Norina Angelina e Daniela Giovanetti al teatro Lo Spazio

marzo 26, 2016

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Dal 22 al 25 marzo 2016 al teatro Lo Spazio di Roma, con due voci al femminile e un pianoforte, cioè con due brave artiste – Daniela Giovanetti (pianista e cantante) e con Norina Angelina (attrice in commedie musicali di successo, e vincitrice del premio Vallecorsi per l’interpretazione del monologo “Lei dunque capirà” di C.Magris) unite dalla loro passione per il tango – il “Tango dell’anima “ è un bel recital che suscita emozioni, ed assicura una piacevole serata, portando lo spettatore – attraverso canzoni, danza e recitazione- in un viaggio tra sogni, amore, morte, rinascita, e gioco.

Correggio eParmigianino alle Scuderie del Quirinale (Roma)

marzo 21, 2016

Spendida mostra: un trionfo di talento, colori, bellezza, un sacro profano ed aulico, armonia, vera arte!

La dodicesima notte di William Shakespeare al teatro Eliseo (Roma) 8-20 marzo 2016

marzo 12, 2016

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La dodicesima notte o Quel che volete (in inglese: Twelfth Night, or What You Will) è una commedia di William Shakespeare. Il titolo allude alla festa della dodicesima notte (corrispondente all’Epifania) chiamata in questo modo per il numero dei giorni che trascorrono dal Natale fino alla festività. Fu rappresentata con certezza il 2 febbraio 1602 al Middle Temple Hall ed è stato ipotizzato che la prima assoluta sia avvenuta un anno prima.  E’ una bella e gradevole commedia corale – talvolta comica, talvolta malinconica,  e comunque non priva di colpi di scena – fondata sul tema dell’amore, ma anche su scambi di identità e di genere, su equivoci  beffe ed inganni.

Per la scelta di Carlo Cecchi  di una scenografia essenziale, dalla sua messa in scena al teatro Eliseo emergono  la bravura talentuosa dei suoi attori, le suggestive musiche di Nicola Piovani, i costumi, e  il testo di William Shakespeare (tradotto dalla poetessa Patrizia Cavalli), bref. qualità.  “L’amore – sottolinea Carlo Cecchi – è il tema della commedia; la musica, che come dice il Duca nei primi versi è il cibo dell’amore ha una funzione determinante. Non come commento ma come azione. La scena reinventerà un espace de jeu che permetta, senza nessuna pretesa realistica o illustrativa, il susseguirsi rapido e leggero di questa strana malinconica commedia, perfetta fino al punto di permettersi a volte di rasentare la farsa».

Circa la sua trama, i gemelli Viola e Sebastian, a seguito di un naufragio, si trovano a conoscere il Duca Orsino e la dama Olivia. Orsino ama Olivia che ne ignora la corte, ma quando si trova davanti al messaggero di Orsino (la giovane Viola che dopo la perdita del fratello si è camuffata da uomo per entrare al servizio del Duca), se ne innamora, scatenando una serie di eventi e imprevisti che condurranno al lieto fine. Una sottotrama – importante ai fini dello svolgimento della trama – vede protagonisti i personaggi che popolano la corte di Olivia: il giullare Feste, il maggiordomo Malvolio, la cameriera Maria, lo zio Sir Toby, il servo Fabian e Sir Andrew Aguecheek. Il maggiordomo Malvolio viene beffato dagli altri cinque che, falsificando una lettera, gli fanno credere di essere oggetto di attenzioni da parte della padrona Olivia.

Silvana Paruolo

 

 

