La sonnambula al Teatro dell’Opera di Roma con Lisette Oropesa – Firmata da “Le Lab” (Roma, 9-17 aprile 2024)

aprile 11, 2024

Composta da Vincenzo Bellini in soli due mesi, La sonnambula è un’opera seria in due atti su libretto di Felice Romani, tratto a sua volta da La Somnambule, ou L’arrivée d’un nouveau seigneur, un ballet-pantomime di Jean Aumer e Eugène Scribe, e da La Somnambule, comédie-vaudeville dello stesso Scribe e Germain Delavigne. 

Fin dal suo debutto a Milano (marzo 1831)- ha ottenuto un grande successo. Ambientato in un villaggio in Svizzera, il dramma vede protagonisti due giovani promessi sposi, Amina ed Elvino.  Quando Amina viene trovata addormentata, la notte prima delle nozze, nella stanza del conte Rodolfo, Elvino la accusa di tradimento e rompe il fidanzamento.  Non crede alla sua innocenza fin quando Amina – nuovamente sonnambula – una sera viene vista camminare sui tetti. 

A quel punto, i due amanti si riconcilieranno.

Sul podio sale Francesco Lanzillotta per cui: “la sonnambula è senza dubbio un titolo che rappresenta uno dei più alti slanci creativi di Bellini, sviluppati all’interno di una trama semplice, dai toni innocenti e idilliaci. I pentagrammi di questo titolo sono ricolmi di melodie. Il genere semiserio al quale La sonnambula appartiene, depurato dall’elemento comico, così come i toni idilliaci di cui sopra, non eliminano però i conflitti che in quest’opera si dipanano fra i protagonisti. L’idillio non si materializza a prescindere ma si conquista con fatica, attraverso l’acquietarsi della conflittualità».

Il Coro del Teatro dell’Opera di Roma è diretto da Ciro Visco.

Con il dramma di Bellini, al teatro dell’Opera di Roma, debutta la coppia di registi francesi, Jean-Philippe Clarac e Olivier Deloeuil  che – firmando regia, scene e luci – sottolinea: “In maniera forse paradossale  abbiamo incentrato questo allestimento non tanto sul risveglio della sonnambulaquanto sul suo addormentarsi, che viene mostrato all’inizio dello spettacolo. L’allestimento si sviluppa sotto forma di installazione performativa, nella Galleria Elvezia, una galleria d’arte pop-up collocata sul palcoscenico del Teatro Costanzi. Lo spettacolo offre un viaggio all’interno del sonno agitato della protagonista, una giovane che vive in uno stato di dormiveglia, in un regime sensoriale alterato. Attraverso l’uso di video registrati in una camera d’albergo romana, nel quartiere del Teatro dell’Opera e a Palazzo Barberini, seguiamo il viaggio interiore di Amina fino al giorno del suo matrimonio con Elvino”.  

La coppia è nota come “Le lab”: che mette in scena lavori multidisciplinari, esplorando le possibili dimensioni performative della grande musica. Il collettivo artistico (con sede a Bordeaux) comprende Christophe Pitoiset (collaboratore alle scene e alle luci),Luc Bourrousse (drammaturgia),  Pascal Boudet e Timothée Buisson (video), Julien Roques (graphic design).

Con La sonnambula, Lisette Oropesa soprano americano di origini cubane – ritorna all’Opera di Roma.  Accanto a lei, altre star del belcanto come John Osborn, che interpreta Elvino, Roberto Tagliavini, nella parte del Conte Rodolfo, e Monica Bacelli, nell aparte di Teresa. Nelle parti di Lisa e Alessio sono invece impegnati il soprano Francesca Benitez e il basso Mattia Rossi (quest’ultimo dal progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma).  

Nelle repliche dell’11, 13 e 16 aprile Amina è interpretata da Ruth Iniesta, Elvino da Marco Ciaponi, il conte Rodolfo da Manuel Fuentes.

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MY FAIR LADY al Teatro Verdi di Salerno (13-14 aprile 2024)

aprile 11, 2024

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.

MY FAIR LADY è un musical perfetto che, con le sue belle melodie, le sue tematiche eternamente attuali, e le sue sognanti ambientazioni londinesi di inizio secolo – da settant’anni – ha conquistato i teatri di tutto il mondo). Lo spettacolo –  ora in scena al teatro Verdi di Salerno – è un nuovo adattamento, opera delle capacità liriche e drammaturgiche di Vincenzo Incenzo.  Per il produttore Enrico Griselli (che ha allestito uno spettacolo grande stile senza badar a spese) il suo Higgins Eliza è anche educazione sentimentale: “la loro storia insegna come stare insieme, come amarsi”.  

