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Porco mondo a Roma, al teatroBasilica (22-27 novembre 2020)

novembre 21, 2022

PORCO MONDO festeggia dieci anni. E torna ora in scena, con una nuova produzione (Biancofango, il Gruppo della Creta e Fattore K) e nello spazio scenico già immaginato dieci anni fa.

Un uomo. Una donna vestita da Marilyn. Una coppia. Una stanza. Un mese. Dicembre. Una notte. Quella di Natale.
Nulla li soddisfa. Nulla li sazia. Potrebbero chiamarsi in ogni modo. Nessun nome, dunque, e, apparentemente, una casa che potrebbe essere ovunque. Ovunque, in questo porco mondo di periferie. “Chiusi in questa stanza-gabbia-tomba… Lui la segue perché non riuscirebbe a fare nient’altro. La segue perché di questo porco mondo, di questa porca città, è il primo degli abitanti. È accecato da desideri e sensi di colpa che si mischiano a velocità inaudite, scopre, sulla sua pelle, che a volte amare significa divorare. …E, dunque, eccola, la baccante stremata, la bambola rotta, questa carne scempia alla ricerca di carne empia, trascinare quest’uomo giù, sempre più giù. E lui è lì e non è lì. È lì e vorrebbe essere altrove. È lì e pensa ad altro”.

Uno spettacolo inquietante che mostra bene quanto possa essere accecante la sensualità di vite disperate.

“Finzioni” al teatroBasilica Roma (17-20 novembre 2022)

novembre 19, 2022

Il Gruppo della Creta – dal 2019- ha deciso di prendersi la responsabilità di riqualificare il TeatroBasilica (già Teatro Sala Uno) di Roma, per rispondere alla difficile situazione in cui versa la scena teatrale romana contemporanea. A partire da questo spazio prende vita la ricerca artistica della compagnia.

E – in questo teatro – dal 17 al 20 novembre metterà in scena lo spettacolo Finzioni, tratto dai racconti di Jorge Luis Borges.

BELLO spettacolo! E simpatica ed egregia interpretazione di una riflessione sul senso della vita e della morte, come su felicita’, sogno realta’ e finzione, e questo labirinto – da disegnare – ricco di persone che avremmo potuto essere e che non siamo.

” È indubbio – sottolineano Anton Giulio Calenda e Alessandro Di Murro – Abitiamo l’epoca della complessità. Non possiamo fare affidamento su categorie nette, né su divisioni manichee. Le recenti cronache lo dimostrano, il tolstojano confine tra guerra e pace è oggi quanto mai friabile, tutt’altro che definibile. Nemmeno i quattro elementi cari ai filosofi presocratici vengono più in nostro soccorso. Acqua, aria, terra e fuoco non bastano a descriverci. Occorrerebbe per lo meno prendere in considerazione anche la dimensione extra atmosferica e quella cyber. …. Abbiamo deciso di rinchiuderci nel labirinto di Borges perché riconosciamo a Borges la paternità del concetto di rete espresso in forma letteraria. Poco importa se oggi la Biblioteca di Babele non sia composta da tomi ma da pagine virtuali.Noi, in quanto gruppo di teatranti che deve mettere in scena una rappresentazione, ci siamo voluti smarrire all’interno dei suoi racconti. Intrappolati nel relativismo della veglia, noi abbiamo preferito il relativismo del buio spazio scenico, dove ogni personaggio non è un personaggio. Dove di fronte a una storia si pone un’anti-storia. Cittadini del mondo dominato dal caos nella vita di tutti i giorni, noi di questa cittadinanza contemporanea abbiamo deciso di farne motivo di vanto, erigendola a cifra precipua della nostra generazione. Noi, nell’impossibile tentativo di tradurre in scena l’anima di Borges, ci siamo tra- mutati tutti in anti-eroi borgesiani, alle prese con l’enigma insolubile di descrivere un mondo impossibile da descrivere”

“Il Crogiuolo” di A.Miller a Roma, teatro Quirino (22 – 27 novembre 2022)

novembre 19, 2022

Il crogiuolo in scena al teatro Quirino di Roma è un gran bello spettacolo – di grande qualita’ e senza alcuna sbavatura o tempo morto – che di certo non si dimenticherà nel corso degli anni, che cattura l’attenzione degli spettatori dall’inizio alla fine, e che non lascia indifferenti.

Lo spettacolo – a prescindere da confini di tempo e di spazio – e’ anche una forte, ed efficace, denuncia di ogni forma di manicheismo (e delle sue terribili conseguenze).

Bravissimi tutti nella loro coralità, e nei singoli ruoli.

