UE: la dichiarazione di Budapest sul Rapporto Draghi in fase di arrivo

ottobre 28, 2024

Premesso che l’esito delle prossime elezioni anericane avra’ un grosso impatto anche sul futuro dell’Ue qui mi soffermo solo sul tema in titolo. Draghi – nel suo Rapporto – ha tra l’altro indicato la necessità di 800 miliardi di investimenti l’anno per la transizione verde e digitale e la spesa per la difesa, di cui la metà finanziati con risorse pubbliche. Ed ha anche proposto la creazione di un nuovo strumento di debito comune dell’Ue – dopo NextGenerationEU – proposta non gradita a Ursula von der Leyen.

Una nuova bozza di dichiarazione di Budapest è -nel momento in cui si scrive – in fase di arrivo. Dal confronto del 25 ottobre – tra gli ambasciatori dei ventisette Stati membri dell’Unione europea – tra i temi più controversi figurano:

– la politica di coesione (alcuni paesi temono che fondi per le regioni potrebbero andare a finanziare la competitività.

– il Fondo per la sovranità dell’Ue (cui alcuni paesi si oppongono)

– l’appello a più convergenza sulla tassazione

– l’impegno a realizzare l’unione dei mercati dei capitali

– il piano finanziario pluriennale dell’UE

E c’è chi chiede maggiore attenzione per le interconnessioni per l’energia e per gli aspetti sociali.

“Canto d’anime” ritratto di un uomo (Giacomo Puccini): concerto alla Sala dei Lecci – Bioparco di Roma (27 0ttobre 2024)

ottobre 28, 2024

Ho trascorso un bel pomeriggio, alla Sala dei Lecci del Bioparco di Roma, in compagnia di Giacomo Puccini, cui il la voce recitante di Enrico Ottaviano ha ridato vita, leggendo parti di sue lettere (e altri documenti) in cui il grande musicista parlava di sé stesso – dalla sua infanzia e gioventù, a Turandot (sua splendida opera da lui mai conclusa) – delle sue idee e concezione dell’arte, della musica e della vita.  

Belli anche i testi  di E.M. Iannuzzi magnificamente cantati dal soprano Elvira Maria Iannuzzi, accompagnata dalla musica di Puccini suonata al piano da Alessandro d’Agostini,

Il tutto organizzato dalla Camera musicale romana, in collaborazione con altri partner.

“1984” al Teatro Quirino di Roma (22 ottobre-3 novembre 2024)

ottobre 18, 2024

Un adattamento – di Robert Icke e Ducan Macmillan – di questo celebre romanzo di George Orwell sarà in scena al teatro Quirino di Roma. “1984 – sottolinea il regista Giancarlo Nicoletti – è un romanzo straordinario, e probabilmente il  capolavoro del Novecento più destinato a rinnovare di continuo la sua cifra di attualità nel tempo. ’Il Grande Fratello sei tu, che osservi’ fa dire Orwell dal personaggio di O’Brien all’antieroe protagonista Winston.   In tempi di abbuffata voyeuristico-mediatica derivata dai canali di comunicazione e di auto-rappresentazione del sé sui social, sono parole che non potrebbero risultare più attuali.  Il nostro Grande Fratello e l’Oceania orwelliana in scena, vivranno- non in una dittatura del secolo scorso – ma nelle odierne Silicon Valley, negli Apple Store, a Guantanamo o in Iraq, in una diretta streaming o nel mondo dell’intelligenza artificiale e fonderanno il proprio potere sull’invasione della sfera privata – autorizzata ovviamente dal consenso informato.  Attenzione, però, che non si tratta di un’operazione di mera attualizzazione.   Si può attualizzare un’opera ambientata in un passato definito, ma Orwell, quando scriveva nel 1948, immaginava il futuro!.   Quindi ho immaginato il futuribile.   E al pubblico ogni sera i verrà richiesto di farsi delle domande: “Cos’è il reale? Cos’è la verità e cos’è una bugia? Siamo veramente in grado di distinguerne il confine, e cosa ci aiuta a farlo?”.  Non per una dimostrazione di forza muscolare del regista e dei creativi, ma perché siamo convinti che “1984” e la poetica di Orwell lo richieda.   Da qui il nostro gigantesco sforzo produttivo – e sinergico fra i vari linguaggi teatrali  (parole e corpi, scenografia, videoproiezioni, musiche, costumi, luci) – attraverso una forma di “narrazione onirica” – simile a un sogno o a un incubo – per restituire, sulla scena, quello stesso, sonorissimo schiaffo che Orwell dà al proprio lettore nelle pagine del suo gigantesco romanzo”.

