Ue – ancor più – a più velocità? Entro dicembre ci sarà un Pacchetto di proposte Macron-Merkel per un’Europa più forte Intanto.. primo test all’eurogruppo di oggi (20 novembre 2018)

novembre 19, 2018

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Mentre la trattativa sulla manovra economica del governo italiano è attualmente congelata (sia pure con un rischio non remoto di un futuro avvio di una “procedura d’infrazione” per violazione della regola del debito che la Commissione potrebbe proporre dopo l’adozione del disegno di legge di bilancio, e di un più vicino prossimo avvertimento UE) –  in Europa  – qualcosa si muove…

Chiudendo a Berlino le celebrazioni per i cento anni della fine della prima guerra mondiale, Macron ha affermato: “oggi l’amicizia tra i nostri popoli è più forte della follia guerriera”.  Ma – di fronte al nuovo ordine mondiale – l’Europa ha bisogno di più sovranità per affrontare le sfide di migrazioni, commercio, cambiamenti climatici, digitalizzazione, difesa, moneta comune “dotata di un suo budget”. 

La nostra forza è nell’unità, che non significa sempre e comunque unanimità”.

Al di là delle differenze che ancora separano Parigi e Berlino su molti dossier europei, Francia e Germania  – ritenendo loro responsabilità “non far scivolare il mondo verso il caos” lasciandolo alla mercé del “nazionalismo senza memoria” e del “fanatismo senza valori”, e loro dovere “aprire un nuovo capitolo della costruzione europea “dando all’Unione gli strumenti della loro sovranità” – si sono impegnati a presentare entro metà dicembre 2018 un Pacchetto di proposte concrete per il rilancio dell’Unione.

Bisogna costruire una moderna democratica ed efficiente sovranità” in Europa, sostiene Macron il quale  non ha remore a riassumere le paure più diffuse sulle due sponde del Reno (“quella di cedere sovranità dei francesi, e quella di sobbarcarsi maggiori oneri finanziari dei tedeschi”).

Da parte sua, A. Merkel  ammette: “E’ vero siamo dinanzi a una svolta”.  E si tratta di “andare avanti sul lavoro di Meseberg e passare alla consegna dei risultati”.

Fra le proposte del prossimo Pacchetto franco-tedesco, ci sarà di sicuro quella di un bilancio per l’eurozona – volto a correggere gli squilibri fra i 19 Paesi della moneta unica, potenziale primo strumento di quell’Unione dei trasferimenti fin qui tabù per i tedeschi – che (contrariamente ai sogni iniziali di Macron) i tedeschi vogliono limitato a non più di 20/25 miliardi di di euro (cioè lo 0,2% del Pil dell’eurozona).

Possibili anche passi in avanti nella trasformazione del Meccanismo europeo di stabilizzazione (ESM) in vero e proprio Fondo monetario, in grado di soccorrere i Paesi membri in caso di emergenze finanziarie.

Circa la tassa digitale sui giganti del web (Amazon, Google e Apple), molto auspicata da Macron, il ministro tedesco delle Finanze Olaf Scholz propone di negoziare prima una forma di tassazione insieme ai 36 paesi dell’Ocse e, solo in caso di fallimento, sostenere la proposta francese. Tedeschi. L’opposizione tedesca – verdi in testa – preme per sostenere la proposta francese.

L’Europa non può giocare il suo ruolo nel mondo se “non si prende maggiori responsabilità per la sua difesa e sicurezza e si accontenta di avere un ruolo secondario sulla scena internazionale” sottolinea ancora Macron.  E c’è oramai un’espressa convergenza franco-tedesca pure su un futuro esercito europeo, anche se molto resta da fare in tal senso, considerando anche le diverse culture strategiche dei due paesi.

Il primo banco di prova di queste idee c’è stato il 20 novembre 2018 nel quadro dell’Eurogruppo, dopo un via libera preventivo che Merkel si è premurata di ottenere da parte di paesi riluttanti, convinti di quello  che al governo italiano non piace, e cioè di escludere dal fondo i Paesi con i conti pubblici in disordine.

