Servizio di Telecolore
Archive for the ‘Uncategorized’ Category
Premio ERICA FRAIESE- 2018 a Paestum- Capaccio
Maggio 24, 2018“ANCHE SE IL NOSTRO MAGGIO…” un tributo a Fabrizio de André – Sala Umberto (Roma) 21 maggio 2018
Maggio 21, 2018Ninè Ingiulla e i Mercantinfiera2.0 (gruppo veronese attivo nel panorama musicale da oltre vent’anni) ripercorrono il vasto repertorio di De André, dagli esordi fino all’ultimo album. Sul palco insieme a loro, ad introdurre lo spettacolo, lo scrittore e critico letterario Stefano Gallerani.
Fabrizio De Andrè è citato fra i più importanti e poetici cantautori italiani. Spesso, la memoria collettiva lo ricorda come “il cantautore degli emarginati” o il “poeta degli sconfitti” – e degli indesiderabili – che mette a confronto la loro dolorosa realtà umana con la cattiva coscienza dei loro accusatori; il Poeta di un viaggio ideale nella solitudine e nell’emarginazione, sia quella dei generici “ultimi”, sia quella dei rom, del marinaio, della transessuale e dell’artista stesso.
Molti sono i brani attraverso i quali De André esprime la sua visione religiosa. Già nel suo primo album – “Volume I” – inserisce brani come Preghiera in Gennaio, dedicato al suicidio dell’amico Luigi Tenco, Spiritual, Si chiamava Gesù. Con il concept album “La buona novella” (1970) il cantautore dedica un’intera opera alla tematica, umanizzando i personaggi del Vangelo e degli scritti apocrifi. Riferimenti alla fede, alla religione, sono presenti direttamente o indirettamente anche in altri brani (Smisurata preghiera, Khorakhané, Il testamento, ecc.). “Quando parlo di Dio – ha precisato lo stesso De Andrè – lo faccio perché è una parola comoda, da tutti comprensibile, ma in effetti mi rivolgo al Grande Spirito in cui si ricongiungono tutti i minuscoli frammenti di spiritualità dell’universo”. “Io -precisava ancora De Andrè – mi ritengo religioso e la mia religiosità consiste nel sentirmi parte di un tutto, anello di una catena che comprende tutto il creato e quindi nel rispettare tutti gli elementi, piante e minerali compresi, perché, secondo me, l’equilibrio è dato proprio dal benessere diffuso in ciò che ci circonda. La mia religiosità non arriva a ricercare il principio, che tu voglia chiamarlo creatore, regolatore o caos non fa differenza. Però penso che tutto quello che abbiamo intorno abbia una sua logica e questo è un pensiero al quale mi rivolgo quando sono in difficoltà, magari dandogli i nomi che ho imparato da bambino, forse perché mi manca la fantasia per cercarne altri”. “Quando scrissi la Buona Novella – sottolinea De André- era il 1969. Si era quindi, in piena lotta studentesca e le persone meno attente consideravano quel disco come anacronistico […] E non avevano capito che la Buona Novella voleva essere un’allegoria: un paragone fra le istanze della rivolta del ’68 e le istanze, spiritualmente più elevate ma simili da un punto di vista etico-sociale, innalzate da un signore, ben millenovecentosessantanove anni prima, contro gli abusi del potere, contro i soprusi della autorità, in nome di un egualitarismo e di una fratellanza universale. Quel signore si chiamava Gesù di Nazareth. E secondo me è stato, ed è rimasto, il più grande rivoluzionario di tutti i tempi. Quando ho scritto l’album non ho voluto inoltrarmi in strade per me difficilmente percorribili, come la metafisica o addirittura la teologia. Poi ho pensato che se Dio non esistesse bisognerebbe inventarselo, il che è esattamente quello che ha fatto l’uomo da quando ha messo piede sulla terra”.
In ogni caso, l’atteggiamento tenuto da De André nei confronti dell’uso politico della religione, delle gerarchie ecclesiastiche e dell’ipocrisia della provincia ligure è spesso sarcastico e fortemente critico, fino all’anticlericalismo.
Tra le passioni di De André, vi era anche quella per l’astrologia.
A lungo, De André è stato sorvegliato dai servizi segreti. Ma è stato poi chiarito che la sua attività politica era limitata solo a sostenere economicamente, con l’abbonamento, e a finanziare talvolta, con donazioni, il periodico “A/Rivista anarchica”. E nell’album Storia di un impiegato (1973) si trovano accuse al terrorismo, ritenuto dal cantautore completamente dannoso perché tendente a fortificare il potere, non ad abbatterlo.