Ma, ciò detto,  di che  tratta questo celebre romanzo di Georg Orwell?

1984 è un anno di un futuro qualsiasi, in cui il mondo è diviso in tre superstati in guerra fra loro: Oceania, Eurasia ed Estasia. L’Oceania è governata dal Grande Fratello, che tutto vede e tutto sa.  Perfino i bambini sono diventati spie e – insieme alle videocamere – controllano tutti.  Niente, apparentemente, è proibito. Tranne pensare, amare e divertirsi.   Insomma: tranne vivere, se non secondo i dettami del Grande Fratello.  Winston Smith – un uomo comune che lavora al Ministero della Verità – è solo un ingranaggio del sistema che tiene un diario clandestino.  

Anche se non c’è “amore tranne quello per il Grande Fratello, e non c’è lealtà se non quella verso il Partito”, Winston si innamora di Julia, benchè potrebbe essere una spia, pronta a consegnarlo alle torture del Grande Fratello.   

Nel tentativo di vivere una vita normale, Winston Smith dovrà scoprire di chi  (e di cosa ) può fidarsi.

Letteratura per l’infanzia: leggibili 4 nuovi interessanti libri

ottobre 12, 2024

Per chi è interessato, qui di seguito, il link della videoregistrazione della loro presentazione on line dell’11 ottobre 2024:

https://drive.google.com/file/d/1qFQrwzvjAmjN23ASbQGVC_0imSiP_Jmm/view?usp=sharing

Agenda geopolitica settembre 2024

ottobre 8, 2024

Nel numero del settembre 2024 di Agenda Geopolitica, mi soffermo sulla lotta ai cambiamenti climatici nell’Unione Europea, e alla Cop29.

Buona lettura a chi deciderà di leggermi.

Peter Grimes all’Opera di Roma (11-19 ottobre 2024) – anticipato da 4 appuntamenti di approfondimento

settembre 19, 2024

I. La prima dello spettacolo sarà preceduto da un ciclo di incontri di approfondimento.  Si comincia sabato 5 ottobre (ore 17.00, Sala Grigia del Teatro Costanzi) con la  Lezione di opera” di Giovanni Bietti.  Lunedì 7 ottobre, invece, al Nuovo Teatro Ateneo della Sapienza Università di Roma, ore 17.30, Michele Mariotti è ospite dell’incontro “L’opera in Sapienza: Peter Grimes”. Giovedì 10 ottobre, alle ore 18.00, in Sala Grigia al Teatro Costanzi con ingresso libero, è in programma una presentazione dell’opera e del quarto numero della rivista “Calibano” dedicata a Peter Grimes e al tema dell’outsider. Il ciclo di incontri si conclude venerdì 11 ottobre alle ore 18.00, sempre in Sala Grigia al Teatro Costanzi e a ingresso libero, con la presentazione di Benjamin Britten. L’uomo, il compositore, l’interprete (EDT, 2024), la prima monografia italiana dedicata al compositore inglese. Interviene Alessandro Macchia, autore del volume. 

II – Dramma sull’esclusione sociale, il pregiudizio e la crudeltà della folla, il Peter Grimes (opera in un prologo e tre atti, musica di Benjamin Britten, Libretto di Montagu Slater dal poema The Borough di George Crabbe ) – in scena al Teatro Costanzi, Opera di Roma –  è uno spettacolo da profondi risvolti psicologici.  