Sei personaggi in cerca di autore al Teatro Quirino (Roma) 20 novembre – 2 dicembre 2018

novembre 19, 2018

Pirandello e il suo “Sei personaggi in cerca di autore”  – al Quirino – in versione  Michele Placido: teatro e meta-teatro, realta’ e illusione, suspence, testo non facile ma interpretazione eccellente!

Su un testo di Pirandello – dopo Così è se vi pare e i due atti unici La carriola e L’uomo dal fiore in bocca –questa  è la  terza regia teatrale di MIchele Placido che precisa: “è la mia passione per tutto quello che è pirandelliano che mi ha portato ad accettare la sfida» della regia di questa nuova produzione del Teatro Stabile di Catania, di cui lui è anche carismatico protagonista insieme all’intensa Guia Jelo.

La scenografia (quasi in bianco e nero) – in cui spicca la performance della palermitana Dajana Roncione e di altri attoriutti siciliani – è essenziale. L’allestimento si avvale delle musiche di Luca D’Alberto e dei costumi di Riccardo Cappello. Gaetano La Mela cura le luci.

I “Personaggi della commedia” – Michele Placido (il padre) e Guia Jelo (la madre), affiancati da Dajana Roncione (la figliastra), Luca Iacono (il figlio), Luana Toscano (Madama Pace), e ancora la piccola Clarissa Bauso (la bambina) e Flavio Palmeri (il giovinetto) – abbandonati dall’autore, si materializzano in scena. E si rivolgono a quelli, in copione, indicati quali “gli attori della Compagnia”: qui affidati all’interpretazione di Silvio Laviano (il regista), Egle Doria (la prima attrice), Luigi Tabita (il primo attore), Ludovica Calabrese (l’attrice giovane), Federico Fiorenza (l’attore giovane), Marina La Placa (la seconda donna), Giorgia Boscarino (l’assistente del regista), Antonio Ferro (il direttore di scena).

In passato – sottolinea ancora Placido – ho girato un film La scelta, tratto da L’innesto incentrato sulla violenza che una donna subisce. Anche in Sei personaggi è presente una forma di violenza molto ambigua, attuata dal Padre nei confronti dell’umile moglie che pure ha amato e gli ha dato un figlio, ma con la quale ha poco da condividere sul piano intellettuale. Deciderà perciò di farla innamorare del suo contabile; un piano “diabolico” ma a suo dire “a fin di bene”, almeno per la donna che sarà più felice nel nuovo rapporto da cui avrà tre figli. Poi il contabile muore. La Madre torna in città con i Figli. Il lutto getta la famiglia in gravi ristrettezze. La situazione precipita quando il Padre e la Figliastra hanno un incontro intimo e molto traumatico in una casa di piacere. “Si spiega – osserva Placido – perché una siffatta famiglia è stata abbandonata dall’autore, atterrito all’idea di alimentare una vicenda tanto scandalosa”

Allo stesso tempo – aggiunge Placido – “trovo che sia presente un senso di ribellione da parte dei “personaggi” che andranno – appunto – alla ricerca di un’origine e, nel nostro caso, di una Compagnia incline a privilegiare testi che parlano della società di oggi e delle sue drammaticità (il femminicidio, le morti bianche o anche l’impossibilità di un legame sentimentale, dovuta all’alienazione dell’uomo contemporaneo). Che una Compagnia intenta a provare mini-drammi quotidiani venga in qualche modo spiata da presenze o fantasmi (anche se Pirandello era contrario a questa parola) mi rafforza nella convinzione che questo testo sia pieno di suggestioni soprannaturali”.

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NON MI HAI PIÙ DETTO TI AMO al Teatro Olimpico (Roma) 20 novembre-16 dicembre 2018

novembre 19, 2018

 

Come si stanno evolvendo le nostre famiglie alla luce delle trasformazioni sociali, politiche ed economiche in atto? 