Nel 1979, De André è stato rapito (con la compagna) dalla anonima sequestri sarda . Prima, durante e dopo il sequestro, alcuni giornali fanno uscire illazioni e falsità, talune che legano il rapimento perfino alle Brigate rosse, a motivi personali , a uno sfondo politico. Proprio l’anno del sequestro, comunque, termina la sorveglianza dei servizi segreti ai danni di De André.
Lungo la propria carriera De André ha collaborato, sia per la parte musicale, sia per la parte testuale, con numerosi altri artisti, prediligendo la composizione dei testi a quella delle musiche.
E l’amore trionfo’
Maggio 19, 2018UOMINI SEPARATI al Teatro dell’Angelo (Roma) -3-20 maggio2018
Maggio 17, 2018
Spettacolo ironico brillante esilarante … con non pochi colpi di scena..e sorprese!
Con Paolo Gasparini Massimiliano Giovannetti Rosario Galli Marco Ferrari e Caterina Shulha e’ (anche quando sembra impossibile) una bella storia di amicizia, tra uomini e tra uomini e donne; e una bella riflessione su amore ed amicizia (e la loro comune origine divina).
“Le bal” alla Sala Umberto (Roma) 15-27 maggio 2018
Maggio 15, 2018
Bravi tutti in questo spettacolo – divertente poetico e con forte impatto emotivo – che, dallo scoppio della seconda guerra mondiale al crollo delle torri gemelle, ci fa ripercorrere la storia d’Italia, e mode e costumi di intere generazioni!
Fortunato format francese di Jean Claude Penchenat (che ispirò il film di Ettore Scola del 1983 ” Ballando ballando”) “Le bal” – in scena alla Sala Umberto – e’ una buona espressione del teatro senza parole, racconto fatto, non di voci, ma di suoni, musica, ballo, fisicità (gesti movimenti del corpo) e capacità espressiva degli interpreti e i loro volti.
Tutto si svolge in una balera: luogo reale – e nello stesso tempo simbolico -pronto a trasformarsi in altro.
2018: la Pellicola d’Oro (ottava edizione) – unico Premio europeo di tal genere – premia le maestranze dietro le quinte del Cinema
Maggio 15, 2018
La Pellicola d’Oro 2018 – Mestieri e Artigiani del Cinema Italiano
Grande successo di pubblico alla cerimonia di premiazione del Premio “La pellicola d’Oro” al lavoro e alle maestranze del cinema italiano – promosso dalla FITeL (Federazione Italiana Tempo Libero promossa da CGIL, CISL, UIL) e “Sas Cinema” di cui è Presidente lo scenografo e regista Enzo De Camillis – organizzata dall’Ass.ne Cult.le “Articolo 9 Cultura e Spettacolo” che si è tenuta nella serata del il 4 marzo 2018 presso il Teatro Italia a Roma.
La Cerimonia, condotta magistralmente dall’attrice e conduttrice Michelle Carpente – anche nel 2018 – ha visto un nutrito parterre di premiati con la presenza sul palco delle bravissime Paola Cortellesi e Jasmine Trinca vincitrici in ex aequo nella categoria “Miglior attrice protagonista”: la prima per “Come un gatto in tangenziale”, la seconda per il film “Fortunata”.

Il miglior attore è stato attribuito, invece ad Antonio Albanese per “Come un gatto in tangenziale”;
Ivo Micioni ha ricevuto la pellicola come “Miglior direttore di produzione”, mentre Luigi Andrei come “Operatore di macchina”, Alessandro Cardelli come “Capo Elettricista”, “Miglior Capo Costruttore” a Ionel Maicam, “Miglior Maestro D’Armi” a Gianluca Petrazzi, tutti e cinque per il film “Fortunata”.
Il “Miglior capo macchinista” è stato conferito a Patrizio Marra, la “Miglior Sarta di Scena” a Sabrina Salvitti, entrambi per “La Tenerezza”; il “Miglior attrezzista di scena” a Stefano Carponaro per “Mamma o papà?”. Il film “Brutti e cattivi” ha ricevuto tre premi: “Miglior Tecnico di effetti speciali” a Maurizio Corridori, “Miglior Sartoria Cineteatrale” alla Sartoria Farani e, infine “Miglior Storyboard artists” consegnato a Marco Valerio Gallo; il “Miglior Creatore di effetti sonori” è andato a Massimo Anzellotti per “Mr Felicità”.
Inoltre, sono stati consegnati, il “Premio alla carriera” a Barbara Bouchet, “Il Premio per l’attività artistica” a Placido Domingo Jr. e il “Premio per l’attività aziendale” a Panalight.
