In questo numero di Tempo Libero, mi soffermo su 2 grosse problematiche, la cosiddetta “transizione giusta” (e la nuova piattaforma in fase di costituzione) e i ritardi per un’aria pulita!
In questo numero di Tempo Libero, mi soffermo su 2 grosse problematiche, la cosiddetta “transizione giusta” (e la nuova piattaforma in fase di costituzione) e i ritardi per un’aria pulita!

La Commissione europea ha adottato un pacchetto di sostegno all’occupazione giovanile che poggia su quattro punti:
– più garanzie per i giovani;
– istruzione e formazione adeguate;
– maggiore impulso all’apprendistato;
– nuove misure per l’occupazione giovanile.
In merito, nell’ambito di NextGenerationEU e del futuro bilancio dell’UE, la Commissione ha già proposto proposte di finanziamento Ue che dovranno – ora – essere adottate dagli Stati membri.
Almeno 22 miliardi di euro dovrebbero includere:
– sovvenzioni di avviamento e prestiti per giovani imprenditori, Sistemi di tutoraggio e incubatori di imprese;
– bonus per le PMI che assumono apprendisti;
– formazione per acquisire nuove competenze necessarie sul mercato del lavoro;
– sviluppo delle capacità dei Servizi pubblici per l’impiego;
– formazione in materia di gestione della carriera nell’ambito dell’istruzione formale;
– investimenti nelle infrastrutture e tecnologie per l’apprendimento digitale.
E’stata presentata anche l’Agenda europea per le competenze per una competivita’ sostenibile, e per equità sociale e resilienza.

Nel numero 117-118 del giugno 2020 di Tempo Libero – rivista online della FITEL – mi soffermo sulle nuove strategia UE, in difesa di una buona alimentazione e della bio-diversità.

La Germania assumerà la guida della presidenza dell’Unione europea il 1° luglio 2020.
La Germania dovrebbe utilizzare la presidenza europea per far avanzare l’agenda verde e digitale. Inoltre, Berlino vuole portare avanti i negoziati sulla riforma del sistema migratorio europeo e lanciare la discussione su come l’Unione europea possa assumersi maggiori responsabilità nel mondo. La Germania organizzerà a tal fine un vertice tra l’Unione europea e l’Unione africana nel mese di ottobre.
Il suo ruolo “è evitare che la pandemia del coronavirus distrugga il mercato unico europeo e minacci l’integrità dell’Unione europea”(A.Merkel).
Il suo compito sarà demolire le resistenze dei paesi frugali.
Non si tratta soltanto di superare la crisi attuale, ma di “rendere l’Europa più resiliente e resistente”. La pandemia, ha affermato Merkel, ha esposto “quanto fragile sia ancora il progetto europeo”.

Confermato quanto gia’deciso dall’ultimo Eurogruppo! E in cantiere un nuovo Recovery Fund.
Un Recovery Fund: per aiuti/sussidi o per prestiti? Per entrambi (un po’ e un po’)? E con quali risorse? Nuove risorse proprie dell ‘UE ? Emissione di titoli europei garantiti dal bilancio Ue? O contributi nazionali? Un Recovery Fund aggiuntivo… al nuovo QFP? Si stanno facendo passi in avanti, nel senso giusto.
Speriamo siano abbastanza ambiziosi…e all’altezza delle sfide da affrontare.



UE : al vertice di ieri hanno vinto, ancora una volta, irresponsabilita’ e gli egoismi di alcuni Paesi…ma la porta e’stata lasciata semi-aperta…E in Germania …i verdi sono per coronabond e Mes senza condizionalità. C’e’ da convincere chi ancora frena…
Spero ancora che non sia arrivata l’ora di rileggere L’euro del premio Nobel Stiglitz…e di una scelta fra i suoi possibili 3 scenari… diversa da quella di un rilancio di un’UE all’altezza delle sfide, e dei suoi valori base della sua nascita.
Spero ancora che prevalga la scelta di sustenaibleurobond/ coronabond/ eurobond per la ricostruzione …di un vero nuovo Piano Marshall europeo di ricostruzione.
Spero ancora che gli attuali leader dei 27 siano capaci di fare quella svolta straordinaria… oramai non piu’ rinviabile…. se non si vuole dare credito a chi pensa che molti si sono illusi di uno shopping a buon mercato… di imprese anche strategiche…nei paesi colpiti dal Corona virus!
Intanto …. 2 settimane per immaginare misure adeguate affinché l’UE batta un colpo: e’questo quanto deciso dal vertice di ieri.
Servono ammortizzatori sociali, investimenti pubblici ben indirizzati su scelte strategiche di un futuro innanzittutto verde e digitale, investimenti per una capacità di rapide riconversioni quando utili. C”è da sconfiggere il Corona virus … e ci sarà da passare molto rapidamente dal dire al fare per una rapida ricostruzione dopo questa terribile guerra in corso (che richiede innanzitutto sicurezza per chi lavora). Il che significa anche decidere come organizzarsi a livello nazionale e europeo.
Avventura e suspense costituiscono il mix esplosivo dello “Sherlock Holmes” alla Sala Umberto a Roma.
Questa la sua trama . Londra 1888. Nel quartiere di Whitechappel una serie di terribili omicidi che coinvolgono giovani prostitute sta scuotendo l’opinione pubblica. L’ispettore LESTRADE, disperato per la situazione e la pressione della stampa dell’epoca, decide di presentarsi al 221 B di Baker Street per ingaggiare il famoso detective SHERLOCK HOLMES che, insieme all’inseparabile Dr. WATSON, inizierà le indagini per dare un volto e smascherare il terribile assassino soprannominato JACK LO SQUARTATORE. Durante le indagini incontreranno la famosa spia IRENE ADLER che si unirà a loro.
Nel 1888, Sir Arthur Conan Doyle, il creatore di Sherlock Holmes, fu chiamato più volte da Scotland Yard per consulenze su efferati delitti nella Londra Vittoriana. Lo scrittore scrisse a Scotland Yard le sue intuizioni sul famoso serial killer Jack lo squartatore.
Molti di questi suo scritti sono stati ritrovati da Hellen Salfas ( pseudonimo di un notissimo drammaturgo inglese) che li ha utilizzati per la stesura di questa originale pièce di teatro che unisce un personaggio inventato ma noto – quale Sherlock Holmes – con la realtà di uno dei più crudeli assassini di quegli anni.
Apportando freschezza e modernità (nei linguaggi e nei contenuti), Ricard Reguant, già regista di Dieci piccoli indiani, ha adattato e diretto questa nuova ed originale avventura, avvicinando Sherlock Holmes – icona moderma – alle nuove generazioni. Le sue storie non sono più meri gialli polizieschi ma sollevano domande sul potere politico, investigativo e sociale.
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