È questo il tema attualissimo sul quale nasce e si sviluppa questa ironica e sorprendente “pièce” teatrale (con  Lorella Cuccarini  e  Giampiero Ingrassia, Raffaella Camarda, Francesco Maria Conti e Fabrizio Corucci): in sintesi, la storia di una famiglia italiana contemporanea, costretta ad affrontare un cambiamento traumatico improvviso che, alla fine di un percorso umano difficile ed intenso, si ritroverà completamente trasformata e forse più preparata a sopravvivere.

Lorella Cuccarini – super-mamma e moglie perfetta – capisce che forse questo ruolo non è più funzionale alla sua felicità. Con grande coraggio decide di recuperare se stessa, e il suo essere donna, rimettendo completamente in gioco tutti gli equilibri.

Suo marito Giulio – un ineguagliabile Giampiero Ingrassia – inizialmente destabilizzato, riscoprirà poi il suo ruolo di marito e di genitore per troppo tempo passivamente delegato alla moglie.

Come i loro genitori andranno in crisi anche i due figli (Tiziana e Matteo) ventenni. Ma ciascuno riuscirà a trovare inaspettate risorse interiori che porteranno ad un avvincente finale a sorpresa!

Scritto e diretto da Gabriele Pignotta –  – le scene sono di Alessandro Chiti. Le musiche di Giovanni Caccamo, i costumi di Silvia Frattolillo. Light designer Umile Vainieri , Sound designer Enrico Porcelli. 

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“Sei personaggi in cerca di autore” al Teatro Quirino

novembre 18, 2018

«Questa – sottolinea Michele Placido – è la mia terza regia teatrale su un testo del Girgentano, dopo Così è se vi pare e i due atti unici La carriola e L’uomo dal fiore in bocca. È la mia passione per tutto quello che è pirandelliano che mi ha portato ad accettare la sfida della regia di questa nuova produzione del Teatro Stabile di Catania: di cui è anche carismatico protagonista, insieme all’intensa Guia Jelo. La scenografia (quasi in bianco e nero) – in cui spicca altresì la performance della palermitana Dajana Roncione e degli altri attori tutti siciliani – è essenziale. L’allestimento si avvale delle musiche di Luca D’Alberto e dei costumi di Riccardo Cappello. Gaetano La Mela cura le luci.

I personaggi della commedia” – Michele Placido (il padre) e Guia Jelo (la madre), affiancati da Dajana Roncione (la figliastra), Luca Iacono (il figlio), Luana Toscano (Madama Pace), e ancora la piccola Clarissa Bauso (la bambina) e Flavio Palmeri (il giovinetto) – abbandonati (negando loro la vita teatrale) dal loro autore, si materializzano in scena. E si rivolgono a quelli in copione indicati come “gli attori della Compagnia”: qui affidati all’interpretazione di Silvio Laviano (il regista), Egle Doria (la prima attrice), Luigi Tabita (il primo attore), Ludovica Calabrese (l’attrice giovane), Federico Fiorenza (l’attore giovane), Marina La Placa (la seconda donna), Giorgia Boscarino (l’assistente del regista), Antonio Ferro (il direttore di scena).

Anche in Sei personaggi è presente una forma di violenza molto ambigua, attuata dal Padre nei confronti dell’umile moglie che pure ha amato e gli ha dato un figlio, ma con la quale ha poco da condividere sul piano intellettuale.

Deciderà perciò di farla innamorare del suo contabile; un piano “diabolico” ma a suo dire “a fin di bene”, almeno per la donna che sarà più felice nel nuovo rapporto da cui avrà tre figli”. Poi il contabile muore. La Madre torna in città con i Figli. Il lutto getta la famiglia in gravi ristrettezze. La situazione precipita quando il Padre e la Figliastra hanno un incontro intimo e molto traumatico in una casa di piacere.