Modigliani al Teatro Quirino (Roma) dall’8 al 20 marzo 2016

marzo 9, 2016

La vita ed opera di Amedeo Modigliani  – pittore delle “donne dal collo lungo”- è  in scena al teatro Quirino (Roma).  E’ uno spettacolo di grande intensità, e qualità. Bravissimi – tutti – gli attori: Marco Bocci, Romina Mondello, Claudia Potenza, Giulia Carpaneto, Vera Dragone. Belli i brani musicali scelti. Suggestive e magiche  le scene multimediali che ci portano nei quartieri, giardini e caffè della Parigi dell’inizio ‘900 ( la Parigi di Picasso, Matisse, Utrillo, dei cubisti, del movomento delle fauves..) e che – nello stesso tempo – ci mostrano parte dell’ampia produzione artistica di Modigliani, nelle sue diverse fasi.  La vita di Modigliani viene raccontata – e rappresentata – attraverso le sue relazioni con quattro donne significative della sua vita: Kiki de Montparnasse (famosa modella e prostituta che gli farà amare hashis oppio e assenzio); Anna Achmatova (poetessa russa, con cui ha un’alta intesa anche intellettuale, che lo aiuta a contenere il consumo di alcol e droga); Beatrice Hastings ( giornalista del The New Age – che non concepisce l’arte senza sbocco commerciale immediato – con cui ha avuto un rapporto burrascoso); la giovane Jeanne Hébuterne che all’indomani della morte di Amedeo (da lei trasformato in un altro uomo, ma la cui salute è minata dalla tubercolosi) – non riuscendo a soppravvivergli – si è buttata dalla finestra del quinto piano con il suo secondo figlio che portava in grembo. Ma raccontare la vita e l’opera di Amedeo Modigliani non significa solo far rivivere una delle storie d’amore più commoventi che abbiano mai riguardato un artista. Significa anche far rivivere le quattro parole chiave di movimenti artistici a lui contemporanei: Libertà – Bellezza-Verità-Amore.

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Gruppo Spinelli (Roma-Camera dei deputati – 2 marzo 2016): serve un rilancio del Progetto politico dell’Europa

marzo 7, 2016

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Mai più di ora – in Europa – c’è un pericoloso rigurgito di nazionalismi e – miopi – relativi interessi nazionali  (basti pensare – per esempio – ai nuovi muri che si vogliono innalzare per respingere profughi disperati, cacciati via dalle loro terre da conflitti o miseria).

Tuttavia, a mio avviso, un ritorno agli Stati-Nazione  (e relative monete) non è di certo la risposta più adeguata alle molteplici crisi cui ci si trova confrontati. Servirebbero invece più Europa, e una vera Unione europea.

Ma servirebbe anche un’UE diversa da quella odierna, dotata (tra l’altro)  di una vera politica di bilancio e fiscale, comune, e di una vera politica estera di sicurezza e  di difesa e sicurezza (che risparmio ci sarebbe con un esercito europeo, invece di 28 eserciti !), un’UE capace di mettere in moto – piuttosto che cieca austerità – crescita, sviluppo (anche sociale)  e – nel quadro ONU – veri processi di pace, rispettosi innanzitutto dei diritti umani e fondamentali (il cui insegnamento andrebbe, a mio avviso, reso obbligatorio in tutte le scuole di tutto il mondo)..

L’Italia può – e dovrebbe – dare un imput in tal senso.

Ciò detto, mi sembra cosa utile puntare il riflettore su quanto emerso il 2 marzo 2016, da un interessante seminario – del Gruppo Spinelli, tenutosi alla Camera dei deputati (Sala Regina).

Cosa propone questo Gruppo? Quali sono le sue proposte?

In questo contesto di crisi (Ucraina, Siria, M.O., Africa, rimessa in discussione della moneta unica, ecc.) – ha precisato l’europarlamentare Mercedes Bresso – il progetto politico dell’Europa va rilanciato: questo, in sintesi, il messaggio del Gruppo Spinelli, gruppo inter-partitico e transnazionale, che a tal fine sta facendo un giro delle capitali europee. Il 2 marzo 2016 è toccato a Roma-

Nessuno stato può dare soluzioni da solo – ha precisato l’europarlamentare Elmar Brok – Serve una politica estera e di difesa, comune. Servono un’eurozona strutturata, e incentivi per la crescita. Serve una capacità di protezione delle frontiere esterne dell’Unione europea. In Africa, va assicurato un reddito adeguato alle popolazioni, a scopi umanitari e per la nostra sicurezza.

I padri fondatori dell’Unione europea – ha sottolineato l’europarlamentare Guy Verhofstadt – miravano a un’Europa federalista. Oggi le istituzioni Ue andrebbero riformate. Considerando le alte spese militari degli Europei, e la loro inefficacia, c’è da mirare a una politica estera e di difesa, comune. Immaginiamo degli Stati Uniti d’America governati dall’Unione europea. Avrebbero 50 governatori, che si riunirebbero ogni 2 mesi, e che dovrebbero decidere all’unanimità… E la loro moneta unica (il dollaro americano) sarebbe rimesso in questione… Bisogna ripartire da Roma ( città in cui 60 anni fa è stato firmato il Trattato di Roma). Oggi manca una leadership europea.

