
Innanzitutto, grazie alla Consulta Europa per il suo Invito – che mi consente di prendere la parola in questa sede – e grazie per il suo omaggio a Sofia Corradi: una visionaria europeista che ha creato un programma UE con regole condivise “cui milioni di studenti devono un pezzo di vita e un orizzonte” (per dirla con il presidente Macron).
Erasmus + continua, tuttora, ad offrire occasioni di mobilità, scambi culturali, e di studi all’estero con (grazie all’ostinata azione Corradi in tal senso) anche il riconoscimento dei crediti universitari. Continuando a contribuire alla costruzione europea, il programma è tuttora simbolo di Europa unita e senza frontiere, quale oggi più che mai servirebbe, visto che siamo in un contesto geopolitico in cui la legge del più forte vuole mettere a tacere il rispetto del diritto internazionale, e il multilateralismo, e in cui la stessa Unione europea e i suoi valori sono, sempre più, sotto attacco!
Concordo con molte cose, qui già dette, in particolare da Carlo Corazza e Nicoletta Pirozzi. Non le ripeterò. Focalizzerò invece alcuni punti. L’importanza dell’autonomia strategica europea – e di investimenti – per l’interconnessione energetica, europea. Il grosso contributo che le città possono dare alla lotta ai cambiamenti climatici, da non rallentare! L’opportunità di un’analisi del caso Spagna che – puntando su investimenti in rinnovabili e per “una riduzione strutturale della dipendenza dai combustibili fossibili” – nel marzo 2026 ha pagato l’elettricità 14 euro per megawattora, mentre Italia, Francia e Germania, hanno speso oltre 100 euro. L’urgenza di una capacità di difesa dell’Europa, e di un’era digitale rispettosa di regole. E, last but not least, l’auspicio di continuare a costruire anche un’Europa sociale.