Si spiega – osserva Placido – perché una siffatta famiglia è stata abbandonata dall’autore, atterrito all’idea di alimentare una vicenda tanto scandalosa”. Allo stesso tempo, Placido riscontra “un senso di ribellione da parte dei “personaggi”, che andranno appunto alla ricerca di un’origine e, nel nostro caso, di una Compagnia incline a privilegiare testi che parlano della società di oggi, delle sue drammaticità: il femminicidio, le morti bianche o anche l’impossibilità di un legame sentimentale, dovuta all’alienazione dell’uomo contemporaneo». Coerentemente con il metateatro di Pirandello, la richiesta dei “Sei” di dare vita al loro dramma coincide qui, più che mai, con la funzione che è propria del palcoscenico, ossia accogliere la rappresentazione.

UE: PRIMO ANNIVERSARIO DEL PILASTRO EUROPEO DEI DIRITTI SOCIALI

novembre 14, 2018

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Il Pilastro europeo dei diritti sociali, annunciato per la prima volta dal Presidente Juncker nel suo discorso del 2015 sullo stato dell’Unione, è stato presentato dalla Commissione nell’aprile 2017. Successivamente, il 17 novembre 2017, i leader dell’Unione europea hanno solennemente proclamato il pilastro in occasione del vertice sociale per l’occupazione equa e la crescita a Göteborg, Svezia.

Il Pilastro europeo dei diritti sociali esprime 20 principi e diritti fondamentali per assicurare l’equità e il buon funzionamento dei mercati del lavoro e dei sistemi di protezione sociale UE nell’Europa del 21º secolo.  Primo insieme di diritti sociali proclamato dalle istituzioni dell’UE dopo la Carta dei diritti fondamentali, il Pilastro dovrebbe incoraggiare una “corsa al rialzo”!

Nell’ultimo anno la Commissione ha avviato varie iniziative positive  (che contribuiscono a realizzare in concreto i principi del pilastro) tra cui una proposta finalizzata ad aiutare i genitori e i prestatori di assistenza che lavorano a gestire vita familiare e carriera, aggiornamenti della legislazione dell’UE in materia di salute e sicurezza, una proposta relativa a condizioni di lavoro più prevedibili e trasparenti e una proposta di raccomandazione sull’accesso alla protezione sociale per i lavoratori subordinati e autonomi. Queste proposte integrano precedenti iniziative adottate in campo sociale dalla Commissione Juncker, volte ad esempio a rilanciare la garanzia per i giovani, promuovere l’integrazione nel mercato del lavoro dei disoccupati di lunga durata, garantire la parità di retribuzione per uno stesso lavoro svolto nel medesimo luogo per i lavoratori distaccati e rendere accessibili prodotti e servizi fondamentali alle persone con disabilità.

In occasione delle celebrazioni per il primo anniversario, il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, il Vicepresidente responsabile per l’Euro e il dialogo sociale, Valdis Dombrovskis, e la Commissaria responsabile per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, Marianne Thyssen, hanno dichiarato:

” Il pilastro europeo dei diritti sociali è stato concepito per apportare un contributo positivo alla vita quotidiana di tutti gli europei. La Commissione si avvale di tutti gli strumenti a sua disposizione per realizzare in concreto i principi del pilastro. Il semestre europeo è ora più che mai improntato al sociale e il Pilastro è fermamente ancorato nel processo di monitoraggio dei progressi sociali. Tale concetto sarà ribadito in occasione del ciclo del semestre 2019, che verrà avviato la settimana prossima.  La Commissione ha anche varato una serie di proposte legislative finalizzate all’attuazione del pilastro.  Varie proposte sono tuttavia ancora in fase di negoziazione tra il Parlamento europeo e gli Stati membri. Questo è in particolare il caso per quanto riguarda l’Autorità europea del lavoro, la nostra iniziativa sull’equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza, la nuova direttiva relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili e la riforma delle norme sul coordinamento della sicurezza sociale. È inoltre inclusa la proposta che il prossimo bilancio europeo aiuti gli Stati membri ad investire nelle persone. Nel periodo 2021-2027 il solo Fondo sociale europeo Plus riceverà una dotazione di oltre 100 miliardi di €.   Per mantenere fede alla nostra promessa, dobbiamo conseguire rapidi progressi in tutte queste proposte prima delle elezioni europee del maggio 2019.  Di concerto con il Parlamento europeo, gli Stati membri, le parti sociali e la società civile, ci impegniamo a salvaguardare e promuovere, ora e in futuro, i diritti sociali che offrono un migliore sostegno a mercati del lavoro e sistemi di previdenza sociale equi e ben funzionanti”.

