
Per questo suo contributo si ringrazia Elena Paruolo
Il Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno ospita un nuovo allestimento de Il Trovatore, opera in quattro atti: capolavoro di Giuseppe Verdi, archetipo del melodramma romantico.
Il libretto è di Salvadore Cammarano e Leone Emanuele Bardare, tratto dal dramma El Trovator di Antonio García Gutiérrez (una delle pièces più acclamate del nascente teatro romantico spagnolo degli anni Trenta dell’Ottocento). La prima rappresentazione, il 19 gennaio1853, al Teatro Apollo di Roma ebbe un grande successo . A Salerno, la direzione musicale è di Leonardo Sini. La regia è di Pierfrancesco Maestrini. L’esecuzione musicale è sostenuta dall’Orchestra Filarmonica Giuseppe Verdi di Salerno, e dal Coro del Teatro dell’Opera cittadino diretto da Francesco Aliberti. Il cast è internazionale. E la messa in scena è moderna tra bizzarria e tradizione. L’opera risulta frammentaria, con ambientazioni diverse, tra l’Aragona e i monti della Biscaglia, che lo spettatore segue attraverso la proiezione di video.
Anche il fuoco, che svolge un ruolo importante, è gestito attraverso immagini virtuali.
Come fa notare G. Lanza Tomasi: “del Trovatore si può ignorare la trama e molti la ignorano, e non mancare una sfumatura delle passioni” (amore, odio e vendetta, avventura, ribellione e lotta contro potere e soprusi). E’ un dramma fosco – prevalentemente notturno, ambientato nel XV secolo – che narra di come Ferrando, il nobile conte Conte di Luna sia innamorato di Leonora, ma come lei sia innamorata del giovane Manrico (il Trovatore).
Siamo dinanzi alla tragica rivalità amorosa tra due fratelli che ignorano di esserlo; e una storia dominata da Azucena (il personaggio più originale) – figlia della zingara che accusata di stregoneria fu condannata al rogo dal Conte di Luna padre. Ella si vendicò dell’uccisione della madre rapendo al Conte il secondogenito in fasce. Ma – per errore – bruciò il suo bambino tenendo infine l’altro come figlio. Cosicché anche il Conte di Luna è guidato da un desiderio di vendetta che lo porterà alla fine ad uccidere quello che lui crede il figlio della zingara mentre invece è suo fratello.
Nella conclusione le due storie confluiscono in una duplice vendetta, da tragici risvolti.

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