Il volante del rilancio – ha sottolineato Sandro Gozi (Sottosegretario di stato agli affari e politiche europee) – passa per Spinelli, e Ventotene. A Ventotene, M. Renzi ha presentato ulteriori proposte di rilancio del processo d’integrazione europea. Visto che oramai i rischi di disintegrazione europea sono reali, non c’è da preoccuparsi. C’è da agire. E c’è da vedere cosa fare per un rilancio del processo d’integrazione. Intanto c’è da fare tutto quanto il Trattato di Lisbona già consente. Il Trattato di Schengen assicura libertà. E non c’è nessun paese che possa fare a meno degli altri. La solidarietà – ha (tra l’altro) sottolineato ancora Gozi – è un principio giuridico vincolante, non solo per l’integrità territoriale ma anche per asilo e integrazione. Inoltre non ci si può limitare a parametri finanziari. Per dare risposte valoriali a questa crisi, nell’UE va rispettato (e quindi monitorato) lo Stato di diritto. L’accordo con i britannici ha qualche merito: ad esempio, l’UK ha messo nero su bianco che non ostacolerà un’ulteriore integrazione della zona euro. D’accordo per un rilancio per progetto europeo nel 2017.
Ma va preparato. Il governo italiano – con i suoi documenti inviati all’Ue – sostiene che occorre cambiare l’attuale policy mix. E’ favorevole a un vero Bilancio per la zona euro e – solo alla fine – a un Ministro del tesoro europeo, che potrebbe essere il Vice-presidente della Commissione europea dotato di un portafoglio economico. Bisogna cambiare, per rilanciare.

Sylvie Goulard (Pe) si è concentrata sulla questione del rimborso ai britannici: risale a un’epoca in cui la Politica agricola comune aveva un gran peso. Oggi, vanno rivisti i diritti e doveri di ciascuno.

Il sottosegretario Vincenzo Amendola (Farnesina-Cooperazione) si è soffermato sulla posizione italiana sulla questione migranti (corridoi umanitari, ecc.).

La deputata Lia Quartapelle Procopio ha enfatizzato le opportunità che si possono cogliere nella crisi.

Per il senatore Vannino Chiti c’è da agire subito per contenere i movimenti populisti anti-Ue. Chiti ha sottolienato anche l’importanza di una politica di difesa, e i limiti dell’austerità.

L’europarlamentare Danuta Hubner ha deplorato i nuovi muri che si stanno alzando.

L’europarlamentare Elly Schlein ha – tra l’altro – rievocato l’interessante iniziativa “New Deal Europe” e l’esigenza di ripartire dalle disuguaglianze. Ha ricordato i limiti del Rapporto dei 5 Presidenti, e l’attuale esistenza – nell’UE odierna – di 28 politiche fiscali, tra loro diverse, causa di dumping anche salariale e di conseguenti delocalizzazioni. Servono trasparenza e lotta all’evasione ed elusione fiscale.

La doppia vita di Sabato e Domenico al Teatro delle Muse (Roma)

marzo 6, 2016

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Al Teatro delle  Muse, La doppia vita di Sabato e Domenico – scritto e diretto da Geppi Di Stasio – è uno spettacolo gradevole e divertente: un vero e proprio inno alla vita (e all’amore). Due uomini – facoltosi- colgono l’occasione di una sciagura area per fingersi morti, per riscattarsi agli occhi delle persone amate, l’uno dalla propria infedeltà; e l’altro dalla gelosia che prova, nei confronti della figlia della propria compagna. Dopo un anno tornano alla vita… e le sorprese non mancano, rispetto alle loro aspettative. Il tutto si gioca sulla percezione di sé di stessi, e di sé da parte degli altri… Fa riflettere, e nello stesso tempo diverte.

Silvana Paruolo

Gente di facili costumi al Teatro dell’Angelo (Roma)

febbraio 28, 2016

12715376_1559921094323014_5406961004190841538_flaminiaflaminia“Gente di facili costumo” è uno spettacolo piacevole,  rilassante, divertente e intelligente. Brava e brillante Flaminia Parnasi nel suo ruolo di una prostituta – disarmante nella sua semplicità – ritratta in momenti di ricordi, sogno,  voglia di normalita’ sapere  amore  e cambiamenti!  Ironici  i suoi molteplici interrogativi sulle “donne serie”, e non solo…   Bravo anche Antonello  Avallone nel suo ruolo di scrittore colto, ma squattrinato…  Esilarante – e talvolta tenero – il loro dialogo, e l’incontro tra due mondi, apparentemente tanto lontani.  E’ uno spettacolo da vedere.