Qualcosa è stato fatto.  Ma molto resta da fare per la sua implementazione.  E mi chiedo se – come promesso dagli obbiettivi del Pilastro – nuove proposte (della futura Commissione europea ) riguarderanno in futuro anche i problemi che nascono da salari troppo bassi e da contratti a zero ore.

Và pensiero al Teatro di Roma – 13-18 novembre 2018

novembre 13, 2018

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VA PENSIERO – grande creazione corale su drammaturgia di Marco Martinelli, che condivide l’ideazione e la regia con Ermanna Montanari – è una storia italiana di bellezza e di malaffare, di mafia e di declino, con tracce di rinascita, che pone a stridente confronto gli ideali e la “speranza” risorgimentali, inscritti nella musica di Giuseppe Verdi, con il degrado e la corruzione dell’Italia attuale.

 La storia – ambientata in una piccola città dell’Emilia Romagna all’inizio del secolo – narra di un coraggioso vigile urbanoe, e quell’intreccio di mafia, politica e imprenditoria “disponibile” che sta avvelenando il tessuto sociale della regione che ha visto nascere il socialismo e le prime cooperative.  L’antica melodia di Verdi diventa un grido vibrante di speranza, perché si ritrovi il senso di parole come “democrazia” e “giustizia”.

Lo spettacolo in due atti vede in scena l’ensemble del Teatro delle Albe insieme ad altri attori “ospiti” e un coro dal vivo, la Corale Polifonica Città di Anzio, che eseguirà arie e corali dalle opere verdiane.

« Và pensiero – spiega Marco Martinelli prende spunto da un fatto di cronaca. Una storia avvenuta a Brescello nei primi anni del 2000. Un vigile urbano, Donato Ungaro, si è messo di traverso davanti agli affaracci della giunta e per questo è stato licenziato. Ma ha tenuto la schiena dritta, non ha avuto paura di perdere il lavoro ed è di pochi mesi fa la notizia che ha vinto la causa e sarà rimborsato. Anche in questo senso è una storia che pur attraversando il nero, però apre alla speranza, alla possibilità che il cuore non sia corrotto”.

Ma – spiega ancora Marco martinelli – ha anche due aspetti visivi.

Da una parte è un paesaggio.. un paese che è un popolo – in scena ci sono dieci attori e venti coristi – ed è la terra che noi amiamo…. Dall’altra parte però, davanti a un paesaggio di popolo, di terra, ci sono dei primi piani cinematografici fortissimi: ognuna delle dieci figure, che sono i pilastri narrativi della storia.. Se lo scontro fra la Zarina e il vigile Vincenzo Benedetti è il centro della storia, tutte le altre figure sono altrettanto fondamentali: Stefania Sacchi, consulente finanziaria, Olmo Tassinari amico d’infanzia della Zarina, Antonio Dragone, imprenditore n’dranghetista, Edgardo Siroli, ufficio stampa del Comune, Rosario e Maria, gelatai fuggiti da Napoli, Sandro Baravelli, imprenditore quasi onesto e Licia, segretaria, che fa tutto quello che le dice la Zarina e ne subisce gli insulti».

