
Gli anni ’70 non sono solo gli “anni di piombo”. Sono stati anche anni di grande creatività. Di questo decennio, la mostra – ROMASUONA. La musica in Italia 1970–1979 – testimonia la rivoluzione dei linguaggi musicali che hanno dominato la scena pop – nazionale e internazionale – e come, in un’epoca segnata dall’espansione dell’industria discografica e dall’avvento pionieristico delle radio libere, la musica abbia saputo fondersi con la letteratura, le arti visive e il cinema, agendo come potente catalizzatore di identità collettive. Roma è al centro di questa metamorfosi, affiancata da realtà di pari rilievo quali Milano, Napoli e Bologna e da centri minori, ma non marginali, come Viterbo, Nettuno o Zerbo, in provincia di Pavia.
La mostra si apre idealmente in continuità con la retrospettiva dedicata a Mario Schifano, contemporaneamente ospitata al piano nobile di palazzo Esposizioni, richiamando la celebre serata Grande Angolo, sogni &stelle, organizzata dallo stesso Schifano al Piper Club di Roma il 28 dicembre 1967, in cui si esibiva il gruppo rock progressive Le stelle di Marrio Schifano: una delle prime espressioni di spettacolo multimediale moderno, con artisti, musicisti, performer e poeti in scena tra luci stroboscopiche, proiezioni filmiche e dispositivi visivi.
II suo vero motore è l’obiettivo dei fotografi (tra cui Antonio Amato, Ennio Antonangeli, Giorgio Battaglia, Massimo Capodanno, Renzo Chiesa, Giovanni Coccia, Fabio D’Emilio, Armando Gallo, Massimo Lastri, Silvia Lelli, Roberto Masotti, Toni Occhiello, Patrizia Ruspoli, Piero Togni, Fabio Treves e Lino Vairetti). In effetti, il suo nucleo è un corpus di circa settecento scatti in larga parte inediti che narrano la creatività degli artisti (in studio e durante le performance) come anche l’estetica spontanea delle piazze.
Attorno a questo ingente nucleo fotografico, si ritrovano frammenti di un intero mondo musicale (manifesti, biglietti di concerti, riviste specializzate, fanzine, volantini, libri e copertine di vinili, strumenti musicali, apparecchiature di amplificazione) in cui si affermano figure di riferimento quali Fabrizio de André e Patti Smith; traiettorie più sperimentali o laterali di John Cage, degli Srea, di Gabriella Ferri, Robert Wyatt e Mia Martini. E altri protagonisti del mondo musicale quali i seguenti: da Francesco De Gregori, Lucio Dalla e Antonello Venditti a Rino Gaetano, Renato Zero, Lucio Battisti e Franco Battiato; da icone gobali – David Bowie, I Genesis, i Rolling Sones e Led Zeppelin e Miles Davis – a esponenti delle esperienze del progressive italiano (Premiata Forneria Marconi, Le Orme, Osanna e Rovescio della Medaglia) e figure fondamentali per il rapporto tra musica e cinema come Ennio Morricone e i Goblin.
Il percorso include anche i luoghi della Musica a Roma. Il Piper – dopo aver ospitato, negli anni 70, i Pink Floyd psichedelici, nel decennio successivo, ospita rock progressivo e jazz elettrico con gruppi quali Genesisi, Soft Machine, Traffic e Van der Graaf Generator. La Scuola popolare di Musica Donna Olimpia (nel complesso di case popolari, da Pasolini descritte in Ragazzi di vita) e la Scuola Popolare di Musica di Testaccio sono realtà di formazione ancora attive oggi.
Ad accompagnare le visitatrici e i visitatori per l’intero percorso, una colonna sonora aggiornata ogni due settimane: una soundtack di 300 brani scelti che spaziano dal rock-blues dei Rolling Stones alla canzone d’autore di Lucio Dalla.
L’esposizione – promossa dall’ Assessorato alla Cultura di Roma capitale e dall’ Azienda Speciale Palaexpo – è stata ideata, prodotta e organizzata dall’ Azienda Speciale Palaexpo.