Ospite d’onore della cerimonia di premiazione, in veste di cantante, premiatore e premiato, è stato Placido Domingo Jr. (figlio del celebre cantante di opera Plàcido Domingo). La serata è stata ulteriormente allietata dalle stupende musiche di celebri film suonate dall’Orchestra dello Stato Maggiore della Marina Militare diretta dal Maestro Antonio Barbagallo e alcune interpretate dal soprano Monica De Propris.
Presente anche il Vicedirettore della Banda della Marina, Tenente di Vascello Maestro Gian Luca Cantarini.
Anche quest’anno “La Pellicola d’Oro” si è avvalsa di significativi patrocini istituzionali – fra i quali il MIBACT (Ministeri Beni Culturali – Direzione Cinema), la Camera di Commercio di Roma, la Regione Lazio, l’Ass.For Cinema, l’APT, la F.I.Te.L, ecc.. – e preziosi sponsor quali BNL Gruppo BNP Paribas, Fitel, Panalight.
Riepilogo dei VINCITORI dell’ottava edizione del Premio “la Pellicola d’Oro”:
DIRETTORE DI PRODUZIONE – Ivo Micioni con il film FORTUNATA
OPERATORE DI MACCHINA – Luigi Andrei con il film FORTUNATA
CAPO ELETTRICISTA – Alessandro Cardelli con il film FORTUNATA
CAPO MACCHINISTA – Patrizio Marra con il film LA TENEREZZA
ATTREZZISTA DI SCENA – Stefano Carbinaro con il film MAMMA O PAPA’?
SARTA DI SCENA – Sabrina Salvitti con il film LA TENEREZZA
TECNICO EFFETTI SPECIALI – Maurizio Corridori con il film BRUTTI E CATTIVI
SARTORIA CINETEATRALE – Sartoria Farani con il film BRUTTI E CATTIVI
CAPO COSTRUTTORE – IonelMaicam con il film FORTUNATA
STORYBOARD ARTISTS – Marco Valerio Gallo con il film BRUTTI E CATTIVI
MAESTRO D’ARMI – Gianluca Petrazzi con il film FORTUNATA
CREATORE DI EFFETTI SONORI – Massimo Anzellotti con il film MR. FELICITA’
MIGLIORE ATTORE – Antonio Albanese con il film COME UN GATTO IN TANGENZIALE
MIGLIORE ATTRICE – Paola Cortellesi e Jasmine Trinca ex aequo per i film COME UN GATTO IN TANGENZIALE – FORTUNATA
PREMIO ALLA CARRIERA – Barbara Bouchet
PREMIO PER L’ATTIVITA’ ARTISTICA – Placido Domingo Jr.
PREMIO PER L’ATTIVITA’ AZIENDALE – Azienda italiana Panalight

Trump esce dall’Accordo con l’Iran sul nucleare
Maggio 9, 2018

MOMENTI del meraviglioso Concertone Cgil-Cisl-Uil del primo maggio 2018
Maggio 1, 2018Queste foto (e quelle che seguono) rappresentano momenti dello splendido Concertone promosso da Cgil-Cisl-Uil – nella Piazza San Giovanni di Roma – per la Festa dei lavoratori 2O18 che resta, anche, una giornata di lotta, mobilitazione e denuncia di abusi e diritti negati
La festa del lavoro – come il Concertone – dovrebbe essere occasione di una riflessione, ampia e partecipata, sulle condizioni sociali e di lavoro, e sui diritti di chi lavora o è in cerca di lavoro. Da parte loro, unitariamente, Cgil Cisl e Uil dicono al Paese che diritti integrazione e sicurezza non sono temi che vanno contrapposti. E tenendo (tra l’altro) conto del numero impressionante di morti sul posto di lavoro – in questo primo maggio – hanno posto un accento particolare sulla sicurezza, sempre più’ messa a dura prova da precariato, nuovi tipi di “lavoro” ecc. Basti pensare alla cosiddetta CIG economy (la cosiddetta economia dei lavoretti) termine che include crowdwork/lavoro on line (v.Amazon, Mechanical Turk, Clickworker, Crowdflower, Jovoto, Microstak, Topcoder, Upwork) e lavoro “on demand tramite app” (v. Uber, Lyft, TaskRabbit, Handy,Wonolo). E’ un tipo di lavoro facilitato dalle tecnologie digitali, che fa incontrare domanda e offerta, e può anche offrire ulteriori opportunità di lavoro. Ma è anche un tipo di lavoro che implica molti rischi: nuove forme di lavoro invisibile, elusione dei minimi contrattuali e dei salari minimi (dove esistenti), decisione e modifica unilaterale delle condizioni di lavoro e di pagamento, abusi (lavoro forzato e lavoro minorile), discriminazionii (lavoro nero non standard), rating (valutazioni) ecc. ecc. ecc. E’ un tipo di lavoro che induce – tra l’altro – bassi redditi e debolezza della domanda e dei consumi. Servirebbero azioni legislative, azioni politiche, reazione pro-attiva da parte dei soggetti sociali, confronto con le parti sociali e contrattazione collettiva?