Peter Grimes – sottolinea la regista Deborah, Warner – è “un uomo perseguitato dall’orrore di un terribile incidente, spaventato dai pettegolezzi e che forse, prima ancora della disgrazia, ha sempre agito in modo diverso da chi lo circonda”.  Non a caso, quindi, la sua regia ha scelto di ambientare la vicenda in una decadente cittadina costiera della Gran Bretagna contemporanea – descritta come una comunità impoverita, arrabbiata e sofferente –  in cui il pescatore diventa vittima della ricerca di un capro espiatorio. “La durezza dell’esistenza di coloro che si guadagnano da vivere sul tratto di costa del sud est inglese è tema centrale sia dell’opera di Britten sia del poema di Crabbe, The Borough, da cui è tratto il libretto – prosegue Deborah Warner – con similitudini che permangono sino a oggi. Nonostante le innovazioni tecnologiche, quella del pescatore solitario è ancora un’esistenza faticosa. Volevamo far rivivere questa storia in una cornice contemporanea, senza però cadere in un pericoloso sentimentalismo verso la povertà del passato. Non volevamo che questa realtà venisse ammorbidita trasferendo la storia in un altro periodo: Peter Grimes viene rifiutato da una comunità feroce e stressata, e volevamo rendere questa percezione immediata”.

Maestro del Coro, cui la partitura richiede un grande impegno, è Ciro Visco.  

Sul podio il maestro Michele Mariotti. “Per Grimes – enfatizza Mariotti –  il mare è fonte di vita e di riscatto, ma diventerà la sua tomba, poiché verrà spinto a morire da una società miope e giudicante verso tutto ciò che, non conformandosi ad essa, diventa inevitabilmente diverso e pericoloso. Peter Grimes è senza dubbio uno dei grandi capolavori del Novecento, un magistero di orchestrazioni e suoni, e in cui molto presente, appunto, è l’elemento liquido e inafferrabile del mare”

Peter Grimes vede protagonisti Allan Clayton nel ruolo del titolo, Sophie Bevan nei panni di Ellen Orford e Simon Keenlyside in quelli di Balstrode,. Le scene sono di Michael Levine, i costumi di Luis F. Carvalho, le luci di Peter Mumford, i video di Justin Nardella e le coreografie di Kim Brandstrup

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La bella addormentata al teatro dell’Opera di Roma (14-22 settembre 2024)

settembre 15, 2024

Dopo la pausa estiva, il Costanzi, teatro dell’Opera di Roma, riprende gli spettacoli completando con  La bella addormentata la trilogia (con Lo schiaccianoci e Il lago dei cigni) di Čajkovskij voluta nel cartellone dalla direttrice Eleonora Abbagnato.

Il balletto (un prologo e tre atti)firmato dal coreografo francese Jean- Guillaume Bart – vede protagonisti,   la georgiana Maia Makhateli e il coreano Young Gyu Choi (che sostituisce Victor Caixeta indisposto) e stelle della Compagnia capitolina, quali Alessandra Amato e Alessio Rezza, i primi ballerini Marianna Suriano e Claudio Cocino e i solisti Flavia Stocchi e Mattia Tortora La malvagia, vendicativa ma, in questa versione, anche seducente fata Carabosse è interpretata dall’étoile Alessandra Amato, e poi da Roberta Paparella  e Annalisa CianciScene e costumi sono di Aldo Buti, luci di Vinicio Cheli.

«Ho lavorato al balletto in un allestimento storico molto bello – ha dichiarato il coreografo Bart – Le scene e i costumi di Aldo Buti si adattano perfettamente alla natura della favola tradizionale che deve far sognare. La bella addormentata è soprattutto una storia danzata dove la pantomima è essenziale per dare vita allo spettacolo. La narrazione deve essere fluida, fruibile a tutte le persone che devono poter seguire la storia come se fossero al cinema».  

Bart ha utilizzato la partitura di Čajkovskij nella sua interezza, per una maggiore teatralità e un maggior spessore dei personaggi. Non acaso quindi – nella sua versione – il Corpo di Ballo diventa parte integrante della storia.

