Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Stagione 2023-2024 del teatro Quirino a Roma

Maggio 8, 2023

UN TABELLONE – ricco di grossi autori, e bravissimi registi attrici e attori – brillante, stimolante e interessante quello della Stagione 2023-2024 del teatro Quirino di Roma.

Due interessanti mostre al Palazzo delle Esposizioni di Roma

Maggio 7, 2023

Fotografi coraggiosi che hanno colto problemi poco noti nel resto del nostro mondo e un’attualizzazione dell’impero romano: questi – in sintesi – i temi delle due interessanti mostre, in corso al Palazzo delle esposizioni di Roma.

Congiunzioni al Teatro Basilica (5-21 maggio 2023)

Maggio 3, 2023

Al TeatroBasilica dal 5 al 21 maggio c’è la rassegna CONGIUNZIONI, primo movimento – Piccolo progetto di ricognizione delle arti sceniche contemporanee, a cura di Fabio Biondi (L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino). Esecuzioni diMariangela Gualtieri, Ermanna Montanari, Chiara Guidi. Congiunzioni, semplici e complesse, per raccontare porzioni di universi artistici che si connettono fra di loro.

Se mi ricordo ti sposo al Teatro de’servi (Roma, 2-14 maggio 2023)

Maggio 3, 2023

Al Teatro de’servi è in scena una nuova esilarante e rocambolesca commedia –  Se mi ricordo ti sposo –  firmata da I Pezzi di Nerd, regia di Marco Simeoli, con Mirko Cannella, Giulia Gallone, Michele Iovane, Nicolò Innocenzi, Jey Libertino e la voce fuori campo di Giancarlo Ratti. 

Questa la sua trama. Di ritorno dall’addio al celibato, Andrea ha un incidente, e perde la memoria. Ripercorrendo i momenti salienti del loro rapporto (con oggetti e vestiti trovati in ospedale), gli amici, Alfonso e Guglielmo, e la futura moglie, cercheranno di fargliela tornare. Tra di loro …un losco individuo, Fabrizio, che cercherà di sabotare i loro piani, perché non vuole che ricordi.

Riuscirà Andrea a rinsavire e sposare Liliana?

L’ORESTE Quando i morti uccidono i vivi al Teatro Quirino (Roma,5-7 maggio 2023)

Maggio 3, 2023

Al teatro Quirino di Rona è in scena L’ORESTE. Quando i morti uccidono i vivi, originalissimo spettacolo di graphic novel theatre – magistralmente interpretato da CLAUDIO CASADIO – in cui fluiscono momenti drammatici e altri teneramente comici.  

Un solo attore in scena, ma non un monologo.  Grazie a Andrea Bruno, uno dei migliori illustratori italiani, lo spettatore si trova davanti all’interazione continua tra teatro e fumetto, animato da Imaginarium Creative Studio. Le musiche originali sono firmate da Paolo Coletta.

Con un’animazione grafica di straordinaria potenza, visiva e drammaturgica, Claudio Casadio affronta il tema della malattia mentale. Oreste – abbandonato quando bambino, da un orfanotrofio a un riformatorio, da un lavoretto a un oltraggio a un pubblico ufficiale – è finito nel manicomio dell’Osservanza a Imola. Nel suo passato ci sono avvenimenti terribili che ha rimosso ma dai quali non riesce a liberarsi. Eppure, è sempre allegro, canta, disegna, non dorme mai, scrive alla sua fidanzata (che ha conosciuto a un “festival per matti”), parla sempre con dottori, infermieri,  sorella, ma soprattutto  con l’Ermes, il suo compagno di stanza che non esiste. I suoi incubi – sogni desideri ed errori di una vita sbagliata – trasformano la scenografia e il teatro drammatico classico in un caleidoscopio di presenze che le tecniche del “Graphic Novel Theatre” rendono realizzabile

Dallo spettacolo è stato realizzato un libro che ne  raccoglie testi di Francesco Niccolini, illustrazioni di Andrea Bruno e foto di scena di Tommaso Le Pera, pubblicato da Poliniani Editore.

MANFRED concerto al teatro dell’Opera di Roma (20 aprile 2023)

aprile 14, 2023

Poema drammatico op. 115  cui Schumann ha dedicato ben quattro anni della sua vita (tra il 1848 e il 1851) – con un “eroe” maledetto, portatore di rovina, privo di pace, alla ricerca di una morte che non trova, ma anche dotto all’inverosimile – Manfred è uno dei grandi capolavori della letteratura musicale tedesca, .  

