to take this forward, and I see this as a most important opportunity to ensure that social and labour issues do indeed occupy their full and proper places in BRICS processes.

I regard it as a responsibility of the ILO to accompany you in the initiatives that you decide upon.

That is precisely why my colleagues from the Turin Centre are here and will present to the meeting tomorrow morning a partnership proposal between the BRICS, the Turin Centre and the ILO itself which I believe can help strengthen our work together in the areas of key importance, to give us continuity and to give us capacities for implementation. One of the benefits will be to strengthen our capacities to facilitate South-South and triangular cooperation.

Madame Chair,

These are thoughts which I hope can carry us forward from Durban to the Brazilian Presidency with commitment and with optimism.

I am mindful as others have been that next year is the ILO’s centenary year, and this coincides also with the celebration of the Mandela centenary which we will also mark.

As you know, the ILO is focusing its centenary on the future of work, with a Global Commission, co-chaired by President Ramaphosa of South Africa and the Prime Minister of Sweden, and in which Commissioners of every BRICS country are serving. That Commission will publish its report in January and it may be that BRICS Labour and Employment Ministers will wish to take it into account as you plan the future of your own work. We have real opportunities, I believe, to go forward together.

With this let me again congratulate you, Madame Minister, for your leadership and thank you all for your attention.

Tags: future of work, employment policy, social protection, ILO Director General, ILO centenary

Regions and countries covered: South Africa, Brazil, India, China, Russian Federation

 

Stefano Saletti & Banda Ikona – Concerto a Villa Ada – Roma incontra il mondo 2018 (2 agosto 2018)

agosto 1, 2018

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In un momento in cui si tende a innalzare nuovi muri, con brani di Fairuz, Umm Kulthum, Amalia Rodrigues, SezenAksu, Rosa Balistreri e il repertorio di Stefano Saletti & Banda Ikona, questo splendido concerto del 2 agosto – attraverso voci di donne cantanti, scrittrici, madri, rifugiate, e migranti e attraverso l’incontro di tradizioni musicali delle due sponde del Mare nostrum – vuole raccontare il Mediterraneo, (mare che bagna e divide l’Europa, l’Africa, i Balcani e il Medio Oriente)  per evidenziare (attraverso la musica e le parole) che ciò che unisce è più forte di ciò che divide.

Sul palco:

– una grande orchestra popolare, la Banda Ikona con Stefano Saletti (oud, bouzouki, chitarre, voce), Gabriele Coen (fiati), Mario Rivera (basso acustico), Carlo Cossu (violino), Giovanni Lo Cascio (batteria e percussioni), Arnaldo Vacca (percussioni), Alessandro D’Alessandro (organetto)

– alcune delle voci più affascinanti della scena popolare e world : Barbara Eramo, Lucilla Galeazzi, YaseminSannino, Gabriella Aiello, Eva Coen, Raffaela Siniscalchi.

Ospiti Nando Citarella (voce e tammorra) e PejmanTadayon (ney, daf) del Cafè Loti.

Ci sarà anche la partecipazione del coro “Voci migranti”curato da Stefano Saletti e Barbara Eramo, del “Baobab Ensemble” e di due cori diretti dal maestro Angelo Fusacchia: il Coro Rifugiati e richiedenti asilo Centri Sprar Cooperativa sociale “Tre Fontane” e il Coro polifonico“Istituto Corelli”.