Filippo Dini – dopo il successo di Così è (se vi pare), Casa di bambola e The Spank – affronta uno dei testi più lucidi e impietosi della drammaturgia americana: “Il crogiuolo” di (The Crucible) di Arthur Miller, debuttato a Broadway il 22 gennaio 1953, che evidenzia come la piccola società di Salem venga condotta alla pazzia attraverso la superstizione, la paranoia e la cattiveria delle persone
Ambientato a Salem (Massachusetts) nel 1692, “Il crogiuolo” sfrutta l’evento storico della caccia alle streghe (144 persone furono processate e 19 furono giustiziate mediante impiccagione!) per tracciare un implicito parallelo con il Maccartismo americano degli anni cinquanta (definito anche “caccia alle streghe rosse”). “L’arma della delazione – sottolinea lo stesso Dini – fu il più potente ed efficace strumento adottato dalle autorità statunitensi nella lotta al Comunismo (la stessa arma con la quale fu accusato Arthur Miller dal suo amico Elia Kazan) e con la stessa ferocia e la stessa meschinità, l’arma della delazione sostiene tutto l’impianto narrativo della lotta alle streghe di Salem”.
Questa la trama di Miller.

Betty è caduta in uno stato di incoscienza dopo essere stata scoperta dal padre nella foresta ad eseguire riti occulti con la cugina Abigail e alcune amiche. Accusate di essere preda di un maleficio, Abigail (che sedotta e abbandonata scatenerà una spaventosa vendetta) – con Betty improvvisamente risvegliata – accusa di stregoneria alcuni abitanti del paese. Le loro false dichiarazioni scatenano un’ondata di isteria e paura a Salem. Mary Warren confessa che le sue amiche stanno solamente fingendo, ma non vuole fare questa confessione in tribunale, perché teme una ritorsione da parte delle ragazze. In tribunale emerge una logica perversa: chi confessa falsamente la stregoneria e fornisce i nomi degli altri diventa innocente, chi non confessa, perché effettivamente non ha nulla da confessare, rimane colpevole. John Proctor induce Mary Warren a dichiarare la verità, ma alle dichiarazioni della ragazza seguono le puntuali smentite di Abigail. Per una serie di menzogne. Proctor viene poi arrestato. Il reverendo Hale, che ha capito la logica ingiusta delle autorità, cerca di convincere i detenuti a confessare il falso per essere salvati. John Proctor dichiara di avere a che fare con la stregoneria. Ma… per il suo rifiuto di fare altri nomi è condannato a morte.

“Miller – sottolinea Filippo Dini – ci racconta di come l’obbedienza alle regole del vivere comune possa sostenere saldamente le colonne portanti di una comunità e al tempo stesso gettarla con grande velocità nel caos più profondo, e nella follia. (…) Dopo più di due anni di pandemia e l’evolversi delle atrocità in Ucraina, questo testo suona adesso una musica nuova e terribile: noi stessi e la nostra epoca ribolliamo nel crogiuolo dell’orrore e della meschinità”.

Il berretto a sonagli, al teatro Quirino (Roma) 8-20 novembre 2022

novembre 7, 2022

Al Quirino – con regia di Gabriele Lavia –  torna in scena l’intramontabile “Berretto a sonagli”.

Questa la trama del testo pirandelliano. Ciampa, scrivano del cavaliere Fiorica – tradito dalla moglie –  tollera la situazione pur di salvare il suo pupo e la faccia. A suo avviso, portiamo tutti sulla fronte tre corde come d’orologio, e cioè, “la seria, la civile, la pazza. Sopra tutto, dovendo vivere in società, ci serve la civile”.   Invece, Beatrice, moglie del cavaliere, fa esplodere uno scandalo.  Ma tutta la famiglia le va contro (la madre, il fratello, la serva) al punto che alla fine si fa ricoverare in manicomio -fingendosi matta – per essersi comportata da pazza / e ricostruire l”ordine da lei rotto..  Ha bollato con un marchio d’infamia tre persone, uno, d’adulterio; un’altra, di sgualdrina; e Ciampa, di becco (tutti oramai sanno che porta il berretto a sonagli, da pagliaccio).

 “Il Berretto a Sonagli – sottolinea quindi Gabriele Laviaè una tragedia della mente. Pirandello mette sulla scena uno di quegli uomini invisibili trattato come se fosse niente, dissolto nel “nulla” del mondo. E sul nostro palcoscenico, “come trovati per caso”: un vecchio fondale “come fosse abbandonato” e pochi elementi, “come relitti” di un salottino borghese, e “per bene”, dove viene rappresentato un banale “pezzetto” di vita di una “famiglia perbene” o di una “famigliaccia per bene” che fa i conti con l’assillante angoscia di dover essere “per gli altri”, di fronte agli altri”.

Ciampa – come se la propria vita fosse, una recita per “gli altri” – ha un mondo suo, ma solo di nascosto. Di giorno – scrive – “Io sono il ‘si dice’”.