 La direzione delle musiche, pietre miliari della storia di Broadway, è stata affidata alla poliedrica esperienza del Maestro Enzo Campagnoli.

Felice – ma anche consapevole della sfida di un ruolo già interpretato da Audrey Hepburn al cinema, da Julie Andrews al teatro, e da Delia Scala in Italia – Serena Autieri precisa: “Sognavo questo spettacolo da anni. E finalmente, oggi, sono nei panni di Eliza Doolitle”: la povera fioraia che fa breccia nel cuore dell’ostico professor Henry Higgins.   Higgins è splendidamente interpretato da Michele Enrico Montesano.  Il cast è impreziosito dalla partecipazione straordinaria dell’irresistibile Fioretta Mari, esilarante e tagliente Mrs. Higgins.   Clara Galante e Luca Bacci interpretano rispettivamente Mrs. Pearce e Freddy Eynsford-Hill.  Manlio Dovì veste i panni del Colonnello Pickering e Gianfranco Phino interpreta Alfred Doolittle.

Attraverso scene e luci meccanicamente sorprendenti, la direzione visionaria avvolge lo spettatore in una dimensione sognante.   Le coreografie sono state affidate all’immaginazione poetica di Gianni Santucci, che con la sua visione di teatro totale ha disegnato un mondo classico e modernissimo allo stesso tempo. Accuratissima la ricostruzione dei costumi, opera di Silvia Frattolillo.

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GIOCATTOLI ANIMATI E LETTERATURA PER L’INFANZIA: NUOVO LIBRO PRESENTATO ALLA-Bologna Children’s book Fair (10 aprile 2024)

aprile 8, 2024

Giocattoli animati Infanzia e Letteratura – Living toys Children and Children’s Literature e’un libro a piu’voci – curato dalla Professoressa Elena Paruolo (Universita’di Salerno) e dalla Dottssa Claudia Camicia (Presidente del Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile) – costituito da una Introduzione della Profssa Elena Paruolo, e da Contributi di eminenti studiosi della Letteratura per l’infanzia. Nella Children’s Literature i giocattoli sono presenti sia come oggetti ludici e inanimati sia come oggetti senzienti e animati. E sono presenti non solo nella letteratura del RU ma anche in Italia e in altri paesi. Il primo romanzo che ritrae una forma di interiorita’ e soggettivita’ in una bambola risale al 1816. Il rapporto speciale tra mondo infantile, giocattoli e animali, non e’ il solo fattore che spiega lo sviluppo di questa produzione letteraria che pone, tra l’altro, la problematica del “vero”.

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Auguri di Buona Pasqua

marzo 29, 2024

I ragazzi irresistibili a Giu’la maschera (Teatro Verdi di Salerno 22 marzo 2024)

marzo 23, 2024

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.

A “Giù la Maschera”, presso il foyer del Teatro  Verdi di Salerno, il 22 marzo 2024, i protagonisti sono stati Umberto Orsini e Franco Branciaroli che hanno presentato il loro spettacolo “I ragazzi irresistibili”, con la regia di Massimo Popolizio. L’incontro è stato condotto come sempre da Peppe Iannicelli. Lo spettacolo si basa su una commedia di Neil Simon scritta nel 1972, già adattata con grande successo per il cinema (The Sunshine Boys) nel 1975, e racconta di due anziani attori di Varietà che si ritrovano  dopo molti anni a lavorare un’ultima volta insieme per una trasmissione televisiva. Ci sono tra loro antichi rancori e contrasti che riesplodono quando si incontrano di nuovo e che danno vita a momenti di grande comicità. Come osserva Branciaroli, quella dello scrittore americano è una comicità che non sempre viene capita quando è proposta al pubblico italiano. Sia Orsini che Branciaroli hanno trovato che c’è un diverso modo di reagire del pubblico, e di rispondere o meno con la risata alle battute che i due attori si scambiano in scena. A Firenze il pubblico ride molto, in Campania ride un po’ meno ma questo perché la comicità di Neil Simon (uno scrittore che – come viene osservato – guarda al teatro di Beckett, di Cechov, di non semplice intrattenimento) è troppo diversa dalla comicità locale che ha a sua volta una grande tradizione.

