Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Modesta e a favore dei più ricchi la manovra economica del governo Meloni

novembre 8, 2025

Modesta e a favore dei più “ricchi”, le criticità della manovra economica del governo Meloni in una breve, e chiara, analisi di Valigia Blu:

Negli ultimi giorni la manovra economica del governo Meloni ha cominciato il suo iter che porterà all’approvazione da parte delle camere. Secondo gli organismi indipendenti, dall’Ufficio parlamentare di bilancio alla Corte dei Conti, fino alla Banca d’Italia e l’ISTAT, la manovra introduce un taglio dell’IRPEF modesto che favorisce soprattutto i redditi medio-alti, con circa metà dei benefici concentrati sull’8% dei contribuenti più ricchi.  

Circa la nuova rottamazione fiscale, la Corte dei Conti segnala anche criticità che rischiano di premiare chi non paga le tasse e alimentare aspettative di future sanatorie. Sul fronte sanitario, i dati ISTAT mostrano personale sempre più anziano, carenza di medici e infermieri e un crescente numero di cittadini che rinunciano alle cure.

La Cgil ha annunciato uno  sciopero generale per il 12 dicembre denunciando una manovra “ingiusta e sbagliata” che non tutela salari e welfare. Le tre sigle confederali e i Cobas sono tutti contro le mosse del governo ma manifesteranno separatamente. Meloni si chiede che giorno ha scelto il segretario della Cgil per la mobilitazione. Da notare che i lavoratori rinunceranno a una giornata di stipendio per difendersi da una manovra considerata dannosa. 

Mentre si discute di tagli e risparmi, anche la premier ha – giustamente – lasciato filtrare irritazione perl’aumento di stipendio auto-decisa dal presidente del Cnel Renato Brunetta – per se stesso e non solo -che ha poi fatto marcia indietro.  «Renato Brunetta, lo stesso che definiva “una semplificazione che fa male” il salario minimo a 9 euro l’ora – protestava Angelo Bonelli, deputato di Avs – oggi si aumenta lo stipendio da 250 a 310 mila euro l’anno. È l’immagine perfetta della destra al governo: chi rifiuta un salario dignitoso ai lavoratori non ha problemi a moltiplicare i propri compensi». Stessa accusa da Nicola Fratoianni, (Avs), che sottolineava come la decisione del Cnel facesse «raddoppiare la spesa per le retribuzioni» dello stesso Consiglio.

Calibano “ Lohengrin / L’invenzione del Medioevo” : il nuovo numero della rivista del Teatro dell’Opera di Roma  sarà presentata il 24 novembre 2025

novembre 8, 2025

Con Lohengrin  che inaugura la stagione dell’Opera di Roma, è in arrivo il nuovo numero della rivista del teatro dell’Opera di Roma: «Calibano- Lohengrin / L’invenzione del Medioevo».  La rivista sarà presentata insieme allo spettacolo lunedì 24 novembre, ore 19.00, al Teatro Costanzi (Sala Grigia).  L’incontro è introdotto dalla giornalista Simonetta Sciandivasci. Intervengono il Direttore musicale dell’Opera di Roma Michele Mariotti e lo scenografo Paolo Fantin, gli autori di questo numero di «Calibano» Carola Susani e Federico Canaccini e il direttore della rivista Paolo Cairoli.

 “È innegabile: il Medioevo ha un potere fortissimo sul nostro immaginario  – sottolinea Paolo Cairoli –  C’è qualcosa in quell’epoca storica suggestiona la nostra fantasia. Sono i miti e le avventure cavalleresche, le fiabe e le leggende, l’eroismo luminoso ma anche il male più oscuro. Questa dimensione, in bilico tra ricostruzione storica ed evocazione fantastica, sembra oggi la fonte ideale per sceneggiatori di serie tv, ma in realtà è il risultato di un’evoluzione culturale e del gusto avviata già a fine Settecento come reazione alla razionalità illuministica, e poi sviluppatasi nell’Ottocento, in piena età romantica. Con questo numero di «Calibano», l’ottavo, abbiamo allora voluto capire perché, ancora oggi, l’età di mezzo sia una fonte di creatività e di invenzione davvero inesauribile”.

