

Il 30-31 marzo, a Firenze, si sono svolti il primo G7 sulla cultura – e un incontro istituzionale su Europa creativa.
Cosa è emerso dall’uno e dall’altro? Mi ci soffermo in questa inchiesta su Il Giornale dei Comuni. Buona lettura!
http://www.gdc.ancitel.it/inchiesta/g7-di-firenze-nasce-leuropa-creativa/

Il Teatro Eliseo ospita nei suoi spazi una delle compagnie rimaste senza una “casa romana” dopo la chiusura del Teatro dell’Orologio: così Liberi tutti – il nuovo testo di Elda Alvigini e Natascia Di Vito – torna in scena al Piccolo Eliseo.
Lo spettacolo affronta il tema della separazione (di cui la prima avviene con la nascita) – non solo amorosa – ma anche dalla propria terra o da se stessi. Vede protagonisti – oltre alla stessa Alvigini (che firma anche la regia) – gli attori Marius Bizau, Valerio Di Benedetto, Jun Ichikawa.
A poco più di cento anni dalla nascita della grande artista francese (il cui sguardo e la cui voce hanno segnato un’epoca e sono entrati a far parte di un mito) Gianni De Feo ripropone, al Teatro Lo Spazio,alla fisarmonica Marcello Fiorini, lo spettacolo musicale, testo di Ennio Speranza, GRIDO D’AMORE – EDITH PIAFT: storia appassionante e travagliata di una donna – che ha conosciuto alti e bassi, liberazione sessuale, alcool, droga, e amori convulsi – generosa e allegra, disperata ed egocentrica. Una donna che ha avuto incontri e scontri, che è stata ispirata e che ha ispirato.
Di lei, Jean Cocteau (che per lei scrisse Le bel indifférent e le rimase amico per tutta la vita fino al punto di morire lo stesso giorno) disse: “Non ho mai conosciuto una persona meno parsimoniosa con la propria anima. La sperperava, ne gettava l’oro dalle finestre”.
Tra splendidi valzer, spettacolari cacan e danze, canzoni, e fiumi di champagne nasce un vorticoso e divertente scambio di coppie e promesse. Alla fine… trionfa l’amore. Spettacolo delizioso, brillante, divertente, ironico e bello. Veramente molto bravi, tutti. Belli costumi – scenografie – e i loro colori. Con Umberto Scida “La vedova allegra” musiche di Franz Lehàr – una delle operette più famose – è in scena al Teatro Brancaccio di Roma, grazie alla Compagnia di Operetta del Teatro Al Massimo di Palermo: regia di Umberto Scida, coreografie di Stefania Cotroneo, cast e corpo di ballo del Teatro al Massimo di Palermo, supervisione Artistica Aldo Morgante, produzione Del Teatro Al Massimo Di Palermo. Qui di seguito, una breve trama di questo splendido spettacolo.
Se Hanna Glawary, giovane vedova del ricchissimo banchiere di corte, passasse a seconde nozze con un francese, il suo capitale lascerebbe la Banca Nazionale Pontevedrina, ragion per cui l’ambasciatore, il Barone Zeta, ha l’incarico di trovarle un marito pontevedrino. Il conte Danilo potrebbe andare benissimo ma – pur amandolo – la vedova non lo vuole dimostrare e fa di tutto per farlo ingelosire. Ma alla fine Njegus riesce a sciogliere una serie di equivoci e a far confessare ad Hanna e Danilo il loro reciproco amore.
Se fossi fico di C. D’Ostuni, D.Locci, D.Trombetti – regia di Daniele Trombetti (compagnia Rubbagalline), con Sara Baccarini, Ilario Crudetti, Clelio D’Ostunim Daniele Locci, Roberta Marcucci, Daniele Trombetti – è una piacevole commedia degli equivoci e degli “imbrogli”, carina, fresca, divertente, positiva e in cui c’e’spazio anche per emozioni e sentimenti. Bravi tutti.
Fabio – trasandato ragazzone (che vive a carico dei suoi due coinquilini) si innamora di Beatrice, elegante segretaria. Come far trionfare l’amore? Alla fine.. il piano congegnato crea complicazioni e piacevoli imprevisti.. ma l’amore vincera’.
“Zombie” (scritto da Marco Presta e Fabio Tencelli) – con Marco Presta e Max Paiella, Attilio Di Giovanni (al piano), con la partecipazione di Cristina Pensiero e musiche di Max Paiella e Attilio Di Giovanni, con Carlo Ficini (scenografia), Claudio Piccolotto (video), Zothouse (luci), Lallo Costa (audio), Diego Caccavallo (direttore di scena) – è uno spettacolo “orribile” che non vi farà dormire dal ridere, per la regia di Fabio Toncelli.
Vi fa più paura un lupo mannaro o un funzionario televisivo senza scrupoli; la mummia o un consulente finanziario; il mostro di Frankenstein o una soubrette di mezza età siliconata a casaccio? Loro “morti” viventi hanno oramai invaso le nostre città. Marco Presta e Max Paiella – indigesti agli zombie – si ritrovano protagonisti di uno spettacolo “improvvisato”. Tanto vale lasciarsi andare a surreali sketch e fare un po’ di musica in attesa che il mondo di fuori torni praticabile.