Splendido spettacolo: bravi tutte e tutti, belle le coreografie, belli i colori.

foti di Fabrizio Sansoni.

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ONU: solo il 17% degli Obiettivi di sviluppo sostenibile è sulla strada di un raggiungimento entro il 2030

agosto 7, 2024

L’Agenda 2030, adottata nel 2015 da 193 Stati membri dell’ONU, rappresenta un ambizioso piano globale per sradicare la povertà, proteggere il pianeta e garantire prosperità per tutti entro il 2030. Comprende 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG), suddivisi in 169 target e 231 indicatori, coprendo ambiti come povertà, fame, salute, istruzione, uguaglianza di genere, acqua pulita, energia, lavoro dignitoso, innovazione, riduzione delle disuguaglianze, città sostenibili, consumo responsabile, azione per il clima, vita marina e terrestre, pace e partenariati. Gli SDG, guidati dal principio di universalità, sono applicabili a tutti i Paesi e richiedono soluzioni globali e locali. Attualmente, solo il 17% degli SDG è sulla buona strada per essere raggiunto entro il 2030, con quasi la metà che mostra progressi minimi o moderati e oltre un terzo che ha rallentato o è regredito. Le sfide principali includono la qualità e quantità dei dati disponibili e le risorse finanziarie. Il divario di investimento annuale per raggiungere gli SDG è stimato in 4 mila miliardi di dollari. Il raggiungimento degli SDG entro il 2030 richiede un impegno globale rafforzato e una cooperazione internazionale.

Questa la conclusione di Il punto sullo stato di attuazione dell’Agenda 2023 – di Marco Zupi – Approfondimento n. 217 dell’Osservatorio di Politica Internazionale a cura del CeSPI, cui si rinvia per saperne di più.

La terra delle piccole lune in scena sulle rive del fiume Mingardo (30 e 31 luglio 2014) a San Severino di Centola (Sa) – Oasi Panoria

luglio 31, 2024

La terra delle piccole lune: questo il titolo del suggestivo spettacolo storico, con regia diretta da Luca Rinaldi – liberamente tratto dal libro omonimo dello scrittore cilentano Pasquale Carelli, promosso ed organizzato dall’Associazione Il Borgo e Silvio D’angelo (inguaribile sognatore) in sinergia con i Comuni di Centola e di Celle di Bulgheria e con il patrocinio del Parco Nazionale del Cilento e della Provincia di Salerno – in scena sul fiume Mingardo il 30 e 31 luglio 2024.

In effetti, il suo palcoscenico – istallato nell’acqua – è il favoloso contesto delle gole del fiume Mingardo, a San Severino di Centola – Poderia località Panoria (tra i Comune di Centola e Celle di Bulgheria): una forra profonda, con alberi secolari che si intrecciano con roccia e ponti imponenti. La sua platea sono le sponde del fiume.  Una esperienza – innovativa – che da anni incanta gli spettatori con la sua magica atmosfera, e ambientazione.

Bravi, freschi e convincenti, gli attori, per lo più allievi della Scuola di recitazione “La Quinta praticabile” di Genova, – diretta da Modestina Caputo, cilentana di Poderia – ma non solo (visto il coinvolgimento anche di giovani di San Severino di Centola, e di attori e comparse cilentani).

Splendidi ed efficaci la scenografia, e gli effetti di luce, emotivamente coinvolgenti, e parlanti.

Belle le musiche.

Ricco di storia, etica, umanità e saggezza – ma anche di fate, fantasia, magia ed azione – il positivo e ottimista testo di Pasquale Carelli, la cui “America” , alla fine del racconto, coincide con la fertile terra del Cilento.

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Programmazione 2024-2025 del teatro Verdi – e del teatro Pasolini – di Salerno

luglio 6, 2024

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.