 

MMillennium Bug al teatro Lo Spazio (Roma)

febbraio 26, 2016

bugMillenniun Bug – al Teatro Lo Spazio (Roma) – è la storia di un uomo (Luca Coscioni) che ha lottato per la libertà della ricerca.

Luca Coscioni è morto nel 2006 – a 38 anni – ucciso da una terribile malattia degenerativa, la SLA (sclerosi laterale amiotrofica). “In una società libera e democratica – scriveva Coscioni – le convinzioni personali sono poste tutte sullo stesso piano, perché non esiste una gerarchia delle Costituzioni etiche e delle Prassi. Questo dovrebbe essere il fulcro del Manifesto per la libertà di ricerca scientifica”. Ma – a distanza di 10 anni – in questo campo è cambiato ben poco.

“Millennium Bug” di Sergio Gallozzi (liberamente ispirato a Il Maratoneta di Luca Coscioni) – regia Christian Angeli, partecipazione in voce di Carmen Lasorella e Andrea Trovato – con il monologo del bravo Galliano Mariani, vuole rievocare le battaglie politiche del raducale Coscioni , e in particolare quelle a beneficio di una ricerca scientifica libera, e nello stesso tempo etica.

Silvana Paruolo

 

 

 

 

 

Ogni volta che guardi il mare al Teatro Lo Spazio (Roma)

febbraio 16, 2016

federica senso giusto Senza nomeOgni volta che guardi il mare, in scena al teatro Lo Spazio (Roma)  dal 9 al 21 febbraio 2016,  è un bel testo scritto da Mirella Taranto, interpretato (con regia Di Paolo Triestino) dalla bravissima giovane attrice palermitana Federica Carruba Toscano, un vero talento che sempre più si sta affermando nel panorama teatrale.

In scena è Sara, personaggio che richiama Denise, la figlia di Lea Garofalo, uccisa dalla ‘ndrangheta, a 35 anni, per ordine del suo compagno.

Palcoscenico e mare, profumo di forno acceso e poche cose indicano una casa in cui da bambini si rideva in estate. In questo contesto – con le sue parole – Sara riesce a far rivivere la madre (il suo amore, il suo coraggio, le sue risate, la sua forza, il suo “non volerci stare”, la sua volontà di dare un futuro alla propria figlia): una  donna  che (rifiutando di portare la propria bambina di 5 anni in carcere per visitare suo padre) ha  rifiutato l’illegalità dei senza legge, in una terra percorsa da violenza, ed è fuggita  diventando una testimone di giustizia. Una fuga che le è costato un esilio di solitudine, e privazioni, finché non sarà ammazzata. Ma dalle parole di Sara nasce anche il ritratto  di  Sara (del suo conflitto di sentimenti, della sua sofferenza, ma anche della sua caparbietà  e voglia di non arrendersi) che –  come la madre – diventerà una testimone di giustizia. E nasce il ritratto  di altre donne, e uomini, di quella  realtà calabrese da entrambi rifiutata.

E’ proprio un bello spettacolo – poetico ed epico –  che non manca di suscitare forti emozioni.

Silvana Paruolo

“Sono nata il ventitrè”:Teresa Mannino al Teatro Ambra Jovinelli

febbraio 10, 2016

Dal 9 al 14 febbraio 2016, Teresa Mannino ritorna al Teatro Ambra Jovinelli (Roma) con il suo “Sono nata il ventitré”: uno spettacolo divertente e – nello stesso tempo – intelligente. Teresa, padrona della scena, non manca di coinvolgere il pubblico al punto che il suo monologo diventa un dialogo, e un uno scambio autentico di battute e verità.

Raccontando e raccontandosi affronta, in modo diretto ed ironico, temi diversi: il rapporto genitori figli, il rapporto genitori – terza figlia (quale lei è), gli uomini e le donne, il tradimento, la passione per la conoscenza e per la propria terra.

Raccontando l’Odissea ne rileva la modernità dei protagonisti. Per esempio, la letteratura classica è piena di eroi ed – eroine infedeli. Ma – guarda caso le donne che tradiscono non vengono perdonate e di solito muoiono, mentre gli uomini traditori non muoiono mai, semmai sono le amanti a fare una brutta fine!

Invece, raccontando la sua infanzia nella Sicilia degli anni ’70, racconta la sua versione dei mutamenti avvenuti in questi ultimi anni nel rapporto genitori-bambini.mannini 2