Il protagonista del concerto – diretto da Michele Mariotti Direttore musicale dell’Opera di Roma e con coro istruito da Ciro Visco – è Glauco Mauri, noto attore e regista. .

Manfred fu scritto nel 1816, quando Lord Byron aveva 28 anni e aveva da poco dovuto lasciare l’Inghilterra, a causa di una presunta relazione incestuosa con la sorellastra Augusta Leigh. La causa del suo dramma rimane oscura ma il peso del suo passato si riverbera sul suo destino.

Come ben spiega il maestro Mariotti: «Manfred è un antieroe che, sconfitto dalle sue colpe, compie un percorso ascetico di allontanamento dal mondo terreno. I meravigliosi elementi musicali che all’interno del poema richiamano la natura sottolineano il rapporto tormentato del protagonista con il mondo da cui vuole separarsi. Con l’Ouverture, la pagina più celebre del poema, Schumann esprime perfettamente il dolore e la sofferenza di Manfred usando la tetra tonalità di mi bemolle minore. Altro elemento fondamentale è lo stretto rapporto tra musica e parola, che acquisisce senso drammaturgico: il Manfred evidenzia l’esigenza di Schumann di creare una composizione molto vicina all’opera, proprio nel momento storico di maggiore espansione del sinfonismo».

Manon Lescaut al teatro Verdi di Salerno (14-16 aprile 2023)

aprile 12, 2023

Si ringrazia Elena Paruolo per questo contributo.

L’11 aprile 2023, presso il Salone del Gonfalone nel Palazzo di Città a Salerno – per inaugurare la stagione lirica, sinfonica e di balletto del Teatro Verdi di Salerno – c’è stata una Conferenza stampa in cui erano presenti, con i giornalisti, il Sindaco Vincenzo Napoli, il Direttore artistico Daniel Oren, e il segretario artistico Antonio Marzullo.

Ad inaugurare la stagione 2023 sarà Manon Lescaut – terza opera del grande Giacomo Puccini – rappresentata per la prima volta il 1 febbraio 1893 al Teatro Regio di Torino, con notevole successo per il suo “grande valore artistico, la sua potente concezione musicale, e la sua teatralità”.

L’opera si ispira al romanzo dell’abate Prevost, Storia del cavaliere Des Grieux e di Manon Lescaut (1731).  Ma lo stesso soggetto aveva già ispirato la Manon di Jules Massenet (rappresentata a Parigi nel 1884) che Puccini conosceva, e dalla quale ha voluto differenziarsi, eliminando le analogie, e tagliando o aggiungendo delle scene.

Questa la sua trama.

Racconta di Manon Lescaut – ragazza destinata alla vita monastica, accompagnata dal fratello nel tragitto verso il convento – che il giovane Des Grieux che si innamora pazzamente di lei convince a fuggire con lui.  L’idilllio tra i due però dura poco. E la ragazza diventa la mantenuta del ricco e vecchio Geronte.  Poi viene accusata di essere una ladra e viene imbarcata in una nave diretta negli Stati Uniti.  Des Grieux, sempre innamorato di lei, riesce a imbarcarsi con lei.  Stanca degli stenti cui è sottoposta, Manon muore fra le sue braccia.

Personaggio romantico che ha il coraggio delle proprie passioni, Manon – vittima di se stessa e di un destino avverso – è una delle grandi eroine pucciniane.

Come Tosca, è destinata alla morte.

Attraverso di lei – ponendo in primo piano la tragicità delle storie d’amore – Puccini mette al centro della sua poetica il mondo femminile. 

Inoltre sottolinea Daniel Oren –  Manon Lescaut è anche una delle opere più difficili di Puccini.  Con essa, il compositore si propone come elemento di rottura tra i maggiori operisti dell’Ottocento, anche attraverso un ammodernamento del linguaggio.  Puccini non guarda indietro. E’ nuovo, e diverso.   E – “nella dilatazione del piano tonale e nelle conquiste della tecnica di strumentazione” – si riscontrano echi wagneriani.  Il famoso duetto d’amore del secondo atto evoca il Tristano.  E ci sono anche scene che competono con le grandi scene corali di Verdi.