Per contrastare il dumping sociale salariale ambientale e fiscale c’è da agire anche a livello UE e a livello internazionale.
La data della Festa dei lavoratori, il 1° maggio, fu stabilita a Parigi nel 1889 e prende spunto da un episodio avvenuto tre anni prima a Chicago. In effetti, il 1° maggio del 1886, era stato indetto uno sciopero generale in tutti gli Stati Uniti con il quale gli operai rivendicavano migliori e più umane condizioni di lavoro (a quell’epoca non erano rari turni anche a 16 ore al giorno e i casi di morte sul lavoro erano abbastanza frequenti).
La protesta andò avanti per tre giorni. Poi – il 4 maggio – ci fu uno scontro tra lavoratori e agenti di polizia. Undici persone persero la vita in quello che sarebbe passato alla storia come il massacro di Haymarket.
Circa tre anni più tardi (20 luglio 1889) – a Parigi, durante il primo congresso della Seconda Internazionale (l’organizzazione creata dai partiti socialisti e laburisti europei) – fu lanciata l’idea di una grande manifestazione per chiedere alle autorità pubbliche di ridurre a 8 ore la durata della giornata lavorativa. Questa iniziativa divenne un simbolo delle rivendicazioni operaie: di lavoratori che – in quegli anni – lottavano per conquistare diritti e condizioni di lavoro migliori. Così, varcati i confini francesi – nonostante la risposta repressiva di molti governi – il 1° maggio del 1890 (prima, vera manifestazione internazionale) registrò un’altissima adesione.
Dal 1947, la Festa del lavoro e dei lavoratori è diventata ufficialmente festa nazionale italiana. E – attualmente – il Primo Maggio è giorno di festa nazionale in molti Paesi: da Cuba alla Turchia, dal Brasile alla Cina e poi Russia, Messico e diversi Paesi dell’Unione europea. Non lo è negli Stati Uniti, il Paese da cui, in un certo senso, tutto è cominciato. Negli Usa la Festa dei lavoratori si celebra il primo lunedì di settembre.
#TaleEQualeAME… AGAIN alla Sala Umberto (Roma) 2-13 maggio 2018
aprile 30, 2018

Gabriele Cirilli festeggia 30 anni di carriera a Roma con 11 date al Teatro Sala Umberto.
L’artista torna sul palcoscenico con il suo esilaranre show – #TaleEQualeAMe… AGAIN – scritto con Maria De Luca, Carlo Negri per la regia Gabriele Guidi. “La casa nasconde ma non perde – lo diceva mia nonna Concetta” afferma l’attore. Ogni pezzettino di vita o ricordo di ognuno di noi è in una soffitta o in una cantina. Con l’avvento di internet, però, il nascondiglio è stato sostituito da un hashtag nel quale si possono conservare le emozioni.
Con #TaleEQualeAMe… Again, Gabriele Cirilli apre il suo personale #hashtag al pubblico proprio nell’unico luogo dove riesce ad essere tale e quale a… se stesso: il palcoscenico.
IL lago dei cigni al Teatro Brancaccio (Roma) solo il 28 aprile 2018
aprile 27, 2018IL LAGO DEI CIGNI – musiche di P.I. Chaikovskj e coreografia di Luigi Martelletta – messo in scena al teatro Brancaccio dalla Compagnia nazionale Raffaele Paganini vuole mettere in evidenza alcuni aspetti del libretto finora trascurati dalla coreografia originale del repertorio classico.
Autentica creatura dell’oggi e del presente (con tutto ciò che questo comporta), in quanto rappresentazione della realtà, la sua particolarità consiste proprio in questa sua capacità di proporsi attualissimo pur dimorando in un suo pianeta espressivo che sa di antico, già visto e già vissuto. Fortemente legato alla tradizione accademica, Luigi Martelletta propone un lavoro stilisticamente più snello – alleggerendo manierismi e pantomime che fanno parte del repertorio classico. Il suo obiettivo? L’ideale neoclassico di una bellezza assoluta, regolata da un ordine imperturbabile.
Bello spettacolo: fonte di grande energia.