
Il trionfo del Tempo e del Disinganno di Haendel narra il conflitto interiore di Bellezza, divisa fra le lusinghe di Piacere e la guida di Tempo e Disinganno.
Nello spettacolo in scena all’Opera di Roma, il regista Robert Carsen, Carsen trasforma l’allegoria barocca in un’esperienza scenica moderna, in cui luci, gesti e simboli creano un ponte tra il Settecento romano e le domande del presente. Il piacere – fugace e transitorio – è contrapposto alla verità e alla consapevolezza.
Sul podio c’è Gianluca Capuano, con l’ orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, e un allestimento in collaborazione con Salzburger Festspiele. Il cast riunisce voci di primo piano nel panorama barocco (Johanna Wallroth, Anna Bonitatibus, Raffaele Pe, Ed Lyon).
Calibano – In occasione delle rappresentazioni del Trionfo del Tempo e del Disinganno è presentato anche il nono numero di «Calibano» – la rivista monografica di attualità culturale dell’Opera di Roma – dedicato al tempo e alle forme con cui arte, media, scienza e letteratura provano oggi a pensarlo e rappresentarlo. Il volume, realizzato in collaborazione con la casa editrice effequ, ospita un racconto inedito dello scrittore e saggista americano Michael Frank e un saggio critico di Dominic Pettman, docente della New School University di New York (sulla trasformazione del nostro rapporto con il tempo nell’epoca dei media digitali) e, tra i numerosi pezzi, contributi della compositrice Lucia Ronchetti, dello scrittore Vanni Santoni e dei giornalisti Alberto Mattioli e Alberto Piccinini. Per la prima volta, ad accompagnare i saggi di «Calibano» saranno le immagini delle opere del pittore e scultore Nicola Samorì.