Il sindaco di questo paese la Zarina – “è una figura che vomita bruttezza, che vomita una spudoratezza del potere… Il rapporto drammatico tra figlia e padre, che l’ha imposta nel partito, emerge nel monologo in cui la Zarina parla al cuore, all’anima degli spettatori – che hanno già visto la sua corruzione – dicendo “Perché dovrei agire giustamente? A quale principio morale, a quale Legge dovrei sottostare? Quali Tavole della Legge dovrebbero fermarci? Libertè, Egalitè, Fraternitè? La Grande Rivoluzione Comunista? Il sol dell’Avvenire? Di quale Avvenire?”.

La Zarina è lo specchio della nostra coscienza più buia.

Aldilà dei valori che crediamo di portare avanti “c’è – sottolinea Martinelli –  un momento  in cui la terra ci manca sotto i piedi, e noi stessi siamo a un passo dall’abisso, nessuno di noi è innocente. In Va pensiero ci siamo interrogati in primis sulla nostra interiore corruzione.

 

A porte chiuse al Teatro Arcobaleno Roma (9_18 novembre2018)

novembre 11, 2018

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Il grande esistenzialista francese, J.P. Sartre, e’ in scena al Teatro Arcobaleno  con A PORTE CHIUSE – adattamento e regia di Gianni Leonetti –  con Camillo Ciorciaro, Elisa Novembrini, Eleonoa Timpani, e Stefano Montini (in voce).

Questi i suoi personaggi: in un inferno senza specchi, un presunto “vigliacco”,un’assassina ed una giovane prostituta, costretti a misurarsi fino in fondo con le loro coscienze e malefatte. Oramai lontani dal mondo e dagli altri, ciascuno e’ boia e giudice degli altri. E’ questa la loro condanna. Da tale situazione emerge la celebre battuta “l’inferno sono gli altri’ : nel senso che esistiamo attraverso e grazie agli altri, la loro percezione di noi, i loro giudizi, e i loro sguardi. A questa legge, i tre protagonisti non sfuggono nemmeno dopo la vita.

Belli video e musiche, e intensa l’interpretazione  di ciascuno dei tre protagonisti!

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“La classe” al teatro Sala Umberto (Roma)-13-25 novembre 2018

novembre 9, 2018

 

Qui di seguito la trama di questo bello spettacolo intrigante – dal 13 novembre – in scena alla sala Umberto…

Disagio, criminalità e conflitti sociali sono il quotidiano di una cittadina europea in forte crisi economica. A peggiorare la situazione, appena fuori dalla città, c’è lo “Zoo”: uno dei campi profughi più vasti del continente. A pochi chilometri dallo “Zoo”, c’è un Istituto Comprensivo specializzato in corsi professionali che avviano al lavoro.

Albert, giovane professore di Storia, viene incaricato di tenere un corso di recupero pomeridiano per sei studenti “difficili”, sospesi per motivi disciplinari. Riesce a conquistare la loro fiducia e – abbandona la didattica suggerita dal Preside – propone loro di partecipare a un concorso europeo su “I giovani e gli adolescenti vittime dell’Olocausto”.

L’Olocausto di cui gli studenti decideranno di occuparsi non riguarderà il passato, ma i tragici eventi che stanno avvenendo proprio nel paese da cui la maggior parte dei rifugiati dello “Zoo” scappa…

Il corso pomeridiano si trasforma in un’intensa esperienza di vita che cambierà per sempre il destino del professore e degli studenti.

V. anche:

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10213244927534701&id=1141940195

FITel “STORIE INASPETTATE” – Premio di narrativa alla sua 4ª edizione: i racconti vanno inviati entro il 31 gennaio 2019

novembre 9, 2018

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La Fitel (Federazione Italiana Tempo Libero) nazionale (www.fitel.it ) – le cui  finalità sono quelle di favorire le attività del tempo libero (attività artistiche, culturali, sportive e del Turismo sociale, sostenibile e responsabile) –  ha bandito la 4ª edizione del Premio Narrativa “Storie Inaspettate”: concorso aperto a autori  di ogni età e cittadinanza.    La bella Conferenza stampa / Evento del mercoledi 7 novembre 2018 tenuta presso la Sala conferenze di RomaOggi.eu – Conferenza cui hanno partecipato Pino Nazio (giornalista/scrittore e presidente di giuria), Aldo Albano presidente nazionale della FITeL e Rossella Ronconi responsabile area culturale della Fitel – ne ha illustrato modalità scadenze e premi.