” Questo “io” – sottolinea Lavia –  è uno, nessuno e centomila.  L’unica speranza è difendere l’“io” dall’aggressione degli altri. Ma come? Ciampa usa spranghe alle porte, catenacci, paletti. Ma non ci riesce. È costretto a uscire, a “sporcarsi le mani”, direbbe Sartre”.

La dodicesima notte o quel che volete – al teatro Olimpico (Roma) dal 25 al 30 ottobre 2022

ottobre 21, 2022

Il vero protagonista di questo spettacolo è il tempo, e in particolare, l’intervallo fra il Natale e l’Epifania, un tempo straordinario, ma destinato a finire: da qui, la sua spinta ad usarlo al massimo, per realizzare i propri desideri. Il Duca Orsino aspetta che Olivia accolga le sue profferte d’amore. La naufraga Viola (separata da una tempesta dal suo gemello Sebastiano) aspetta il momento in cui potrà liberarsi del suo travestimento, e avere – ridiventando donna – un uomo potente, capace di amarla.  Olivia – piuttosto che l’ostinato Orsino – preferisce il vento di novità che le ispira un giovane paggio. Malvolio aspira a sposare Olivia, sua padrona. I due gemelli Viola e Sebastiano aspirano a una nuova organizzazione di sé. 

  “In omaggio a “quel che volete” del titolo – sottolinea la regista Loredana Scaramella –  materiali diversi e contaminati si mescolano accentuando la chiave onirica della commedia che favorisce confusioni e ambiguità di genere in un gioco libero di sentimenti e di azioni. L’onda del mare trova eco nelle musiche e nelle danze che accompagnano il tempo del racconto, scandito in dodici postazioni che ruotano nel corso della storia. Dodici sedie occupano il palco, assieme a poche attrezzerie che definiscono ogni personaggio. Sono gli unici elementi a sostenere gli attori nella messa in scena oltre ai costumi, ai quali è affidato il compito di definire e amplificare il clima e il fascino del luogo: uno spazio della mente, in cui elementi musicali e visivi eterogenei si incontrano in un “paese delle meraviglie”. I contatti fisici sono rarefatti, i movimenti fortemente formalizzati e come nei film di Bollywood le danze e i corteggiamenti avvengono a rispettosa distanza.  Dall’alba quieta squarciata dalla tempesta e dal naufragio, il tempo ci conduce in un cammino sempre più accelerato verso una mezzanotte frenetica in cui, come in tutte le favole, la festa finisce, i desideri si avverano -almeno in apparenza- e con le carte cambiate si ricomincia il giro”.

Bello spettacolo!

La vita davanti a sé al teatro Quirino (Roma) 18-30 ottobre 2022

ottobre 12, 2022

La vita davanti a sé di Romain Gary è la storia di Momò, bimbo arabo di dieci anni che vive nel quartiere multietnico di Belleville nella pensione di Madame Rosa, anziana ex prostituta ebrea che ora sbarca il lunario prendendosi cura degli “incidenti sul lavoro” delle colleghe più giovani. Gary ha saputo anticipare il grosso tema della convivenza tra culture religioni e stili di vita diversi.

Silvio Orlando, autore di riduzione e regia, ci conduce, nel suo spettacolo in scena al Quirino, con leggerezza e ironia.

Commozione e divertimento si inseguono senza sosta.

In un contesto di crisi, in cui i flussi migratori creano paure nuove e antiche, raccontare la storia di Momo’ e Madame Rosa  è necessario e utile. Le ultime parole del romanzo di Gary dovrebbero essere uno slogan: BISOGNA VOLER BENE.

Racconto d’inverno al teatro Globe di Roma (19-28 agosto 2022)

agosto 13, 2022

Racconto d’inverno – regia di Valentino Villa – è un contenitore in cui inomi scatenano la loro potenza: dramma e commedia (la statua di Ermione e Ermione stesso /realtà e rappresentazione); e passione/sentimento.

La gelosia di Leonte causa un immenso dolore, Mammilius si ammala e muore quando sua madre viene imprigionata, Ermione viene creduta morta di crepacuore e le conseguenze del comportamento di Leonte si ripercuotono sull’intero regno, non più sicuro perché privo di un erede.

Ma – come tipico nei Romances – la sofferenza è la via per arrivare alla redenzione e, perché no, al lieto fine!

Sogno di una notte di mezza estate al Globe di Roma (3-14 agosto 2022)

agosto 2, 2022

Con regia di Riccardo Cavallo, dal 3 al 14 agosto, al teatro Globe di Roma, sarà in scena Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare (traduzione di Simonetta Traversetti, e produzione Politeama).  

Si tratta di una notte magica, onirica ed irreale, in cui si contrappongono tre mondi:

  • il mondo della realtà (quello di Teseo, Ippolita e della corte)
  • il mondo della realtà teatrale (gli artigiani che si preparano alla rappresentazione)
  • e il mondo della fantasia (quello degli spiriti, delle ombre).  

