Archive for the ‘Uncategorized’ Category

PRIGIONIERI AL SETTIMO PIANO al Teatro de’ Servi (Roma) 13 marzo -1°aprile 2018

marzo 12, 2018

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PRIGIONIERI AL SETTIMO PIANO (testo di MariaLetizia Compatangelo)  regia di Donatella Brocco – con Gianna Paola Scaffidi, Rosario Galli ed Elia Paniccia –  è una bella commedia, con finale sorprendente, che ritrae  dilemmi tragicomici  di una coppia di mezza età, alla prese con banche e investimenti sbagliati, colpi di fortuna inattesi, corruzione e necessita’ di scelte.. Bravi tutti!

Il testo di Marialetizia Compatangelo riflette con leggerezza su temi delicati, dall’amore  (dopo quasi trent’anni di matrimonio)  all’impoverimento economico e morale della classe media,  alle prese con l’alternativa tra restare onesti o rassegnarsi a condividere la disonestà del mondo circostante.

 

“Alla faccia vostra” al Teatro Quirino Roma 13-25 marzo 2018

marzo 12, 2018

2018-03-07 12.43.34 La commedia si apre su Luisa (la governante) che piange la morte del suo padrone Stefano Bosco (scrittore di grande successo) settantaquattrenne morto d’infarto. A poco a poco, arrivano il vicino Dott. Garrone, Lucio Sesto e sua moglie Vanessa – genero e figlia dello scrittore – e Angela seconda moglie del defunto, molto più giovane di suo marito.

Velocemente, il lutto che riunisce i personaggi si trasforma in una “transazione finanziaria”. Solo Luisa – fedele governante – vive per ricordare il genio dello scrittore. Ma ecco che tutto si capovolge e succedono fatti esilaranti che faranno tremare e crollare tutti ii progetti in campo. Ne nascono situazioni comiche.

Ovviamente – sottolinea lo stesso regista Patrick Rossi Gastaldi – è il personaggio di Gianfranco Jannuzzo, il genero Lucio Sesto, che conduce le avide danze che lo porteranno a crisi di nervi esilaranti diventando simpatico per le sue incapacità e disavventure. Molto comico è anche il personaggio di Debora Caprioglio donna che soddisfa tutti i piaceri di sesso senile dello scrittore per ottenere soldi, soldi e ancora soldi. L’adattamento sarà portato in Italia ai giorni d’oggi per vivificare di più la corsa al denaro e l’isterismo della nostra contemporaneità”.

Degni di nota tra Gaber e Brassens – Sala Umberto 12-13 marzo 2018

marzo 12, 2018

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Alberto Patrucco e Andrea Mirò, con la complicità di tre musicisti, presentano Degni di nota, la nuova produzione di Tieffe Teatro, diretta da Emilio Russo: recital,coinvolgente e graffiante, incontro tra canzone d’autore e comicità, che si colora di suoni e poesia.

In Degni di Nota gli incontri sono multipli. Intanto quello tra un attore/autore quale Alberto Patrucco (anche autore di traduzioni delle straordinarie canzoni di Brassens) e una musicista/autrice di particolare quale Andrea Mirò. Poi l’incontro tra i due Giorgio, e cioè, tra Gaber e Brassens. “Sono loro – sottolinea Emilio Russo – a delineare il percorso dello spettacolo, con quanto ci hanno lasciato in canzoni, poesia, visione della vita. A volte sguardi opposti, che paiono allontanarsi, si incrociano e poi ancora si allontanano”

È una fusione – sottolinea Alberto Patrucco – di epoche, ieri e oggi; una miscela di stili, l’anarchico “minimalismo” brassensiano e il caustico “massimalismo” gaberiano; un’accoppiata di voci, quella profonda di Alberto Patrucco e quella inconfondibile di Andrea Mirò; un ampio ventaglio di emozioni, dalla risata liberatoria alla struggente malinconia, dall’ironia più sottile al graffio della satira, in un entusiasmante incedere di canzoni, monologhi e sonorità, sapientemente dosati dalla perfetta regia di Emilio Russo e da una band di ispirati musicisti”

Niente celebrazioni brassensiane e gaberiane bensì l’idea di unire, sensibilità affini. Bravissimo Patrucco e bravi tutti: spettacolo armonioso arguto ironico e divertente !