 Se ci sono molti momenti di comicità nello spettacolo c’è anche una grande malinconia che emerge soprattutto nel secondo atto quando  i due attori si ritrovano dopo che uno di loro ha avuto un infarto  e l’accento è messo sulla vecchiaia dei due protagonisti. A questo riguardo Peppe Iannicelli osserva che ci vuole molto coraggio a mettere in scena la “vecchiezza” in un’epoca che insegue la gioventù a tutti i costi. E Orsini risponde che essendo loro vecchi anagraficamente (Orsini ha 89 anni, Branciaroli ne ha 76) hanno ritenuto opportuno portare in scena la commedia di Neil Simon anche perché non cercavano il successo a tutti i costi. Un successo che comunque è arrivato lo stesso come dimostrano gli applausi del pubblico del Verdi anche nella serata della Prima, quella del giovedi, una serata sempre molto difficile per qualunque gruppo teatrale che passi per il Teatro Verdi, una sorta di serata di prova!

La commedia vuole essere un omaggio al mondo degli attori, alle loro manie. La presenza di due grandi attori dà allo spettacolo una marcia in più. E ha reso l’incontro di “Giù la Maschera” particolarmente affascinante grazie anche alle acute osservazioni sul teatro da parte di un maestro come Umberto Orsini. 

I ragazzi irresistibili al Teatro Verdi di Salerno (21 -23 marzo 2024)

marzo 21, 2024

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.

Il sipario della stagione di prosa del teatro Verdi di Salerno si chiude con I ragazzi irresistibili . La commedia – ispirata alla vita di una famosa coppia di artisti del vaudeville (Joe Smith e Charles Dadi) – è di uno dei maggiori autori comici americani,  il newyorkese Neil Simon.   Umberto Orsini e Franco Branciaroli si ritrovano insieme per ridare vita a questo testo, con regia di Massimo Popolizio.

 I protagonisti sono due anziani attori di varietà che a lungo hanno lavorato in coppia in un duo diventato famoso come “I ragazzi irresistibili”.   Dopo 11 anni di separazione per incomprensioni, sono chiamati a riunirsi in occasione di una trasmissione televisiva (di una sola sera) per celebrare la storia del glorioso varietà americano.   In scena, tentano di ricucire lo strappo che li ha separati per tanti anni.  Ma le incomprensioni si ripresentano.  Nascono situazioni esilaranti, fonte di comicità ma – anche – di un tenero omaggio al mondo degli attori, alle loro piccole e manie e tragiche miserie.

TRITTICO CONTEMPORANEO ALL’OPERA DI ROMA (23-29 marzo 2024)

marzo 18, 2024

Patrick de Bana, Juliano Nunes e William Forsythe sono i coreografi che firmano il Trittico Contemporaneo, dal 23 al 29 marzo al Teatro dell’Opera di Roma:  appuntamento fisso – voluto da Eleonora Abbagnato – per ampliare e rinforzare il lavoro dei ballerini.  Nel cartellone, accanto ai grandi classici, si trovano, quindi, titoli e creazioni di autori che entrano per la prima volta nel repertorio del Corpo di Ballo dell’Opera di Roma.

 Nel programma del Trittico ci sono due prime italiane – Windgames di De Bana e Playlist (Track 1, 2) dell’iconico Forsythe – e una prima assoluta, Women di Nunes.

La serata si apre con Windgames di Patrick de Bana sulle musiche del Concerto per violino e orchestra op. 35 di Čajkovskij: “Opera multinazionale” creata in più fasi che  ha unito artisti in tutto il mondo.  Al centro della serata: una prima assoluta: la nuova creazione del brasiliano Juliano Nunes, “un pezzo astratto che non ha una trama ma racconta molte storie”. Il gran finale è affidato a Playlist (Track 1, 2) di William Forsythe, icona della danza che negli oltre 50 anni di carriera ha riorientato il balletto classico verso la dinamica del XXI secolo. 

A giù la maschera, piacevole incontro con Arturo Brachetti (Teatro Verdi, 15 marzo 2024)

marzo 15, 2024

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.

Con le fiabe, la danza del vestito, la sabbia che crea, le canzoni famose e i loro cantanti, SOLO – in scena al Teatro Verdi di Salerno fino a domenica 17 marzo –  è una grande festa dell’immaginazione creativa, e dell’inventiva. Non mancano elementi inquietanti, quali l’ombra (dell’artista) e la frantumazione finale che – tra forti effetti speciali di musica ed immagini – vorrebbero mettere fine all’immaginazione creativa. Ma questa rinasce.