 il compositore Francesco Filidei ci conduce dentro le strategie compositive della sua recente opera Il nome della rosa tratta dal romanzo di ambientazione trecentesca di Umberto Eco. la scrittrice Marta Zura-Puntaroni rievoca invece l’adolescenza passata a giocare a Extremelot, gioco di ruolo online di ambientazione fantasy medievale, dove la scrittura è mezzo per creare mondi e proprie identità alternative. Lo scrittore Tommaso Pincio offre una personale riflessione sul fascino esercitato dal Medioevo nell’età Romantica, intrecciando il pensiero di Nietzsche e Wagner in una meditazione sul rapporto tra fede e conoscenza. Come sempre, in «Calibano» è presente anche un racconto inedito, questa volta affidato alla scrittrice Carola Susani. Due infine le rubriche, rispettivamente a cura di Giuliano Milani e di Christian Raimo.

 Tutte le illustrazioni del numero, compresa l’immagine di copertina, sono state realizzate dall’artista Iride Scent con un software di intelligenza artificiale.

Allargamento Ue: quali implicazioni istituzionali?  Il Parlamento europeo adotta il Rapporto Gozi

ottobre 22, 2025

Il grande allargamento del 2004, con l’ingresso di dieci nuovi Stati membri, di cui otto dell’ex blocco sovietico, è stato un enorme successo politico, ma anche uno choc utilizzato dai populisti anti europei (di sinistra e destra) per indebolire l’Ue.   Nel 2005 il “no” nel referendum in Francia sul progetto di Trattato costituzionale dell’Ue era stato alimentato da una campagna populista contro “l’idraulico polacco” che avrebbe rubato il lavoro agli idraulici francesi (ovviamente non è accaduto).  Quel “no” – di venti anni fa – ha poi paralizzato ogni dibattito istituzionale. E pesa – tuttora – nelle scelte strategiche dei capi di Stato e di governo, sempre sulla difensiva rispetto ai nazionalisti e sovranisti, che – continuando a parlare dei rischi di una riforma dell’Ue – presentano il veto come la migliore garanzia degli interessi nazionali.

Grazie a una serie di adesioni volontarie, nel corso degli anni, i paesi membri dell’Unione europea sono passati da 6 agli attuali 27 (28 prima della Brexit).   Attualmente, altri paesi sono candidati all’ingresso nell’Ue: Albania, Bosnia-Erzegovina, Georgia, Macedonia del Nord, Moldavia, Montenegro, Serbia, Turchia e Ucraina.   Il Montenegro – il più avanzato nelle indispensabili riforme interne – potrebbe entrare già nel 2027.  L’Albania, con le sue riforme in corso, vorrebbe farcela per il 2028.   Nei Balcani occidentali, la Serbia e la Macedonia del Nord restano i due candidati più problematici.   L’Ucraina e la Moldavia hanno fatto sufficienti riforme per aprire una serie di capitoli negoziali, ma il loro cammino è bloccato dal veto dell’Ungheria di Viktor Orban.   I tentativi di Antonio Costa di superarlo (passando dal voto all’unanimità a quello a maggioranza per aprire i capitoli negoziali, conservando l’unanimità per il via libera finale) sono falliti. Il processo di adesione è di fatto sospeso con la Turchia, e fermo con Bosnia-Erzegovina e Georgia (il governo filo russo a Tblisi sta allontanando il suo paese dall’Ue).  Dopo la guerra di aggressione della Russia e il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, non è escluso che Norvegia e Islanda possano chiedere nuovamente di entrare. Due anni fa l’ex presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, aveva assicurato che entro il 2030 l’Unione europea sarebbe stata pronta ad accogliere nuovi Stati membri, tuttavia ad oggi, nonostante i progressi nei negoziati, questo orizzonte sembra davvero lontano.  Recentemente Moldova, Albania, Macedonia del Nord e Montenegro – in pole position nell’elenco dei Paesi candidati – sono entrati a far parte del circuito SEPA (Single Euro Payments Area) che permette loro di mandare e ricevere bonifici in Europa a basso costo, ma a parte questo aspetto ed alcuni capitoli negoziali che sono stati chiusi, dal punto di vista politico non sembrano esserci aperture significative da parte dei 27 dell’UE.