 

 

 

Recensione di Elena Paruolo

marzo 7, 2018

 

Recensione di Elena Paruolo – del libro di Jean Perrot Les hirondelles de la république – pubblicata nell’ultimo numero di Tempo Libero, rivista on line della Fitel

Per chi volesse leggerla.. questo il  suo link:
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ELVIS IL MUSICAL al Teatro Brancaccio Roma (6-11 marzo 2018)

marzo 6, 2018

ELVIS IL MUSICAL al teatro Brancaccio – con JOE ONTARIO (old Elvis) MICHEL ORLANDO (Young Elvis, scenografie Alessandro Chiti coreografie Rita Pivano direttore musicale Davide Magnabosco regista collaboratore Marco Vesica regia di MAURIZIO COLOMBI – è uno splendido spettacolo all’insegna degli indimenticabili successi di Presley, dagli anni 50 fino al 1977, anno della sua scomparsa.

Incalzante e ritmato – attraverso le canzoni di Elvis e il racconto di vari personaggi che hanno vissuto intorno a lui – il musical svela i retroscena di una vita consacrata alla musica, e sacrificata allo show-business.

Lo spettacolo è suonato da una band che accompagna dal vivo (per poco meno di due ore) un cast di 18 performer.

La scenografia è arricchita da video. Il primo tempo inizia con un video a 360° che mostra i telegiornali di tutto il mondo che annunciano la morte di Elvis il 16 agosto 1977, fino al suo funerale a Memphis, con oltre 150.000 persone in lacrime. Questo momento dà il via al racconto dell’ascesa di Elvis: da ragazzo – camionista per necessità, che si ferma in un estemporaneo studio di registrazione per registrare un disco istantaneo da regalare alla madre per il compleanno imminente – alla sua ascesa (grazie al suo incontenibile talento) ad amatissimo re del Rock’n’Roll, prima vera e unica rockstar planetaria.

La regia dello spettacolo riprodotto in Italia è affidata a Maurizio Colombi che vuole raccontare la fiaba di Elvis, anche se si tratta di una fiaba con un finale triste.

Molti miti sono scomparsi o sono stati dimenticati, ma ancora oggi le nuove generazioni sanno chi è Elvis.
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Conferenza sulla Fantasy a Torino

marzo 6, 2018

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Parenti e serpenti al teatro Eliseo (Roma) 6-18 marzo 2018

febbraio 28, 2018

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Parenti e serpenti di Carmine Amoroso, regia di Luciano Melchionna e con uno staordinario Lello Arena (nella parte che fu di Paolo Panelli) è una commedia in cui – in un crescendo di situazioni esilaranti e stridenti (in cui tutti noi possiamo riconoscerci) – si passa da risate a crepapelle al più turpe cambiamento di esseri che, da umani, si trasformano in animali pericolosi e subdoli (quali i serpenti).

“Immaginare Lello Arena, con la sua carica comica e umana, nei panni del papà – interpretato da uno straordinario Paolo Panelli nel film di Mario Monicelli – sottolinea Luciano Melchionna –
mi ha fatto immediatamente sorridere, tanto da ipotizzare il suo sguardo, come quello di un bambino, intento a descrivere ed esplorare le dinamiche ipocrite e meschine che lo circondano, in quei giorni di santissima festività: è un genitore davvero in demenza senile o è un uomo che non vuol vedere più la realtà e si diverte a trasformarla e a provocare tutti?

Questa la trama.