Daniel Oren è molto legato a quest’opera che, proprio perché difficile, non si esegue quasi mai (negli ultimi anni).  Per la rappresentazione di Salerno si sono trovati giovani esecutori molto bravi.  Ed è stato fatto un grande lavoro con l’orchestra filarmonica di Salerno – che ha raggiunto livelli altissimi – e con il Coro.  E’ quindi certamente una grande opera quella che apre la stagione lirica del Verdi che –  ricorda il Sindaco Vincenzo Napoli –  vede anche manifestazioni collaterali come i concerti che si terranno nelle Chiese. Il tutto per soddisfare i gusti più esigenti del pubblico.


https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid02zE2YQGfUCFQr6BQGRKTKP2yyWUR8B8sfZFTVDYGeUWuiju5orjMrcPBvUWccYp6hl&id=1141940195

 

Viva la guerra al Teatro de’servi (Roma, 11-23 aprile 2023)

aprile 11, 2023

VIVA LA GUERRA! – scritta ed allestita con freschezza ed energia – fa rivivere l’ultima guerra dall’ottica goliardica e disimpegnata della giovinezza.

Questa la sua trama.

Quattro giovani partigiani attendono l’arrivo di un treno tedesco carico di armi e munizioni.  Il loro compito è farlo saltare, prima che raggiunga Roma.   Il gruppo punta dritto alla meta, ma è giovane.  E allora può succedere che la convinzione politica traballi. Oppure, che ci si ritrovi ammaliati dall’inaspettata presenza di una bella donna che, di colpo, cambia tutte le carte in tavola. E non mancano sorprese.

BUONA PASQUA

aprile 8, 2023

A chi segue, auguriamo una bella rinascita e una Pasqua gioiosa

Silvana Paruolo e Elena Paruolo

Così è (se vi pare) al Teatro Quirino (Roma, 11-23 aprile 2023)

aprile 4, 2023

Così è (se vi pare) è un’opera teatrale di Pirandello, tratta dalla novella La signora Frola e Il signor Ponza, suo genero. 

Protagonista assoluto della scena è il fatto che la verità assoluta non esiste, e che la verità è per ciascuno “come pare”.Come conclude la signora Ponza “…io sono colei che mi si crede”.  “Ed ecco, o signori – conclude Laudisi – come parla la verità…Siete contenti?” (Scoppierà a ridere…)

In sintesi, questa la trama. La vita di una tranquilla cittadina di provincia viene scossa dall’arrivo di un nuovo impiegato, il Signor Ponza, e della suocera, la Signora Frola, scampati ad un terribile terremoto nella Marsica.  Si mormora, che assieme ai due sia giunta in città anche la moglie del Signor Ponza, anche se nessuno l’ha mai vista. Da qui l’affannosa ricerca della verità sulla signora Ponza: e viva? E morta? Quali sono i suoi legami con Ponza e la signora Frola?

Passando alla sua messa in scena al Quirino di Roma… “Ho chiesto  – sottolinea il regista Geppy Gleijeses  a un grande videoartist, Michelangelo Bastiani, di creare degli ologrammi assolutamente tridimensionali, donnine e omini alti 60 centimetri.  All’ingresso della Frola, quegli esserini li rivediamo in dimensioni normali. Piccoli uomini e donne che riprendono le loro reali fattezze di fronte alla grandezza e all’amore di una madre.  La scena (di Roberto Crea) è un buco nero, come lo aveva visto nel suo incubo Pirandello, disseminato di specchi, un labirinto di specchi, come in un terribile parco di divertimenti. O forse come ne “La signora di Shangai” di Orson Welles.  Da quegli specchi (specchi piuma, che se illuminati anteriormente sono specchianti, ma se retroilluminati perdono la caratteristica dello specchio per diventare vetro trasparente) scompaiono e a volte compaiono la signora Frola, il signor Ponza e la signora Ponza.  E Laudisi con quegli specchi gioca e spaventa il cameriere, perché lui sa che la verità assoluta non esiste, che ognuno ne ha una propria, che è vero solo quello che crediamo sia vero. Il resto è sogno, incubo, illusione.  Specchi e fantasmi, quelli che popolano da sempre e per sempre la mente di Luigi Pirandello. I filtri, tutti i filtri, attenuano la fisicità dei protagonisti, ma non la sofferenza. Il dolore è dolore vero. E senza remissione.  Le musiche di Teho Teardo sono astratte e dissonanti, e diversamente non poteva essere. I dodici attori, a cominciare da Milena Vukotic, Pino Micol e Gianluca Ferrato sono impagabili. La sofferenza è anche loro? La loro MASCHERA, come voleva Jung, dietro “l’inconscio collettivo”, il dolore, o piccole scorie di esso, ti restano appiccicate addosso, anche al calar della tela”.