Per far fronte a un reale allargamento dell’Ue servono anche delle riforme interne dell’Unione, oltre a quanto richiesto ai paesi candidati?

Il 22 ottobre 2025 – con 310 voti a favore, 277 contrari e 53 astensioni – l’Assemblea Plenaria del Parlamento europeo ha approvato il rapporto di Sandro Gozi (eurodeputo di Renew Europe e Segretario generale del Partito democratico europeo) sulle conseguenze istituzionali dei negoziati sull’allargamento dell’Unione Europea. Di fatto, con questa risoluzione, il Parlamento ribadisce ancora una volta il proprio impegno per l’avvio di una riforma dei Trattati, richiesta che è sul tavolo del Consiglio europeo da più di un anno e che i capi di Stato e di governo dell’UE continuano ad ignorare. Al centro dell’iniziativa ci sono modifiche che riguardano la governance dell’Unione e delle sue competenze – attraverso l’estensione ad alcuni settori chiave come la difesa – utilizzando gli strumenti istituzionali già presenti nei Trattati, come le cooperazioni rafforzate, le clausole passerella, con l’opzione sempre presente di op-out. Il rapporto Gozi delinea una serie di misure: da un uso più esteso del voto a maggioranza qualificata, a una revisione del bilancio europeo oltre l’attuale tetto dell’1% del reddito nazionale lordo, a un rafforzamento dei poteri del Parlamento europeo e un maggiore coinvolgimento dei Paesi candidati nel processo decisionale.  Secondo le stime citate nel rapporto, i precedenti allargamenti hanno aumentato in media del 30% il PIL pro capite dei Paesi entrati nel 2004, mentre nuove adesioni potrebbero aggiungere fino a 10.000 miliardi di dollari al PIL dell’UE entro il 2035, riducendo il divario con gli Stati Uniti.  “Dobbiamo – ha precisato Gozi – combinare ambizione e realismo per prepararci alle sfide di un’Unione a trentacinque, perché più saremo, più chiare dovranno essere le nostre regole per continuare a muoverci insieme in avanti.  L’unificazione del continente europeo e la riforma dell’UE – devono andare di pari passo, con tre priorità:

  • efficienza (estendendo il voto a maggioranza qualificata per superare la paralisi decisionali –  ossia superando il diritto di veto all’interno del Consiglio europeo preferendo – se già a 27 Stati è complesso prendere decisioni rilevanti con il consenso di tutti, in un’Unione europea a 30 e più Stati membri mantenere l’attuale status quo sarebbe di fatto impossibile e renderebbe ancora più lento il processo decisionale.
  • potere (riformando il bilancio dell’UE e andando oltre il superato tetto dell’1% del reddito nazionale lordo per dare all’Europa i mezzi per agire)
  • democrazia (rafforzando i poteri del Parlamento europeo. fra cui quello di iniziativa legislativa e di pieni poteri co-legislativi per quanto riguarda la spesa dell’UE e l’adozione del bilancio pluriennale dell’UE-QFP).

Per avviare un dibattito sule riforme istituzionali, basta la maggioranza semplice. Basta che 14 leader al Consiglio europeo decidano che è arrivato il momento di discutere di riforme istituzionale e il processo formale viene avviato. Solo per un accordo finale “ci vuole l’unanimità”. Ma “finché non si avvia un dibattito non si potrà mai sapere se c’è un accordo minimo su alcune riforme esistenziali, indispensabili e inevitabili”, avverte Gozi. Con il suo rapporto, Sandro Gozi indica diverse soluzioni

  •  le clausole passerella
  •  modifiche mirate ai trattati (per esempio per sanzionare le violazioni sistematiche allo stato di diritto),
  •  cooperazioni rafforzate nel settore della politica estera e di difesa per permettere a un gruppo di paesi di andare avanti, senza aspettare quelli più lenti o che non condividono le scelte.

