
«Giuseppe Verdi parla della straordinarietà dell’amore che riesce in qualche modo a mettere insieme due persone che fanno parte di due fronti di guerra, di due etnie, di due gruppi che sono in lotta. Noi figli del Mediterraneo, noi figli della cultura greca abbiamo bisogno di essere qualcun altro per poter essere degli artisti, abbiamo bisogno di diventare qualcun altro anche per insegnare alle persone, a noi stesso in primis, quanto è fondamentale capire le ragioni dell’altro, immedesimarsi in qualcos’altro vuol dire anche migliorarsi come esseri umani, perché capendo le ragioni dell’altro noi apriamo il cuore, la mente, l’anima» : questa la visione del capolavoro verdiano del regista torinese Davide Livermore che – nel grande spazio all’aperto del Circo Massimo – trova la cornice ideale per il suo immaginario teatrale, in cui convivono monumentalità e intimità, scenografie virtuali, videoproiezioni, luci ed effetti prospettici che si intrecciano con la musica di Verdi, dando vita a una narrazione immersiva che esalta, sia la dimensione epica, sia la dimensione psicologica dei personaggi.
La verità umana dei protagonisti, è al centro anche della riflessione di Daniele Callegari. «Dietro la sua apparente monumentalità, ciò che mi colpisce sempre di Aida è il suo carattere profondamente umano. Nella musica di Verdi non trovo eroi né vincitori. Trovo esseri umani chiamati a scegliere tra amore, dovere e libertà, consapevoli che ogni scelta porta con sé una rinuncia. È questa tensione silenziosa, più ancora della grandiosità della scena, a dare vita al dramma. Dirigere Aida significa, per me, cercare questo equilibrio: lasciare che la magnificenza della scrittura verdiana non oscuri mai la verità dei sentimenti.»
Protagonisti Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma con Daniele Callegari sul podio e Ciro Visco Maestro del Coro. Accanto a Livermore, che cura anche i movimenti coreografici, la regista collaboratrice Chiara Osella, Giò Forma firma invece le scene, Gianluca Falaschi i costumi, Fiammetta Baldiserri le luci e D-Wok i video. Coreografo associato Carlo Massari.
Nel ruolo del titolo debutta al Teatro dell’Opera di Roma Elena Stikhina (12, 26. Si alternano con lei nel ruolo Yolanda Auyanet (15, 18) e Aleksandra Kurzak (22). Angela Meade torna sul palcoscenico estivo dell’Opera di Roma dopo Turandot del 2024 per affrontare eccezionalmente il ruolo mezzosopranile di Amneris (12, 22, 26), alternandosi con Valentina Pernozzoli (15, 18, 28). Nel ruolo di Radamès torna anche Luciano Ganci (12, 22, 26, 28 in alternanza con Ivan Magrì (15, 18). Amonasro ha la voce di Ernesto Petti (12, 15, 18, 26, 28), con Ludovic Tézier protagonista della recita del 22 luglio. Ramfis è Alex Esposito. Completano il cast Adriano Gramigni (Il Re), Veronica Marini (La Sacerdotessa) e Andrea Schifaudo (Il Messaggero).
