Moda:Altaroma

gennaio 28, 2018

Qui di seguito il suo ricco calendario:

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SOUNDTRACKS al teatro Brancaccio 27 gennaio 2018

gennaio 25, 2018

2018-01-25 12.37.08La colonna sonora di un film spesso supera il film per longevità e fama.

Da un’idea di Emiliano Zanni – scritto e diretto da Angelo Longoni – questo splendido spettacolo multimediale, SOUNDTRACKS, narra la storia dei singoli e della società intera, attraverso le colonne sonore dei film che ci hanno accompagnati dal 1974 alla fine del secolo scorso.
Il brillante Ettore Bassi – narrando il terrorismo degli anni di piombo in Italia, il bisogno di evasione e relativo riflusso nella propria vita privata dei decenni seguenti, il disastro Di Chernobyl e altri eventi salienti di quell’epoca ecc.- introduce in una favolosa carellata di immagini di film, accompagnati da canzoni e musica dal vivo.

Lo spettacolo nasce da un’operazione interattiva (di musica cinema e teatro) divertente e spettacolare. Ed è anche uno scambio continuo tra chi sta sul palco e chi è in sala. Un dialogo continuo tra musicisti, attore e pubblico.

Lo straordinario Ettore Bassi, accompagnato dalle splendide voci di Viviana Ullo, Luca Marconi e Giordano Giacchetti ci fa vivere un viaggio nei nostri ricordi ( personali e storici) attraverso la musica.

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RUSSIAN STARS IL LAGO DEI CIGNI -Moscow Classical State Ballet by Titova – al Teatro Brancaccio (16-17 gennaio 2018)

gennaio 16, 2018

Arrivano per la prima volta in Italia i Russian Stars – stelle della danza classica russa che si aggiungono all’organico del Moscow State Classical Ballet, Olga Pavlova, Alexey Konkin, Sergei Skvortsov, Olga Doronina, Sergei Fedorkov – artisti formati e scelti da Liudmila Titova, che sarà la loro capofila e impreziosirà il cast con le sue performance.
Attualmente diretta da Liudmila Titova, la compagnia – con uno staff coreografico fra i migliori possibili – mira a far conoscere al mondo lo splendore della secolare tradizione russa nel balletto classico. E vi riescono!
Gran bello spettacolo questo : molto ad effetto soprattutto per le parti “esterne” all’aperto. Niente parole. Solo musica danza ed emozioni. Bravi tutti.Belle anche scenografia e coreografia.
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Mata Hari interpretata da Natalia Simonova

gennaio 15, 2018

FB_IMG_1515933252476 Mata Hari, pseudonimo di Margaretha Geertruida Zelle (Leeuwarden, 7 agosto 1876 – Vincennes, 15 ottobre 1917), è stata una danzatrice e agente segreto olandese, condannata alla pena capitale per la sua attività di spionaggio durante la prima guerra mondiale.
Una vita – a dir poco – straordinaria! Dopo un crollo finanziario del padre, Margaretha ha sposato il capitano Rudolph Mac Leod. Da questo matrimonio (turbolento) nacquero due bambini. Da Giava, la coppia si trasferì a Medana dove – per la prima volta – Mata Hari fu affascinata da musiche e danze che provò anche a imitare. Dopo la morte (per avvelenamento) di uno dei suoi bambini, Margaretha e la piccola Non ottennero di trasferirsi nell’isola di Giava, dove Margaretha si ammalò di tifo. Il maggiore Mac Leod – raggiunta la maturazione della pensione – ha poi ceduto alle richieste della moglie di ritornare in Olanda. Lasciata dal marito, Margaretha chiese la separazione. Nel 1903, Margaretha andò a Parigi. Giunse anche a prostituirsi per sopravvivere. Poi divenne l’amante del barone Henri de Marguérie. Una sera si esibì durante una festa in casa del Molier in una danza giavanese, o qualcosa che sembrava somigliarle. Molier ne rimase entusiasta. Seguirono repliche in altre esibizioni, ancora in case private (dove più facilmente poteva togliersi i veli del suo costume), quindi al museo Guimet, e in locali prestigiosi di Parigi. Seguirono – quindi- un suo grande successo internazionale (da Monaco a Berlino, Vienna Londra Egitto Italia); una lunga serie, sia di bugie sulle sue origini, sia di amanti; la sua attività di spionaggio; la sua condanna alla pena di morte e la sua fucilazione.