BALLETTO DI ROMA JUNIOR COMPANY: Coppelia al Teatro Olimpico di Roma (10-12 ottobre 2025)

ottobre 8, 2025

La stagione della danza dell’Accademia Filarmonica Romana si apre con i nuovi talenti della Compagnia Junior del Balletto di Roma che dal 10 al 12 ottobre al Teatro Olimpico rivisitano uno dei balletti più celebri, Coppelia, musiche di Léo Delibes, ambientandolo nei giorni nostri, in un nuovo allestimento, al debutto nazionale, che porta la firma di Fabrizio Monteverde.

Il coreografo veste Coppelia di rosso e attualizza la vicenda contrapponendo, in un contesto –  quasi adolescenziale – l’amore autentico a quello delle apparenze e dei surrogati.

Il balletto Coppelia – ispirato al racconto L’uomo della sabbia (1815) di E.T.A. Hoffmann –  è una fiaba sospesa tra amore e inganno, e racconta la storia di Swanilda e Franz, una giovane coppia di innamorati sconvolta dall’arrivo della misteriosa bambola, creata dal fabbricante di giocattoli Coppelius, che scatena gelosie, illusioni e riconciliazioni.

Lo spettacolo, pensato e ideato da Fabrizio Monteverde pur  nella sua bellezza coreografica e registica – fa emergere  gli aspetti più profondi e oscuri della narrazione classica, esaltandone la cruda e attuale contemporaneità.  «C’è un angolo della mente – spiega il coreografo – che non riesce a razionalizzare la paura del diverso e di ciò che non conosciamo, mettendo in evidenza tutte le nostre paure, anche le più infantili. Il terrore di rimanere soli fa compiere tortuosi percorsi come in un racconto dell’orrore. Coppelia non è altro che il punto di partenza per un viaggio che ha come meta la ricerca dell’altro, ovvero, l’Amore. È solo con questo indispensabile ingrediente che il sangue e la vita riescono a fluire dentro ad un corpo e a dare un senso all’esistenza. La ricerca disperata di voler donare la vita è semplicemente la necessità di amare».

Nel team creativo, a fianco di Monteverde, Santi Rinciari firma i costumi, Emanuele De Maria le luci.

La sfida esistenziale dell’Ue tra dazi e guerre

ottobre 5, 2025

Il mio contributo a questo numero di Agenda Geopolitica – edita dalla Fondazione Ducci – e’: “La crisi esistenziale dell’Ue tra dazi e guerre”.

Qui di seguito il Link per poterlo leggere. Buona lettura.

Adriana Mater di Kaija Saariaho all’Opera di Roma ( 9 – 16 ottobre 2025)

ottobre 4, 2025

L’innovativo regista statunitense Peter Sellars debutta al teatro dell’Opera di Roma con la prima italiana di Adriana Mater – su libretto del giornalista Amin Maalouf e con musica composta da  Kaija Saariaho – un’opera potente  in due atti e 7 scene) ma con solo quattro personaggi, come una tragedia greca. 

Sul podio il direttore spagnolo Ernest Martínez Izquierdo,

«Noi – sottolinea il regista – abbiamo avuto una lunga e molto profonda amicizia. Spesso Kaija Saariaho diceva “voglio scrivere un’opera su una madre, perché in tutta la storia dell’opera non c’è mai stato un lavoro teatrale su una madre scritta da una donna”.  Mentre Kaija detestava che la gente continuasse a dire ‘oh, è una compositrice donna’, c’è comunque qualcosa che una donna sa e che un uomo non sa, ed è cosa significa diventare madre, avere due battiti nel cuore in un solo corpo.

 Adriana Mater si svolge in uno scenario bellico in cui una madre, Adriana, deve affrontare una maternità nata dalla violenza fisica. La protagonista decide di portare a termine la gravidanza frutto dell’abuso del soldato Tsargo, nonostante l’opposizione della sorella Refka. Una volta cresciuto però, il figlio Yonas, manifesta un’oscura irrequietezza, che insinua nella protagonista il dubbio che l’animo di quel giovane uomo sia fatalmente legato alle circostanze violente della sua nascita.

Adriana Mater è realizzata dall’Opera di Roma in collaborazione con la San Francisco Symphony.