E si può riprendere a volare…

A “Giù la Maschera” – al teatro Verdi di Salerno – Arturo Brachetti ha incontrato il pubblico e la stampa. In questo piacevolissimo incontro, l’artista si è mostrato estremamente generoso non solo nel dare informazioni sullo spettacolo, ma anche nel parlare di sé e della sua vita privata. Ha rilevato di come lui abbia per l’anagrafe 67 anni ma di come gliene diano al più 47. Infatti il suo aspetto è estremamente giovanile e così anche il suo viso. E’ grazie al DNA, ha osservato, ma anche perché segue una dieta sana, fa ginnastica, non fuma, non beve, non prende droghe, e fa l’ozono terapia! E cerca di imparare sempre qualcosa di nuovo, ogni giorno. Ha ricordato anche la sua famiglia, e di come tutto sia iniziato quando da bambino ha iniziato a interessarsi agli esercizi di magia.

“Brachetti – passando allo spettacolo SOLO – si immedesima con i personaggi che interpreta, talmente numerosi?”: gli ha chiesto Peppe Iannicelli . “No – ha risposto l’artista – Ogni personaggio ha una durata breve (a volte di qualche minuto) Sarebbe dunque impossibile.  E poi in scena c’è l’attore, e c’è Brachetti che controlla tutto. Lui segna i gol, grazie alle persone che lavorano con lui (e che gli passano la palla) con cui si relaziona continuamente per trasformarsi. Sarebbe interessante girare un documentario nel back stage per fare vedere al pubblico cosa avviene dall’altra parte”.

Per Brachetti, ci sono tre tipi di domande che – di solito – il pubblico gli rivolge. La prima domanda, la più superficiale, riguarda le sue trasformazioni e su come sia possibile che egli si trasformi così rapidamente, a volte in una frazione di secondo. Le seconde rivelano il retroterra culturale delle persone che gliele rivolgono,  se in grado di vedere sulla scena dei dettagli, come la presenza di un quadro che ricorda un pittore importante e cose di questo tipo. Infine ci sono le domande di tipo emotivo, le più profonde, come ad esempio la domanda che gli ho fatto io quando gli ho chiesto di soffermarsi sulla presenza dell’ombra (la sua ombra) sulla scena, una presenza che colpisce lo spettatore perché si insinua in maniera inquietante nella grande festa – di immaginazione creativa, di fantasia e innovazione – che caratterizza lo spettacolo, che si chiude con la disgregazione finale di tutto il processo creativo, attraverso una incredibile potenza di immagini e di suoni, che si placa nel momento in cui lui, comincia a volare di nuovo.   L’ombra – precisa Brachetti – rappresenta la parte razionale dell’io, quella che si vede sulla terra o sul muro, che spinge a tenere i piedi per terra, a non guardare al cielo, a non volare, a rimanere ancorato alla realtà.

L’incontro si è concluso con Brachetti che ha fatto  selfie con il pubblico spiegando alle signore che per farli venire bene bisogna avere la luce di fronte perché la luce attenua le rughe….

VEDI anche:

Esposizione Carla Accardi: al Palazzo delle esposizioni di Roma

marzo 15, 2024

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Arturo Brachetti al teatro Verdi di Salerno (14 -16 marzo 2024)

marzo 11, 2024

 Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.

Lo spettacolo in scena a Salerno è un vero e proprio as-SOLO per uno degli artisti italiani più amati nel mondo, Arturo Brachetti – grande maestro internazionale di Quick-Change – che torna in scena per regalare al pubblico il suo  lavoro più completo SOLO.

Con Brachetti,  reale e surreale, verità e finzione,  magia  e  realtà tutto è possibile. E – mentre in  SOLO the Legend of Quick-Change il protagonista è il trasformismo – in  SOLO   propone anche  un viaggio nella sua storia artistica, attraverso le ombre cinesi, il mimo e la chapeaugraphie ed anche sorprendenti novità come la poetica sand painting  e il magnetico raggio laser.   E – con un  mix tra scenografia tradizionale  e  videomapping –   enfatizza  i particolari e coinvolge gli spettatori.

In SOLO, Brachetti apre le porte della sua casa: una casa segreta – senza presente, passato e futuro – in cui vengono conservati  sogni e desideri.  L’artista schiude la porta di ogni camera, per scoprire la storia che vi è contenuta e  che prenderà vita sul palcoscenico. E – con personaggi di  telefilm  celebri,  Magritte e grandi icone della musica pop, passando per le favole e la lotta con i raggi laser in stile Matrix, Brachetti – in 90 minuti offre un bello  spettacolo, pensato per tutti ( a partire dalle famiglie).

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