Scritta in occasione di un matrimonio, “Sogno di una notte di mezza estate” – precisa bene Cavallo – è come una serie di scatole cinesi. All’esterno dell’opera ci sono la sposa, lo sposo e il pubblico, all’interno le coppie, Teseo e Ippolita, Titania e Oberon e i quattro innamorati e nell’opera dentro l’opera, i teatranti, la vicenda di Piramo e Tisbe.  

In questo mondo stregato domina il capriccio e dispotismo di Oberon che attraverso Puck gioca con i mortali e con Titania, per imporre il suo dominio. Si compie quindi su Titania quella violenza che Teseo compie su Ippolita e che Egeo vorrebbe compiere sulla figlia costringendola a un matrimonio che respinge.   Si noti la sequenza degli scambi fra gli amanti.  Si inizia con Ermia che ama Lisandro e con Elena che ama Demetrio, ma quest’ultimo con l’appoggio di Egeo, padre di lei, vuole invece conquistare Ermia.  Si passa, attraverso l’intervento “magico” di Puck, al folle girotondo in cui Ermia insegue Lisandro, Lisandro Elena, Elena Demetrio e Demetrio Ermia.  E non è finita. Perché Ermia, alla quale dapprincipio aspiravano entrambi i giovani, sarà abbandonata da tutti e due, innamorati ora di Elena, e solo nel quarto atto dopo un nuovo intervento di Puck, si avrà la conclusione in cui gli amanti formeranno davvero due coppie”.  

La grandezza di Shakespeare – sottolinea giustamente il regista – sta nell’aver saputo coinvolgere tre mondi e i loro rispettivi linguaggi: “il linguaggio delle fate (che alterna al verso sciolto, canzoni e filastrocche), il linguaggio degli amanti (dominato dalle liriche d’amore) e il linguaggio degli artigiani (nel quale la prosa di ogni giorno è interrotta dalla goffa parodia del verso aulico)”.

RICCARDINO al teatro Globe Roma (11-12-18-19 giugno ore 11.00 / 9-10 luglio ore 11.00)

giugno 6, 2022

A Roma, a Villa Borghese, al teatro Gigi Proietti Silvano Toti Globe: in scena una divertente commedia, scritta e diretta da Gigi Palla : RICCARDINO TERZO, adatto ai bambini dai 4 agli 11 anni e per tutti.

Londra 1450. La corte di Inghilterra è in fermento per l’approssimarsi della Giostra del Piccolo Cavaliere, in cui i giovani rampolli della nobiltà londinese si affrontano per contendersi il titolo di giovane pretendente alla corona.  A contendersi l’agognato titolo tre fratelli di casa York: Edoardino Primo, principe ereditario; Giorgetto secondo, duca di Clarence e Riccardino Terzo, conte di Gloucester.  I primi due, pur di primeggiare nelle varie prove, sono disposti ad usare qualsiasi mezzo, lecito ma soprattutto illecito.   Tra imbrogli e sabotaggi si arriva alla gara finale che decreterà il vincitore.

 Riccardino si troverà difronte ad un grande dilemma: vincere con l’imbroglio per vendicarsi dei torti subiti, o competere onestamente col rischio di finire ancora una vola “terzo”?

Interpreti: TOMMASO CARDARELLI, SERGIO MANCINELLI, VALENTINA MARZIALI, GIGI PALLA, GABRIELA PRATICO’  Scene e costumi: SUSANNA PROIETTI Musiche: ALESSANDRO CERCATO

DIARILAB Memorie Testimoninze Letture sulla guerra al teatro Cometa Off (Roma- 31 maggio-1 giugno 2022)

Maggio 31, 2022

Valeria Freiberg propone al Teatro Cometa Off il nuovo spettacolo della Compagnia Teatro A, “DiariLAB – Memorie, testimonianze, letture sulla guerra”, affrontando il tema della guerra, attraverso i diari personali dei nonni e bisnonni degli attori, e attraverso altri testi scritti o registrati e audio.

In scena gli attori Cristina Colonnetti Thomas Acosta e Andrea Stefani.

“È sorprendente vedere – spiega Freiberg – come i giovani attori in palcoscenico, immedesimandosi nei propri nonni, facendosi portatori di memoria, scoprano e esprimano il loro legame con le loro famiglie, con la collettività, in senso più largo e universale del termine; il sentimento “scenico” si trasforma in un sentimento vero e personale di giovani attori che parlano invitando alla riflessione anche il pubblico. Il nostro lavoro non parla di guerra in termini politici o documentaristici, ma cerca di scoprire la profondità e la bellezza degli esseri umani capaci di restare tali anche nonostante la follia e la disperazione che la guerra porta”