Mercoledi 3 luglio 2024, nel foyer del Teatro Verdi di Salerno, è stata presentata la stagione teatrale di prosa 2024-25 del Teatro Municipale “Giuseppe Verdi” di Salerno e del Teatro “Pier Paolo Pasolini” di Salerno. Ad illustrare l’offerta del Teatro Pubblico Campano c’erano il Direttore Alfredo Balsamo e il Co-Direttore Fabrizia Pompilio. A fare le veci del Sindaco Vincenzo Napoli c’era Ermanno Guerra.  A coordinare l’incontro Peppe Iannicelli.

Si inizia sottolineando che il Teatro Verdi è divenuto una realtà importante da quando è stato riaperto 30 anni fa, dopo una difficile situazione commissariale. Lo si può ben definire una perla che non ha nulla da invidiare a teatri importanti del centro Nord.  

Certo – si osserva – l’autonomia differenziata può accentuare gli squilibri tra Nord e Sud e far sì che alcune regioni, come il Veneto, possano prendere una fuga in avanti, per cui sarebbe stato meglio un regionalismo autonomo e solidale.   Il Teatro pubblico Campano ha visto mettere in atto molti tagli da parte del Ministero per cui bisogna essere vigili.   E se è vero, come diceva Eduardo De Filippo, che a calcare il palcoscenico sono artisti, attori, comici e facce toste, il Teatro Pubblico Campano continuerà a privilegiare i primi tre.  Nonostante le difficoltà – viene fatto notare – è stato abbassato il costo dell’abbonamento per gli abbonati, che restano il pezzo forte nella operazione artistico culturale imprenditoriale che il Teatro Pubblico Campano propone.

Passando alla programmazione 2024-25: è un programma squisitamente teatrale – dal profilo artistico di qualità – che spazia da classici a spettacoli più leggeri che spingono comunque alla riflessione.  

Gli spettacoli proposti dal Teatro Verdi

 Sono 9. Includono spettacoli di tradizione, ma anche riscritture come Iliade (con Alessio Boni), in cui tutto viene visto da parte degli Dei ma in chiave popolare, o come Arlecchino (con Andrea Pennacchi) che presenta situazioni da Commedia dell’Arte. Tra i testi di teatro contemporaneo, troviamo Ciarlatani, commedia di un autore spagnolo in cui si ride e si riflette al tempo stesso, che vede in scena Silvio Orlando. E ancora, Titizè (con Daniele Finzi Pasca), Cose che so essere vere (con Valerio Binasco e Giuliana De Sio), La coscienza di Zeno (con Alessandro Haber), Re Chicchinella (con Emma Dante), L’anatra all’arancia (con Emilio Solfrizzi e Carlotta Natoli), e Trocadero, uno spettacolo di danza, con un gruppo di ballerini solo uomini che danzano sulle punte della dita, col tutù, e prendono in giro i canoni della danza classica.

Come sempre – sottolinea Iannicelli –  ad arricchire gli spettacoli proposti ci sarà Giù la Maschera che prevede l’incontro degli artisti, protagonisti degli spettacoli, con il pubblico.

L’offerta del Teatro Pasolini

Teatro d’innovazione, più votato alla contemporaneità, il Pasolini offre anche proposte provocatorie. 6 gli spettacoli in cartellone. Anche qui ci sarà uno spettacolo di danza contemporanea, Graces (con Silvia Gribaudi e altri), in cui Silvia Gribaudi fa arrivare al grande pubblico una forma di danza più per addetti ai lavori, e in cui rende le sue imperfezioni corporee (è una donna in carne) una forma d’arte.  Da segnalare Charlot il comunista (con Claudio Di Palma) che racconta la storia di un artista poeta – capace di generare un personaggio che è restato nella storia come un’icona – e che farà immergere gli spettatori nelle immagini della storia di Chapini, una sorta di vero e proprio caleidoscopio. Tra gli altri, Un giorno come un altro (con Luca Amorosino e Carlo De Ruggieri); Scannasurice (con Imma Villa); Rumba (con Ascanio Celestini), Bek Steig (con Ebbanesis), dalla grande capacità scenica.  

L’incontro termina con i ringraziamenti a tutto lo staff e agli autori della programmazione.

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