Sul palco nel ruolo della protagonista, Adriana, il mezzosoprano Fleur Barron.  Gli altri protagonisti/interpreti sono i seguenti: Refka (Axelle Fanyo), Yonas (Nicholas Phan), Tsargo (Christopher Purves). Il coro è diretto da Ciro Visco. I costumi sono di Camille Assaf, le luci di  Ben Zamora. Il sound designer è  Timo Kurkikangas. Orchestra del teatro dell’Opera di Roma.

Proteste in tutto il mondo per l ‘intercettazione della Global Sumud Flottillia

ottobre 3, 2025

L’intercettazione – in acque internazionali – della Global Sumud flottiglia #proPalestina #proPopoloPalestinese ha acceso proteste in tutto il mondo e non solo in Italia! Le manifestazioni in Italia hanno una valenza che supera di gran lunga gli obiettivi politici interni /di politica nazionale. C’e’in gioco il rispetto del diritto internazionale e la richiesta di porre fine allo sterminio/distruzione in corso a #Gaza – e alle violenze dei coloni israeliani in Cisgiordania. C’è’ la richiesta di un riconoscimento dello Stato palestinese. Nessuno dimentica / o nega che ci sono anche altri conflitti in altre parti del mondo. L’obiettivo non e’ quello di alimentare anti-semitismo – ne’ un sostegno al terrorismo di Hamas – ma il ritorno al predominio della diplomazia e del diritto internazionale e dei diritti umani, a discapito di un predominio di violenza, occupazione e sopraffazione.

Ciò detto – in attesa degli esiti del Piano Trump ( e con la speranza che i manifestanti sappiano impedire deprecabili distruzioni di infrastrutture, vetrine ecc.) – procediamo con ordine…

La Global Sumud Flotilla è un’iniziativa internazionale, guidata dalla società civile (ONG, attivisti, parlamentari, giornalisti, ecc.) che  ha coinvolto decine di imbarcazioni (oltre 40) e attivisti da più di 40 paesi, con circa 500 persone a bordo. È partita  con l’obiettivo di  creare un corridoio umanitario civile  per consegnare aiuti umanitari (medicina, cibo, forniture mediche)  rompendo il blocco navale di Israele sulla Striscia di Gaza (da Israele sostenuto come misura di sicurezza). Gli organizzatori della flottiglia invocano principi della Convenzione di Ginevra, diritto umanitario, e il diritto dei civili che trasportano aiuti a non essere ostacolati.

Il nome “Sumud” (in arabo صمود) significa “resistenza, fermezza”, ed è usato per simboleggiare la perseveranza del popolo palestinese.

Le forze israeliane hanno intercettato quasi tutte le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla in acque internazionali, mentre la flottiglia si avvicinava a Gaza: gli attivisti (parlamentari, giornalisti, attivisti civili) sono stati fermati e detenuti. Verranno rimpatriati nei loro paesi e/o processati.  Israele sostiene che la flottiglia stava cercando di violare il blocco e accusa che possa essere utilizzata come “strumento propagandistico / di provocazione”.  Gli organizzatori invece insistono che è un’azione pacifica, umanitaria, non violenta, che i partecipanti sono civili, e che il blocco costituisce una violazione del diritto internazionale umanitario.

Reazioni e proteste in piazza  (e non solo) – nel mondo – sono state immediate  e diffuse, in molte città europee, in America Latina, e in Asia.Le pressioni internazionali  includono anche dichiarazioni ufficiali, richieste di chiarimenti, possibili ricorsi legali, richieste di rispetto dei diritti umani.Paesi in cui le proteste sono state significative sono la Spagna, Grecia, Belgio, Turchia, Colombia. Argentina.  In Italia, grandi manifestazioni a Roma, Milano, Napoli e Torino. In alcune città sono state chiuse stazioni della metropolitana, sono state bloccate vie, ci sono stati sit‑in.  La Cgil ha proclamato uno sciopero generale, cui hanno aderito anche altri sindacati.