Di certo, Mata Hari è una personaggio di non facile messa in scena. La brava Natalia Simonova è all’altezza di questa sfida. Tra narrazione e interpretazione, il suo spettacolo risulta piacevole, e bello, pur nella sua drammaticità.

Il Pomo della discordia (16 gennaio-4 febbraio 2018)- Sala Umberto(Roma)

gennaio 12, 2018

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Ecco una commedia intelligente, brillante e carina – vero inno all’Amore – dal 16 gennaio 2018 in scena alla Sala Umberto.

“Doveva essere un giorno felice, si celebravano le nozze della dea del mare con un uomo bellissimo, e tutti gli dei erano venuti a festeggiare gli sposi, portando loro dei doni!…La sala del banchetto splendeva di mille luci e sulla tavola brillavano caraffe e coppe preziose, colme di nettare ed ambrosia, e tutti gli invitati erano felici e contenti… Solo Eris, dea della discordia, non era stata invitata. Ma nel bel mezzo del banchetto, arrivò, lanciò una mela d’oro sul tavolo imbandito e scappò via, creando dissapori e contrasti tra i tutti i presenti”

Il Pomo della discordia – scritto e diretto da Carlo Buccirosso – trasferisce questo mito greco in una normale famiglia benestante, in cui si festeggia una festa di compleanno organizzata a sorpresa per Achille, primogenito dei coniugi Tramontano (che vive un rapporto molto difficile con suo padre Nicola).. gay non ancora dichiarato… Alla festa sarà presente anche Sara, prima ed unica fiamma al femminile della sua tormentata adolescenza, Manuel estroso trasformista, Marianna garbata psicologa di famiglia, ed Oscar un bizzarro vicino di casa che non ha mai tenuto nascoste le proprie simpatie nei confronti di Achille.

” Bhè.. allora – sottolinea lo stesso Carlo Buccirosso – possiamo realmente comprendere come a volte la realtà, possa di gran lunga superare le fantasie, anche quelle più remote della antica mitologia… Omero mi perdoni!”.

Il sogno di una notte di mezza estate al Teatro Eliseo (9-28 gennaio 2018)

gennaio 11, 2018

Il Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare – adattamento di Massimiliano Bruno e Francesco Bellomo, e regia di Massimiliano Bruno – è in scena al teatro Eliseo dal 9 al 28 gennaio 2018. Produzione l’Isola trovata.

“Il nostro bosco sarà foresta, Patria randagia di zingari circensi e ambivalenti creature giocherellone, Puck diventerà un violinista che non sa suonare, Bottom un pagliaccio senza palcoscenico, Oberon un antesignano cripto-gay e Titania una ammaestratrice di bestie selvagge. L’intenzione è essere affettivi senza essere affettuosi, ferire per suscitare una reazione, divertire per far riflettere, vivere nella verità del sogno tralasciando la ragione asettica e conformista”.

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Dieci piccoli indiani.. e non rimase nessuno al Teatro Quirino (9-21 gennaio 2018)

gennaio 11, 2018

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Pubblicato nel 1939, E NON NE RIMASE NESSUNO è considerato ancora oggi il capolavoro letterario di Agatha Christie.

La storia è nota. Dieci sconosciuti – invitati in una bellissima isola deserta – trovano affisse agli specchi una poesia, “Dieci piccoli soldati” che narra 10 morti misteriose che si succeddono. La versione che viene presentata al tetro Quirino – diretta dal regista spagnolo Ricard Reguant – è stata un enorme successo sia a Madrid che a Barcellona.
Riprende il finale del libro del 1939. Ed è caratterizzata da suspence fino alla fine.. e da personaggi tutti molto ben definiti. Anche l‘epoca del romanzo – ambientata nei suggestivi anni 40’ (con una scenografia in stile Art-Decò – è rispettata.