Le strutture regionali Fitel, i Cral (Circoli ricreativi aziendali), Crt (Circoli ricreativi territoriali) e Associazioni affiliate Fitel  di tutt’Italia – ha precisato Aldo Albano, Presidente nazionale della Fitel – sono impegnate a pieno titolo a promuovere il premio con incontri e riunioni nei luoghi di lavoro e del Tempo Libero”.

Oggetto del concorso è il racconto breve.

Per partecipare al Premio, il modello narrativo è, quindi,  quello del racconto (lunghezza massima 30 pagine) di ogni genere di prosa (amore, avventura, Fantasy, noir ecc…) da inviare, dal 1 giugno 2018 al 31 gennaio 2019, al seguente indirizzo e-mail :

premiodinarrativastorieinaspettate@fitel.it

Le opere dei partecipanti a “Storie Inaspettate” verranno selezionate – a livello nazionale – da una Giuria composta da esperti e personalità del mondo della cultura, dell’editoria e dell’informazione.

Saranno premiate due categorie – i giovani talenti (da diciotto a trentacinque anni) e i senior – con tre premi assoluti per ciascuna categoria e una targa di partecipazione per il quarto e il quinto classificato delle categorie.

Un premio speciale di CGIL,CISL,UIL verrà assegnato ad un racconto sul tema specifico del “lavoro”.

Un ulteriore premio verrà attribuito ad un racconto inviato da un autore iscritto a un CRAL (Circolo ricreativo aziendale lavoratori) / Associazione affiliati alla FITeL.

I vincitori del Premio riceveranno, dalla Fitel Nazionale, premi in denaro e il rimborso delle spese di trasporto per partecipare alla premiazione che avverrà entro la fine di marzo 2019.

IN MERAVIGLIA! – Al Mattatoio di Testaccio (Roma) – 9 / 11 Novembre 2018

novembre 7, 2018

 

ONDADURTO TEATRO (www.ondadurtoteatro.it) è una compagnia (guidata da Marco Paciotti e da Lorenzo Pasqual) di Teatro Urbano, Physical Theatre e Nouveau Cirque – molto attiva anche a livello internazionale – nata nel 2005, e con sede a Roma. I suoi spettacoli prevedono l’uso combinato di macchinari, grandi oggetti in movimento, fuochi d’artificio, giochi d’acqua, musica (anche dal vivo) e proiezioni video.

Questa la trama del suo “In MERAVIGLIA!”: il suo nuovo spettacolo in scena (nell’ambito del ROMAEUROPA FESTIVAL 2018 per la sezione Kids + Family) sul palco del MATTATOIO di Testaccio.

Una ragazza si sveglia una mattina in un “non-luogo” dove viene accolta da un custode del tempo, che le farà conoscere, ripercorrere, esplorare le emozioni del tempo e il senso dei luoghi.

La musica è composta da Stefano Saletti, partendo da un interrogativo: è possibile ottenere musica da materiali grezzi quali ferro, tubi per cavi elettrici ecc.? A ogni materiale corrisponde un suono. E a ogni suono corrisponde un colore, una storia, e un mondo immaginifico – legato alla meraviglia della natura – rievocato anche grazie ai costumi (che si ispirano alla natura) e, attraverso forme surreali che disegnano lo spazio, veri e propri corpi performativi e architetture danzanti.

Macchinari scenici e personaggi surreali, e suggestioni emotive, provocano – quindi-  lo spettatore dando vita ad un linguaggio visivo di forte impatto, in grado di dialogare con persone di ogni età, etnia e cultura e di raggiungere un pubblico internazionale.

V.anche https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10213221111699320&id=1141940195