Si sta per festeggiare il Natale e tutti i parenti si riuniscono nella casa dei nonni. Tutto sembra scorrere tranquillamente, nell’ordinaria routine festiva finché, il giorno di Natale, la nonna fa un annuncio che cade sulla tavolata come un fulmine a ciel sereno: i due anziani coniugi non vogliono più abitare da soli, ma rifiutando l’idea di andare a vivere in un ospizio, decidono che saranno i loro figli a dover scegliere chi, tra loro quattro, ricevendo in cambio l’abitazione dei due in eredità, si assumerà l’onere di accoglierli in casa propria. Spaventati dall’idea di rinunciare ai propri spazi e alla propria quotidianità, figli e consorti danno vita a una serie di violenti litigi che terminano con la decisione di uccidere i due anziani, simulando un incidente domestico…

La signora delle camelie al teatro Quirino (Roma) 27 febbraio -11 marzo 2018

febbraio 23, 2018

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La signora delle camelie (o La signora dalle camelie o La dama delle camelie) – celebre romanzo di Alexandre Dumas (edito nel 1848) – parla della difficile e infelice storia d’amore tra Margherita, la cortigiana più bella di Parigi, e Armando Duval. Lo spettacolo in scena al Teatro Quirino di Roma è adattato e diretto da Matteo Tarasco.

Margherita – la cortigiana più ambita di Parigi – ha la tisi la sta uccidendo. E ora che sa di avere pochi mesi di vita, vuole innamorarsi, perché sa che l’amore è l’unica medicina che può guarirla.  Ad interpretarla è Marianella Bargilli, affiancata da Ruben Rigillo, Carlo Greco e Silvia Siravo.

“Educazione sentimentale – sottolinea Marianella Bargilli – ecco uno dei compiti del teatro contemporaneo. Restituire allo spettatore il piacere di emozionarsi. Questo cerchiamo di fare ogni sera quando si alza il sipario. Quando perdiamo la capacità di amare, perdiamo la luce, la luminescenza e la capacità di guardare al mondo e alle persone con gioia. Se non vogliamo esser ciechi dobbiamo sforzarci quotidianamente di amare, un essere umano, un progetto, una idea.  Quando ho letto per la prima volta La Signora delle Camelie ho pianto. E molto. La forza dirompente di un amore assoluto che il romanzo di Dumas espone con lucidità e spietatezza mi ha coinvolto sin dai primi capitoli”.

Per il regista, La Signora Delle Camelie è “una storia cupa e disperata, che oscilla pericolosamente nell’incerto territorio in cui danzano avvinghiati Eros e Thanatos. È una storia assoluta, spietata, estrema, senza margini di riscatto, senza limiti”. Nel suo mondo “il denaro trasforma la fedeltà in infedeltà, l’amore in odio, la virtù in vizio, il vizio in virtù, il servo in padrone, l’insensatezza in giudizio e il giudizio in insensatezza”.

Rosalyn alla Sala Umberto (Roma) 22 – febbraio 11 marzo 2018

febbraio 22, 2018

Nel corso della presentazione del suo libro a Toronto (Canada) Esther, scrittrice americana, conosce Rosalyn, la donna delle pulizie della sala conferenze che, si offre, il giorno dopo, di farle da guida in città.
In un prato, Rosalyn rivela che il suo l’uomo la picchia. Esther sbotta: “Un uomo del genere è da ammazzare”. Infatti – dice Rosalyn -”E’ nel bagagliaio”. Inizia così la nuova commedia noir di Edoardo Erba, che continua con un pressante interrogatorio di polizia, dove Esther racconta della sua attrazione per Rosalyn.

Dietro i fatti si nasconde un mistero più profondo.

Avvincente e ricco di colpi di scena, Rosalyn ritrae la solitudine , e la segreta violenza pronta ad esplodere, insite nella società americana contemporanea.

Caravaggio al cinema: da vedere

febbraio 20, 2018