“Questi dieci “piccoli indiani” bloccati nell’isola – si chiede Ricarda Reguant – sono vittime o assassini?”. Una cosa è certa la sensibilità di Agatha Christie per il grosso tema della GIUSTIZIA.

Felice 2018 !

dicembre 30, 2017

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Aulularia al Teatro Arcobaleno-Roma (29 dicembre 2017- 4 febbraio 2018)

dicembre 28, 2017

Al Teatro ARCOBALENO (Centro Stabile del Classico) di Roma, la Compagnia CASTALIA presenta AULULARIA (La commedia della pentola) di T.M.Plauto, adattamento e regia di Vincenzo Zingaro:con Ugo Cardinali, Rocco Militano, Fabrizio Passerini, Annalena Lombardi, Laura De Angelis, Piero Sarpa; musiche Giovanni Zappalorto; scene Vincenzo Zingaro: costumi Emiliana Di Rubbo: disegno Luci Giovanna Venzi. 

E’ una delle opere più divertenti e significative di Plauto, uno splendido esempio di “commedia di carattere”, un meccanismo di straordinaria comicità, emblematico del passaggio dalla commedia greca (la nèa) alla commedia latina (la fabula palliata) e quindi a quella moderna. La messa in scena proietta l’opera in una dimensione interculturale, in una sorta di comunità multietnica, fiabesca e surreale, dove si fondono i più svariati elementi linguistici e figurativi (tale d’altronde doveva apparire Roma, per molti aspetti, ai tempi di Plauto).

Filumena Marturano – con regia di Liliana Cavani – al Teatro Quirino (Roma)- 2-7 gennaio 2017

dicembre 28, 2017

20171228_111145 Filumena Marturano di Eduardo De Filippo è una della commedie italiane del dopoguerra più conosciute e rappresentate nel mondo. Sarà in scena al teatro Quirino di Roma con regia di Liliana Cavani (e Nunzia Schiano, Mimmo Mignemi e Fabio Pappacena, Ylenia Oliviero, Elisabetta Mirra, Agostino Pannone, Gregorio Maria De Paola, Adriano Falivene, scene e costumi Raimonda Gaetani, musiche e costumi Teho tearfo, luci Gigi Asdcione, assitente alla regia Marina Bianchi). Questa sua bella edizione è stata – giustamente – definita “lo spettacolo dell’anno”. Bravi tutti! Recitazione intensa e coinvolgente.

Questi i suoi personaggi ed interpreti:

Filumena Marturano Mariangela D’Abbraccio
Domenico Soriano Geppy Gleijeses
Alfredo Amoroso Mimmo Mignemi
Rosalia Solimene Nunzia Schiano
Diana Ylenia Oliviero
Lucia Elisabetta Mirra
Umberto, studente Agostino Pannone
Riccardo, commerciante Gregorio Maria De Paola
Michele, operaio Adriano Falivene
L’avvocato Nocella Fabio Pappacena

“Quando mi ha proposto questo lavoro, ho accettato l’invito generoso e ottimista di Geppy Gleijeses – scrive Liliana Cavani nelle sue note di regia – È un testo che mi piace moltissimo da sempre, ho anche amato il film di De Sica con Sofia Loren e Mastroianni (con lui ho realizzato due film). È un’opera di grande impegno morale e oltretutto in anticipo sui tempi e scritto senza retorica, ma con la naturalezza della vita. Un capolavoro. Filumena e Domenico sono al centro di un problema etico antichissimo e sempre attuale: di chi sono i figli, i figli nati fuori dal matrimonio? Al tempo di questa scrittura (1946), la legge non proteggeva questi “figli” considerati “illegittimi” (fuori dalla legge), una legge ferma al Medioevo. Filumena vi si ribella con la lucidità e una forza così generose da riuscire a trascinare l’ignaro borghese Domenico a capire il valore degli affetti fondamentali delle nostre vite. Sono stata fortunata ad avere due attori perfetti per il ruolo. Mi ci sono appassionata ed ho lavorato con la felicità che provo con i film”.

A Geppy Gleijeses è stato assegnato il premio Flaiano come migliore interprete della stagione 2016/2017 e alla regista Liliana Cavani il premio Persefone 2017.