Ritendendo che l’assalto alla Flotilla è un atto di pirateria, allo sciopero, hanno aderito anche  i Giuristi democratici, ASGI, Comma 2  e  Legal Team incolumità degli attivisti bloccati. “Non possiamo accettare – sottolinea il loro Comunicato – lo scempio del diritto internazionale umanitario a cui assistiamo. Il blocco israeliano e l’occupazione di Gaza, l’assalto alla Flotilla (oltre tutto, ancora in acque internazionali), l’uso di idranti e di granate stordenti contro gli attivisti imbarcati, ma soprattutto il genocidio in corso, l’impedimento all’ingresso di aiuti umanitari, l’invasione militare e coloniale non possono che essere chiamati con il loro nome, definiti illegali, criminali  e avversati in ogni sede”.


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La sfida esistenziale dell’Ue tra dazi e guerre

settembre 29, 2025

“La sfida esistenziale dell’Ue tra dazi e guerre”: questo il titolo del mio contributo all’ultimo numero (47/settembre 2025) della rivista Agenda Geopolitica edita dalla Fondazione Ducci.

Dazi Usa-Ue e sfida geopolitica: Europolitiche intervista Silvana Paruolo

agosto 21, 2025

Buona Lettura!

https://www.euroeconomie.it/it/blog-detail/post/289512/i-dazi-di-trump-guerra-commerciale-e-sfida-geopolitica?fbclid=IwQ0xDSwMT9Q5jbGNrAxP1B2V4dG4DYWVtAjExAAEea5I0z44wU0ttt9HTHsD38cqsZEiu5_03xxT0V8JeuKaF42futC2IrOpIKeE_aem_Jxw5y5BZp9gdWAkB9XJe7g

DON GIOVANNI di Mozart alla Basilica di Massenzio per il Caracalla Festival (Roma, 20-22-24 e 25 luglio 2025)

luglio 19, 2025

Di questo Don Giovanni – a regia Barkhatov – innovativo, nello stesso tempo leggero e profondo, e oggetto di un vivace dibattito (tra chi ne e’stato conquistato e chi non lo e’stato), mi e’piaciuto soprattutto il primo Atto, per la sua capacita’ di rendere leggero qualcosa che leggero non e’ – forse – in particolare per la sua ambientazione in un luna park, e per la sua assenza di violenza. Originale (sia pure a discapito della sua ben nota sensualita’! ) un Don giovanni di una certa eta’ che – per certi aspetti – ridiventa bambino, ma che, essendo “umano”, rifiuta ogni pentimento. Scelta originale e geniale – questa – che puo’ piacere o non…

Bravissimi i cantanti tutti!

In effetti, il Don Giovanni di Mozart è l’ultimo titolo d’opera del Caracalla Festival 2025 “Tra sacro e umano”.  Ha debuttato5 il 20 luglio 2025ĺ  – alla Basilica di Massenzio –   con regia del russo Vasily Barkhatov  e, sul podio, alla direzione dell’Orchestra dell’Opera di Roma, Alessandro Cadario.

In questo Don Giovanni non emerge l’eroe romantico , ma piuttosto una storia di famiglia, e il rapporto genitore-figlio.   «Don Giovanni – sottolinea lo stesso Vasily Barkhatov – è un’opera che amo e rispetto moltissimo, ma da cui sono anche spaventato: tiene insieme gli opposti, è profonda e leggera, è umana. Restituirne il senso profondo attraverso una regia è spaventoso ed entusiasmante al tempo stesso.  Assisterete a un viaggio nella vita di Don Giovanni, dalla sua infanzia, attraverso l’età adulta, fino alla morte. Ripercorreremo i traumi vissuti e le tragedie della sua vita. Ma ci sarà anche molto humor. Il trauma, la tragedia, il viaggio lungo una vita sono tutti elementi in cui ho trovato una profonda umanità e dunque il filo narrativo. Ecco perché la scelta di un interprete come il baritono Roberto Frontali, artista all’apice della sua carriera”.

Grandi protagonisti nel resto del cast:  Vito Priante come Leporello, Maria Grazia Schiavo nei panni di Donna Anna, Carmela Remigio in quelli di Donna Elvira, Eleonora Bellocci di Zerlina, Anthony León come Don Ottavio, Mihai Damian come Masetto e Gianluca Buratto come Commendatore

 Il Coro del Teatro è diretto da Ciro Visco.